Il finlandese porta a 22,8 secondi il vantaggio su Paddon nonostante l’ala posteriore danneggiata, mentre Fourmaux recupera terreno su Evans. Intanto una violenta tempesta colpisce il service park di Encarnación, danneggiando diverse strutture senza modificare il programma della gara
Sami Pajari continua a comandare il Rally del Paraguay 2026 e, nonostante una mattinata tutt’altro che tranquilla, riesce persino ad aumentare il margine su Hayden Paddon. Il pilota Toyota ha raggiunto l’assistenza di metà giornata con 22,8 secondi di vantaggio sul neozelandese, quasi raddoppiando gli 11,9 con cui aveva iniziato il sabato.
La situazione meteorologica ha aggiunto un ulteriore elemento di imprevedibilità. Dopo le previsioni che indicavano piogge molto intense, numerosi equipaggi avevano modificato assetti e preparazione delle vetture pensando a prove bagnate e fangose. La maggior parte del primo giro si è invece disputata sull’asciutto, con condizioni umide e più sporche arrivate in maniera significativa soltanto sulla Trinidad.
Pajari ha sfruttato bene le prime tre speciali aumentando progressivamente il proprio vantaggio, prima di vivere un momento particolarmente delicato sulla Hohenau. Il finlandese è finito largo dentro un fosso e ha strappato completamente la parte superiore dell’ala posteriore della GR Yaris Rally1. Il danno non gli è costato molto sul cronometro nell’immediato, ma ha modificato profondamente il comportamento aerodinamico della vettura sulla successiva prova.
Tempesta sul service park: danni a M-Sport e alle strutture temporanee
Il maltempo che sulle prove speciali si è fatto attendere ha invece colpito con grande violenza il service park di Encarnación nelle prime ore del sabato. Raffiche di vento molto forti e pioggia intensa hanno danneggiato o abbattuto diverse strutture temporanee, comprese alcune appartenenti a M-Sport e Teo Martín Motorsport, oltre a installazioni dell’organizzazione. La squadra britannica è stata costretta a smontare completamente le proprie caratteristiche tende blu e trasferire l’area di lavoro all’interno di una struttura presa in affitto. Il team principal Rich Millener ha descritto la tempesta come qualcosa di simile a una scena di Twister, sottolineando soprattutto la fortuna che il fenomeno abbia colpito quando il service park era praticamente vuoto. Nonostante i danni, tutte le vetture hanno lasciato regolarmente il parco chiuso e l’itinerario del Rally del Paraguay non ha subito modifiche, anche se resta la possibilità di ulteriori fenomeni intensi tra sabato pomeriggio e domenica.
Pajari perde parte dell’ala, ma continua a controllare la gara
Il leader ha iniziato la mattinata con un approccio aggressivo ma senza eccessi, riuscendo ad aumentare il vantaggio su Paddon in ognuna delle prime tre prove. Il margine è arrivato fino a 26 secondi prima della Trinidad, confermando ancora una volta quanto Pajari sia diventato efficace nella gestione delle gare da quando ha conquistato le vittorie consecutive in Estonia e Finlandia.
La Hohenau ha però rischiato di complicare seriamente la situazione. Un’uscita larga ha portato la Toyota dentro un fosso e il contatto ha strappato l’elemento superiore dell’ala posteriore. Su una Rally1, dove il carico aerodinamico assume un peso importante alle alte velocità, la perdita si è fatta sentire soprattutto nei tratti più rapidi della Trinidad.
Pajari ha inoltre raccontato di aver colpito anche un piccolo albero nel corso della mattinata, altro episodio che fotografa bene quanto il Paraguay continui a essere una gara difficilissima anche quando le condizioni meteorologiche sembrano meno estreme del previsto.
«Alle alte velocità la differenza è enorme. In una prova abbiamo perso l’ala e in un’altra abbiamo anche colpito un piccolo albero. È davvero un rally folle. Anche senza condizioni terribili, rimane estremamente impegnativo.»
Nonostante tutto, il finlandese ha raggiunto regolarmente il service e conserva una situazione favorevole davanti a Paddon.
Paddon perde terreno e cerca nuovamente il ritmo del venerdì
Hayden Paddon resta saldamente secondo, ma il sabato mattina non ha avuto la stessa brillantezza mostrata nella prima giornata. Il neozelandese aveva guidato a lungo il rally venerdì e aveva chiuso soltanto 11,9 secondi dietro Pajari nonostante due problemi agli pneumatici nel secondo giro.
Sulle prove del sabato, invece, ha faticato maggiormente a trovare il ritmo e il feeling necessario per rispondere ai tempi della Toyota. Il distacco è aumentato progressivamente fino ai 26 secondi prima di ridursi leggermente sulla Trinidad, dove le condizioni più umide hanno modificato ancora una volta gli equilibri.
«In questo momento faccio fatica a trovare il ritmo. Non tutto si incastra come ieri. C’è ancora molta strada da percorrere, quindi devo resettare e ricominciare.»
Il secondo posto non sembra al momento in pericolo, ma con oltre metà giornata ancora da percorrere Paddon dovrà evitare che Pajari trasformi gradualmente il margine in un vantaggio difficile da recuperare domenica.
Fourmaux attacca Evans e riapre la battaglia per il podio
Il protagonista più aggressivo del giro è stato ancora una volta Adrien Fourmaux. Il francese aveva chiuso venerdì a 55 secondi da Elfyn Evans, dopo aver perso moltissimo tempo per i problemi agli pneumatici, ma nelle quattro prove del sabato mattina ha iniziato una rimonta molto concreta verso il terzo posto.
Sulla Bella Vista ha mancato il miglior tempo per appena quattro decimi proprio nei confronti di Evans. Si è poi imposto sia sulla Bella Vista Sur sia sulla Hohenau, continuando a ridurre il distacco dal gallese. Sulla Trinidad è stato invece Sébastien Ogier il più rapido, con Fourmaux staccato di appena tre decimi.
All’assistenza, il ritardo della Hyundai dal terzo posto è sceso a 31,8 secondi. In un solo giro Fourmaux ha quindi recuperato oltre venti secondi, confermando ancora una volta che il passo puro mostrato in Paraguay è molto superiore alla posizione occupata in classifica.
«Non posso controllare il meteo. Posso soltanto guidare nelle condizioni che troviamo.»
La frase sintetizza bene la sua situazione. Dopo essere stato rallentato venerdì da delaminazioni e forature, Fourmaux sta cercando di sfruttare ogni chilometro disponibile per recuperare terreno.
Evans non vuole trasformare la gara in un’altra lotteria
Elfyn Evans rimane terzo e continua a interpretare il rally con una prospettiva inevitabilmente condizionata dal campionato. Il gallese ha già attraversato due delaminazioni sulla Yerbatera durante il venerdì e, con numerose pietre mobili presenti sulle prove del sabato, ha scelto di non aumentare eccessivamente il livello di rischio.
La strategia permette al leader del Mondiale di mantenere una posizione importante, ma concede a Fourmaux la possibilità di avvicinarsi rapidamente.
«Adrien sta chiaramente spingendo molto. Noi, evidentemente, non abbastanza.»
Evans sa comunque che un podio in Paraguay, soprattutto considerando i problemi avuti da diversi rivali diretti nella giornata inaugurale, avrebbe un peso notevole nella corsa iridata. Il pomeriggio dirà quanto margine sarà disposto a sacrificare pur di evitare un altro venerdì segnato dalle gomme.
La grande pioggia non arriva e manda in crisi le strategie
Una parte importante della mattinata si è giocata ancora prima della partenza. Le previsioni indicavano infatti condizioni molto bagnate e diversi team avevano preparato le Rally1 pensando a strade completamente diverse rispetto a quelle trovate nella realtà.
Alcuni equipaggi hanno ammorbidito gli assetti per ottenere più trazione sul fango, mentre Toyota e M-Sport hanno addirittura montato degli snorkel sulle vetture durante la notte per affrontare eventuali grandi quantità d’acqua.
Bella Vista, Bella Vista Sur e Hohenau sono rimaste invece prevalentemente asciutte. Soltanto sulla Trinidad sono comparsi tratti più umidi e fangosi, producendo condizioni miste e ulteriormente difficili da interpretare.
Chi aveva estremizzato la preparazione verso il bagnato si è quindi trovato con vetture meno precise del previsto sulle strade asciutte e veloci.
McErlean quinto, Solberg pensa soprattutto a sopravvivere
Josh McErlean conserva la quinta posizione assoluta ma ha faticato con un assetto troppo morbido rispetto alle reali condizioni incontrate. Il pilota M-Sport è ora a 3’02”1 da Pajari, ma continua a occupare una posizione molto importante considerando l’eccezionale selezione prodotta dal rally.
Oliver Solberg è sesto, a 35,6 secondi dall’irlandese. Dopo il disastro del venerdì, quando lo spegnimento del motore e una successiva foratura gli erano costati quasi quattro minuti sulla Yerbatera, lo svedese ha affrontato la mattinata con una filosofia completamente diversa.
L’obiettivo principale è stato proteggere gli pneumatici e completare le prove senza ulteriori problemi, cercando eventualmente di recuperare posizioni attraverso la regolarità piuttosto che con un attacco disperato.
Domínguez continua il sogno: settimo assoluto e leader WRC2
Diego Domínguez continua a tenere altissimo l’interesse del pubblico paraguaiano. Il pilota di casa occupa la settima posizione assoluta e resta al comando del WRC2, difendendo il vantaggio costruito durante il venerdì.
La mattinata gli ha regalato anche un episodio decisamente insolito. Dopo la SS10 Domínguez ha lasciato gli occhiali sul tetto della vettura prima di ripartire, perdendoli lungo il trasferimento. Un inconveniente curioso all’interno di un rally nel quale finora sono accadute praticamente tutte le forme possibili di imprevisto.
Alle sue spalle Gus Greensmith resta il principale inseguitore nella categoria Rally2, nonostante abbia dovuto gestire un problema ai freni diventato progressivamente più importante nel corso del giro.
Ancora ritiri nel WRC2: fuori Jürgenson e Bulacia
La selezione non ha risparmiato neppure le vetture Rally2. Romet Jürgenson, che occupava una posizione importante nella lotta WRC2, è uscito di strada sulla Hohenau, interrompendo una gara fino a quel momento molto positiva.
Sulla successiva Trinidad si è invece fermato Marco Bulacia, altro protagonista della parte alta della categoria. Due ritiri che riducono ulteriormente il gruppo di equipaggi in grado di contendere le prime posizioni a Domínguez.
La gara di casa del paraguaiano assume così contorni sempre più interessanti: non soltanto resta leader del WRC2, ma continua anche a occupare una posizione assoluta che lo mette davanti a diverse Rally1 protagoniste di un weekend molto più travagliato.
Il secondo giro può cambiare ancora tutto
Il pomeriggio riproporrà le principali prove della mattina prima della Super Special serale sulla Costanera di Encarnación. Le strade saranno inevitabilmente più segnate e resta da capire se la pioggia prevista possa finalmente arrivare con maggiore intensità.
Pajari parte con 22,8 secondi su Paddon, ma dovrà affrontare il secondo giro dopo aver già danneggiato l’aerodinamica della propria Toyota. Alle loro spalle Fourmaux sta progressivamente avvicinandosi a Evans, mentre la battaglia WRC2 continua ad avere in Domínguez il grande protagonista locale.
Il Rally del Paraguay aveva promesso un sabato complicato per il maltempo. La pioggia, almeno per ora, non è arrivata. La difficoltà, invece, non è mai mancata
Classifica assoluta dopo la SS12
- Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:07:16.7
- Hayden Paddon – John Kennard | Hyundai i20 N Rally1 | +22.8
- Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +55.5
- Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +1:27.3
- Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | +3:02.1
- Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | +3:37.7
- Diego Domínguez – Rogelio Peñate | Toyota GR Yaris Rally2 | +4:15.9
- Gus Greensmith – Jonas Andersson | Toyota GR Yaris Rally2 | +4:49.9
- Fau Zaldívar – Marcelo Der Ohannesian | Škoda Fabia RS Rally2 | +6:01.9
- Jon Armstrong – Shane Byrne | Ford Puma Rally1 | +6:25.8 (2:20 di penalità)
Media: Red Bull
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