WRC | Rally di Montecarlo 2022 – Anteprima

A Montecarlo inizia l’era ibrida del mondiale rally ma anche l’epoca post-Ogier, che sarà in gara ma non parteciperà a tutta la stagione


Il 2022 è l’anno del grande cambiamento per il WRC. L’edizione numero 50 del mondiale rally sarà la prima del nuovo regolamento ibrido, dopo 25 stagioni targate World Rally Cars (in versioni differenti), ma anche la prima del post-Sébastien Ogier. L’otto volte iridato ha deciso di intraprendere altre strade nel motorsport e quest’anno sarà al via solo in eventi selezionati, per divertimento e per dare a Toyota un aiuto prezioso in ottica mondiale costruttori.

Le vetture Rally1, tanto discusse negli ultimi anni per le più disparate ragioni, sono finalmente pronte ad attaccare gli asfalti e gli sterrati di tutto il mondo. Macchine che derivano dalle vecchie WRC Plus ma che in comune, in fin dei conti, hanno poche caratteristiche e perlopiù estetiche. A livello prestazionale si prevede un calo, dovuto più che altro al peso, alla lunghezza e all’aerodinamica meno “studiata” delle nuove vetture, che tuttavia dovrebbe essere solo temporaneo e facilmente “tamponabile” con uno sviluppo continuo ed efficace nel futuro più immediato.

Si riparte da zero quindi, ma i capisaldi del WRC a livello di calendario restano. Si comincia con il Rally di Montecarlo, arrivato alla sua edizione numero 90 con un percorso rivisto (lo analizzeremo in seguito) e le solite incognite tipiche della corsa del Principato. Il mondiale 2022, Covid permettendo, prevede 13 round con i ritorni in Svezia, Nuova Zelanda e Giappone, mentre l’appuntamento ancora in sospeso per fine agosto seguirà una direzione differente rispetto all’Irlanda del Nord, con un possibile ritorno a Ypres o a Monza.

Come detto, Ogier non parteciperà a tutto il campionato e nei rally a cui non prenderà parte sarà sostituito da Esapekka Lappi, al suo ritorno al volante della Toyota ufficiale dopo le sfortunate esperienze Citroën e Ford e il convincente Rally di Finlandia disputato l’anno scorso. Tuttavia il campione di Gap sarà più che presente a Montecarlo, in caccia della sua vittoria numero nove per arrotondare ulteriormente il record già messo in cassaforte nel 2021. Non mancano le incognite, poiché Ogier ha svolto pochissime giornate di test (appena quattro) al volante della Yaris GR Rally1, pertanto dovrà affidarsi principalmente alla sua smisurata esperienza e alla lucidità che lo ha contraddistinto in tutti questi anni.

Con un Ogier favorito ma non così favorito, un ruolo importante a Montecarlo dovrà recitarlo Thierry Neuville, l’unico pilota in grado di batterlo nel Principato dal 2014 in poi. Il belga si è ripreso il ruolo di leader del team Hyundai dopo la stagione difficile di Ott Tänak e senza l’acerrimo avversario di sempre potrebbe avere una nuova chance di vincere finalmente quel titolo mondiale che gli è sempre sfuggito nelle maniere più differenti. Una Hyundai che a coronario di tutte queste novità propone anche un nuovo capoprogetto, con Julien Moncet al posto di Andrea Adamo: l’ingegnere italiano si è distinto per l’autorità e per alcune decisioni “dure” prese nel corso degli anni, sarà importante osservare il comportamento del francese in questo senso.

Le nuove vetture permetteranno anche al già citato Tänak di ricominciare da capo. Il talento dell’estone è fuori discussione, ma da quando è sbarcato in Hyundai nel 2020 è andato incontro ad un deciso cambiamento: la sicurezza e la tranquillità del periodo Toyota hanno lasciato spazio a molti più errori, ma anche a dubbi e incertezze riguardo sé stesso e una vettura, la i20 Coupé WRC, che non è mai riuscito a fare davvero sua. L’arrivo della i20 Rally1 dovrà riportare il campione baltico sulla retta via, perché il WRC ha bisogno anche di lui per continuare a garantire lo spettacolo offerto negli ultimi anni. Il Montecarlo, peraltro, è sempre stato un rally stregato per Tänak e questa potrebbe essere un’occasione d’oro per iniziare da subito a ribaltare i pronostici.

Senza Ogier full-time, Toyota non si è fatta trovare impreparata. Il nuovo testa a testa è tra il due volte vice-iridato Elfyn Evans e il giovane rampante Kalle Rovanperä. Il gallese è ormai uno dei top drivers del mondiale e ogni ragionevole dubbio è stato fugato da due stagioni davvero eccezionali al volante della Yaris WRC. Jari-Matti Latvala e compagni devono fare affidamento sull’esperienza e sulla velocità del figlio d’arte, che quest’anno sarà caricato di ulteriori responsabilità in assenza del grande campione Ogier.

Tra tutti i record di gioventù che si potevano abbattere, Rovanperä non ha fatto praticamente prigionieri. Il finlandese ha scatenato un autentico terremoto nel WRC e ora, nonostante l’età ancora ampiamente al di sotto della media per quanto riguarda la categoria massima del mondiale rally, l’obiettivo deve essere quello più grande. Nelle ultime due annate ha macinato chilometri, è rimasto coinvolto in incidenti “formativi” e ha anche subito diverse battute d’arresto per episodi sfortunati: adesso, con queste vetture nuove, è il momento di far sentire la propria voce anche nella lotta iridata.

Il progetto completamente nuovo del 2022 è quello marchiato Ford, che ha deciso di portare alla ribalta il modello Puma (utilizzato solo come S1600 una ventina di anni fa) soppiantando la storica Fiesta. La formazione è alquanto interessante, perché il team M-Sport porterà in gara per tutta la stagione Craig Breen, Adrien Fourmaux e Gus Greensmith. L’irlandese ha concluso il suo contratto da part-timer in Hyundai e alla soglia dei 32 anni avrà la grande occasione di una vita, quella di disputare tutto il mondiale da prima guida e leader di un progetto molto ambizioso.

I numeri mostrati da Fourmaux nel 2021 sono quelli di un pilota destinato a diventare grande. Partito con prestazioni più che convincenti sull’asfalto, specialità della casa, il 26enne transalpino ha dovuto rimboccarsi le maniche prima del previsto anche sugli sterrati in sostituzione di Teemu Suninen, che ha improvvisamente abbandonato Ford per poi accasarsi in Hyundai: la prima vittoria di prova speciale in assoluto nel WRC, per Fourmaux, è arrivata nientemeno che nel Safari in Kenya. Con un intero calendario iridato a disposizione, l’obiettivo deve essere quantomeno quello di attaccare qualche podio.

Un programma di rally selezionati accoglierà poi il grande ritorno di questo mondiale, quello di Sébastien Loeb. Dopo decenni di corteggiamento, Malcolm Wilson è riuscito finalmente a portare sotto la sua tenda il nove volte campione del mondo e c’è modo di pensare che sarà un rapporto di fuoco e fiamme. A pochissime ore dalla conclusione della Dakar, l’instancabile Loeb si è presentato in Francia per gli ultimi test al volante della Puma Rally1: si pensa forse troppo in grande, ma se “ET” riuscisse davvero a ricongiungersi con Ogier a quota otto nel Principato? L’appuntamento con la storia è sempre importante per l’alsaziano e quest’anno tra i record raggiungibili c’è anche quello delle prove speciali vinte, con le sue 75 contro le 79 di Walter Röhrl.

Lo schieramento delle Rally1 a Montecarlo si completa con la terza Hyundai ufficiale di Oliver Solberg e la quarta Toyota guidata da Takamoto Katsuta. Il figlio d’arte si alternerà con Daniel Sordo nel corso del 2022 e anche per lui si prevede un futuro a dir poco radioso, seppure con dell’esperienza ancora da incamerare tra i grandi, mentre il nipponico avrà modo di rappresentare finalmente Toyota anche nel mondiale costruttori (tramite un team sviluppato attorno a lui) dopo essere cresciuto con grande costanza negli ultimi due anni.

La FIA ha finalmente rimesso ordine anche nella categoria cadetta, abolendo la distinzione tra Rally2 ufficiali/semiufficiali e private dopo tre stagioni. Da quest’anno il mondiale WRC-2 rimetterà tutte le ex-R5 sotto lo stesso tetto e la competizione si preannuncia decisamente agguerrita. Una sfida molto interessante sarà quella tra i due campioni in carica, Andreas Mikkelsen per il WRC-2 e Yohan Rossel per il WRC-3: il norvegese guiderà ancora una Škoda del team Toksport, mentre il transalpino è stato ingaggiato da PH-Sport per pilotare la sua Citroën. Particolare la situazione venuta a crearsi con Mikkelsen, che come nuovo copilota ha ingaggiato niente meno che il campione del mondo copiloti di categoria, Torstein Eriksen, ex navigatore di Mads Østberg, il cui programma 2022 non è stato ancora definito.

Toksport schiererà ben tre Fabia Rally2 Evo, con Marco Bulacia e Nikolay Gryazin al fianco di Mikkelsen. La squadra Citroën a Montecarlo proporrà altri specialisti del catramato come Éric Camilli in forza al team Saintéloc e Stéphane Léfèbvre con DG Sport. Nessuna Fiesta Rally2 ufficiale per Ford, che al momento punta solo sul team della Federazione ceca con il talentuoso Erik Cais alla guida. Tra i privati si segnala la presenza di Chris Ingram e Freddy Loix sulle Škoda e quella di Olivier Burri, che con il suo 23° “Monte” si porta al quarto posto all-times, su una Volkswagen. In gara anche tre italiani: Mauro Miele, Carlo Covi e Fabrizio Arengi.

Con il vecchio WRC-3 fuso con il WRC-2, la terza categoria del mondiale tornerà ad essere a sé stante e porterà finalmente in scena il regolamento Rally3. Per quanto al momento l’unica Casa ad avere costruito e sviluppato una Rally3 sia Ford, con l’ennesima rivisitazione della Fiesta, la FIA punta molto su questa categoria e in ottica futura potrebbero esserci evoluzioni interessanti. Le WRC-3 a Montecarlo saranno solo quattro, con il campione JWRC in carica Sami Pajari a sfidare Enrico Brazzoli, Zoltán László e Ján Černý, ma in occasione dei Rally di Svezia, Croazia, Portogallo, Estonia e Acropoli saranno proprio i piloti del JWRC a rimpolpare la entry list con le stesse vetture.

Poco meno di 300 chilometri cronometrati per il Montecarlo 2022, che come detto affronterà un percorso rivisto. Si comincia giovedì con due prove speciali serali dopo lo shakedown mattutino. La frazione tra Lucéram e Lantosque non veniva percorsa dal 2013, peraltro in senso inverso, mentre la PS2 proporrà subito il Col de Turini (dopo l’assenza del 2021 per motivi meteorologici) dal versante di La Bollène-Vésubie ma con la successiva discesa verso Moulinet invece che verso Peïra Cava come avvenuto dal 2016 in poi.

Venerdì si percorreranno tre prove in doppia tornata. Le frazioni tra Roure e Beuil e tra Guillaumes e Valberg saranno versioni accorciate di percorsi affrontati per l’ultima volta addirittura nel 2006, mentre la Val de Chalvagne – Entreveaux sarà l’unione di due prove differenti con la prima parte rimasta inutilizzata dal 2017. La tappa di sabato inizierà con il passaggio singolo tra Le Fugeret e Thorame-Haute, con la scalata e la successiva discesa del Col Saint Michel che non venivano affrontate dal 1997. Le PS 10 e 12 inizieranno con una salita che connette Saint Jeannet e Rouès, strade che al Montecarlo mancavano dal 1981, mentre il successivo tratto che porta a Malijai non veniva percorso dal 1985; quello tra Saint Geniez e Thoard è invece un percorso già conosciuto dai più, anche se assente dal 2018.

Il rally si deciderà domenica con due prove da ripetere. Tra La Penne e Collongues si uniranno due percorsi: la discesa fino a Saint Antonin non è protagonista del percorso del Montecarlo dal 2009, mentre per ritrovare le strade che conducono appunto a Collongues bisogna tornare al 1996. La Briançonnet – Entrevaux, che fungerà anche da Power Stage, è invece la stessa dell’anno scorso.

Novità anche sul fronte televisivo per quanto riguarda l’Italia. Dopo la poco felice esperienza di DAZN e le immagini dei rally italiani mostrati una tantum dalla Rai, da quest’anno il WRC sbarcherà di nuovo sui canali Sky dopo essere stato trasmesso da Fox Sports. Per il Rally di Montecarlo, SkySport Action proporrà in diretta la PS1 giovedì sera, le PS 10 e 12 sabato e le PS 15 e 17 domenica.

90ème Rallye Automobile de Montecarlo
Round 1/13
20-23 gennaio 2022

Formula E | La Porsche Taycan è stata scelta come nuova Safety Car

INFO PERCORSO

Distanza totale: 296,03 km
Numero prove speciali: 17
Prova speciale più lunga: La Bollène-Vésubie – Moulinet, 23,25 km
Prova speciale più breve: Guillaumes – Péone – Valberg, 13,49 km

RECORD

Vittorie pilota: 8 – Sébastien Ogier
Vittorie costruttore: 13 – Lancia
Podi pilota: 11 – Carlos Sainz
Podi costruttore: 32 – Ford
Presenze: 38 – Leif Vold Johansen
Vittorie prove speciali: 79 – Walter Röhrl

ALBO D’ORO

Formula E | La Porsche Taycan è stata scelta come nuova Safety Car

PROGRAMMA

Giovedì 20 gennaio
9:31 Shakedown
20:18 PS1 Lucéram – Lantosque – SkySport Action
21:31 PS2 La Bollène-Vésubie – Moulinet

Venerdì 21 gennaio
9:14 PS3 Roure – Beuil 1
10:17 PS4 Guillaumes – Péone – Valberg 1
11:35 PS5 Val de Chalvagne – Entrevaux 1
14:16 PS6 Roure – Beuil 2
15:19 PS7 Guillaumes – Péone – Valberg 2
16:37 PS8 Val de Chalvagne – Entrevaux 2

Sabato 22 gennaio
8:17 PS9 Le Fugeret – Thorame-Haute
10:08 PS10 Saint Jeannet – Malijai 1 – SkySport Action
11:16 PS11 Saint Geniez – Thoard 1
14:08 PS12 Saint Jeannet – Malijai 2 – SkySport Action
15:16 PS14 Saint Geniez – Thoard 2

Domenica 23 gennaio
8:45 PS15 La Penne – Collongues 1
10:08 PS16 Briançonnet – Entrevaux 1 – SkySport Action
10:53 PS17 La Penne – Collongues 2
12:18 PS18 Briançonnet – Entrevaux 2 – SkySport Action

Immagine copertina: Red Bull
Mappa: rally-maps.com

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