WRC | Roma si prepara: nel 2026 il quartier generale della gara lascerà Fiuggi per tornare nella Capitale dopo quasi 10 anni

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 3 Febbraio 2026 - 16:15
Tempo di lettura: 4 minuti
Condividi su
WRC | Roma si prepara: nel 2026 il quartier generale della gara lascerà Fiuggi per tornare nella Capitale dopo quasi 10 anni

RICEVI LE NOTIFICHEP300.it SONDAGGIO

Home  »  WRC

Direzione Gara, Sala Stampa e Parco Assistenza tornano a Roma: il Rally di Roma Capitale lascia Fiuggi e ritorna nella Città Eterna per la prima volta dal 2016

Dal 3 al 5 luglio 2026 il Rally di Roma Capitale riporta il grande rally internazionale nel cuore della Città Eterna, ospitando nuovamente FIA European Rally Championship (ERC) e Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco (CIAR). L’edizione 2026 avrà molte sfaccettature diverse: percorso e logistica verranno in buona parte ridisegnati, il quartier generale tornerà a Roma e l’evento sarà osservato da FIA e WRC Promoter in vista dell’ingresso nel WRC 2027.

Un’edizione chiave tra ERC e CIAR

Organizzato da Motorsport Italia e Max Rendina, il Rally di Roma Capitale conferma il proprio ruolo tra le manifestazioni di riferimento del panorama europeo. La doppia validità ERC e CIAR (Campionato Italiano Assoluto Rally) consolida la centralità sportiva dell’evento, che punta a crescere ulteriormente in termini di qualità organizzativa e impatto internazionale.

Roma torna quartier generale: svolta logistica per la prima volta dal 2016

La novità più significativa riguarda la centralità totale di Roma: Direzione Gara, Sala Stampa e Parco Assistenza saranno nuovamente ospitati nella Capitale. Termina dunque il lungo mandato di Fiuggi, famosa cittadina termale situata a circa 90km sud-est dal perimetro di “Roma Capitale“, che nel 2017 aveva ereditato i gradi di centro nevralgico della gara, dando i natali ad edizioni storiche della classica rallistica capitolina.

Fiuggi aveva dalla sua parte un’ottima posizione strategica all’interno dell’itinerario di gara, essendo facilmente raggiungibile da tutte le zone interessate negli anni dalla corsa (Subiaco, Altipiani di Arcinazzo, Affile, Guarcino, Bellegra, Santopadre, Alatri ecc.).

Quello di Roma può, dunque considerarsi un ritorno storico: l’ultima volta in cui il cuore operativo della gara fu ospitato nella Capitale risale, infatti, al 2016, quando il quartier generale venne allestito nell’area dell’EUR, nei pressi del centro commerciale Euroma2 situato a sua volta a pochi passi dall’ex-tracciato cittadino di Formula E.

Sinergia istituzionale e visione di lungo periodo

L’edizione 2026 nasce in stretta collaborazione con Roma Capitale, l’Assessorato ai Grandi Eventi, la Regione Lazio, ACI Sport, i Comuni attraversati dal percorso e con il patrocinio del Ministero per lo Sport e i Giovani, Sport e Salute e CONI, all’interno di un network istituzionale più ampio.

Il messaggio è chiaro: sport, territorio e comunità diventano un unico progetto, con Roma come palcoscenico capace di unire spettacolo, promozione e una strategia di crescita strutturata.

Osservati speciali: FIA e WRC Promoter in ottica 2027

Il Rally di Roma Capitale 2026 sarà un appuntamento determinante anche sul piano prospettico: la gara verrà infatti nuovamente valutata da FIA e WRC Promoter (che cambierà proprietà a breve) in vista dell’approdo ormai prossimo nel calendario WRC 2027. Un passaggio che alza l’asticella e rende l’edizione 2026 un vero banco di prova sullo standard internazionale.

Percorso ridisegnato: più fluidità, sicurezza e spettacolo

Sul fronte sportivo e organizzativo, l’evento annuncia un’importante evoluzione: percorso e logistica saranno in buona parte ripensati con l’obiettivo di offrire una sfida tecnica rinnovata, senza perdere l’identità del Rally di Roma Capitale. Al centro ci sono tre parole chiave: fluidità, sicurezza ed esperienza complessiva, sia per gli equipaggi sia per addetti ai lavori e pubblico.

Sostenibilità: confermare le tre stelle FIA Environmental Programme

Resta centrale anche l’impegno ambientale. Il Rally di Roma Capitale lavorerà per consolidare e potenziare le iniziative “green”, con l’obiettivo di mantenere le tre stelle del FIA Environmental Programme, traguardo che negli ultimi anni ha reso l’evento un riferimento nel campionato ERC per buone pratiche e attenzione concreta all’impatto ambientale.

Inclusione sociale e sicurezza stradale: “La strada non è un videogioco”

La manifestazione mostrerà nuovamente anche la propria indole per il sociale, dando seguito a collaborazioni con associazioni e realtà del territorio. A questo verranno poi associate nuove iniziative pensate appositamente per l’edizione 2026.

Sul fronte della sicurezza stradale, sono già in stato di preparazione avanzata diverse attività di sensibilizzazione ed educazione rivolte a un pubblico ampio, con i giovani osservati speciali. In questo contesto verrà ripreso e ulteriormente sviluppato il programma “La strada non è un videogioco”, iniziativa che nelle scorse edizioni ha ottenuto feedback positivi su tutti i fronti.

Rendina: “Sfida cruciale, tra conferme e cambiamenti”

Max Rendina, organizzatore del Rally di Roma Capitale, ha definito il 2026 un passaggio chiave nel percorso di crescita dell’evento, legando la svolta logistica e la centralità di Roma a una visione più ampia di consolidamento e ambizione internazionale: non solo un cambio di sede operativa, ma un’evoluzione strutturale che punta ad alzare ulteriormente gli standard.

Il Rally di Roma Capitale è cresciuto anno dopo anno grazie a una visione chiara e a una forte collaborazione con le istituzioni. Il 2026 rappresenta per noi un passaggio importante: continuiamo a investire su sostenibilità, qualità organizzativa e rapporto con il territorio, guardando al futuro con ambizione ma anche con grande senso di responsabilità… Sarà un’edizione di solide conferme e di importanti cambiamenti: ci aspetta una sfida cruciale”.

Nel suo intervento, Rendina mette in evidenza due binari paralleli: da un lato la volontà di confermare i pilastri che hanno costruito la credibilità del Roma Capitale (organizzazione, legame col territorio, iniziative green), dall’altro la necessità di cambiare e modernizzare in vista di un futuro più grande. Il riferimento alla “responsabilità” è anche un messaggio al sistema: con Roma di nuovo al centro e l’evento sotto osservazione, il 2026 diventa un test di maturità per dimostrare che la gara può reggere una dimensione ancora più alta.

Immagini: Red Bull Content Pool

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.