Dopo le rocce della Grecia agli sterrati più veloci del mondiale: Toyota parte favorita, ma Hyundai ed M-Sport cercano il colpo. Grande spettacolo atteso anche in WRC2 con Korhonen, Virves, Vaher e Suninen
Dalle pietre dell’Acropoli alle velocità folli delle foreste baltiche. Il FIA World Rally Championship cambia completamente scenario e, dopo uno degli appuntamenti più duri della stagione, approda in Estonia per il nono round del campionato 2026.
Per i piloti significa quasi ripartire da zero. Se in Grecia contavano resistenza e gestione degli pneumatici, sugli sterrati estoni serviranno precisione assoluta, coraggio e fiducia totale nella vettura. Le medie orarie sfiorano quelle del Rally di Finlandia, mentre salti spettacolari, continui cambi di ritmo e carreggiate strettissime non concedono il minimo margine d’errore. A complicare ulteriormente il weekend potrebbe esserci il meteo: un improvviso acquazzone è sufficiente per trasformare le prove speciali in un terreno completamente diverso da quello affrontato durante le ricognizioni.
Il ritorno nel luogo dove Solberg ha cambiato la sua carriera
C’è un pilota che più di tutti guarda a questo rally con emozioni particolari: Oliver Solberg.
Dodici mesi fa proprio in Estonia arrivò una delle vittorie più sorprendenti degli ultimi anni. Chiamato all’ultimo momento da Toyota mentre era impegnato nella rincorsa al titolo WRC2, lo svedese sfruttò l’occasione della vita dominando il rally e conquistando il suo primo successo assoluto nel Mondiale. Una prestazione che cambiò completamente la sua carriera dopo gli anni difficili vissuti con Hyundai e che gli spalancò definitivamente le porte del team ufficiale Toyota per il 2026.
Adesso Solberg torna sulle stesse strade con aspettative completamente diverse. L’inizio di stagione non ha rispettato le attese nate dopo Monte-Carlo e il pilota svedese cerca proprio in Estonia il punto di svolta della sua annata. È il terreno che meglio conosce, quello che valorizza il suo stile di guida aggressivo e veloce, e difficilmente potrebbe esistere un’occasione migliore per rilanciarsi.
Toyota vuole allungare nel mondiale
Se Solberg rappresenta la storia più affascinante del weekend, Toyota resta comunque la squadra da battere.
Elfyn Evans arriva da leader del campionato, ma anche questa volta dovrà fare i conti con un handicap non trascurabile: aprire la strada nella giornata di venerdì. Sugli sterrati estoni significa perdere preziosi decimi a ogni chilometro, una condizione che potrebbe favorire i compagni di squadra.
Tra questi spicca Takamoto Katsuta, reduce da una stagione sempre più convincente. Il giapponese ha ormai ridotto il distacco da Evans in classifica generale e affronta due rally – Estonia e Finlandia – che storicamente si adattano molto bene alle sue caratteristiche.
Occhi puntati anche su Sami Pajari. Il finlandese continua a crescere gara dopo gara e sembra ormai vicino alla definitiva consacrazione nella massima categoria. Su queste strade è sempre stato estremamente competitivo e, grazie anche a un ordine di partenza favorevole, potrebbe inserirsi concretamente nella lotta per il successo.
Naturalmente non si può ignorare Sébastien Ogier. Il francese continua a selezionare con attenzione le proprie partecipazioni, ma ogni sua presenza assume ormai un peso enorme nella corsa al mondiale. Reduce dal successo conquistato in Grecia, il nove volte iridato punta a ridurre ulteriormente il distacco da Evans e mantenere vivo il sogno di uno storico decimo titolo.
Hyundai cerca conferme, Lappi torna a casa
Per Hyundai il Rally Estonia rappresenta una sfida completamente diversa rispetto all’Acropoli.
La i20 N Rally1 nelle ultime stagioni ha spesso dato il meglio sui fondi più sconnessi e selettivi, mentre gli sterrati ad alta velocità hanno evidenziato qualche limite soprattutto in termini di stabilità e inserimento nelle curve più rapide.
Thierry Neuville arriva però forte dell’ottima prestazione mostrata in Grecia, dove soltanto una doppia foratura gli ha impedito di conquistare la vittoria. Adrien Fourmaux, invece, continua a cercare quel primo successo mondiale che più volte è sembrato alla sua portata.
Ad affiancare i due titolari ci sarà Esapekka Lappi. Il finlandese conosce perfettamente questo tipo di fondo e rappresenta una risorsa preziosa sia in ottica costruttori sia come possibile outsider nella lotta per il podio. Alla vigilia della Rally Week estone, l’esperto pilota finnico ha dichiarato che quelle in Estonia e Finlandia potrebbero essere le sue ultime uscite della stagione e per ora anche della sua carriera nel WRC.
Sesks vuole brillare davanti al pubblico baltico
Anche M-Sport Ford guarda con particolare interesse a questo appuntamento.
Josh McErlean e Jon Armstrong proseguono il loro percorso di crescita, ma l’attenzione sarà inevitabilmente concentrata su Mārtiņš Sesks.
Il lettone, sostenuto dal pubblico baltico praticamente come un pilota di casa, arriva su strade estremamente simili a quelle sulle quali è cresciuto sportivamente. Dopo una prima parte di stagione fatta di alti e bassi, il Rally Estonia rappresenta probabilmente la migliore occasione per tornare nelle posizioni di vertice e confermare il potenziale mostrato nelle passate stagioni.
WRC2: Korhonen difende il primato, ma la concorrenza è stellare, assente Lancia
Anche la categoria WRC2 promette spettacolo.
Il leader del campionato Roope Korhonen affronta uno dei rally più favorevoli del calendario con l’obiettivo di consolidare la propria leadership, ma la concorrenza sarà di altissimo livello. Tra i principali favoriti c’è Robert Virves, fresco vincitore dell’Acropoli e determinato a regalare un altro successo al pubblico estone dopo aver già conquistato qui il primo centro iridato della carriera lo scorso anno.
Grande attenzione anche per Teemu Suninen. Il finlandese arriva da leader del FIA European Rally Championship dopo il successo al Rally di Roma Capitale e continua a dividersi tra ERC e WRC2 con l’obiettivo di rilanciarsi definitivamente ai massimi livelli. La sua esperienza sui rally ad alta velocità lo rende uno dei candidati più credibili per il successo finale.
Tra gli uomini da seguire figurano anche Emil Lindholm, Jan Solans, Lauri Joona e Mikko Heikkilä, mentre Mille Johansson proverà a confermare la crescita mostrata negli ultimi mesi tra ERC e Mondiale dopo un ottimo sesto posto a Roma dopo una furiosa rimonta alla domenica che lo vedeva partire dalla P10. Non prenderà invece punti iridati Gus Greensmith, pur essendo uno dei possibili protagonisti della lotta assoluta.
Attenzione anche ai padroni di casa. Oltre a Virves, sarà presente Romet Jürgenson, ancora alla ricerca del primo risultato di peso con la Rally2 dopo aver spesso mostrato ottimi parziali. Riflettori puntati infine sul giovanissimo Jaspar Vaher: il talento estone, classe 2007, pupillo di Ott Tanak affronta uno degli appuntamenti più importanti della sua giovane carriera davanti al pubblico di casa e rappresenta uno dei nomi più interessanti del futuro del rally mondiale.
Vaher aveva stupito tutti nell’ERC in Svezia a fine maggio quando con la sua Toyota aveva dominato praticamente tutta la gara, prima che una sfortunata uscita di strada spezzasse i suoi sogni di gloria.
Non sarà della gara, invece, il Team Lancia HF: assenti sia Rossel che Gryazin che torneranno in azione solamente in Finlandia.
2026 WRC Delfi Rally Estonia – Round 9/14 – (17-19 luglio 2026)
Un percorso compatto, ma senza tregua: oltre 300 chilometri ad altissima velocità
Il Rally Estonia 2026 cambia veste senza perdere la propria identità. La gara vera scatterà soltanto nel pomeriggio di venerdì, ma gli organizzatori sono comunque riusciti a superare la soglia dei 300 chilometri cronometrati, costruendo un itinerario molto compatto e quasi interamente basato sulle prove già utilizzate dodici mesi fa. Il risultato è un fine settimana concentrato, con pochissimi momenti di respiro e un susseguirsi di strade velocissime, continui cambi di fondo, salti e sezioni nei boschi dove anche il più piccolo errore di traiettoria può trasformarsi in un ritiro.
Il primo assaggio arriverà con lo Shakedown di Kastre, lungo 4,08 chilometri. Dopo una breve partenza su asfalto, la prova entra rapidamente sullo sterrato e assume subito il carattere tipico dell’Estonia: curve veloci, carreggiata scorrevole e lunghi tratti in cui la velocità rimane altissima. Nella seconda metà il percorso si restringe e diventa inizialmente più guidato, prima di aprirsi nuovamente su una sequenza molto rapida che conduce al rettilineo finale. È un tratto breve, ma tutt’altro che innocuo: proprio qui, nel 2023, Ott Tänak fu fermato da un problema al motore che compromise il suo rally di casa ancora prima dell’inizio della gara.

Venerdì pomeriggio si entrerà subito nel vivo con due passaggi su Raanitsa, Karaski e Kanepi, prove che nel 2025 erano collocate nella giornata di sabato. La più lunga sarà la Raanitsa, 21,45 chilometri che racchiudono quasi tutto ciò che rende speciale il Rally Estonia. L’apertura è veloce e scorrevole, su strade di media larghezza, ma già nei primi chilometri arrivano sezioni da affrontare praticamente senza sollevare il piede e una serie di salti capaci di mettere alla prova assetto e precisione. Il fondo cambia più volte colore e consistenza, passando dalla ghiaia più chiara e compatta a quella giallastra e mobile tipica delle strade forestali della zona.
Dopo un breve tratto asfaltato, la Raanitsa si allarga e diventa ancora più rapida, con lunghi passaggi da pieno e un grande salto poco prima del decimo chilometro. La seconda parte cambia completamente registro: la carreggiata si stringe, le curve diventano più tecniche e il ritmo si spezza. Prima del traguardo c’è ancora spazio per una sequenza velocissima con tre salti ravvicinati, seguita da un finale più lento e nervoso. È una prova che non perdona: nel 2024 Tänak fu protagonista proprio qui di un incidente molto violento, quando la manifestazione era valida per l’Europeo.
La Karaski, lunga 11,97 chilometri, è più corta ma richiede una grande capacità di adattamento. Il primo chilometro propone una serie di curvoni di media velocità e un salto da affrontare con la vettura già leggermente di traverso. Dopo un tornante la strada si allarga e invita ad aumentare il ritmo, con dossi e cambi di pendenza in campo aperto. Un passaggio molto rapido su asfalto conduce poi verso una carreggiata più stretta, ancora scorrevole, prima di un finale quasi opposto al resto della prova: molto stretto, tecnico e chiuso da un raccordo sull’asfalto proprio in prossimità del traguardo.
Più lunga e completa la Kanepi, 17,43 chilometri. Dopo una partenza su una strada larga e veloce, il percorso inserisce immediatamente una sezione lenta e guidata di circa due chilometri, che rompe il ritmo prima di riportare le vetture su una sequenza di salti e dossi ad alta velocità. La parte centrale attraversa tratti più aperti, con fossati ai lati della carreggiata e un grande salto poco prima del nono chilometro. Superata una lunga fase scorrevole, un tornante introduce la parte conclusiva, più stretta e immersa nella vegetazione. È qui che la precisione diventa fondamentale, perché le velocità restano elevate anche quando lo spazio per correggere una traiettoria si riduce. Nel 2021 Tänak collezionò due forature e fu poi costretto al ritiro dopo un’uscita di strada proprio su questa speciale.
A chiudere il venerdì sarà la Super Special di Elva, appena 1,56 chilometri interamente asfaltati nel centro cittadino. Il tracciato è composto da una successione di incroci e brevi accelerazioni, con il passaggio più spettacolare rappresentato dal lungo giro attorno a una rotatoria poco prima del traguardo. Non farà grandi differenze in classifica, ma offrirà la prima vera passerella davanti al pubblico.

Sabato, la tappa decisiva tra cave, foreste e salti
Il sabato sarà la giornata più lunga e probabilmente quella destinata a incidere maggiormente sulla classifica. Il programma prevede due passaggi su quattro prove, con Peipsiääre, Mustvee, Kambja e Otepää, prima della breve chiusura serale accanto al parco assistenza di Tartu.
La Peipsiääre, con i suoi 24,35 chilometri, è una delle speciali più particolari dell’intero rally. L’avvio è stretto e tecnico, ma dopo poche centinaia di metri la gara entra in una zona artificiale ricavata all’interno di una cava, con curve ravvicinate e un enorme salto costruito appositamente. È un passaggio spettacolare, ma anche molto severo per la meccanica: nel 2023 Esapekka Lappi atterrò pesantemente e danneggiò il sistema ibrido della sua vettura.
Lasciata l’arena, il percorso rientra su una vera strada forestale attraverso un altro grande salto. Da lì comincia una lunga fase molto veloce, inizialmente su una carreggiata abbastanza ampia e poi sempre più stretta man mano che ci si addentra nel bosco. La prova comprende due sezioni asfaltate da circa un chilometro e mezzo ciascuna, separate da tratti rapidi su sterrato, salti artificiali e brevi passaggi più tecnici. Il finale alterna ancora una volta strada larga e velocissima a una sezione stretta tra gli alberi. Qui Oliver Solberg ruppe una sospensione nel 2023 quando era al comando del WRC2.
La Mustvee, lunga 11,37 chilometri, non concede tempo per trovare il ritmo. Dopo pochi metri su una strada larga, il percorso si infila su una carreggiata più stretta e delimitata da fossati. La prima parte è tecnica, ma diventa rapidamente molto veloce. Un cambio di strada attorno al quinto chilometro mantiene intatte le caratteristiche della prova, mentre un breve tratto asfaltato introduce una sezione da affrontare ad altissima velocità. Negli ultimi chilometri la strada si stringe ancora all’interno di un bosco fitto, con una sequenza tecnica che precede un ultimo tratto nuovamente più scorrevole.
Con i suoi 23,74 chilometri, la Kambja sarà un altro passaggio fondamentale. La partenza avviene su una strada larga e molto fluida, con dossi e curve da alta velocità. Takamoto Katsuta si capovolse qui nel 2022, a conferma di quanto il percorso premi il coraggio ma punisca qualsiasi imprecisione. Dopo un breve trasferimento su asfalto, arrivano due grandi salti consecutivi attorno al settimo chilometro e una parte leggermente più tecnica, ma sempre molto rapida.
A metà prova la strada si restringe, poi torna più larga e scorrevole. Un altro grande salto introduce una sezione composta da incroci, tornanti e continui cambi di direzione. Intorno al sedicesimo chilometro il fondo diventa più sabbioso, la carreggiata si rovina e in alcuni punti l’erba cresce al centro della strada. Gli ultimi chilometri si ricongiungono al tracciato della Neeruti, con una carreggiata molto stretta che alterna accelerazioni violente e curve più lente. Sarà una prova nella quale la seconda ripetizione potrebbe risultare molto diversa dalla prima.
La Otepää, 15,16 chilometri, è l’unica speciale ad aver ricevuto modifiche davvero significative rispetto al 2025. Il tracciato riprende in parte la versione utilizzata nel 2022, ma presenta un finale nuovo. I primi chilometri sono larghi e rapidissimi, con due salti importanti, poi la strada si restringe e diventa più tecnica senza perdere velocità. Dopo un grande salto attorno al quarto chilometro, inizia una lunga sequenza quasi interamente da pieno, arricchita da dossi artificiali e da una zona spettacolo con salti e curve lente.
Dopo l’area dedicata al pubblico, la prova torna su una carreggiata larga e scorrevole, con curve in appoggio che permettono ai piloti di sfruttare tutta la larghezza della strada. Un tratto asfaltato da affrontare al massimo precede il rientro sullo sterrato. Il finale è più lento e tecnico e, soprattutto al secondo passaggio, potrebbe presentarsi molto scavato.
Il sabato terminerà con la Super Special Tartu vald, lunga 1,76 chilometri e situata nei pressi del parco assistenza. Il tracciato utilizza le strade del Majoraadi Park, alternando curve lente e di media velocità. Numerose rocce sono sistemate lungo il percorso per impedire tagli eccessivi, trasformando ogni sbavatura in un rischio concreto. Armin Kremer danneggiò qui una sospensione nel 2023, mentre Pierre-Louis Loubet aveva già colpito le protezioni l’anno precedente.

Kääriku, 48 chilometri per decidere il rally
La domenica sarà molto più breve, ma concentrerà l’intera lotta finale su due passaggi della Kääriku, lunga 24,39 chilometri. La seconda ripetizione assegnerà anche i punti della Power Stage.
L’inizio è quello tipico delle prove estoni: strada larga, fondo scorrevole, lunghi curvoni e numerosi dossi da affrontare a velocità elevatissima. Dopo poco meno di cinque chilometri arriva una sezione quasi interamente da pieno, ancora su una carreggiata ampia. Il volto della prova cambia dopo l’ottavo chilometro, quando il percorso si restringe e diventa più lento e guidato.
Due salti ravvicinati precedono un breve passaggio sull’asfalto, seguito da un nuovo ritorno sullo sterrato e da un’altra sezione velocissima. Entrando nel bosco, però, la strada torna tecnica e molto stretta. Dopo un breve tratto più largo, gli ultimi chilometri passano accanto al centro sportivo di Kääriku e conducono al traguardo attraverso una strada sottile ma ancora rapida, con gli ultimi metri sull’asfalto.
Sarà una domenica senza possibilità di attendere gli errori altrui. Due sole prove, quasi cinquanta chilometri complessivi, separeranno gli equipaggi dal traguardo. Su un rally corso a queste velocità, però, saranno più che sufficienti per cambiare ancora tutto.

Elenco PS ed orari (Ora italiana)
Venerdì 17 luglio
Shakedown – Kastre (4.08 km) | 07:01
SS1 Raanitsa 1 (21.45 km) | 12:03
SS2 Karaski 1 (11.97 km) | 12:56
SS3 Kanepi 1 (17.43 km) | 13:49
SS4 Raanitsa 2 (21.45 km) | 15:46
SS5 Karaski 2 (11.97 km) | 16:39
SS6 Kanepi 2 (17.43 km) | 17:32
SS7 Elva Linn (1.72 km) | 18:35
Sabato 18 luglio
SS8 Peipsiääre 1 (24.35 km) | 08:56
SS9 Mustvee 1 (10.67 km) | 09:49
SS10 Peipsiääre 2 (24.35 km) | 11:10
SS11 Mustvee 2 (10.67 km) | 12:03
SS12 Kambja 1 (23.74 km) | 14:48
SS13 Otepää 1 (15.16 km) | 16:05
SS14 Kambja 2 (23.74 km) | 16:58
SS15 Otepää 2 (15.16 km) | 18:05
SS16 Tartu Vald (1.76 km) | 19:35
Domenica 19 luglio
SS17 Kääriku 1 (24.39 km) | 10:05
SS18 Kääriku 2 – Power Stage (24.39 km) | 12:15
Con il passaggio dalla Grecia all’Estonia cambia completamente il volto del campionato. Le gerarchie costruite sulle pietre dell’Acropoli potrebbero essere riscritte sugli sterrati più veloci della stagione, in un weekend che tradizionalmente offre distacchi ridotti, velocità impressionanti e spettacolo dal primo all’ultimo chilometro.
Media: Red Bull
Mappe: https://www.rallyestonia.ee/en/spectators/general-info/generalmaps/
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