WRC | Rally Scotland 2027: arrivano i primi indizi sull’itinerario. Aberdeen al centro del progetto

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 18 Maggio 2026 - 15:00
Tempo di lettura: 4 minuti
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WRC | Rally Scotland 2027: arrivano i primi indizi sull’itinerario. Aberdeen al centro del progetto

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Sopralluoghi in corso per costruire il debutto WRC 2027: base ad Aberdeen, percorso forestale compatto nell’Aberdeenshire e possibile prova “in città” al vaglio

Alba gu bràth! Il conto alla rovescia per il debutto del Rally Scotland nel WRC 2027 è già iniziato sul campo, tra boschi, incroci, raccordi e chilometri “da misurare” uno per uno. A inizio maggio, lo staff sportivo dell’evento è stato impegnato nelle ricognizioni per valutare le opzioni di percorso e costruire l’ossatura competitiva di una gara attesa da tempo. L’idea guida è chiara: un rally compatto, con Rally HQ e Service Park al P&J Live di Aberdeen, e una rotta forestale disegnata tra Aberdeenshire e aree limitrofe.

Chi costruisce la gara: il ruolo del coordinatore sportivo

A mettere insieme la parte “sportiva” del Rally Scotland è Andy Jardine, figura chiave del progetto. Il suo compito è dare forma al rally in ogni dettaglio operativo: itinerario, orari, struttura regolamentare e flusso della manifestazione, dalle verifiche alla chiusura dell’ultimo controllo orario, fino ai risultati ufficiali. In pratica, ciò che rende un rally non solo affascinante sulla carta, ma fattibile e solido nella realtà.

Il formato atteso: modello WRC con weekend pieno

Il Rally Scotland dovrebbe ricalcare l’impianto classico del WRC, con una scansione che gli addetti ai lavori conoscono bene: ricognizioni tra martedì e mercoledì, shakedown il giovedì mattina, poi la cerimonia di partenza (con l’ipotesi di una prova del giovedì sera) e tre giornate piene di gara, fino alla Power Stage e al finale intorno all’ora di pranzo della domenica. Un format collaudato, pensato per tenere insieme sport, televisione e pubblico.

Jardine e l’eredità scozzese: dal volontariato al WRC

Jardine non arriva a questo progetto “da esterno”: è cresciuto nel rally scozzese partendo dal basso, come commissario ai club event, prima di passare al ruolo di copilota. Nel suo percorso c’è anche un ricordo che racconta bene la sua cultura motoristica: la partecipazione al Lombard RAC Rally 1991, in equipaggio con George Porteous su Toyota Corolla GT, con un piazzamento che ancora oggi considera motivo d’orgoglio. È quel tipo di background che, in un progetto nuovo, fa la differenza tra un rally “immaginato” e un rally costruito con mestiere.

Aberdeen e dintorni: strade con storia e potenziale

Il territorio intorno ad Aberdeen non è una scommessa al buio. Qui esiste una tradizione reale, fatta di eventi e strade già “battezzate” dal rally: nell’area si trovano riferimenti come Grampian Forest Rally e Speyside Stages, oltre al ricordo di classiche come la Granite City Rally. In breve: la materia prima c’è, e l’ambizione è trasformarla in un prodotto WRC credibile e riconoscibile.

Non basta scegliere prove belle: servono TV, spettatori e identità

Costruire un itinerario WRC non significa solo individuare i tratti più veloci o tecnici. Serve un puzzle in cui ogni pezzo deve incastrarsi: l’evento deve funzionare per la produzione televisiva, garantire accessibilità al pubblico, offrire aree adatte a famiglie e appassionati “hardcore”, e soprattutto avere una personalità legata al territorio. L’obiettivo dichiarato è che il Rally Scotland non sia un “copia e incolla” di altre gare forestali, ma un appuntamento con un carattere specifico dentro il Mondiale.

Raggio d’azione: un rally concentrato attorno al P&J Live

L’idea di base è un itinerario raccolto: la maggior parte delle prove dovrebbe ricadere in un raggio relativamente vicino ad Aberdeen, con estensioni più ampie solo dove serve davvero. Il concetto è semplice e potente: pochi trasferimenti lunghi, giornate più “pulite” per gli equipaggi e un ritorno in assistenza più frequente, che aiuta anche il pubblico a vivere la gara in modo più diretto. In un WRC moderno, la compattezza è un valore: riduce fatica, ottimizza tempi e migliora la fruibilità.

Sopralluoghi: tra prove già note e strade “inesplorate”

Nelle ricognizioni, il team sta valutando sia prove consolidate sia strade non utilizzate dalle gare attuali. È un lavoro di selezione duro: a volte scopri perché una strada non viene impiegata (logistica, sicurezza, accessi), altre volte trovi un’occasione perfetta per creare qualcosa di nuovo. È proprio qui che nasce la differenza tra una gara normale e un debutto WRC: serve coraggio, ma anche realismo.

Condizioni attese: “forestry roads” scozzesi e un’identità da costruire

Chi conosce il rally locale sa cosa aspettarsi: strade forestali “serie”, dal fondo duro e dal ritmo sostenuto, con quel sapore tipico dei boschi scozzesi. Ma l’organizzazione vuole anche lasciare spazio alla sorpresa: l’obiettivo è creare un evento che, nel contesto del mondiale, si distingua e abbia una firma immediatamente riconoscibile.

Una prova in città? Ipotesi sul tavolo

C’è interesse anche per una speciale cittadina: una “street stage” ad Aberdeen oppure un format spettacolo nell’area del P&J Live. Al momento, la linea è prudente: se ne parla e si lavora con il Comune per capire quale soluzione possa valorizzare davvero la città senza forzare l’evento. Ma il messaggio è chiaro: Aberdeen non vuole essere solo “base logistica”, vuole essere parte della narrazione del rally.

Quando arriveranno i dettagli

Una prima bozza di itinerario dovrebbe emergere più avanti nel corso dell’anno. Da lì partirà l’iter di validazione con FIA e stakeholder, prima di annunciare in modo ufficiale prove, logistica e format definitivo. È un processo lungo, ma fisiologico: un debutto WRC non si improvvisa, si rifinisce passo dopo passo.

Slàinte mhath — alla salute: la Scozia è pronta a far sentire la sua voce nel WRC.

Immagini: rallyscotland.org

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