WRC | Safari Rally Kenya 2026, PS14/16: Katsuta attacca e consolida la leadership. Out Neuville. Cancellata la 16ª Speciale

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 14 Marzo 2026 - 15:59
Tempo di lettura: 5 minuti
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WRC | Safari Rally Kenya 2026, PS14/16: Katsuta attacca e consolida la leadership. Out Neuville. Cancellata la 16ª Speciale

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Nel pomeriggio keniota, Takamoto Katsuta spinge forte e rintuzza gli attacchi di Fourmaux in un loop orfano della PS16

E alla fine rimasero in quattro!” scriveva Agatha Christie. E quello che sta succedendo in Kenya in questi giorni rispecchia in toto le parole della scrittrice britannica. Il Safari Rally Kenya 2026 è stato finora un’autentica carneficina sportiva. Nel giro di una prova, la numero 13, Toyota perdeva in un sol colpo le sue tre punte più affilate, Evans, Solberg ed Ogier. Nelle due PS di questo pomeriggio, invece, Hyundai rinunciava a Neuville e scalava in quarta posizione con Lappi, dopo una foratura.

In un rally che ha fatto della durezza la propria firma, il sabato del Safari Rally Kenya 2026 ha superato perfino gli standard abituali della gara africana. Quella che in mattinata sembrava ancora una situazione ampiamente sotto controllo per Toyota, con tre vetture saldamente davanti a tutti, si è trasformata nel giro di poche decine di minuti in un collasso totale. La durissima Sleeping Warrior e il successivo trasferimento verso il service di Naivasha hanno infatti riscritto da cima a fondo la classifica, consegnando a Takamoto Katsuta una leadership tanto inattesa quanto preziosissima.

Il primo a cadere è stato Elfyn Evans, fino a quel momento pienamente in lotta nelle posizioni di vertice. Il gallese ha dovuto alzare bandiera bianca proprio sulla PS13, fermato da un danno irreparabile alla sospensione posteriore destra della sua Toyota GR Yaris Rally1.

Elfyn Evans

Pochi minuti più tardi il colpo si è fatto ancora più pesante per la squadra giapponese: Oliver Solberg, leader del rally, si è arreso nel trasferimento dopo aver affrontato la Sleeping Warrior praticamente alla cieca, senza liquido lavavetri e con il fango che aveva reso la visibilità quasi nulla. A metterlo fuori gioco è stato un problema all’alternatore, aggravato anche da noie alla trasmissione.

Come se non bastasse, anche la furiosa rimonta di Sébastien Ogier si è spenta lontano dal cronometro, sempre nel tratto di collegamento verso il parco assistenza. Il francese, che aveva appena sferrato un attacco pesantissimo e si era riportato in scia di Solberg, è stato tradito dallo stesso tipo di guasto, completando così una mattinata da incubo per Toyota.

Nel giro di una speciale e del successivo rientro, la casa giapponese ha perso i suoi tre uomini più pericolosi, vedendo evaporare una situazione che fino a poche ore prima sembrava di controllo quasi assoluto.

In mezzo a questo terremoto sportivo è emerso Takamoto Katsuta, che ha interpretato il sabato con l’unico approccio possibile in un Safari del genere: sopravvivere. Il giapponese, già provato in mattinata da una doppia foratura sulla Elmenteita e costretto a completare il resto del giro senza ruote di scorta, aveva deliberatamente abbassato il ritmo, scegliendo di pensare prima di tutto a restare in gara.

Una condotta prudente, quasi difensiva, che si è poi rivelata la più intelligente di tutte. Così, mentre attorno a lui crollavano i riferimenti principali del rally, Katsuta si è ritrovato improvvisamente davanti a tutti e nel pomeriggio ha saputo amministrare il vantaggio con sangue freddo.

Il sabato, però, non aveva ancora esaurito la propria ferocia. Nel loop pomeridiano anche Hyundai ha dovuto pagare un prezzo pesantissimo, perdendo Thierry Neuville. Il belga, che aveva iniziato la seconda parte di giornata al secondo posto assoluto nonostante una mattinata già travagliata, è stato costretto al ritiro sulla seconda passata di Soysambu dopo aver accusato una tripla foratura senza più gomme di scorta disponibili. Un colpo durissimo anche per la casa coreana, che in quel momento sembrava aver approfittato al meglio del disastro Toyota.

Thierry Neuville

A raccogliere l’eredità di Neuville è stato Adrien Fourmaux, bravo a navigare nel caos generale e a prendersi la seconda posizione. Il francese ha vinto una speciale a Soysambu, poi ha impostato il resto della sua giornata con un obiettivo chiarissimo: proteggere la Hyundai i20 N Rally1 e portarla al traguardo senza cercare nulla di superfluo. Il risultato è un secondo posto provvisorio a 1’25”5 da Katsuta, un distacco importante ma non ancora definitivo in un Safari che ha già dimostrato di poter ribaltare tutto in qualunque momento.

Alle spalle dei primi due resiste in maniera sorprendente anche Sami Pajari, terzo assoluto dopo una giornata che avrebbe potuto distruggergli completamente il rally. Il giovane finlandese aveva perso oltre cinque minuti in mattinata a causa dell’esplosione di uno pneumatico ad alta velocità sulla Elmenteita, episodio che aveva provocato anche danni evidenti alla carrozzeria. Invece Pajari ha reagito con personalità, tornando all’attacco nel pomeriggio fino a vincere proprio la seconda passata della stessa speciale e riprendersi il gradino più basso del podio provvisorio.

Scivola così in quarta posizione Esapekka Lappi, altro uomo sopravvissuto più che protagonista di giornata. Il finlandese ha dovuto convivere nel pomeriggio con un forte sottosterzo e con una foratura all’anteriore sinistra, arrivando al termine della tappa con un approccio quasi disilluso. Il suo obiettivo, più che guardare la classifica, sembra ormai essere semplicemente quello di portare la macchina al traguardo, filosofia comprensibile in un rally che continua a divorare mezzi e ambizioni con una regolarità impressionante.

Giornata molto dura anche per M-Sport Ford, con Jon Armstrong alle prese con ripetuti allarmi sulla temperatura dell’acqua e con una foratura all’anteriore destra, mentre Josh McErlean ha dovuto continuare a gestire un problema persistente al motore. Entrambi restano lontani dalle posizioni che contano, in un Safari che per la squadra britannica si sta trasformando soprattutto in un esercizio di resistenza.

Jon Armstrong

A chiudere definitivamente un sabato fuori controllo è stata poi la cancellazione della seconda passata della Sleeping Warrior, annullata dagli organizzatori quando i profondi solchi pieni d’acqua, aggravati dalla pioggia del pomeriggio, sono stati giudicati troppo difficili da raggiungere per eventuali mezzi di soccorso. Un finale perfettamente coerente con il tono della giornata: nel Safari 2026 non sta vincendo chi attacca di più, ma chi riesce a restare in piedi mentre tutto attorno crolla. E, almeno per ora, quell’uomo è Takamoto Katsuta.

WRC2

Nel WRC2, intanto, è Robert Virves a uscire rafforzato dal sabato, chiudendo la giornata con 55”3 di vantaggio nella categoria e con un eccellente quinto posto assoluto. Alle sue spalle resta Gus Greensmith, mentre completano la top ten provvisoria Fabrizio Zaldivar, Andreas Mikkelsen, Diego Domínguez e Daniel Chwist. Anche tra le Rally2, del resto, il Kenya continua a premiare soprattutto chi riesce a tenere insieme ritmo, lucidità e sopravvivenza.

Classifica assoluta dopo SS16

  1. Takamoto Katsuta / Aaron Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) – 2:41:00.2
  2. Adrien Fourmaux / Alexandre Coria (Hyundai i20 N Rally1) – +1:25.5
  3. Sami Pajari / Marko Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) – +5:29.1
  4. Esapekka Lappi / Enni Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) – +6:18.5
  5. Robert Virves / Jakko Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) – +9:42.1
  6. Gus Greensmith / Jonas Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) – +10:37.4
  7. Fabrizio Zaldivar / Marcelo Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) – +10:43.8
  8. Andreas Mikkelsen / Jorn Listerud (Škoda Fabia RS Rally2) – +11:24.4
  9. Diego Domínguez / Rogelio Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) – +11:57.8
  10. Oliver Solberg / Elliott Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) – +18:21.0 (Super Rally Rule)

Immagini Red Bull

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