Hyundai chiude il venerdì con una doppietta provvisoria separata da appena quattro decimi, ma il protagonista della lotta iridata è Oliver Solberg: lo svedese rifila 16,1 secondi a Pajari e 24,2 a Evans nell’ultima prova e termina la giornata in P3 assoluta. Ogier scavalca Pajari, out Sordo
Il venerdì del Rally Italia Sardegna 2026 si è chiuso con un altro ribaltamento al vertice e con la lotta per il titolo ulteriormente compressa. Dopo aver comandato per buona parte della giornata, Adrien Fourmaux ha ceduto la leadership nell’ultima speciale al compagno di squadra Thierry Neuville, che conclude la prima vera tappa del rally davanti a tutti con appena 0,4 secondi di margine.
Hyundai porta così due i20 N Rally1 nelle prime due posizioni al termine di una giornata nella quale ha dettato il passo su quattro delle sei prove disputate sullo sterrato. Ma alle loro spalle è Oliver Solberg a produrre il risultato più pesante in ottica Mondiale. Lo svedese termina il venerdì terzo assoluto a 12,3 secondi dalla vetta, soprattutto dopo una SS7 straordinaria nella quale ha guadagnato 16,1 secondi su Sami Pajari e addirittura 24,2 su Elfyn Evans.
Il risultato consente a Solberg di chiudere la giornata come migliore dei tre contendenti al titolo, mentre Pajari scivola quinto alle spalle di Sébastien Ogier ed Evans resta soltanto sesto, distante 1:08.9 dalla testa della corsa. Se queste posizioni diventassero il risultato finale del rally, il gallese conserverebbe comunque la leadership virtuale del campionato, ma il margine si ridurrebbe ulteriormente.
Fourmaux riparte forte e Hyundai monopolizza la SS5
Il secondo giro è iniziato sulla Tula-Erula 2 esattamente come era cominciato il primo: con Adrien Fourmaux davanti a tutti.
Il francese ha completato la SS5 in 15:03.7, conquistando il secondo scratch personale del rally e guidando una clamorosa tripletta Hyundai. Thierry Neuville ha chiuso infatti secondo a 3,6 secondi, mentre Dani Sordo ha ottenuto il terzo tempo a 4,5, mostrando nuovamente una velocità ben superiore rispetto a quanto raccontato dalla sua classifica generale, compromessa dai problemi accumulati tra giovedì e venerdì mattina. Fourmaux ha così portato il proprio margine su Neuville da 4,6 a 8,2 secondi, dando momentaneamente l’impressione di poter prendere il controllo della gara.
Dietro le Hyundai, però, la battaglia mondiale continuava a muoversi. Solberg rimaneva terzo a 17,6 secondi, con Pajari appena 2,3 secondi più indietro, mentre Ogier ed Evans occupavano rispettivamente quinta e sesta posizione. Il leader del campionato era già scivolato a 37,3 secondi dalla vetta, continuando a pagare un venerdì particolarmente difficile nell’apertura della strada. Sia Pajari sia Solberg stavano quindi continuando a recuperargli terreno.
Neuville risponde sulla SS6, Solberg aumenta il ritmo
Se la SS5 aveva rafforzato la posizione di Fourmaux, la successiva Su Filigosu-Lerno 2 ha riaperto completamente il confronto interno Hyundai.
Neuville ha firmato il miglior tempo in 11:09.1, battendo Solberg di 2,2 secondi e Fourmaux di 3,5. In un solo passaggio il belga ha ridotto il distacco dal compagno di squadra da 8,2 a 4,7 secondi, rimettendo in discussione la leadership quando mancava ancora una prova alla conclusione della giornata.
Per Solberg, però, la SS6 è stata altrettanto importante. Lo svedese non ha soltanto chiuso secondo sulla prova: ha soprattutto guadagnato 9,5 secondi su Pajari e 12,7 su Evans, costruendo per la prima volta un margine significativo su entrambi i propri rivali per il titolo.
Dopo sei speciali Solberg era ancora terzo assoluto, ma aveva portato a 11,8 secondi il vantaggio su Pajari e a 32,4 secondi quello su Evans. Un quadro completamente diverso rispetto alla SS2, quando il problema alla pressione dello pneumatico anteriore sinistro lo aveva fatto scivolare fino alla settima posizione. Davanti continuava la sfida Fourmaux-Neuville, ma alle loro spalle Solberg stava iniziando a trasformare il venerdì in una vera rimonta iridata.
SS7, Solberg va all-in
La Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno 2 ha poi regalato una delle prestazioni più incisive dell’intera giornata.
Solberg ed Elliott Edmondson hanno fermato il cronometro su 14:44.6, affrontando l’ultima prova del venerdì con un ritmo completamente diverso rispetto agli altri due contendenti al titolo. Quando ha tagliato il traguardo non era ancora possibile sapere se quel tempo sarebbe bastato per vincere la speciale, perché Fourmaux e Neuville dovevano ancora completarla.
Il confronto con Pajari ed Evans, però, era già impressionante. Solberg ha rifilato 16,1 secondi a Pajari e 24,2 secondi a Evans in una sola prova. In meno di quindici minuti cronometrati ha quindi guadagnato più di un quarto di minuto sul leader del Mondiale, chiudendo definitivamente una giornata nella quale era partito con il compito di recuperare terreno e l’ha effettivamente fatto.
La vittoria di prova gli è poi sfuggita per pochissimo.
Neuville vince la SS7 e si prende il comando per quattro decimi
A rovinare lo scratch di Solberg è stato Thierry Neuville. Il belga ha completato la SS7 in 14:43.9, appena sette decimi più veloce dello svedese, ma soprattutto abbastanza per cancellare i 4,7 secondi che lo separavano da Fourmaux prima della partenza.
Il francese non è riuscito a replicare al ritmo del compagno di squadra e ha ceduto la leadership per appena 0,4 secondi. Hyundai arriva quindi alla fine del venerdì con una situazione quasi perfetta: Neuville primo, Fourmaux secondo, separati da meno di mezzo secondo e con più di dodici secondi di vantaggio sul primo degli inseguitori.
Dopo aver monopolizzato la SS5 e aver conquistato sia la SS6 sia la SS7 con Neuville, la squadra coreana chiude la giornata come riferimento assoluto della gara.
Solberg chiude terzo e diventa il migliore dei contendenti al titolo
Dietro le due Hyundai, Solberg completa il venerdì in terza posizione a 12,3 secondi dal comando. Considerando come era iniziata la mattinata, si tratta di una rimonta notevole. Dopo il problema sulla SS2 lo svedese era precipitato settimo, prima di cominciare una risalita costruita progressivamente tra SS3 e SS4 e diventata ancora più netta nel secondo giro.
Il dato più importante è naturalmente quello relativo ai rivali. Pajari termina la giornata a 40,2 secondi da Neuville, quindi 27,9 secondi dietro Solberg, mentre Evans è a 1:08.9, ben 56,6 secondi più indietro rispetto allo svedese.
Solberg ha quindi concluso il venerdì esattamente nel modo necessario per tenere viva la propria candidatura mondiale: davanti agli altri due contendenti e con un margine abbastanza importante da poter iniziare il sabato pensando anche alla classifica assoluta.
Ogier supera Pajari e complica ulteriormente il sabato del finlandese
L’ultima prova ha prodotto anche un cambiamento significativo immediatamente alle spalle di Solberg. Sébastien Ogier è riuscito a scavalcare Pajari e a chiudere il venerdì in quarta posizione, con appena 2,8 secondi di vantaggio sul finlandese.
Il risultato ha un peso che va oltre i punti potenzialmente sottratti al contendente Toyota. Con l’ordine di partenza invertito previsto per il sabato, Pajari si troverà infatti a partire prima di Ogier, perdendo una posizione favorevole nella sequenza e potenzialmente incontrando una maggiore quantità di ghiaia superficiale sulle prove. Su un rally nel quale il road cleaning ha già avuto un ruolo molto evidente durante il venerdì, anche pochi minuti nella sequenza di partenza possono diventare importanti.
Pajari resta pienamente in corsa per il Mondiale, ma arriva così alla seconda giornata con due problemi contemporaneamente: Solberg è ora nettamente davanti nella classifica del rally e Ogier si è inserito tra loro.
Evans a oltre un minuto, ma il Mondiale resta virtualmente nelle sue mani
Il venerdì più difficile tra i tre contendenti è stato quello di Elfyn Evans. Il leader del Mondiale era partito con 17 punti di vantaggio su Pajari e 21 su Solberg, ma la necessità di aprire la strada gli è costata progressivamente secondi durante tutta la giornata. Dopo essere rimasto vicino ai rivali nella prima parte della mattinata, il gallese ha iniziato a perdere terreno più pesantemente tra SS4 e secondo giro, fino ai 24,2 secondi lasciati a Solberg sulla sola SS7.
Il risultato è il sesto posto assoluto a 1:08.9. Eppure, se il rally terminasse esattamente con l’attuale ordine e senza considerare i punti domenicali, Evans sarebbe ancora davanti in campionato.
Con Solberg terzo, Pajari quinto ed Evans sesto, i punti della classifica generale sarebbero rispettivamente 15, 10 e 8.
La proiezione diventerebbe quindi:
- Elfyn Evans | 238 punti
- Oliver Solberg | 224 punti | -14
- Sami Pajari | 223 punti | -15
Per la prima volta nel corso del venerdì Solberg passerebbe quindi virtualmente davanti a Pajari nella classifica del Mondiale, ma entrambi resterebbero ancora alle spalle di Evans. E soprattutto mancano completamente i punti della domenica.
Tra Super Sunday e Wolf Power Stage restano fino a dieci punti aggiuntivi per ciascun pilota, sufficienti per ribaltare completamente una situazione nella quale i tre sarebbero virtualmente racchiusi in appena 15 lunghezze.
Sordo, giornata da dimenticare: arriva anche il ritiro
Il venerdì di Dani Sordo si è invece concluso definitivamente nel peggiore dei modi. Lo spagnolo aveva già vissuto una sequenza estremamente complicata: dieci secondi di penalità per il ritardo al controllo orario iniziale, altri dieci per la falsa partenza sulla superspeciale del giovedì e poi oltre quattro minuti persi sulla SS3 dopo essersi fermato per sostituire uno pneumatico forato.
Nel pomeriggio era riuscito a mostrare nuovamente il proprio potenziale con il terzo tempo nella SS5, completando la tripletta Hyundai. Sulla prova conclusiva, però, una leggera uscita verso il bordo della strada si è trasformata in un impatto con una roccia. Il colpo ha provocato danni pesanti alla sospensione e Sordo è stato costretto al ritiro.
Una conclusione amara per un pilota che, sul puro ritmo, aveva mostrato di poter contribuire alla lotta nelle posizioni di vertice.
Classifica dopo la SS7
- Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1
- Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +0.4
- Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | +12.3
- Sébastien Ogier – Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | +37.4
- Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +40.2
- Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +1:08.9
- Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | +1:21.1
Hyundai davanti, Solberg all’attacco: sabato cambia ancora tutto
La prima giornata completa del Rally Italia Sardegna consegna quindi due battaglie differenti ma ormai strettamente collegate.
Davanti, Neuville e Fourmaux sono separati da quattro decimi e Hyundai può puntare apertamente a chiudere l’era Rally1 con una vittoria. Immediatamente dietro, Solberg deve continuare ad attaccare per recuperare un Mondiale che resta ancora nelle mani di Evans nonostante il grande distacco accumulato in prova. Pajari si ritrova invece improvvisamente nella posizione più scomoda dei tre: quinto, superato da Ogier e ora anche alle spalle di Solberg nella proiezione del campionato.
Sabato arriverà la giornata più lunga del rally, con Lerno-Monti di Alà, Coiluna-Loelle e l’inedita Solorche da percorrere due volte. Dopo un venerdì dominato prima dai problemi agli pneumatici e poi dagli attacchi a ogni passaggio, la finale mondiale arriva al secondo giorno con Evans ancora davanti nei punti.
Ma ora Solberg è a 14 lunghezze virtuali.
E continua a guidare come un pilota che non ha intenzione di aspettare l’Argentiera per provarci.
Media: Red Bull
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








