WRC | Rally Italia Sardegna 2026, anteprima ed orari: tre uomini per un Mondiale, ad Alghero l’ultimo atto dell’era Rally1

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 29 Settembre 2026 - 11:00
Tempo di lettura: 14 minuti
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WRC | Rally Italia Sardegna 2026, anteprima ed orari: tre uomini per un Mondiale, ad Alghero l’ultimo atto dell’era Rally1
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Evans arriva alla resa dei conti con 17 punti su Pajari e 21 su Solberg, ma lo sterrato sardo ed i 35 punti ancora disponibili lasciano aperto ogni scenario. Dal 1° al 4 ottobre 17 prove e 307,02 km, con Hyundai e M-Sport pronte a inserirsi nella battaglia. Virves e Fontana arrivano in Italia già campioni WRC2 e WRC3

Ventidue anni dopo avere raccolto l’eredità del Sanremo, la Sardegna si prepara al weekend più importante della propria storia nel Mondiale. Dal 1° al 4 ottobre, il Rally Italia Sardegna 2026 non sarà soltanto l’ultima gara della stagione: assegnerà il titolo Piloti, chiuderà definitivamente l’epoca delle attuali Rally1 e rappresenterà anche il congedo dell’isola dal WRC prima del trasferimento della tappa italiana a Roma dal 2027.

La storia iridata sarda era iniziata nel 2004 e nel corso di oltre vent’anni ha costruito una propria identità. Strade strette e rocciose, fondo abrasivo, salti e una selezione naturale durissima hanno trasformato l’isola in uno degli appuntamenti più riconoscibili del campionato. Qui Thierry Neuville riuscì a strappare la vittoria a Sébastien Ogier per appena sette decimi nel 2018, mentre nel 2024 una foratura nell’ultima prova costò al francese il successo per soli due decimi contro Ott Tänak. Dodici mesi più tardi Ogier si sarebbe preso la rivincita, conquistando il quinto successo personale sull’isola.

Petter Solberg, vincitore della prima edizione del Rally Italia Sardegna valida per il WRC nel 2004; Ph: Girardo_Co._Archive

Nel 2026, però, la posta in palio sarà ancora superiore. La cancellazione del Rally Saudi Arabia ha trasformato quello che inizialmente avrebbe dovuto essere il penultimo appuntamento in una vera finale mondiale. La stagione si fermerà quindi a 13 round, e in Sardegna restano soltanto 35 punti da distribuire tra risultato assoluto, Super Sunday e Wolf Power Stage.

A contenderseli con la possibilità di diventare campioni del mondo per la prima volta saranno esclusivamente Elfyn Evans, Sami Pajari e Oliver Solberg, tutti al volante di Toyota. Il resto del gruppo, però, non avrà alcuna intenzione di assistere alla sfida da spettatore. Hyundai arriva su uno dei terreni storicamente più favorevoli alla i20 N Rally1, mentre M-Sport saluterà la Puma Rally1 con una formazione allargata. Dietro, il WRC2 propone una delle entry list più profonde della stagione nonostante il titolo sia già nelle mani di Robert Virves, mentre Matteo Fontana può festeggiare il secondo WRC3 consecutivo facendo direttamente il salto nella categoria superiore.

Evans arriva davanti, ma aprire la strada può cambiare tutto

La classifica dice 230 punti per Evans, 213 per Pajari e 209 per Solberg. Ventuno lunghezze racchiudono i tre contendenti e la Sardegna è probabilmente uno dei rally meno indicati per pensare di amministrare. Evans dispone del vantaggio più consistente e soprattutto di un obiettivo matematico molto chiaro: 19 punti gli consegnerebbero il Mondiale indipendentemente dai risultati di Pajari e Solberg. La vittoria gli basterebbe quindi automaticamente, anche senza raccogliere alcun bonus domenicale. Il gallese potrebbe però raggiungere la quota decisiva anche attraverso combinazioni differenti: secondo posto più almeno due punti tra Super Sunday e Power Stage, terzo più quattro, quarto più sette oppure quinto più nove.

Dal sesto posto in giù, invece, non avrebbe più il controllo completo del proprio destino. Il problema è che Evans conosce perfettamente quanto possa essere penalizzante partire per primo sulle prove sterrate sarde. In condizioni asciutte, lo strato superficiale di ghiaia e sabbia viene progressivamente spazzato via dalle prime vetture, lasciando a chi segue una traiettoria più compatta e con maggiore aderenza.

Con Pajari e Solberg immediatamente alle sue spalle, il leader del Mondiale potrebbe quindi trovarsi a perdere terreno già nella prima vera giornata di gara. L’incognita più interessante riguarda però il periodo dell’anno. Il Rally Italia si disputa questa volta a ottobre e non nella tradizionale finestra di inizio estate. Temperature inferiori e una maggiore possibilità di pioggia potrebbero modificare sensibilmente il comportamento del fondo e ridurre l’effetto di pulizia della strada. Basterebbe un cambiamento meteorologico per trasformare uno svantaggio teorico in una situazione molto più favorevole.

Pajari ha quattro punti su Solberg e una vittoria in più

Se Evans deve difendere, Sami Pajari è l’inseguitore che parte dalla posizione migliore. Il finlandese arriva alla finale con 17 punti da recuperare, dopo una stagione che ha cambiato volto grazie alla straordinaria sequenza di successi ottenuta tra Estonia, Finlandia e Paraguay. Tre vittorie consecutive che sono state anche le prime tre affermazioni assolute della sua carriera nel WRC. Il dato potrebbe diventare importante in caso di parità finale: Pajari possiede infatti tre vittorie stagionali contro le due di Evans e Solberg.

Per superare Evans senza dover ricorrere agli spareggi deve conquistare almeno 18 punti più del gallese. Un weekend perfetto da 35 punti lo porterebbe a quota 248; se Evans ne raccogliesse esattamente 18, i due chiuderebbero appaiati, ma una vittoria di Pajari in Sardegna porterebbe il finlandese a quattro successi e gli garantirebbe il titolo per countback. Non può però guardare soltanto davanti. Solberg parte infatti appena quattro punti più indietro, e basterebbe allo svedese guadagnarne cinque su Pajari per superarlo direttamente.

La Sardegna, inoltre, non è un terreno completamente sconosciuto. Pajari ha già dimostrato di trovarsi a proprio agio sulle prove dell’isola e nel 2025 vi aveva conquistato la vittoria in Rally2. La Rally1 cambierà ovviamente velocità, frenate e gestione del rischio, ma il finlandese conosce bene il tipo di strade che lo attendono.

Solberg arriva dal Cile e non può fare calcoli

La situazione di Oliver Solberg impone un approccio ancora più aggressivo. Lo svedese parte a 21 punti da Evans e quattro da Pajari. Per superare entrambi senza dipendere dai criteri di spareggio deve guadagnare almeno 22 punti sul leader del Mondiale e almeno cinque sul finlandese. Un weekend perfetto da 35 punti lo porterebbe a quota 244. In quel caso Evans potrebbe conquistarne al massimo 15 per non chiudere davanti. Se i due terminassero appaiati a quota 244, una vittoria sarda rappresenterebbe il terzo successo stagionale di Solberg contro i due del gallese e lo favorirebbe nel countback.

La missione è complessa, ma arriva probabilmente nel momento migliore possibile. Solberg ha appena dominato il Rally Chile BioBío, conquistando 34 punti e riaprendo una lotta mondiale che poche settimane prima sembrava molto più distante. Nel corso della stagione aveva già vinto Monte-Carlo e anche lui conosce il Rally Italia grazie alla vittoria ottenuta in Rally2 nel 2025.

Non ha praticamente nulla da difendere.

Per diventare campione deve attaccare, vincere molti punti domenicali e sperare che Evans lasci qualcosa sul terreno. Su un rally come la Sardegna, dove una foratura o una pietra fuori traiettoria possono cambiare completamente una classifica, è uno scenario tutt’altro che impossibile.

Le combinazioni per il Mondiale

  • Elfyn Evans – 230 punti: con 19 punti è campione indipendentemente dagli altri. Una vittoria assoluta gli consegnerebbe quindi automaticamente il titolo.
  • Sami Pajari – 213 punti: deve recuperare almeno 18 punti a Evans per superarlo direttamente e contemporaneamente controllare Solberg, che parte quattro punti più indietro.
  • Oliver Solberg – 209 punti: deve guadagnare almeno 22 punti su Evans e cinque su Pajari per terminare davanti a entrambi senza ricorrere agli spareggi.

In caso di parità verrà considerato innanzitutto il numero di vittorie ottenute durante la stagione, poi quello dei secondi posti, dei terzi e così via.

Toyota ha già vinto tutto, tranne l’ultimo titolo da assegnare

Per Toyota la situazione è quasi ideale.

Il Mondiale Costruttori è già stato conquistato in Cile, con il sesto titolo consecutivo e il decimo nella storia del marchio. La casa giapponese ha inoltre vinto 11 dei primi 12 appuntamenti della stagione e sa già che anche il Mondiale Piloti finirà nelle mani di uno dei propri equipaggi. Jari-Matti Latvala deve quindi soprattutto mettere Evans, Pajari e Solberg nelle condizioni di affrontarsi nel modo più equo possibile. In quest’ottica assume particolare importanza la decisione di non nominare Evans tra le vetture incaricate di segnare punti Costruttori. Il gallese correrà normalmente per il titolo Piloti, ma non sarà vincolato alla formazione ufficialmente designata per la classifica Marche.

La scelta consente anche una maggiore libertà nella gestione tecnica, considerando che l’unità motrice utilizzata da Evans aveva accumulato più chilometri rispetto ad alcune di quelle impiegate dai compagni di squadra. A completare lo squadrone Toyota ci saranno Sébastien Ogier e Takamoto Katsuta. Ogier, ormai matematicamente escluso dalla corsa al decimo titolo, potrà concentrarsi esclusivamente sulla vittoria. Nel 2025 vinse proprio in Sardegna e la gara italiana rappresenterà un’altra occasione per chiudere in maniera prestigiosa una stagione nella quale ha comunque continuato a essere uno dei riferimenti assoluti del gruppo. Katsuta ritroverà invece Aaron Johnston, dopo aver disputato il Cile con James Fulton in seguito all’incidente del Paraguay.

Hyundai vuole chiudere l’era Rally1 sul suo terreno preferito

Se esiste un rally nel quale Hyundai può realisticamente pensare di inserirsi nella festa Toyota, è proprio la Sardegna. La squadra ha costruito sull’isola alcuni dei risultati più significativi della propria storia nel WRC. Neuville vinse nel 2016, 2018 e 2023; Dani Sordo si impose nel 2019 e 2020; Tänak completò la lista con le affermazioni del 2022 e 2024. In totale, Hyundai ha conquistato sette vittorie nelle ultime tredici edizioni, numeri che rendono il Rally Italia uno degli appuntamenti più favorevoli alla i20.

La formazione sarà composta da Thierry Neuville-Martijn Wydaeghe, Adrien Fourmaux-Alexandre Coria e Dani Sordo-Patricia Sáiz. Neuville conosce alla perfezione le strade sarde e vuole chiudere il ciclo Rally1 con un risultato di peso dopo una stagione complessa. Fourmaux arriva invece dal podio conquistato in Cile e continua a inseguire quella prima vittoria assoluta che sembra ormai matura da diversi mesi.

Il nome più interessante, però, potrebbe essere quello di Dani Sordo. Lo spagnolo ha vinto due volte sull’isola e torna sulla terza Hyundai proprio in uno degli eventi nei quali storicamente riesce a esprimere il massimo. Nel 2020, ultima edizione autunnale prima di quella attuale, Hyundai firmò addirittura una doppietta con Sordo davanti a Neuville.

Con il Mondiale Costruttori già perso, la squadra coreana non ha necessità di ragionare in ottica campionato. Può semplicemente provare a vincere. E in un rally dove i tre contendenti Toyota potrebbero essere costretti a calcolare anche la situazione iridata, Hyundai potrebbe trasformarsi in una variabile molto pesante.

M-Sport saluta la Puma con tre vetture

Anche per M-Sport Ford il Rally Italia Sardegna segnerà la conclusione di un’epoca. La gara rappresenterà infatti l’ultima apparizione nel Mondiale della Ford Puma Rally1, vettura introdotta nel 2022 con l’avvento del regolamento ibrido.

Josh McErlean ed Eoin Treacy e Jon Armstrong e Shane Byrne completeranno le rispettive stagioni, mentre la terza vettura sarà affidata nuovamente a Mārtiņš Sesks e Renārs Francis. McErlean arriva dal settimo posto conquistato in Cile e da una seconda metà di stagione nella quale ha mostrato una crescita evidente. Armstrong cerca invece un weekend lineare dopo il capottamento che aveva interrotto la sua corsa cilena.

Sesks torna su una superficie particolarmente adatta alle sue caratteristiche, con strade veloci dove coraggio e precisione possono permettergli di avvicinarsi maggiormente ai riferimenti dei team ufficiali. Per M-Sport sarà soprattutto l’occasione per salutare dignitosamente una vettura che, pur non avendo potuto contrastare con continuità Toyota e Hyundai, ha regalato alla squadra alcune delle giornate più importanti dell’ultimo ciclo tecnico.

Armstrong sarà inoltre coinvolto in un’interessante novità televisiva: sulla sua vettura verrà sperimentata una helmet camera, una telecamera montata sul casco pensata per offrire al pubblico un punto di vista simile a quello già utilizzato in Formula 1. Se i test del giovedì e del venerdì daranno esito positivo, le immagini potrebbero essere integrate direttamente nella copertura televisiva del rally.

WRC2: Virves arriva già campione

La cancellazione dell’Arabia Saudita ha chiuso matematicamente anche la corsa al titolo WRC2.

Robert Virves e Jakko Viilo sono i campioni 2026.

L’estone aveva costruito una parte fondamentale della propria stagione vincendo quattro degli appuntamenti scelti per segnare punti nella prima parte dell’anno. Le difficoltà incontrate successivamente in Paraguay e Cile avevano lasciato qualche margine teorico agli inseguitori, ma l’eliminazione della finale saudita ha ridotto il numero di gare disponibili e reso impossibile ogni rimonta. Virves si presenterà comunque in Sardegna per cercare un ultimo risultato importante con la Škoda Fabia RS Rally2. La categoria offrirà una griglia enorme: 32 Rally2 al via.

Tra i principali protagonisti ci saranno Roope Korhonen e Teemu Suninen con Toyota, oltre ad Andreas Mikkelsen, Emil Lindholm, Gus Greensmith, Kajetan Kajetanowicz e Léo Rossel. Sarà presente anche una numerosa rappresentanza italiana, guidata da Roberto Daprà e Giovanni Trentin.

Il titolo Team WRC2 è invece già stato conquistato da Lancia, che ha completato il ritorno nel Mondiale con un risultato immediatamente pesante. Con entrambe le classifiche ormai assegnate, la Sardegna diventa quindi una gara nella gara: nessuno dovrà pensare ai punti necessari per un campionato e il livello di competitività per la vittoria potrebbe risultare persino superiore.

Fontana campione WRC3 per il secondo anno consecutivo

Il titolo WRC3 parla ancora italiano. Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi si sono laureati campioni per il secondo anno consecutivo, confermando il successo già conquistato nella stagione precedente. Anche in questo caso la cancellazione dell’Arabia Saudita ha reso definitivo un vantaggio che, con il vecchio calendario, avrebbe lasciato ancora aperta qualche possibilità matematica agli avversari.

Fontana ha costruito il titolo attraverso una stagione estremamente consistente con la Ford Fiesta Rally3, ma la Sardegna rappresenterà già il passo successivo. Il campione WRC3 non correrà infatti nella categoria che ha appena vinto: debutterà direttamente nel WRC2 con una Toyota GR Yaris Rally2. Una scelta che trasforma l’ultima gara dell’anno nel primo banco di prova della nuova fase della sua carriera.

WRC Rally Italia Sardegna 2026 – Round 13/13 – 1/4 ottobre 2026

Alghero torna capitale del Rally Italia

Il Rally Italia torna ad Alghero, dopo che l’edizione precedente aveva avuto Olbia come centro operativo. Il percorso propone 17 prove speciali per 307,02 chilometri cronometrati e conserva tutte le caratteristiche che negli anni hanno reso la Sardegna una gara estremamente selettiva. Le strade sono spesso strette e delimitate da rocce, con pochissimo spazio per correggere un errore. Il fondo presenta inizialmente molta ghiaia mobile, ma con i passaggi tende a lasciare emergere una base più dura e abrasiva. Questo aumenta sia le velocità sia il rischio di danneggiare gli pneumatici.

La differenza principale rispetto alle edizioni tradizionali sarà rappresentata dal periodo. Correre a inizio ottobre significa affrontare temperature mediamente inferiori e un meteo potenzialmente molto più instabile. La capacità di leggere le condizioni potrebbe quindi essere decisiva tanto quanto la velocità pura.

Giovedì, shakedown e spettacolo all’Ittiri Arena

Il weekend inizierà con lo Shakedown di Monte Baranta, lungo 3,27 km. La prova utilizza in parte strade già impiegate nel vecchio shakedown di Olmedo, ma presenta un finale completamente ridisegnato. Si parte in un’arena aperta con tornanti e salti, quindi il percorso entra su una strada più stretta e ruvida prima di affrontare una sezione veloce in discesa.

Nel pomeriggio arriverà già la prima speciale ufficiale: la Ittiri Arena Show da 2,08 km. Il tracciato era stato utilizzato come shakedown nel 2024, ma tornerà ora in configurazione parallela con due vetture contemporaneamente per la prima volta dal 2019. Una prova breve, spettacolare e dal valore sportivo ridotto rispetto alle tappe successive, ma sufficiente per aprire ufficialmente la finale del Mondiale.

Venerdì, 119,66 km e il primo vero snodo del titolo

La prima giornata completa di gara proporrà tre speciali da ripetere due volte. La Tula-Erula, lunga 18,77 km, inizierà su strade strette, tecniche e rovinate, prima di diventare più veloce nella zona degli impianti eolici. Il percorso alternerà poi tratti molto ruvidi a sezioni scorrevoli e veloci, con un finale nuovamente tortuoso all’interno del bosco.

La Su Filigosu-Lerno da 17,83 km utilizzerà in gran parte, ma in senso opposto, gli ultimi dieci chilometri della prova dello scorso anno. Il ritmo cambierà più volte tra sezioni veloci, una breve porzione asfaltata e un finale più stretto e sconnesso.

Il test più lungo sarà invece la Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno da 23,23 km. Il percorso combina settori già utilizzati in passato con strade percorse in direzione differente. A circa metà prova si entrerà in una zona molto veloce tra gli impianti eolici, prima di affrontare una discesa sconnessa e successivamente una porzione che non compariva nel Rally Italia dal 2005.

Il finale sarà completamente nuovo. Sarà probabilmente il giorno più delicato per Evans. Se il fondo resterà asciutto, il gallese dovrà pulire la strada per tutti gli avversari diretti e Pajari e Solberg potrebbero avere l’occasione migliore per ridurre rapidamente il distacco iridato.

Sabato, Micky’s Jump e l’inedita Solorche

Il sabato sarà la giornata più lunga del rally con 123,66 chilometri cronometrati. La Lerno-Monti di Alà da 24,14 km proporrà già dopo circa 600 metri uno dei simboli del Rally Italia, il Micky’s Jump. Da lì la prova cambierà continuamente natura, alternando sezioni molto veloci, tornanti, discese tecniche e lunghi tratti scorrevoli.

La Coiluna-Loelle da 24,83 km rappresenterà un altro test estremamente completo. Il percorso contiene diversi salti, passaggi stretti tra gli alberi e la celebre sezione nell’arena di motocross, con curve lente, un salto e un guado.

La vera novità sarà però la Solorche, lunga 12,86 km. È una prova completamente nuova, mai utilizzata prima nel Rally Italia Sardegna. Inizia su una strada rocciosa e tecnica in salita, entra poi nel bosco e diventa progressivamente più scorrevole prima di tornare stretta e sconnessa nel tratto conclusivo. Una speciale senza riferimenti precedenti proprio nel giorno più lungo della finale mondiale.

Domenica, 61,62 km per assegnare il titolo

La giornata decisiva proporrà soltanto due prove, entrambe da percorrere due volte, ma saranno ancora 61,62 chilometri di gara. La Osilo-Tergu da 23,71 km partirà su una strada stretta e tortuosa, inizialmente in discesa, prima di iniziare una lunga serie di cambi di quota. Nella seconda metà il fondo diventerà più ruvido e la carreggiata ancora più stretta, con un nuovo tratto negli ultimi 1,2 km.

Poi arriverà la Sassari-Argentiera da 7,10 km. Una delle immagini simbolo del Rally Italia. Dopo una breve partenza su asfalto, le vetture entreranno immediatamente su uno sterrato stretto, sabbioso e molto sconnesso. L’ultimo settore scende verso la costa e termina con una sequenza ad alta velocità affacciata sul mare. Il secondo passaggio fungerà da Wolf Power Stage e assegnerà gli ultimi cinque punti dell’intera stagione. Prima ancora saranno stati distribuiti i punti del Super Sunday.

Con tre piloti racchiusi in 21 lunghezze, non è difficile immaginare uno scenario nel quale il nome del campione del mondo 2026 venga deciso proprio negli ultimi sette chilometri dell’ultima speciale.

L’ultima gara delle Rally1

Il Rally Italia Sardegna 2026 avrà infine un significato che supera classifiche e titoli. Domenica pomeriggio, con l’arrivo dell’ultima vettura all’Argentiera, terminerà il ciclo tecnico delle Rally1, iniziato nel 2022. Sarà l’ultima apparizione nel Mondiale della Toyota GR Yaris Rally1, della Hyundai i20 N Rally1 e della Ford Puma Rally1 prima dell’ingresso nella nuova era regolamentare.

Per Toyota si chiuderà un ciclo di dominio assoluto; per Hyundai terminerà una generazione nella quale la squadra ha conquistato vittorie e un titolo Piloti; per M-Sport sarà il saluto a una Puma che ha rappresentato l’intero programma Rally1 della squadra britannica. E anche la Sardegna chiuderà un capitolo.

Dopo ventidue anni nel calendario mondiale, l’isola saluterà il WRC consegnando il titolo Piloti e ospitando l’ultima gara delle vetture che hanno caratterizzato questa fase della storia del campionato. Evans ha il vantaggio. Pajari ha una vittoria in più. Solberg arriva con la spinta del successo cileno. Davanti a loro restano 307,02 chilometri, 17 prove e 35 punti. Poi non ci sarà un altro rally nel quale recuperare.

Programma Rally Italia Sardegna 2026 ed orari

Giovedì 1 ottobre

  • PS1 Ittiri Arena Show — 2,21 km — 16:05
    Totale giornata: 2,21 km

Venerdì 2 ottobre

  • PS2 Tula–Erula 1 — 18,77 km — 08:01
  • PS3 Su Filigosu–Lerno 1 — 17,83 km — 09:01
  • PS4 Monti di Alà–Sa Conchedda–Lerno 1 — 23,23 km — 10:08
  • PS5 Tula–Erula 2 — 18,77 km — 14:31
  • PS6 Su Filigosu–Lerno 2 — 17,83 km — 15:31
  • PS7 Monti di Alà–Sa Conchedda–Lerno 2 — 23,23 km — 16:38
    Totale giornata: 119,66 km

Sabato 3 ottobre

  • PS8 Lerno–Sa Conchedda–Monti di Alà 1 — 24,14 km — 08:01
  • PS9 Coiluna–Loelle 1 — 24,83 km — 09:11
  • PS10 Solorchè 1 — 12,86 km — 10:07
  • PS11 Lerno–Sa Conchedda–Monti di Alà 2 — 24,14 km — 14:31
  • PS12 Coiluna–Loelle 2 — 24,83 km — 15:41
  • PS13 Solorchè 2 — 12,86 km — 16:37
    Totale giornata: 123,66 km

Domenica 4 ottobre

  • PS14 Osilo–Tergu 1 — 23,71 km — 08:31
  • PS15 Sassari–Argentiera 1 — 7,10 km — 10:05
  • PS16 Osilo–Tergu 2 — 23,71 km — 11:38
  • PS17 Sassari–Argentiera 2 (Power Stage) — 7,10 km — 14:15
    Totale giornata: 61,62 km

Totale rally: 307,15 km di PS

Media: Red Bull

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