WRC | Rally di Monte-Carlo 2026 – Anteprima. Si riparte da Ogier: guida ai protagonisti ed al primo snodo della stagione

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 20 Gennaio 2026 - 09:00
Tempo di lettura: 13 minuti
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WRC | Rally di Monte-Carlo 2026 – Anteprima. Si riparte da Ogier: guida ai protagonisti ed al primo snodo della stagione

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Ogier a caccia dell’11ª nel Principato, Evans e Neuville per non rincorrere. Debutti, ritorni ed un WRC2 infuocato dal duello Lancia vs Škoda: tutto quello che c’è da sapere sul WRC 2026

La nuova stagione del Mondiale Rally riparte dal posto più crudele ed affascinante possibile: Monte-Carlo. Non è solo il primo appuntamento dell’anno, è un giudice che non concede appelli: asfalto che cambia ad ogni curva, scelte gomme da indovinare e un margine d’errore che spesso non esiste. E se il 2026 comincia nel Principato, allora non poteva che cominciare anche all’insegna del più forte, Sébastien Ogier.

Il transalpino, alfiere di Toyota, si presenta al 94° Rallye Monte-Carlo (22–25 gennaio) da campione del mondo in carica e dominatore assoluto di questa gara: dieci vittorie, una familiarità unica con le trappole del rally più iconico di tutti e un obiettivo che, a questo punto, non è nemmeno più un segreto.

L’undicesimo sigillo nel Principato sarebbe la maniera più chiara per piazzare subito il primo colpo psicologico al campionato. Nel 2025 la “suggestione” del part-time capace di arrivare fino in fondo si è trasformata in realtà: oggi, ogni punto ha un peso diverso, perché anche chi non fa l’intera stagione può diventare un fattore totale.

Ma Monte-Carlo è anche il rally perfetto per presentare il nuovo cast della classe regina. Attorno ad Ogier ci sono piloti che vogliono partire forte per non rincorrere, altri che cercano conferme dopo una crescita graduale e nuovi volti che, nel 2026, vogliono finalmente scrivere la propria storia nel WRC.

Toyota: il quintetto che spaventa

Il team Toyota Gazoo Racing si presenta con una formazione che mescola esperienza, solidità e curiosità. In cima, inevitabilmente, c’è Ogier: l’uomo che a Monte sembra “parlare” la lingua delle prove speciali come nessun altro. La sua presenza al via è già di per sé una pressione enorme sugli avversari: batterlo qui significa mandare un messaggio, ma anche solo stargli vicino può valere una dichiarazione d’intenti per il resto dell’anno.

Accanto a lui, Elfyn Evans è chiamato ad un 2026 di massima concretezza. Il gallese ha un obiettivo semplice e spietato: partire forte per non trovarsi a inseguire. A Monte-Carlo negli ultimi anni è spesso stato della partita, e proprio per questo sa quanto faccia male dover rincorrere punti già a gennaio.

Poi c’è Takamoto Katsuta, che inizia l’anno con la solita domanda addosso: arriverà davvero il salto definitivo? Le premesse ci sono (quasi) sempre, ma storicamente a mancargli è stato quel qualcosa che, di norma, appartiene solo ai grandi piloti: la concretezza. Il 2026, per il nipponico, può essere l’anno dello switch mentale o del naufragio definitivo senza troppe vie di mezzo. Il Monte è subito un’occasione ghiotta per dimostrare la propria maturità poiché le condizioni del fondo monegasco obbligano a fidarsi del proprio istinto senza andare oltre il limite.

Sami Pajari, invece, deve trasformare gli ultimi segnali incoraggianti in una linea continua. Il suo mindset non può più essere timido e remissivo: serve un approccio più vicino a quello visto sul finire del 2025, lo stesso che gli ha regalato la gioia del primo podio in carriera in quel di Aichi, in Giappone. Il finlandese dovrà, dunque, dimostrarsi capace di unire pulizia e decisione, senza perdere quel margine che al Monte ti salva la gara ed il fondoschiena.

All’altro estremo della narrazione Toyota, l’innesto più interessante di questa silly season: Oliver Solberg. Il 2026 segna, a tutti gli effetti, il suo ritorno a tempo pieno in classe Rally1 dopo l’esperienza complicata del 2022 con Hyundai ed il triennio successivo, trascorso in WRC2 che lo ha plasmato fino a renderlo spesso “ingiocabile”.

Solberg è un talento vero, campione WRC2 in carica e già vincitore assoluto in Estonia nel 2025 alla sua prima uscita ufficiale con la Yaris: velocità e carisma non mancano. La curiosità è tutta nel suo approccio: Monte-Carlo, pur essendo un nordico, è terribilmente nelle sue corde ed è forse anche per questo motivo che Toyota lo ha addirittura dichiarato eligibile per raccogliere punti costruttori a discapito di Katsuta che, invece, correrà solo per la classifica Piloti. Resta da capire quanto Solberg vorrà osare e quanto vorrà costruire in quel di Monaco.

Hyundai: Neuville, la nuova gerarchia e il ritorno di Paddon

Hyundai riparte da una certezza e da una domanda. La certezza è Thierry Neuville, che nel Principato ha sempre mostrato un feeling speciale, al punto da averlo già vinto due volte ed aver sfiorato il successo in almeno altre tre occasioni. Per lui vale lo stesso principio di Evans: partire forte, perché oggi nessuno può permettersi di lasciare punti per strada pensando di recuperarli “più avanti”. Se Ogier può essere un fattore totale, allora i leader designati devono rispondere subito.

La domanda, invece, riguarda la gerarchia interna e il peso specifico di Adrien Fourmaux. Il francese non è più una scommessa: è un pilota che arriva a Monte-Carlo con un anno pieno trascorso al volante della i20 già alle spalle e con la consapevolezza che, quando tutto fila liscio, può stare nella partita che conta. Se al debutto su una nuova vettura ha già saputo salire sul podio, il 2026 può diventare la stagione in cui “sale in cattedra” davvero. Condizione necessaria: che non ci sia quella nuvoletta – a volte comica, a volte grottesca – che lo ha perseguitato in diverse occasioni.

E poi c’è il ritorno, quello dell’equipaggio neozelandese composto da Hayden Paddon e John Kennard che rientrano nel WRC in formato part-time. Il 38enne Kiwi ha esperienza e storia da vendere. Ha vinto nel mondiale ed ha conquistato anche due titoli ERC nel 2023 e nel 2024, ma una Rally1 non l’ha mai guidata in gara e questo, in pratica sarebbe come iniziare da capo, con aspettative inevitabilmente più alte rispetto a un rookie puro, ma con la stessa esigenza di costruire passo e fiducia evento dopo evento.

M-Sport: responsabilità, apprendistato e un bivio

M-Sport Ford arriva a Monte-Carlo con una line-up che mette subito sul tavolo una parola: responsabilità. Josh McErlean ha ereditato i gradi di capitano della squadra ed è chiamato a guidare il progetto in gara ed a confermare ciò che di buono ha mostrato da rookie: costanza, progressione e la capacità di portare la sua Puma al traguardo, cosa che a Monte vale quasi come un risultato pieno.

Al suo fianco debutta un altro irlandese, il veloce Jon Armstrong, reduce da una stagione molto positiva 2025 trascorsa in ERC in cui ha sfiorato il titolo e vinto due appuntamenti. Il suo 2026, almeno all’inizio, deve essere semplice: fare esperienza senza farsi trascinare dall’ansia di dimostrare subito tutto. Monte-Carlo è il posto sbagliato per forzare: qui la prima missione è stare fuori dai guai.

Capitolo a parte per Grégoire Munster, perché per lui Monte-Carlo pesa come un bivio. Dopo due stagioni da full-time con M-Sport, per il 2026 non ha più un sedile con la squadra britannica, anche perché non può più contare sullo stesso livello di supporto del suo storico backer Jourdan Serderidis. Eppure, al via ci sarà comunque: correrà infatti con la Ford Puma Rally1 privata del greco, gentilmente concessa per l’apertura di stagione.

Munster arriva nel Principato immediatamente dopo uno sfortunato ritiro alla Dakar, dove il lussemburghese ha fatto da navigatore proprio a Serderidis. L’iscrizione al Monte è stata una diretta conseguenza di quest’accordo, con il greco che gli ha “messo sul tavolo” la sua Puma.  

Per il resto dell’anno, invece, tutto è ancora aperto: l’idea è spostarsi verso un programma in Rally2 per costruire il futuro, ma il punto è chiaro: Munster adesso deve guadagnarsi il posto con risultati e contatti, perché le opportunità non arriveranno più “in automatico”.

Entry list WRC (Rally1) – prioritari

  • #1 Ogier / Landais (Toyota GR Yaris Rally1)
  • #33 Evans / Martin (Toyota GR Yaris Rally1)
  • #11 Neuville / Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1)
  • #18 Katsuta / Johnston (Toyota GR Yaris Rally1)
  • #16 Fourmaux / Coria (Hyundai i20 N Rally1)
  • #5 Pajari / Salminen (Toyota GR Yaris Rally1)
  • #99 Solberg / Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1)
  • #13 Munster / Louka (Ford Puma Rally1)
  • #55 McErlean / Treacy (Ford Puma Rally1)
  • #20 Paddon / Kennard (Hyundai i20 N Rally1)
  • #95 Armstrong / Byrne (Ford Puma Rally1)

WRC2: il ritorno Lancia passa dal Monte, subito con due “big”

Se la classe regina apre la stagione con i soliti volti da copertina, la WRC2 si accende immediatamente per un motivo che vale da solo il titolo: il debutto “mondiale” della Lancia Ypsilon HF Integrale. Il ritorno del marchio torinese nelle competizioni internazionali passa dal palcoscenico più iconico e ostile possibile, con l’obiettivo dichiarato di entrare subito nel vivo della battaglia Rally2.

A portare in gara la nuova Ypsilon HF saranno due piloti abituati ai riflettori iridati e, soprattutto, a convivere con condizioni estreme come quelle del Principato:
Yohan Rossel – Arnaud Dunand (#21) e Nikolay Gryazin – Konstantin Aleksandrov (#22). Due profili che, per velocità e curriculum, rappresentano una dichiarazione d’intenti: Lancia non torna “per partecipare”, ma per provare a stare al vertice fin dai primi chilometri.

Tra le presenze più interessanti figura anche M-Sport, che schiera una sola Fiesta Rally2 Mk II con il veloce estone Romet Jürgenson (#24). Reduce da un ottimo quinto posto tra i ghiacci del Jaennerrallye, Jürgenson userà Monte-Carlo come banco di scuola e di prestigio: non sarà però registrato per raccogliere punti WRC2, e quindi correrà “solo” per esperienza e gloria.

Occhi puntati anche sulla componente italiana, perché in lista troviamo Roberto Daprà – Luca Guglielmetti su Škoda Fabia RS (#23): per l’azzurro l’obiettivo è inserirsi nella lotta fin da subito, in una categoria che si presenta come una delle più dense e competitive dell’intero evento.

Il cast, naturalmente, non si esaurisce qui: sono attesi protagonisti di grande esperienza pronti a sfruttare ogni errore altrui e ogni scelta gomme sbagliata. Da seguire con attenzione, tra gli altri, Filip Mares, Léo Rossel, Filip Kohn, Eric Camilli e il britannico Chris Ingram, in un Monte-Carlo dove in Rally2 la differenza tra colpo grosso e weekend anonimo può stare in una singola curva “sporca”.

Entry list WRC2 – prioritari

  • #21 Rossel / Dunand (Lancia Ypsilon HF)
  • #22 Gryazin / Aleksandrov (Lancia Ypsilon HF)
  • #23 Daprà / Guglielmetti (Škoda Fabia RS)
  • #24 Jürgenson / Oja (Ford Fiesta Mk II) *non farà segnare punti WRC2
  • #25 Yamamoto / Fulton (Toyota GR Yaris) *non farà segnare punti WRC2
  • #26 Camilli / De La Haye (Škoda Fabia RS)
  • #27 Marès / Bucha (Toyota GR Yaris)
  • #28 L. Rossel / Mercoiret (Citroën C3)
  • #29 Sarrazin / Roche (Citroën C3)
  • #30 Kohn / Whittock (Škoda Fabia RS)
  • #31 Ingram / Kihurani (Toyota GR Yaris)
  • #32 Chatillon / Cornuau (Škoda Fabia RS)
  • #34 Delecour / De Castelli (Toyota GR Yaris)
  • #35 Pelamourgues / Pouget (Hyundai i20 N)
  • #36 Koltun / Pleskot (Škoda Fabia RS)
  • #37 Molle / Dubois (Škoda Fabia RS)
  • #38 Burri / Fellay (Toyota GR Yaris)
  • #39 Wartique / Andernack (Škoda Fabia RS)
  • #40 Piguet / Haddad (Citroën C3)
  • #41 Mella / Pezzoli (Škoda Fabia RS)
  • #42 Keferböck / Minor (Toyota GR Yaris)
  • #43 Boland / MJ (Ford Fiesta Mk II)
  • #44 Cobbe / Mometti (Škoda Fabia RS)
  • #45 Drivakos / Bante (Hyundai i20)
  • #46 Marchino / Elia Ometto (Citroën C3)
  • #47 Vossen / Bleijenberg (Hyundai i20 N)
  • #48 Covi / Lorigliola (Škoda Fabia)

WRC3: cinque Rally3, Italia subito protagonista con Fontana

Anche la WRC3 parte con numeri più contenuti, ma con una sfida chiara: cinque iscritti prioritari e un’Italia che si presenta con la propria punta di diamante. In lista c’è infatti Matteo Fontana – Alessandro Arnaboldi (#49) su Ford Fiesta Rally3, campione di categoria in carica e chiamato a difendere il titolo già su uno dei terreni più complessi dell’intero calendario.

Il rivale da cerchiare in rosso è il francese Ghjuvanni Rossi – Robin Sarmezan (#50), habitué della categoria e avversario credibile in un contesto dove la gestione e la pulizia di guida spesso contano quanto la velocità pura. Completano il quadro Royère (#51), Guibert (#52) e Courtois (#53), unico iscritto su Renault Clio Rally3, per una WRC3 che a Monte-Carlo premia soprattutto disciplina e capacità di evitare errori.

Entry list WRC3 – prioritari

  • #49 Fontana / Arnaboldi (Ford Fiesta Rally3)
  • #50 Rossi / Sarmezan (Ford Fiesta Rally3)
  • #51 Royère / Grenier (Ford Fiesta Rally3)
  • #52 Guibert / Gracial (Ford Fiesta Rally3)
  • #53 Courtois / Risser (Renault Clio Rally3)

RALLYE AUTOMOBILE MONTE-CARLO 2026 – ROUND 1/14 – (22-25 GENNAIO 2026)

  • Service Park & Rally HQ: Gap (Hautes Alpes)
  • Numero di partecipanti: 66
  • Giorni di gara: 4
  • Numero di prove speciali: 17
  • Km da percorrere in prova: 339,15 Km

Rallye Monte-Carlo 2026 vs 2025: i numeri dicono già molto

A livello complessivo, l’edizione 2026 cresce leggermente in prova speciale ma “snellisce” l’itinerario totale:

  • Prove speciali: 339,15 km vs 333,06 km (+1,8%)
  • Trasferimenti: 1214,07 km vs 1296,23 km (−6,3%)
  • Itinerario totale: 1553,22 km vs 1629,29 km (−4,7%)

Tradotto: più chilometri cronometrati, meno strada “morta”. Una scelta che cambia la sensazione del rally, perché aumenta il peso specifico di ogni tratto competitivo e lascia meno spazio a respirare.

Cambia il ritmo: il venerdì “esplode”, il sabato si alleggerisce, la domenica si fa più tagliente

La vera differenza, però, sta nella distribuzione della gara: il Monte-Carlo 2026 è costruito con un ritmo diverso.

  • Venerdì è il giorno più pesante sulla carta: cresce sia in chilometri di prove speciali sia nell’impegno complessivo (circa +20%). È il momento in cui si può già “spaccare” la classifica e, soprattutto, impostare la strategia gomme con maggiore pressione.
  • Sabato è nettamente ridimensionato: i chilometri cronometrati scendono (circa −35,7%). Meno volume, più necessità di essere immediati: qui non hai tante occasioni per recuperare con calma.
  • Domenica è più corta nei trasferimenti ma più cattiva nelle speciali: meno strada (−40% di liaison) ma più densità competitiva (+41,3% di SS). In pratica: meno attese, più “colpi” ravvicinati. Una domenica che sembra fatta per restare sul filo fino alla fine.

Guida rapida alle Prove Speciali

SS1 – Toudon / Saint-Antonin
Apertura subito tecnica e “montana”, con tanto dislivello e carreggiata spesso stretta: attenzione al tratto Toudon–Ascros, dove la roccia friabile può portare detriti in strada e aumentare il rischio forature. Finale in discesa più fluido ma ancora pieno di tornanti.

SS2 – Esclangon / Seyne-les-Alpes
Stage da “tutto dentro”: Clues de Barles come primo banco, poi sezione stretta ma veloce fino ad Auzet. Il vero spartiacque è la salita al Col du Fanget (1459 m), potenzialmente ghiacciata/neve, prima della discesa rapidissima verso Seyne, con tornanti spettacolari.

SS3/SS11 – Vaumeilh / Claret
Media alta e ritmo continuo: speciale veloce con salita al Col de Grêle (728 m) e un inserimento nuovo (chicane) per spezzare un tratto troppo rapido. Discesa finale più guidata ma sempre “da pieno gas”, con tornanti conclusivi.

SS4/SS7 – Laborel / Chauvac-Laux-Montaux
Ritorno “old school” con finale modificato: si sale e si scende tra passi oltre quota 1000 (Pierre Vesce e Reychasset), alternando tratti scenografici e sezioni più esposte. Il nuovo finale è più stretto e “da brina”: qui basta poco per pagare caro.

SS5/SS8 – Saint-Nazaire-le-Désert / La Motte-Chalancon
Speciale lunga e completa, con start/finish nuovi: prima parte senza grandi traumi fino ai colli Guillens/Portail, poi Volvent e nuova risalita verso Cols de Vache e Roustans. Chiusura in discesa molto ritmata: doppio tornante, gola stretta prima di Chalancon e finale che “scorre”.

SS6/SS9 – La Bâtie-des-Fonts / Aspremont
Velocissima ma non banale: avvio stretto e tortuoso verso il Col de Carabes (1261 m), poi discesa tecnica fino a La Piarre. Ultimi 8 km molto rapidi: è una prova dove se hai fiducia puoi guadagnare parecchio.

SS10/SS12 – La Bréole / Bellaffaire (la più lunga del rally)
La maratona del 2026: combina salita, valichi e discese con continui cambi di grip. Punto chiave la seconda parte con la risalita al Col des Garcinets (1250 m), spesso innevato, e tutte le “trappole da Monte” (ghiaccio, neve ai bordi, acqua in carreggiata). Da gestire, più che da “sprintare” dall’inizio alla fine.

SSS13 – Monaco Circuit
Notturna da show puro: super speciale urbana nel cuore del Principato con chicane, staccate violente e tornanti “da freno a mano”, più una chicca scenografica (donut/360°). Crono corta, ma tra visibilità, asfalto freddo e margine zero può comunque costare caro. La sfilata ad alta velocità nel cuore di Monte-Carlo torna in scena dopo 18 anni di assenza.

SS14/SS16 – Col de Braus / La Cabanette
Ritorno dopo vent’anni: inizio in salita con tornanti, poi tratto molto tecnico su strada poco curata e spesso su versante nord (quindi più insidiosa). Finale: sequenza di tornanti in salita fino a La Cabanette, senza respiro.

SS15/SS17 – La Bollène-Vésubie / Moulinet
Monumento: la salita verso il Col de Turini (1607 m) è relativamente “gestibile” per orientamento, ma la discesa iniziale e soprattutto i tratti esposti a nord possono diventare un incubo di ghiaccio e neve. Sezione finale più costante e veloce: qui si decide spesso il Monte. La discesa verso Moulinet non perdona con i suoi tornanti in sequenza costeggiati da mura di contenimento e muretti affioranti all’apice delle inversioni pronti a punire i più imprecisi.

La sfida strategica: meteo e gomme

A Monte-Carlo il vero avversario è sempre lo stesso: la combinazione tra meteo e scelta pneumatici. Anche per il 2026, le indicazioni della vigilia fanno pensare a un possibile ritorno di neve e ghiaccio nei tratti più alti e in ombra: e con condizioni così, la “lotteria delle gomme” torna centrale.

I team dovranno decidere se puntare su asfalto morbide/super-morbide quando la strada resta pulita, su neve non chiodate nei tratti misti, oppure sui chiodati quando le lastre diventano un fattore reale. Il punto è che spesso la gomma giusta per metà speciale è quella sbagliata per l’altra metà, e i secondi persi lì non si recuperano.

Le prime ricognizioni stanno già “disegnando” il Monte 2026: La PS1 Toudon–Saint-Antonin è risultata più fredda del giorno precedente: avvio molto guidato ma esposto e in gran parte asciutto, poi negli ultimi 4 km in discesa si entra nel sottobosco e cambia tutto, con ritmo meno scorrevole e fondo più viscido per la presenza di ghiaccio, in un passaggio termico netto da circa 5–6°C a 0°C.

La PS2 Esclangon–Seyne-les-Alpes conferma invece un profilo molto veloce e tecnico, con dossi artificiali penalizzanti (anche in sequenza nel tratto abitato) e diversi settori ghiacciati: nella parte iniziale, simile a un canyon, l’ambiente è più umido e bagnato.

La PS3/11 Vaumeilh–Claret (15 km) si correrà al buio il giovedì e poi sabato mattina: è una speciale senza grandi variazioni altimetriche, ma può diventare sporca per i molti tagli che trascinano fango, soprattutto nei tratti più aperti.

Nella giornata di Lunedì 19 gennaio è stata ispezionata dagli equipaggi anche la PS10/12 La Bréole–Bellaffaire, in programma sabato: rispetto al 2025 si allunga (lo scorso anno copriva solo la prima parte) e promette di essere una delle più “mosse”, con tagli fangosi e una nuova sezione in costa esposta, molto sconnessa. Le condizioni osservate sono state variabili: asciutto, bagnato, fango e qualche punto di neve.

Sul fronte meteo, il quadro resta fluido e a affidabilità media per la gara: shakedown atteso asciutto e soleggiato (6–7°C), giovedì possibile pioggia sulla PS1 (~4°C) e neve debole in orario PS2–PS3; prevista neve anche al Turini (10–20 cm) mentre al Col de Braus potrebbe prevalere la pioggia.

Gli orari del “Monte” 2026

Giovedì 22/1

  • PS1 16:05
  • PS2 18:35
  • PS3 20:35

Venerdì 23/1

  • PS4 09:04
  • PS5 10:32
  • PS6 11:50
  • PS7 15:16
  • PS8 16:44
  • PS9 18:05

Sabato 24/1

  • PS10 08:31
  • PS11 09:55
  • PS12 12:31
  • PS13 18:35

Domenica 25/1

  • PS14 08:05
  • PS15 09:35
  • PS16 11:09
  • PS17 13:15

Il Rallye Monte-Carlo non è mai un semplice round inaugurale: è un test di lucidità, un puzzle di grip e letture, una gara che ti costringe a pensare mentre stai già attaccando. Qui non vince solo chi va più forte, ma chi sbaglia meno quando la strada cambia pelle da un tornante all’altro. E nel 2026, più che mai, il rally sembra voler mettere i piloti davanti a un copione diverso rispetto a dodici mesi fa.

Immagini: Red Bull Content Pool; acmmedia

mappe: acmmedia

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