WRC | Rally Portugal 2026 – Anteprima ed orari: la disputa Mondiale si sposta sugli sterrati lusitani

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 5 Maggio 2026 - 09:00
Tempo di lettura: 10 minuti
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WRC | Rally Portugal 2026 – Anteprima ed orari: la disputa Mondiale si sposta sugli sterrati lusitani

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Il sesto appuntamento del WRC vede il ritorno dello sterrato: maxi-itinerario da 23 prove speciali, spalmati su 4 giorni di gara. La lotta al vertice si infiamma

Il WRC lascia subito l’asfalto delle Canarie e cambia completamente scenario: il Vodafone Rally de Portugal 2026, sesto atto del campionato, si corre dal 7 al 10 maggio con base a Matosinhos, su fondo sterrato, per un totale di 23 prove speciali e 344,91 chilometri competitivi. Il formato è quello classico dei grandi weekend lusitani: quattro giorni di gara, tanta usura, due loop lunghi e una domenica che riporta ancora una volta tutto verso il culto di Fafe.

Il Portogallo, come ricorda anche la presentazione ufficiale WRC, resta uno dei rally più duri da interpretare su ghiaia: le strade sabbiose e morbide del primo passaggio tendono a “pulirsi” molto per chi parte davanti, poi nella seconda tornata emergono pietre, solchi e tratti sempre più aggressivi per gomme, freni e meccanica. A questo si aggiungono temperature spesso elevate nella zona di Porto e prove molto diverse tra loro, con Amarante indicata dal sito ufficiale come uno dei punti chiave dell’evento per lunghezza e complessità.

Toyota arriva con cinque punte vere

Il tema centrale, inevitabilmente, è ancora Toyota. L’entry list ufficiale conferma la presenza di Takamoto Katsuta, Elfyn Evans, Oliver Solberg, Sami Pajari e Sébastien Ogier su GR Yaris Rally1: una line-up talmente profonda da trasformare ogni rally in una sfida interna ad altissimo livello. Dopo il dominio delle Canarie e il secondo 1-2-3-4 consecutivo, la sensazione è che il costruttore giapponese parta anche in Portogallo con il pacchetto più completo, pur in un contesto tecnico molto diverso rispetto all’asfalto spagnolo.

Tra i cinque, il nome che attira più attenzione è quello di Ogier. Il francese arriva dalla vittoria alle Canarie e in Portogallo ha un rapporto speciale: il sito ufficiale WRC ricorda che nel 2025 ha esteso a sette il proprio record di successi nell’evento. Su una gara in cui esperienza, gestione e lettura del fondo pesano tantissimo, il profilo di Ogier torna inevitabilmente in cima alla lista dei favoriti, anche perché parte senza l’onere di aprire la strada nel primo giorno pieno.

Più complicato, almeno in avvio, il compito di Elfyn Evans. Il gallese si presenta in Portogallo da leader del campionato con 101 punti, appena due in più di Katsuta, dopo i 27 raccolti alle Canarie tra classifica finale, Super Sunday e Power Stage. Ma proprio questa posizione in classifica lo espone al problema classico del Portogallo: partire davanti sullo sterrato soffice del venerdì significa spesso perdere tempo prezioso nel “pulire” la strada. In un rally così lungo, però, Evans può restare pienamente dentro la partita anche pensando in ottica punti pesanti nel fine settimana.

Anche Katsuta ha una chance concreta per rimettere mano alla vetta iridata. Il giapponese è a contatto diretto con Evans in campionato e si presenta su una superficie che nel 2026 gli ha già dato parecchia fiducia, a partire dal successo in Kenya. Partirà secondo, quindi non nella situazione ideale, ma resta uno dei piloti più caldi del momento e uno di quelli che possono permettersi di ragionare in modo più aggressivo, anche in vista del successivo appuntamento in Giappone.

Per Oliver Solberg, invece, il Portogallo pesa anche sul piano psicologico. Lo svedese ha mostrato passo da vittoria in più occasioni, compreso il duello serrato con Ogier alle Canarie, ma ha anche lasciato per strada punti pesanti. In classifica è quarto a 68 punti, ancora pienamente agganciato, però ora ha bisogno di un weekend pulito: senza errori, senza episodi, e con quella continuità che può trasformare la velocità in un risultato davvero grosso.

Discorso simile, ma con sfumature diverse, per Sami Pajari. Il finlandese arriva da una serie molto solida di risultati e alle Canarie ha allungato a cinque il numero di punti consecutivi pesanti raccolti da Toyota grazie a un altro podio. Lo stesso Pajari ha ribadito nei giorni scorsi che “non c’è tempo per rilassarsi”, segnale di un pilota che sente di essere entrato stabilmente nel gruppo dei migliori ma che ora vuole confermarsi anche su una ghiaia dura e tecnica come quella portoghese.

Hyundai prova a sfruttare il cambio di fondo

Se Toyota arriva in Portogallo sull’onda del dominio, Hyundai ha bisogno di un’inversione di tendenza. L’asfalto delle Canarie ha mostrato un gap netto, ma il passaggio alla ghiaia può riaprire almeno in parte il quadro, soprattutto perché le i20 N Rally1 non dovranno sobbarcarsi le posizioni di partenza peggiori del venerdì. L’entry list ufficiale conferma Adrien Fourmaux, Thierry Neuville e Dani Sordo, con lo spagnolo nuovamente al volante dopo il rientro alle Canarie.

Proprio Sordo è uno dei nomi più interessanti del weekend. WRC.com ha riportato il suo approccio molto diretto al Portogallo dopo il ritorno in gara in Spagna, e su una prova di resistenza come questa la sua esperienza può avere un peso specifico importante. Non è un rally che perdona molto, ma è anche uno di quelli in cui il mestiere conta davvero: gestione gomme, lettura della strada, capacità di non forzare quando non serve. Tutte qualità che possono tenerlo vicino alla zona alta della classifica più di quanto dica il semplice pronostico secco.

Per Fourmaux e Neuville il discorso è invece più tecnico. Hyundai ha bisogno di ritrovare una finestra di funzionamento più convincente della i20 su una gara dove il feeling meccanico e la precisione sul rotto sono fondamentali. Il vantaggio di una migliore road position può aiutare soprattutto nelle prime ore, ma poi servirà ritmo vero: in Portogallo la classifica tende ad allungarsi e rincorrere dopo una partenza sbagliata diventa complicato.

M-Sport ritrova Sesks e riapre i duelli interni

Anche M-Sport Ford porta in Portogallo una formazione che merita attenzione. Oltre a Josh McErlean e Jon Armstrong, torna infatti Mārtiņš Sesks, al suo secondo impegno stagionale con la Puma Rally1 secondo quanto riportato dalle anticipazioni sull’entry list. Per il lettone è una tappa importante: serve un segnale più forte rispetto alla breve uscita svedese, anche perché il Portogallo è uno di quei rally in cui il passo sullo sterrato può restituire subito credibilità a chi riesce a evitare errori nelle prime speciali.

In casa M-Sport continuerà poi anche il confronto tra McErlean ed Armstrong. L’irlandese numero 55 arriva da un fine settimana incoraggiante alle Canarie: WRC.com sottolinea che si presenta al Portogallo con fiducia e con l’esperienza di sei partecipazioni all’evento. Per Armstrong, invece, il ritorno sulla ghiaia può rappresentare un test diverso, utile per misurarsi su un fondo che conosce bene anche per background e lavoro di preparazione. È uno dei duelli più interessanti della parte centrale della Rally1.

WRC2: profondità altissima e prime risposte per Lancia sulla ghiaia

Se la Rally1 promette spettacolo, la WRC2 non è da meno. Tra gli iscritti figurano Yohan Rossel, Nikolay Gryazin, Roope Korhonen, Robert Virves, Roberto Daprà, Gus Greensmith, Teemu Suninen, Andreas Mikkelsen, Eric Camilli, Alejandro Cachón, Jan Solans, Mille Johansson e Harry Bates, in un elenco che il sito ufficiale del Rally de Portugal definisce apertamente di altissimo livello.

Una delle chiavi della categoria sarà capire la risposta di Lancia fuori dall’asfalto. WRC.com sottolinea che il marchio italiano ha già convinto su bitume con due successi nelle prime tre apparizioni del 2026 e che il Portogallo rappresenta ora un test diverso, molto più severo. Yohan Rossel, nelle anticipazioni ufficiali, ha parlato della necessità di continuare a crescere speciale dopo speciale anche sulla ghiaia: tradotto, la Ypsilon Rally2 HF non arriva in Portogallo per limitarsi a fare presenza.

Per l’Italia, riflettori puntati su Roberto Daprà e Giovanni Trentin. ACI Team Italia conferma entrambi al via su Škoda Fabia RS Rally2 e ricorda che Daprà occupa il terzo posto nel WRC2 con 37 punti, dopo il quarto posto alle Canarie sfiorando il podio per nove secondi. Per lui il Portogallo può dire molto sulla crescita anche su sterrato, mentre Trentin arriva su un terreno che, per caratteristiche e percorso recente, non dovrebbe intimidirlo.

Occhio poi a Cachón, reduce dal podio delle Canarie, e a Jan Solans, che qui ha già lasciato il segno in passato. La lista comprende anche tanti specialisti e diversi nomi in grado di inserirsi almeno nella lotta di tappa: Korhonen, Suninen, Mikkelsen, Virves, Greensmith e Bates alzano parecchio il livello medio di una categoria che in Portogallo rischia di essere quasi brutale per selezione e ritmo.

Junior WRC: si apre la fase sterrata

In Portogallo torna anche il Junior WRC, che affronta il suo primo round sterrato del 2026. WRC.com conferma che saranno sette gli equipaggi al via sulle Fiesta Rally3 Evo e che Calle Carlberg guida la classifica con 25 punti di margine su Ali Türkkan dopo i primi due round. È un passaggio importante della stagione: dopo neve e asfalto, il campionato entra ora nella parte più “classica” della sua identità.

I numeri del rally

Sul piano statistico, il Portogallo 2026 mette insieme 70 iscritti, 23 prove speciali, 344,91 chilometri cronometrati e quattro giornate di gara. Nel recente albo d’oro, il riferimento è ancora Ogier, vincitore delle ultime due edizioni e recordman assoluto della gara, mentre prima di lui si erano imposti Kalle Rovanperä nel 2023 e 2022 ed Elfyn Evans nel 2021. Tutti elementi che spiegano bene perché questo round venga spesso percepito come uno dei veri snodi della primavera mondiale.

In sintesi, il Rally del Portogallo arriva nel momento giusto per capire se il Mondiale stia davvero prendendo una piega definita o se il ritorno sulla ghiaia possa rimescolare ancora tutto. Toyota parte con il gruppo più forte e con più uomini credibili per vincere, Hyundai ha bisogno di una risposta concreta, M-Sport cerca segnali di stabilità, mentre in WRC2 il livello è da gara piena, non da contorno. E in mezzo c’è il Portogallo: una gara che non regala niente a nessuno e che, quasi sempre, costringe tutti a scoprirsi davvero

2026 WRC VODAFONE RALLY DE PORTUGAL – FIA WORLD RALLY CHAMPIONSHIP – ROUND 6 – (6-10 MAGGIO 2026)

L’itinerario: ultimo ballo a Matosinhos, tra tradizione e rimescolamento

Il Rally Portugal 2026 si prepara a vivere un’edizione dal sapore particolare, l’ultima con base a Matosinhos almeno per il momento. L’itinerario mantiene molte delle zone già viste nel 2025, ma le rimescola in modo significativo lungo il weekend. La novità principale è l’apertura del giovedì con due prove vere su sterrato, Águeda – Sever e Sever – Albergaria, introdotte anche come risposta ai commenti dei piloti sulla struttura della tappa del venerdì dello scorso anno.

Prima, mercoledì, il rally scatterà con lo Shakedown di Baltar da 5,72 km, identico al 2025 e parzialmente condiviso con Paredes: un test veloce e scorrevole, ma con finale sul circuito rallycross e fondo misto.

Il giovedì proporrà subito un assaggio tecnico importante. Águeda – Sever alterna strade strette, tratti veloci, curve lente e zone esposte, prima di chiudersi in salita verso il circuito di Sever do Vouga. Sever – Albergaria, tornata nel 2025 dopo una lunga assenza, resta una delle prove più lente e guidate del rally: fondo sabbioso, tornanti, discese tecniche, passaggi stretti e tratti segnati dagli incendi ne fanno una speciale più selettiva che spettacolare. La giornata si chiuderà con la super speciale di Figueira da Foz, rivista nel layout e leggermente più estesa rispetto allo scorso anno.

Il venerdì sarà il giorno delle riconfigurazioni. Mortágua resta invariata, con un mix di tratti veloci, sezioni tecniche e un’arena spettacolo con salto e tornanti. Più radicale il cambiamento di Arganil, che sarà percorsa in senso inverso e in formato esteso: una prova storica, legata all’epoca Gruppo B, ma anche a episodi recenti come i problemi di Ogier nel 2022 e di Fourmaux nel 2025. Il fondo alterna salite scorrevoli, discese tecniche, roccia affiorante, zone bruciate dagli incendi e un finale rapido con dossi e salti. Anche Góis cambia volto, correndo in senso opposto rispetto alle edizioni più recenti, mentre Lousã abbandona il tracciato 2025 e recupera la strada di Candosa, assente dal rally dal 1995.

Il sabato sarà la giornata più lunga, con circa 145 km cronometrati distribuiti su quattro prove da ripetere. Felgueiras resta breve ma insidiosa, tra ritmo alto e finale tortuoso. Cabeceiras de Basto conferma la configurazione delle ultime due edizioni, con salita iniziale fino a quota 1100 metri, discesa nel bosco e una seconda metà lenta, tecnica e sconnessa. Amarante, grande classica del Rally Portugal, torna in versione leggermente più lunga rispetto al 2025, pur senza raggiungere i 37 km del 2024. È una speciale dal peso specifico enorme, dove negli anni hanno pagato caro Katsuta, Tänak e Meeke, tra sospensioni rotte, problemi tecnici e incidenti pesanti.

A completare il sabato ci sarà Paredes, prova recente ma già caratteristica, con tratti condivisi con lo Shakedown di Baltar. Il percorso alterna strade veloci, sezioni lente nel bosco, fondo ruvido e finale sul circuito rallycross. In serata spazio anche alla classica SSS Lousada, su circuito misto e in formato head-to-head, più spettacolare che realmente decisiva per la classifica.

La domenica sarà più compatta rispetto al 2025, con due prove ripetute. Vieira do Minho passa dal sabato alla giornata finale e torna alla configurazione del 2022, con una partenza più lunga, stretta e sinuosa, seguita da tratti veloci, salti e sezioni tecniche. La chiusura sarà affidata come sempre a Fafe, confermata come Power Stage.

Identica al 2025, resta la prova simbolo del Portogallo: non solo per il salto iconico, apparso nel 1984, ma anche per la sua capacità di decidere gare e classifiche. Tra curve veloci, tratti tecnici, passaggi su asfalto e lo spettacolare finale davanti a migliaia di tifosi, Fafe assegnerà gli ultimi punti di un rally fedele alla propria identità, ma rimescolato nella struttura e potenzialmente molto più selettivo fin dalle prime battute.

Mercoledì 6 maggio

  • Shakedown Baltar — 16:01 CET (5.72 km)

Giovedì 7 maggio

  • SS1 Águeda / Sever — 16:05 CET (15.08 km)
  • SS2 Sever / Albergaria — 17:05 CET (20.24 km)
  • SS3 Figueira da Foz SSS — 19:05 CET (1.93 km)

Venerdì 8 maggio

  • SS4 Mortágua 1 — 08:35 CET (14.59 km)
  • SS5 Arganil 1 — 09:55 CET (18.62 km)
  • SS6 Lousã 1 — 11:13 CET (7.07 km)
  • SS7 Arganil 2 — 13:30 CET (18.62 km)
  • SS8 Góis — 14:25 CET (15.66 km)
  • SS9 Lousã 2 — 15:08 CET (7.07 km)
  • SS10 Mortágua 2 — 16:45 CET (14.59 km)

Sabato 9 maggio

  • SS11 Felgueiras 1 — 08:00 CET (8.81 km)
  • SS12 Cabeceiras de Basto 1 — 09:05 CET (19.91 km)
  • SS13 Amarante 1 — 10:35 CET (26.24 km)
  • SS14 Paredes 1 — 12:05 CET (16.09 km)
  • SS15 Felgueiras 2 — 15:00 CET (8.81 km)
  • SS16 Cabeceiras de Basto 2 — 16:05 CET (19.91 km)
  • SS17 Amarante 2 — 17:35 CET (26.24 km)
  • SS18 Paredes 2 — 19:05 CET (16.09 km)
  • SS19 Lousada SSS — 20:05 CET (3.78 km)

Domenica 10 maggio

  • SS20 Vieira do Minho 1 — 09:05 CET (21.60 km)
  • SS21 Fafe 1 — 10:35 CET (11.18 km)
  • SS22 Vieira do Minho 2 — 11:35 CET (21.60 km)
  • SS23 Wolf Power Stage Fafe 2 — 14:15 CET (11.18 km)

Immagini: Red Bull

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