Tra pioggia, neve sciolta e nebbia, la seconda parte di tappa rimescola le carte: Ogier recupera terreno, Solberg gestisce. Hyundai si autoelimina dalla disputa
Il Day 2 si chiude con un copione da vero Monte-Carlo: meteo ballerino, fondo che cambia a ogni chilometro e una classifica che premia chi riesce a guidare con la testa prima ancora che col piede. Oliver Solberg resta leader e porta a casa una giornata di gestione intelligente, respingendo gli attacchi e mantenendo margine su Elfyn Evans, mentre Sébastien Ogier si riaccende nel pomeriggio e rientra prepotentemente nella lotta, riducendo il distacco e rimettendo pressione ai primi.
Alle loro spalle, tra problemi tecnici, penalità e scelte di gomme tutt’altro che banali, la seconda metà di tappa diventa un campo minato: Fourmaux e Neuville pagano caro un finale complicato, mentre Armstrong e Paddon emergono come i principali “sopravvissuti” nella bagarre per le posizioni di rincalzo. Nel frattempo il WRC2 riscrive la top 10 assoluta, con i protagonisti della Rally2 che approfittano del caos per farsi spazio.
Cronaca
PS7 Laborel / Chauvac-Laux-Montaux 2
La SS7 Laborel / Chauvac-Laux-Montaux 2 ha confermato quanto il Day 2 resti una lotteria di aderenza: pioggia nella prima parte, tratti più scivolosi con neve bagnata al centro e finale più “pulito”, con quasi tutti i Rally1 su una scelta molto simile (2 chiodate e 4 invernali), mentre in M-Sport hanno provato a differenziare l’approccio. Davanti, Oliver Solberg continua a tenere il ritmo: 12:10.0 e speciale sua, 1.9 meglio di Ogier (12:11.9), con Evans che resta agganciato a +2.8.

Più staccato Neuville, che chiude con 17 secondi di ritardo, mentre dietro si accende la zona calda: Fourmaux paga problemi al freno a mano e perde terreno, e in casa Ford arriva un’altra mazzata con la foratura di Armstrong, comunque al traguardo a +31.0, molto vicino a Munster (+21.4) e vicino al francese in classifica di giornata. Disastro per Katsuta: il powersteering alza bandiera bianca e lascia il giapponese nei guai. Nel WRC2 la prova è un bel segnale: Léo Rossel è il più veloce in 12:47.2, con Gryazin secondo e Daprà autore di un ottimo quarto tempo, limitando il distacco a 12.3 secondi e tenendosi nel cuore della lotta.
PS8 Saint-Nazaire-le-Désert / La Motte-Chalancon 2
La SS8 ha riportato la gara su un registro più “pulito” (niente neve segnalata), ma non per questo meno insidioso: con la pioggia che continuava a cadere e l’asfalto che si sporcava a ogni passaggio, a fare la differenza è stata soprattutto la precisione. Sébastien Ogier è tornato “in modalità killer”: migliora progressivamente, stampa un 18:05.1 di grande spessore e soprattutto rosicchia secondi pesanti a Evans nella generale. Il gallese paga +16.2, anche per un errore nella fase centrale, e vede il francese avvicinarsi fino a 18.6 secondi complessivi.
Solberg limita i danni con un +17.6, ma senza l’acuto delle speciali precedenti; dietro, Pajari risale con un buon passo, mentre Neuville perde 35 secondi e resta fuori dal giro dei primissimi. Speciale durissima per Katsuta, ancora tormentato dai problemi (e dal ritmo spezzato), al traguardo con oltre due minuti di ritardo.
Sul fronte Hyundai, giornata da dimenticare in fretta: Fourmaux continua ad avere noie con il freno a mano e incassa anche una penalità di 30 secondi per ritardo al controllo pre-stage, elemento che rischia di costargli posizioni. Nel fondo classifica, la prova si trasforma in un piccolo romanzo tra Ford e Hyundai: Armstrong e Paddon (anche lui colpito da penalità di 30″ per ritardo fuori dal service) chiudono lontani, ma ora sono ingaggiati in una lotta diretta per la sesta posizione assoluta, con l’irlandese rallentato da una sosta per cambiare una foratura e finito all’inseguimento.

PS9 La Bâtie-des-Fonts / Aspremont 2
La PS9 La Bâtie-des-Fonts / Aspremont 2 ha chiuso la giornata riportando il Monte-Carlo nella sua dimensione più crudele: neve sciolta in carreggiata, visibilità a tratti complicata da un velo di nebbia e un fondo che cambiava ad ogni curva. Davanti, quando contava, è tornato fuori Sébastien Ogier: il francese firma lo scratch in 12:09.3 e manda un segnale forte, mentre Evans deve accontentarsi di limitare i danni con +12.1, pagando anche un passaggio non pulitissimo nel finale.
Solberg perde 9.3 secondi dal miglior tempo ma la notizia è un’altra: gestisce, non si scompone e resta saldamente leader della generale. Dietro è stata una prova pesantissima: Neuville incappa in un’uscita con botto, riparte ma chiude con un distacco enorme e, insieme a Katsuta, finisce nel frullatore di una speciale che non perdona — con il giapponese ancora tormentato dai problemi allo sterzo.
Nel gruppo Ford-Hyundai, Munster e Fourmaux arrivano al traguardo con ritardi importanti (rispettivamente +32.2 e +51.5), mentre per Armstrong è una speciale da dimenticare: perde quasi un minuto, anche per una scelta di gomme poco azzeccata. In coda, Paddon chiude la prova da ultimo Rally1. Da segnalare in apertura di speciale, McErlean scivola e resta fermo dopo pochi metri, costringendo i concorrenti a gestire il passaggio in una zona delicata senza che la situazione degenerasse.
WRC2
Nel pomeriggio del WRC2 la classifica prende una fisionomia più chiara: Léo Rossel consolida la leadership e chiude la giornata davanti a Eric Camilli, staccato di 39.6 secondi, mentre la grande notizia resta la Lancia Ypsilon HF Rally2 di Nikolay Gryazin, terza a +41.3 e sempre pienamente in partita nonostante un avvio tutt’altro che lineare del progetto.
Alle loro spalle, buon passo ma distacco già importante per Roberto Daprà, quarto a +1:33.8, con la bagarre per la top 5 completata da Sarrazin e Pelamourgues. Più indietro gli altri nomi di peso: Ingram e Kohn pagano oltre cinque minuti, mentre Delecour chiude la giornata con un passivo superiore ai diciotto minuti. In un Monte dove ogni chilometro può diventare una trappola, il pomeriggio ha premiato soprattutto chi è rimasto pulito e costante, più che chi ha cercato il colpo singolo.
WRC3
Nel WRC3 il pomeriggio ha visto Ghjuvanni Rossi sempre al comando, con un margine importante su Éric Royère (+9:43.0) e Jean-Christophe Guibert (+11:16.4). La notizia per l’Italia è che Matteo Fontana, dopo i guai della mattinata, è riuscito a rientrare e a riprendere la gara, pur con un distacco pesante (+12:23.6) che lo mette fuori dalla lotta di vertice ma gli consente di continuare a macinare chilometri e tenere vivo l’obiettivo di portare a casa punti e esperienza su un Monte-Carlo durissimo.
CLASSIFICA ASSOLUTA DOPO PS9
- 1. Oliver Solberg – Elliott Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) 2:11:13.1
- 2. Elfyn Evans – Scott Martin (Toyota GR Yaris Rally1) +1:08.4
- 3. Sébastien Ogier – Vincent Landais (Toyota GR Yaris Rally1) +1:14.9
- 4. Adrien Fourmaux – Alexandre Coria (Hyundai i20 N Rally1) +5:05.2
- 5. Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) +6:05.3
- 6. Jon Armstrong – Shane Byrne (Ford Puma Rally1) +7:18.8
- 7. Hayden Paddon – John Kennard (Hyundai i20 N Rally1) +7:42.1
- 8. Léo Rossel – Guillaume Mercoiret (Citroën C3 Rally2 – WRC2) +8:27.5
- 9. Eric Camilli – Thibault de la Haye (Škoda Fabia RS Rally2 – WRC2) +9:07.1
- 10. Nikolay Gryazin – Konstantin Aleksandrov (Lancia Ypsilon HF Rally2 – WRC2) +9:08.8
Immagini: acmmedia
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