La dura legge del rally colpisce ancora: Ogier si ferma per una foratura sulla Vieira do Minho 2, Neuville ne approfitta e regala a Hyundai la 1ª vittoria 2026
Il Rally di Portogallo ha scelto il modo più crudele – e più spettacolare – per cambiare la storia della stagione. Thierry Neuville ha vinto il Vodafone Rally de Portugal con un finale drammatico, riaccendendo il suo 2026 e consegnando a Hyundai Shell Mobis World Rally Team la prima vittoria dell’anno, spezzando il dominio Toyota che fino a oggi aveva firmato ogni successo e spezzando il sortilegio iniziato esattamente un mese fa in Croazia.
La dura legge del rally non guarda in faccia nessuno. È come un destino che gira la ruota senza chiedere permesso: un giorno colpisce te, il giorno dopo colpisce l’altro. In Croazia aveva colpito Neuville, tradito proprio nell’ultima prova mentre stava vincendo. In Portogallo, oggi, ha presentato lo stesso conto a Ogier, quando sembrava ormai lanciato verso un’altra vittoria. È anche per questo che il rally, più di tanti altri sport, finisce per essere una metafora perfetta della vita: puoi fare tutto giusto, puoi guidare al limite, puoi controllare ogni dettaglio… e poi arriva l’imprevisto. E lì, l’unica cosa che conta davvero è come reagisci.

Una vittoria che pesa: Neuville riparte dopo mesi difficili
Per Neuville non è un successo “normale”. Il campione del mondo 2024 arrivava al sesto round soltanto 7° nel mondiale piloti, dopo un avvio di campionato storto: nessun podio nelle prime cinque gare e soprattutto l’incubo della Croazia, dove un’uscita nell’ultima prova mentre era al comando gli aveva strappato una vittoria che sembrava già scritta. Nel frattempo, Hyundai guardava Toyota vincere tutto. Portogallo sembrava destinato a continuare la stessa musica. Poi, a un passo dalla fine, la gara ha girato su se stessa.
Il momento che ribalta tutto: Ogier forato su Vieira do Minho 2
La domenica si era aperta con Sébastien Ogier in controllo: il francese partiva con 21”9 di vantaggio e stava andando verso un’ottava vittoria in Portogallo da record. Ma la penultima speciale, Vieira do Minho 2, ha riscritto il rally. In condizioni difficili – solchi profondi e pietre affioranti – Ogier è stato costretto a fermarsi per cambiare una foratura al posteriore destro. In pochi minuti, la corsa che sembrava sua gli è scivolata dalle mani.
Neuville, che per tutto il weekend era rimasto “nel giro” nonostante pioggia, fango e aderenza imprevedibile, si è ritrovato improvvisamente leader con una sola prova rimasta: la Fafe Wolf Power Stage.
Fafe senza errori: Neuville e Wydaeghe chiudono il colpo
In quel momento la pressione era totale: un rally così non lo vinci se sei solo veloce, lo vinci se resti lucido quando il finale ti arriva addosso. Neuville e Martijn Wydaeghe hanno gestito Fafe senza sbavature e hanno portato a casa la vittoria con 16”3 su Oliver Solberg.
È la 23ª vittoria WRC di Neuville e la seconda in Portogallo, otto anni dopo la precedente. Ma soprattutto è il risultato che Hyundai aspettava disperatamente: una vittoria “di rottura”, arrivata quando sembrava che l’inerzia del 2026 fosse ormai tutta in mano Toyota.
“È una vittoria molto speciale. Dopo quello che è successo in Croazia e le difficoltà che ci portiamo dietro da un po’, questa arriva nel momento giusto. Non solo per me e Martijn, ma per tutta la squadra. Non molliamo mai e questo weekend ha pagato. Eravamo sempre lì, sempre con un buon ritmo. Nulla era perfetto, ma siamo sempre riusciti a venirne fuori”, ha detto Neuville.

Toyota ko: Ogier precipita, Pajari travolto dallo stesso incubo
Per Toyota, la domenica diventa una ferita doppia. Ogier, finito 6°, ha commentato con amarezza: “Ci sono cose che non puoi controllare. Tutto ciò che potevamo controllare questo weekend lo abbiamo fatto abbastanza bene. Oggi è stata sfortuna. Ovviamente meritavamo qualcosa di meglio.”
E non è finita lì: sulla stessa Vieira do Minho 2 si è fermato anche Sami Pajari, costretto a un cambio ruota che lo ha fatto crollare dal 3° al 7° posto, interrompendo una striscia di cinque podi consecutivi che sembrava già in tasca.
Solberg 2° dopo un rally “a ping-pong”, Evans completa il podio
Il secondo posto è di Oliver Solberg, protagonista di un rally irregolare e pieno di su e giù: leader giovedì, di nuovo davanti per un tratto sabato mattina, poi rallentato da problemi gomme e un mezzo errore. Ma Solberg è rimasto abbastanza vicino per sfruttare il caos della domenica e tornare sul podio.
“È stato un risultato ‘a ping-pong’ per tutto il weekend. Dopo due rally duri su asfalto, sono felice di essere tornato sul podio con punti importanti. Sono soprattutto sollevato”, ha raccontato.
A chiudere il podio è Elfyn Evans, 3° a 29”1. Il gallese ammette di non aver espresso tutto il passo che voleva, ma il piazzamento rafforza comunque la sua leadership: dopo sei round, Evans allunga a +12 punti su Takamoto Katsuta.
Gli altri: Fourmaux 4° e miglior tempo in Power Stage
Adrien Fourmaux chiude 4° per Hyundai in un rally che gli aveva promesso di più: era stato anche leader, poi un’uscita di strada il venerdì e una doppia foratura lo avevano fatto scivolare indietro. Almeno, nel finale, il francese si è preso la soddisfazione del miglior tempo sulla Fafe Wolf Power Stage.
Katsuta chiude 5° davanti a Ogier e Pajari, con Toyota che paga carissimo il finale. Dani Sordo porta la terza Hyundai all’8° posto dopo un weekend duro. Mārtiņš Sesks è 9° per M-Sport Ford, mentre la top 10 è completata dal vincitore WRC2 Teemu Suninen.
La gaffe di Solberg sul podio: champagne “in anticipo”
A stemperare la tensione di un finale così drammatico ci ha pensato Oliver Solberg con un momento decisamente buffo durante la cerimonia del podio. Dopo la consegna dei trofei ai primi classificati, lo svedese ha iniziato a festeggiare stappando la sua bottiglia di champagne mentre gli altri – tra sorrisi e sguardi divertiti – lo osservavano: mancava ancora infatti la consegna del trofeo costruttori alla Hyundai, ma Solberg aveva già dato il via ai brindisi con qualche secondo d’anticipo. Un siparietto spontaneo che ha strappato risate e ha chiuso la giornata con un tocco di leggerezza.

WRC2 – capolavoro di Suninen! Solans affonda
Nel WRC2 la scena se l’è presa Teemu Suninen, e lo ha fatto con una storia che vale quasi quanto la vittoria stessa. Dopo essere rimasto lontano dal “circus” per oltre tre anni, il finlandese è tornato e ha messo subito tutti in riga: successo in Portogallo con la Toyota GR Yaris Rally2 al termine di una gara lucida, concreta, senza crepe, gestita da veterano. Alle sue spalle completa il giorno perfetto per Toyota anche Roope Korhonen, 2° con un’altra Yaris Rally2, mentre il podio si chiude con Andreas Mikkelsen, 3°, nome che nel mondiale rally pesa: già campione del mondo WRC2, due volte campione europeo e protagonista assoluto del WRC dei primi anni 2010.
A rovinare il possibile capolavoro è stata invece la sorte di Jan Solans: lo spagnolo è finito fuori strada sulla penultima speciale, nello stesso tratto traditore che ha tagliato le gambe anche ai big della top class, e nel finale ha incassato anche una foratura nella Power Stage, chiudendo un weekend che lascia l’amaro in bocca per come è finito. Eppure il livello mostrato resta alto: Solans qui aveva già vinto nel 2024 in RC2 con la Yaris, mentre questa volta era al volante della Škoda Fabia Rally2, confermando comunque un passo da riferimento prima che il Portogallo gli presentasse il conto più duro, proprio quando contava di più.
Lancia – weekend agrodolce per l’Elefantino
Un capitolo a parte lo merita Lancia, che lascia il Portogallo con un bilancio agrodolce. Il weekend di Yohan Rossel si è chiuso in anticipo sulla penultima prova speciale: un’uscita di strada lo ha portato a un colpo secco contro un costone di roccia, costringendolo al ritiro proprio quando serviva chiudere il lavoro.
A “salvare” almeno la parte legata ai punti e alla classifica di squadra ci ha pensato Nikolay Gryazin: pur alle prese con un attacco influenzale pesante, ha stretto i denti ed ha stoicamente portato la vettura ad un risultato utile, contribuendo al bottino di Lancia nel WRC2.
Gryazin non ha raccolto punti piloti, quindi non compare nei risultati individuali da podio, ma il suo arrivo ha limitato i danni per la Casa italiana, che dopo due vittorie consecutive tra Croazia e Canarie incassa una piccola battuta d’arresto. Resta però un segnale importante: la neonata Ypsilon ha mostrato di poter essere competitiva anche sullo sterrato, confermando un potenziale che va oltre l’asfalto.
JWRC – Carlberg e Membrado sprecano tutto ad un passo dal traguardo
Nel trucidaio generale non viene risparmiata nemmeno la categoria del Junior WRC dove arriva, forse, il trionfo più inatteso e paradossale del weekend: vince Ali Türkkan, ma non per una semplice rimonta “di ritmo”. È stata la classica domenica in cui il rally ti prende tutto e te lo ribalta in un attimo. Sulla penultima prova speciale si consuma, infatti, un vero e proprio suicidio sportivo collettivo: finiscono fuori strada sia Calle Carlberg, dominatore incontrastato fino a quel momento, sia Gil Membrado, che lo inseguiva da vicino e sembrava l’unico in grado di mettergli pressione.

E così, in un colpo solo, la classifica esplode. Türkkan – che all’inizio della PS22 era lontano oltre tre minuti dalla vetta – si ritrova improvvisamente con la strada spalancata verso una vittoria che, fino a pochi chilometri prima, sembrava semplicemente impossibile. Un successo clamoroso, quasi irreale, figlio di quel dettaglio crudele che rende il Junior WRC una categoria spietata: qui non basta andare forte, bisogna arrivare in fondo. E quando crollano i primi due, il rally sceglie un vincitore che nessuno stava più guardando.
Per Türkkan questo successo è di vitale importanza: è infatti la sua seconda vittoria su due eventi JWRC disputati che va a rinforzare la sua leadership di categoria a punteggio pieno. Il turco aveva già trionfato un mese fa in Croazia, anche in quell’occasione, sfruttando un altro svarione di Carlberg capace anche li di buttare alle ortiche una vittoria comoda.
WRC Vodafone Rally de Portugal – Classifica Generale (PS 23/23)
- Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe (Hyundai) – 3:53:01.7
- Oliver Solberg / Elliott Edmondson (Toyota) – +16.3
- Elfyn Evans / Scott Martin (Toyota) – +29.1
- Adrien Fourmaux / Alexandre Coria (Hyundai) – +54.8
- Takamoto Katsuta / Aaron Johnston (Toyota) – +1:12.6
- Sébastien Ogier / Vincent Landais (Toyota) – +1:26.6
- Sami Pajari / Marko Salminen (Toyota) – +2:50.9
- Dani Sordo / Cándido Carrera (Hyundai) – +4:10.0
- Mārtiņš Sesks / Renārs Francis (Ford) – +6:49.2
- Teemu Suninen / Janni Hussi (Toyota) – +11:13.8
Super Sunday – Classifica (dopo PS 23/23)
- Oliver Solberg / Elliott Edmondson (Toyota) – 43:15.1 (5 pt)
- Elfyn Evans / Scott Martin (Toyota) – +4.2 (4 pt)
- Adrien Fourmaux / Alexandre Coria (Hyundai) – +4.3 (3 pt)
- Takamoto Katsuta / Aaron Johnston (Toyota) – +10.6 (2 pt)
- Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe (Hyundai) – +11.4 (1 pt)
Punti Rally (dopo PS 23/23)
(Rally Points / Super Sunday / Power Stage / Totale)
- Thierry Neuville (Hyundai) – 25 / 1 / 4 / 30
- Oliver Solberg (Toyota) – 17 / 5 / 2 / 24
- Elfyn Evans (Toyota) – 15 / 4 / 3 / 22
- Adrien Fourmaux (Hyundai) – 12 / 3 / 5 / 20
- Takamoto Katsuta (Toyota) – 10 / 2 / 0 / 12
- Sébastien Ogier (Toyota) – 8 / 0 / 1 / 9
- Sami Pajari (Toyota) – 6 / 0 / 0 / 6
- Dani Sordo (Hyundai) – 4 / 0 / 0 / 4
- Mārtiņš Sesks (Ford) – 2 / 0 / 0 / 2
- Teemu Suninen (Toyota) – 1 / 0 / 0 / 1
Classifica Piloti (dopo Round 6)
- Elfyn Evans – 123 pts
- Takamoto Katsuta – 111 pts
- Oliver Solberg – 92 pts
- Adrien Fourmaux – 79 pts
- Sami Pajari – 78 pts
- Sébastien Ogier – 67 pts
- Thierry Neuville – 65 pts
- Esapekka Lappi – 21 pts
- Yohan Rossel – 20 pts
- Léo Rossel – 18 pts
Classifica Costruttori (dopo Round 6)
- Toyota Gazoo Racing WRT – 311 pts
- Hyundai Shell Mobis World Rally Team – 218 pts
- Toyota Gazoo Racing WRT2 – 86 pts
- M-Sport Ford World Rally Team – 71 pts
Prossima tappa: Rally Japan
Il Mondiale ora si sposta in Asia: prossimo appuntamento il FORUM8 Rally Japan, dal 28 al 31 maggio. Ma il segnale lanciato dal Portogallo resta fortissimo: Toyota non è invincibile. E Hyundai, finalmente, è tornata a vincere.
Immagini: Red Bull
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








