WRC | Rally di Monte-Carlo 2026, PS10/11: Oliver Solberg sempre più leader di una gara mozzafiato

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 24 Gennaio 2026 - 12:00
Tempo di lettura: 4 minuti
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WRC | Rally di Monte-Carlo 2026, PS10/11: Oliver Solberg sempre più leader di una gara mozzafiato

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Neve, ghiaccio nero e nebbia: il “Monte” torna estremo. Lo svedese allunga. Nel WRC2 guida Léo Rossel con Gryazin subito dietro.

Il Rallye Monte-Carlo 2026 sta riportando in primo piano la sua identità più pura: quella della lotteria controllata, dove pneumatici, fiducia e note pulite contano quanto la velocità. Dopo le prime due giornate, Oliver Solberg è il riferimento assoluto: ha costruito il margine nelle zone più sporche e insidiose, gestendo i momenti “da sopravvivenza” tra neve, slush e ghiaccio nero. Elfyn Evans resta l’unico a tenere vivo il confronto diretto, mentre Sébastien Ogier alterna fasi di difficoltà a lampi da campione, rilanciandosi con speciali di spessore.

Dietro, la gara è diventata un test di lucidità: Hyundai erra nella terra di nessuno con Fourmaux e Paddon che non trovano ritmo mentre Neuville continua a inseguire con veramente poca continuità. Jon Armstrong, invece, conferma una solidità (non del tutto) inaspettata e si ritaglia un ruolo da assoluto protagonista tra le Ford. Nel WRC2 comanda Léo Rossel, ma la notizia è la crescita della Lancia: Gryazin resta agganciato ai primi e l’equilibrio promette battaglia fino all’ultimo loop.

CRONACA

PS10 La Bréole / Bellaffaire 1

Il sabato di gara inizia con la PS10 La Bréole / Bellaffaire 1, la crono più lunga del rally. Ed è proprio qui che il Monte-Carlo ha definitivamente mostrato il suo volto più duro: neve compatta, caduta copiosa nella nottata di venerdì, ghiaccio nero e tratti “a sorpresa” hanno trasformato la speciale in una prova di sopravvivenza più che di pura velocità.

In condizioni estreme Sébastien Ogier, dall’alto della sua esperienza, ha interpretato al meglio le condizioni estreme firmando lo scratch, con Elfyn Evans vicinissimo a 3”5, mentre Oliver Solberg ha scelto una gestione lucida: ha lasciato qualcosa per strada ma ha difeso la leadership senza prendersi rischi inutili.

Dietro, i distacchi si sono allungati in modo sensibile, segno di un fondo che cambiava metro dopo metro e premiava soprattutto fiducia, note pulite e la capacità di leggere il grip. In una speciale così, più che attaccare, contava uscirne vivi.

PS11 “Vaumeilh / Claret 2”

La PS11 “Vaumeilh / Claret 2” ha confermato quanto il Monte-Carlo 2026 sia una partita a scacchi su fondo misto: tratti con slush, chiazze di ghiaccio nero e neve residua hanno reso la speciale meno “bianca” della precedente, ma ancora piena di tranelli. Nella prima metà prova Katsuta aveva messo giù un riferimento credibile, poi Fourmaux ha alzato l’asticella con un intertempo aggressivo, mentre Ogier ha pagato qualche secondo nelle zone più sporche e scivolose.

A ribaltare tutto ci ha pensato, però, Solberg, autore di un passaggio pulitissimo e cattivo: miglior tempo e 11 secondi rifilati a Evans, che nel frattempo aveva provato a costruire margine su Ogier. Neuville invece ha perso terreno, finendo anche alle spalle di un ottimo Armstrong. In classifica generale Solberg consolida la leadership portando il vantaggio a 1’02”8 su Evans e 1’13”1 su Ogier, con Fourmaux quarto ma già staccato oltre i cinque minuti.

WRC2: Le Lancia volano e Rossel trema

Nel WRC2 la mattinata si è chiarita su due piani: in testa resta Léo Rossel, solido leader e riferimento della categoria, mentre la notizia “pesante” arriva dalla prova più lunga, la PS10 La Bréole – Bellaffaire 1, dove le Lancia hanno messo in mostra un passo impressionante.

Sui quasi 30 km, Yohan Rossel (pur senza ambizioni di classifica generale) ha firmato lo scratch, con Gryazin subito dietro: un uno-due che vale soprattutto come messaggio tecnico, perché conferma quanto la Ypsilon sia competitiva quando la speciale si allunga e conta il ritmo. Il bulgaro con questa prestazione è ora a soli 10.8″ da Léo Rossel. Alle loro spalle si rimescolano le posizioni, con Ingram e Daprà che restano nel gruppo inseguitore e distacchi che iniziano a pesare in un WRC2 sempre più selettivo.

Nikolay Gryazin

WRC3: Rossi gestisce. Fontana tenta una furiosa rimonta

Nel WRC3 la situazione resta di pura sopravvivenza: dopo le ultime prove del sabato comanda Ghjuvanni Rossi in 3:34:36.6, ma con lo status di SuperRally a ricordare quanto sia stata una gara a eliminazione. Alle sue spalle Éric Royère paga 2:18.1, mentre Jean-Christophe Guibert scivola molto più lontano a +8:11.8. Più staccato Matteo Fontana, anche lui in SuperRally, a +18:23.6: distacchi pesanti che fotografano un WRC3 durissimo, dove ormai l’obiettivo principale è tenere la strada e arrivare.

Classifica assoluta (Top 10) dopo PS11

  1. Oliver Solberg / Elliott Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) – 2:50:57.5
  2. Elfyn Evans / Scott Martin (Toyota GR Yaris Rally1) – +1:02.8
  3. Sébastien Ogier / Vincent Landais (Toyota GR Yaris Rally1) – +1:13.1
  4. Adrien Fourmaux / Alexandre Coria (Hyundai i20 N Rally1) – +5:36.7
  5. Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) – +6:31.6
  6. Jon Armstrong / Shane Byrne (Ford Puma Rally1) – +8:58.2
  7. Hayden Paddon / John Kennard (Hyundai i20 N Rally1) – +9:52.0
  8. Léo Rossel / Guillaume Mercoiret (Citroën C3 Rally2) (WRC2) – +10:04.9
  9. Takamoto Katsuta / Aaron Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) – +10:11.7
  10. Nikolay Gryazin / Konstantin Aleksandrov (Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale) (WRC2) – +10:15.7

Immagini: Red Bull Content Pool

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