WRC | Rivoluzione 2027: nuovi titoli Costruttori e Team. Ecco chi correrà nella nuova categoria Rally1

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 25 Ottobre 2026 - 12:00
Tempo di lettura: 13 minuti
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WRC | Rivoluzione 2027: nuovi titoli Costruttori e Team. Ecco chi correrà nella nuova categoria Rally1
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La FIA ridisegna la struttura sportiva del Mondiale: il titolo Costruttori sostituirà quello Marche e sarà accessibile anche ai preparatori indipendenti, mentre nascerà un campionato Team su sette rally. WRC27 e Rally2 con Kit correranno insieme nella classe regina, con Toyota già avanti nello sviluppo, M-Sport pronta con la Fiesta, nuovi progetti indipendenti e il futuro Hyundai ancora tutto da decifrare

Il WRC 2027 cambierà molto più delle proprie vetture. Il FIA World Motor Sport Council ha approvato una nuova struttura sportiva per accompagnare l’ingresso delle WRC27, introducendo un Constructors’ Championship e un separato WRC Teams’ Championship. La modifica non rappresenta soltanto un cambio di denominazione: fotografa una classe regina che dalla prossima stagione non sarà più necessariamente costruita attorno a pochi programmi ufficiali sostenuti direttamente dalle grandi case automobilistiche.

Il nuovo titolo Costruttori sostituirà l’attuale Manufacturers’ Championship e sarà aperto sia ai costruttori automobilistici tradizionali sia ai preparatori indipendenti, purché iscritti con vetture appartenenti alla nuova Rally1. Per poter conquistare il campionato sarà necessario partecipare a tutti i round della stagione. Il Mondiale Team offrirà invece una strada più flessibile: verrà disputato su sette appuntamenti nominati, tra i quali dovranno obbligatoriamente esserci almeno un rally oltreoceano e la finale stagionale.

È una distinzione fondamentale perché il panorama che si sta formando per il 2027 comprende programmi profondamente differenti tra loro. Toyota affronterà la stagione con una vettura completamente nuova, M-Sport utilizzerà una Fiesta Rally2 trasformata attraverso il WRC Kit, Project Rally One punta a un programma parziale con una propria WRC27 e dalla Spagna sta nascendo un altro costruttore indipendente. Hyundai continua invece a testare la propria Rally2 senza avere ancora chiarito in quale forma resterà nel Mondiale, mentre anche un nome storico come Prodrive ha iniziato a discutere direttamente con il nuovo Promoter di un possibile ritorno.

La nuova Rally1 unirà WRC27 e Rally2 trasformate

Dal 2027 la denominazione Rally1 non identificherà più un’unica filosofia tecnica. Nella stessa categoria correranno infatti le nuove vetture costruite secondo il regolamento WRC27 e le cosiddette WRC Kit Cars, derivate da Rally2 già esistenti ma equipaggiate con un pacchetto aerodinamico specifico omologato dalla FIA.

Il Kit comprende nuovi elementi nella zona anteriore e un dispositivo aerodinamico posteriore, con un prezzo massimo fissato a 7.500 euro. La soluzione resterà ammessa almeno nel biennio 2027-2028 ed è stata introdotta soprattutto per aumentare rapidamente il numero di vetture nella categoria durante la transizione verso la nuova generazione. FIA e WRC hanno inoltre portato da 32 a 33 millimetri il diametro massimo del restrittore turbo per entrambe le configurazioni, mantenendo la possibilità di intervenire attraverso misure tecniche o sportive qualora fosse necessario preservare un adeguato equilibrio prestazionale tra le differenti tipologie di vettura.

Le WRC27 propriamente dette saranno invece costruite attorno a una cellula di sicurezza tubolare, con trazione integrale, sospensioni a doppio triangolo e motore 1.6 turbo alimentato con carburante sostenibile. Il regolamento lascia molta più libertà nella realizzazione della carrozzeria rispetto al passato e soprattutto impone un tetto economico importante: una macchina completa e pronta per correre in configurazione asfalto non potrà superare i 345.000 euro.

L’obiettivo è evidente: abbassare drasticamente la barriera d’ingresso e permettere a realtà che non sono grandi OEM di costruire una propria vettura da vertice.

Toyota: il programma più avanzato e l’unico totalmente in continuità con il 2026

Tra le squadre attualmente presenti nella classe principale, Toyota è quella con il futuro 2027 più definito. La casa giapponese ha scelto direttamente la strada WRC27 e sta sviluppando da mesi una vettura completamente nuova, senza quindi ricorrere a un Kit applicato alla GR Yaris Rally2.

Lo sviluppo è ormai in una fase molto avanzata. Subito dopo la conclusione del Mondiale 2026 la squadra è tornata immediatamente al lavoro, prima sull’asfalto spagnolo e poi sullo sterrato portoghese, facendo alternare al volante diversi dei propri piloti. All’inizio di ottobre il prototipo era già considerato molto vicino alla configurazione definitiva destinata all’omologazione.

Toyota rappresenterà quindi il riferimento più tradizionale della nuova era: programma factory, presenza completa nel calendario e una macchina progettata direttamente per il nuovo regolamento. È anche il progetto che meglio si presta, allo stato attuale, al nuovo titolo Costruttori proprio perché nasce con l’intenzione di affrontare l’intera stagione.

M-Sport con la Fiesta nel 2027, ma la nuova Ford 2029 è già in sviluppo

La strada scelta da M-Sport e Ford sarà completamente diversa rispetto a quella di Toyota. Nel 2027 non arriverà ancora una WRC27 progettata da zero: la squadra britannica utilizzerà invece la Ford Fiesta Rally2 equipaggiata con il WRC Kit, mantenendo così una presenza nella categoria principale durante la fase di transizione verso il ritorno ufficiale della casa americana.

Lo sviluppo è già entrato in una fase molto concreta. Dopo i primi chilometri percorsi nel Regno Unito, Matthew Wilson e Romet Jürgenson hanno lavorato sulla vettura durante una settimana di test sull’asfalto spagnolo, verificando soprattutto il comportamento del nuovo pacchetto aerodinamico e gli effetti delle modifiche previste dal regolamento 2027. Le variazioni nella zona anteriore e dell’ala posteriore non stravolgono la Fiesta Rally2, ma secondo Wilson garantiscono un passo avanti percepibile, al quale si aggiunge il leggero incremento di potenza prodotto dal restrittore portato da 32 a 33 millimetri.

Il programma è poi passato dalla classica sessione di sviluppo a qualcosa di molto più vicino alle condizioni reali di gara. Nel weekend del Rally 6 Cities North of Portugal, ultimo appuntamento dell’ERC 2026, M-Sport ha affidato la Fiesta Kit a Josh McErlean ed Eoin Treacy, ottenendo un’autorizzazione speciale dalla FIA per far percorrere alla vettura tutte le 17 prove speciali dell’evento. La Fiesta, riconoscibile dal numero 500, viene utilizzata come vettura di servizio/course car all’interno del gruppo dell’Europeo: non concorre alla classifica ufficiale, ma i suoi tempi vengono rilevati per consentire alla squadra di confrontarne il comportamento con quello delle normali Rally2 presenti in gara.

Atmosphere during the FIA European Rally Championship in Fafe, Portugal,on 23, October 2026 // @World / Red Bull Content Pool // SI202610230576 // Usage for editorial use only //

Il passaggio portoghese è particolarmente importante perché rappresenta anche il primo vero banco prova su sterrato in un contesto competitivo. McErlean può affrontare le stesse strade, nelle stesse condizioni di degrado e con una sequenza di prove molto più simile a quella di un rally rispetto a un normale test privato, permettendo a M-Sport di raccogliere dati preziosi sulla nuova configurazione. È quindi un primo assaggio reale di ciò che la Fiesta dovrà affrontare nel WRC 2027.

La struttura britannica sta valutando un programma particolarmente ambizioso, con l’intenzione di portare fino a tre Fiesta WRC Kit nell’intero calendario da 15 round. La line-up non è però ancora definita e lo stesso futuro di McErlean rimane da chiarire, nonostante il suo coinvolgimento diretto nello sviluppo della vettura.

Ma la Fiesta non rappresenta il vero progetto futuro di Ford. È piuttosto il ponte necessario per mantenere M-Sport e il marchio nella classe regina mentre dietro le quinte è già iniziato lo sviluppo della macchina destinata al 2029.

Subito dopo i test della vettura 2027 in Spagna, Wilson si è infatti recato al Ford Performance Technical Center in North Carolina per iniziare il primo lavoro al simulatore sulla futura WRC27. L’obiettivo è arrivare all’inizio del 2029 con una macchina già sufficientemente matura per essere competitiva fin dal debutto, considerando che l’omologazione dovrà essere completata entro la fine del 2028.

E soprattutto non si tratterà di un’evoluzione di qualcosa già esistente. La futura Ford viene descritta come un progetto nato da un foglio bianco, senza una continuità tecnica diretta né con la Fiesta Rally2 né con la Puma Rally1 utilizzata fino al 2026.

Il percorso Ford si articolerà quindi su tre fasi ben distinte: Fiesta WRC Kit nel 2027, ritorno ufficiale factory di Ford Racing nel 2028 e nuova WRC27 nel 2029. La vettura provvisoria assume così un’importanza maggiore di quella suggerita dal termine stesso: dovrà mantenere in attività la struttura, conservare esperienza nel campionato e permettere a Ford e M-Sport di preparare senza interruzioni il progetto destinato realmente a rappresentare il ritorno del Blue Oval.

Ed è proprio per questo che il test portoghese con McErlean conta più di quanto possa sembrare: la Fiesta 2027 non è ancora arrivata nel Mondiale, ma sta già affrontando un rally vero per capire quanto sia pronta a farlo.

Atmosphere during the FIA European Rally Championship in Fafe, Portugal,on 23, October 2026 // @World / Red Bull Content Pool // SI202610230539 // Usage for editorial use only //

Project Rally One: il primo indipendente nato direttamente per le WRC27

Il progetto che più concretamente dimostra la filosofia delle nuove regole è Project Rally One.

La struttura guidata dall’ingegnere Lionel Hansen è stata la prima realtà indipendente ad annunciare una vettura costruita completamente secondo il regolamento WRC27 e ha già mostrato pubblicamente il proprio prototipo. La macchina aveva completato, al momento della presentazione di settembre a Huy, cinque giornate e circa 750 chilometri di test su asfalto senza problemi di affidabilità, con Bruno Thiry e Stéphane Lefebvre impegnati nella prima fase dello sviluppo.

Sotto la carrozzeria specifica realizzata da Faster Racing trova posto un propulsore VAG legato concettualmente all’unità utilizzata sulla Škoda Fabia RS Rally2, ma profondamente modificato per rispettare il regolamento WRC27. Il progetto dispone ormai di oltre venti dipendenti a tempo pieno, mentre Alain Penasse ricopre il ruolo di Sporting Director. Teemu Suninen è stato coinvolto nello sviluppo su terra e figura, insieme a Lefebvre, tra i nomi maggiormente associati alla possibile line-up.

L’obiettivo resta quello di portare due vetture al Rallye Monte-Carlo 2027, ma il programma iniziale non dovrebbe comprendere l’intero Mondiale. Le indicazioni più recenti parlano di un massimo di circa sette round WRC, affiancati da apparizioni nel campionato belga per continuare lo sviluppo della vettura.

Ed è proprio qui che il nuovo campionato Team potrebbe acquisire un senso concreto. Con l’attuale programma Project Rally One non soddisferebbe l’obbligo di presenza in tutti i 15 round necessario per puntare al titolo Costruttori, ma una campagna strutturata su sette appuntamenti potrebbe teoricamente allinearsi molto meglio al nuovo WRC Teams’ Championship, a condizione naturalmente di rispettarne gli eventi obbligatori e formalizzare l’iscrizione secondo i criteri FIA.

WRT Rally1 Spain: una seconda WRC27 indipendente in costruzione

Project Rally One non sarà l’unico programma privato.

La Real Federación Española de Automovilismo e RMC Motorsport hanno creato il progetto WRT Rally1 Spain, con l’obiettivo di realizzare un’altra vettura completamente conforme al regolamento WRC27. Si tratta di un’operazione particolare anche sul piano istituzionale: una federazione nazionale è direttamente coinvolta nel sostegno a un costruttore indipendente con l’ambizione di entrare nella classe principale del Mondiale.

RMC Motorsport porterà nel progetto l’esperienza accumulata nello sviluppo delle vetture N5, mentre la base tecnica seguirà integralmente i nuovi regolamenti FIA. Il programma non punta però necessariamente al Monte-Carlo. L’obiettivo comunicato dalla squadra è provare a debuttare al Croatia Rally nell’aprile 2027, pur riconoscendo che la data dipenderà dall’andamento dei test e dall’affidabilità raggiunta dal prototipo.

Anche in questo caso, quindi, si prospetta almeno inizialmente un programma parziale. La nuova struttura sportiva permette comunque a una realtà simile di entrare gradualmente nel Mondiale senza essere costretta a sostenere immediatamente una stagione completa da 15 round.

FIA considera oggi Toyota, Project Rally One, WRT Rally1 Spain e la futura Ford i quattro progetti ufficialmente impegnati nello sviluppo di vetture WRC27, anche se soltanto una parte di questi sarà già presente con una macchina completamente nuova dall’inizio del 2027.

Hyundai: niente WRC27, ma i test Rally2 riaprono il futuro

Il caso più difficile da interpretare resta Hyundai.

Una WRC27 completamente nuova per il 2027 è ormai esclusa per ragioni di tempistiche e fino a pochi mesi fa sembrava altrettanto improbabile la realizzazione di un WRC Kit per la i20 N Rally2. Hyundai aveva infatti scelto di concentrare le proprie risorse sull’evoluzione della normale vettura Rally2, facendo intendere che la priorità non fosse quella di trasformarla in un modello eleggibile per la nuova Rally1.

Le ultime settimane hanno però aggiunto nuovi elementi.

In Finlandia centrale Hyundai ha completato un importante programma di sviluppo sulla i20 N Rally2, coinvolgendo Kris Meeke, Hayden Paddon ed Adrien Fourmaux nell’arco di cinque giornate. Fourmaux è salito sulla vettura venerdì 23 ottobre, con un test che secondo le informazioni disponibili era stato programmato già durante il Rally Finland.

La presenza del francese ha inevitabilmente attirato attenzione, soprattutto considerando le indiscrezioni che negli ultimi mesi lo hanno accostato a un possibile ritorno nell’orbita Ford. Il test, però, non può essere interpretato automaticamente come la conferma di un contratto Hyundai per il 2027: indica piuttosto che Fourmaux continua a essere coinvolto nel lavoro tecnico della casa coreana e che il programma rally non è stato semplicemente abbandonato.

Ancora più importante è la dimensione stessa del test. Cinque giorni e tre piloti differenti suggeriscono che Hyundai stia preparando un’evoluzione significativa della propria Rally2. Resta però completamente da chiarire come questa attività verrà tradotta nel Mondiale 2027.

Cyril Abiteboul ha lasciato aperte diverse possibilità. Hyundai potrebbe mantenere una presenza diretta, affidarsi maggiormente a strutture clienti oppure concentrare il proprio impegno sulla Rally2 con un modello simile a quello utilizzato da altri marchi. Le informazioni più recenti continuano comunque a indicare come improbabile, al momento, un WRC Kit vero e proprio.

La distinzione è fondamentale: senza il Kit la i20 N Rally2 resterebbe una vettura WRC2 e non potrebbe concorrere né al titolo Costruttori né al nuovo campionato Team della Rally1.

Hyundai appare quindi tutt’altro che fuori dal rally, ma il livello esatto del proprio coinvolgimento nel WRC resta uno dei maggiori interrogativi a poche settimane dall’apertura delle iscrizioni per il Monte-Carlo.

Prodrive ha già fatto i conti per un possibile ritorno

Un altro nome tornato improvvisamente nel radar del Mondiale è Prodrive.

Il 21 ottobre Éric Boullier e Julien Vial hanno incontrato David Richards nella sede della struttura britannica per discutere direttamente di un possibile ritorno nel WRC. Al momento non esiste alcuna vettura annunciata, nessuna data d’ingresso e soprattutto nessun programma formalmente approvato. Ma il livello della discussione è già superiore a quello di un semplice interesse esplorativo.

Richards ha infatti confermato che Prodrive ha già studiato il regolamento tecnico, valutato i costi e analizzato come potrebbe strutturare un progetto.

«Abbiamo effettuato tutte le valutazioni tecniche. Sappiamo quanto costerebbe, sappiamo come dovremmo procedere. La discussione serve a capire se siamo tutti allineati.»

Per il WRC sarebbe un ritorno dal peso storico enorme. Prodrive ha costruito l’epoca d’oro Subaru, vincendo tre titoli Costruttori consecutivi tra il 1995 e il 1997 e accompagnando Colin McRae, Richard Burns e Petter Solberg verso le rispettive corone mondiali. L’ultima presenza nella classe principale risale invece al programma Mini terminato nel 2012.

La decisione, però, non dipenderà esclusivamente dai regolamenti tecnici. Richards vuole capire quale livello di investimento il nuovo Promoter sia disposto a mettere nella crescita mediatica e commerciale del campionato. Secondo il britannico, ridurre i costi delle vetture è soltanto una parte della soluzione: per giustificare nuovi programmi bisogna aumentare pubblico, visibilità televisiva e accessibilità dei contenuti.

Prodrive non va quindi conteggiata tra le squadre della griglia 2027. Ma il fatto che una struttura di quel livello abbia già completato le proprie valutazioni economiche e tecniche mostra quanto le nuove norme stiano iniziando a muovere interesse anche oltre i programmi già annunciati.

Škoda e Lancia resteranno invece in WRC2

Non tutte le Rally2 presenti nel Mondiale verranno trasformate in Rally1.

Škoda Motorsport ha escluso lo sviluppo di un WRC Kit per la Fabia RS Rally2 nel 2027, citando soprattutto i tempi troppo ridotti per realizzare correttamente il progetto. La casa ceca continuerà quindi a concentrarsi sulla propria Rally2 e sul programma clienti, senza entrare nella nuova categoria principale.

Situazione simile per Lancia. Il marchio italiano, tornato nel Mondiale nel 2026 con la Ypsilon Rally2 HF Integrale, non prevede al momento né una WRC27 né l’omologazione del Kit per la prossima stagione. La priorità resta il programma Rally2, nonostante alcuni piloti abbiano già manifestato il desiderio di cercare opportunità nella classe principale.

Allo stato attuale, quindi, la Fiesta M-Sport rimane l’unica Rally2 per la quale sia stato confermato pubblicamente lo sviluppo del WRC Kit.

Perché servono due campionati differenti

È proprio guardando questa fotografia che la separazione tra Costruttori e Team diventa molto più comprensibile.

Toyota può programmare una stagione completa con una WRC27 e rappresenta il modello classico di partecipazione al Mondiale. M-Sport potrebbe fare altrettanto attraverso una Rally2 trasformata e, grazie all’apertura agli independent tuners, non ha necessariamente bisogno che Ford sia già presente come programma factory per avere accesso alla nuova struttura sportiva.

Project Rally One e WRT Rally1 Spain, invece, stanno costruendo programmi più graduali e potrebbero non essere presenti a tutti gli appuntamenti. Per realtà simili, un campionato disputato su sette gare rappresenta un obiettivo sportivo molto più realistico rispetto all’obbligo immediato di sostenere un calendario globale da 15 round.

Hyundai si trova invece in una situazione completamente differente: può continuare a essere fortemente coinvolta nel rally senza necessariamente avere una vettura eleggibile per la Rally1. Prodrive osserva da fuori ma ha già iniziato a fare i conti. Škoda e Lancia, almeno per ora, hanno scelto deliberatamente di restare un gradino più sotto.

Il 2027 potrebbe quindi offrire una griglia molto meno uniforme rispetto a quella dell’era Rally1 2022-2026, con WRC27 factory, WRC27 indipendenti, Rally2 con Kit e normali Rally2 presenti contemporaneamente nello stesso evento ma distribuite tra categorie differenti.

La nuova Rally1 è ancora un cantiere aperto

A tre mesi dal Monte-Carlo, la fotografia non è quindi ancora definitiva.

Toyota è il programma WRC27 più avanzato e punta all’intera stagione. M-Sport ha già portato su strada la Fiesta dotata di Kit e prepara la transizione verso il ritorno factory Ford del 2028. Project Rally One vuole partire dal Monte-Carlo con due vetture ma punta inizialmente a un calendario limitato. WRT Rally1 Spain lavora invece verso un possibile esordio in Croazia.

Hyundai continua a sviluppare intensamente la propria i20 N Rally2 con Meeke, Paddon e Fourmaux, ma non ha ancora chiarito quale forma prenderà la sua presenza nel Mondiale. Prodrive ha aperto un confronto diretto con il Promoter e ha già studiato fattibilità e costi di un eventuale ritorno. Škoda e Lancia, al contrario, continueranno almeno inizialmente sulla strada del WRC2.

È un quadro ancora incompleto, ma è anche esattamente ciò che la FIA cercava di ottenere: non più un vertice accessibile esclusivamente attraverso programmi factory multimilionari, ma diverse porte d’ingresso alla stessa categoria principale.

Il successo delle nuove regole non si misurerà soltanto attraverso il numero di WRC27 costruite a gennaio.

Si misurerà soprattutto nel giro di due o tre stagioni, quando capiremo se nomi come Ford saranno stati seguiti da Prodrive o da altri costruttori e se progetti indipendenti come Rally One e WRT Rally1 Spain saranno riusciti a trasformare un regolamento più accessibile in programmi realmente sostenibili.

Per ora, però, una cosa è già evidente.

Nel 2027 non cambierà soltanto il nome del titolo Costruttori.

Cambierà il concetto stesso di chi può provare a vincerlo.

Media: Red Bull

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