L’undicesimo appuntamento della stagione porta il WRC sulle lunghissime e tecniche strade di Itapúa. Evans arriva da leader, Pajari da due vittorie consecutive, Ogier torna dopo l’incidente in Finlandia. Hyundai si gioca molto, mentre il WRC2 propone uno dei parchi partenti più profondi dell’anno
Il Mondiale Rally lascia l’Europa e attraversa l’Atlantico per affrontare uno degli appuntamenti più particolari dell’intera stagione. Dal 27 al 30 agosto il WRC farà tappa nella regione di Itapúa per il Rally del Paraguay 2026, undicesimo round del campionato e primo capitolo della doppietta sudamericana che sarà completata poche settimane più tardi in Cile.
Il centro operativo resterà a Encarnación, con il parco assistenza ospitato nell’area del Centro Cívico e del Sambódromo. Ma saranno soprattutto le strade dell’entroterra a caratterizzare un rally che, in appena tre anni, ha saputo costruirsi un’identità precisa: terra rossa compatta, velocità elevate, continui cambi di ritmo e una superficie che tende a trasformarsi sensibilmente con il passaggio delle vetture.
L’edizione 2026 alza ulteriormente il livello. Con 22 prove speciali e circa 358 chilometri cronometrati, il Paraguay presenta il percorso competitivo più lungo dell’intera stagione, all’interno di un itinerario complessivo che sfiora i 940 chilometri. Non sarà quindi soltanto una questione di velocità pura: affidabilità, gestione delle gomme e capacità di mantenere integra la vettura potrebbero diventare determinanti almeno quanto gli scratch.
Un rally costruito sulla “red dirt”
Il colore delle strade è diventato quasi un marchio dell’evento. La terra rossa di Itapúa offre un fondo inizialmente compatto e scorrevole, capace però di scavarsi progressivamente soprattutto durante le seconde percorrenze. Il grip può quindi cambiare in maniera significativa nel corso della giornata. Nei primi passaggi i piloti potrebbero trovare una superficie relativamente pulita ma ricoperta da materiale mobile, mentre più tardi la formazione di solchi profondi renderà fondamentale seguire con precisione le traiettorie già create dalle vetture precedenti.
A questo si aggiungono velocità medie importanti e continui cambiamenti nella larghezza della carreggiata. Alcuni settori permettono di mantenere ritmi molto elevati, altri diventano stretti e tecnici, con compressioni e appoggi che sollecitano notevolmente sospensioni e pneumatici. Il Paraguay sarà quindi una gara nella quale il setup dovrà trovare un compromesso difficile: una vettura sufficientemente precisa per sfruttare i tratti veloci, ma allo stesso tempo abbastanza robusta e alta da terra per sopportare il progressivo deterioramento del fondo.
Toyota arriva con cinque punte e il primo match point
Dal punto di vista sportivo, il Paraguay potrebbe diventare uno degli appuntamenti decisivi per il Mondiale Costruttori. Toyota arriva in Sud America con cinque GR Yaris Rally1 e un vantaggio di 174 punti sulla Hyundai. Il margine è talmente ampio che il costruttore giapponese potrebbe già assicurarsi matematicamente il sesto titolo consecutivo aumentando ulteriormente di almeno sei lunghezze il proprio vantaggio.
La forza della squadra è rappresentata anche dalla classifica piloti: Elfyn Evans, Sami Pajari, Takamoto Katsuta, Oliver Solberg e Sébastien Ogier occupano le prime cinque posizioni del Mondiale. È difficile immaginare una dimostrazione di superiorità più netta.
Evans leader, ma Pajari è diventato il riferimento del momento
Elfyn Evans arriva a Encarnación da leader del Mondiale con 30 punti di vantaggio su Sami Pajari, ma il momento della stagione racconta una situazione molto meno tranquilla di quanto possa suggerire la classifica.
Il gallese ha vissuto una Finlandia incredibile. Dopo essersi ribaltato sulla Leustu mentre inseguiva Ogier, è riuscito a ripartire grazie al lavoro dei meccanici Toyota, recuperando fino al terzo posto e vincendo anche la Power Stage. La solidità resta la sua principale arma, ma sulle strade paraguaiane dovrà nuovamente fare i conti con una posizione di partenza molto avanzata. Alle sue spalle arriva invece un Pajari completamente trasformato.
Il finlandese ha conquistato in Estonia la prima vittoria della carriera nel WRC e due settimane più tardi si è ripetuto sulle strade di casa. La doppietta consecutiva lo ha portato al secondo posto del campionato e ha modificato inevitabilmente il suo status all’interno della stagione. Pajari non arriva più come giovane sorpresa capace di inserirsi nella lotta dei grandi. Arriva come uno dei piloti da battere.
Ogier torna dopo il grande incidente della Finlandia
Grande attenzione sarà inevitabilmente concentrata anche su Sébastien Ogier. Il campione in carica torna al volante dopo il pesante incidente avvenuto sulla seconda passata sulla prova di Västilä del Rally di Finlandia, quando la sua Toyota si era ribaltata più volte tra le betulle ad alta velocità. Ogier e Julien Ingrassia erano usciti autonomamente dalla vettura prima di essere sottoposti a controlli ospedalieri, fortunatamente senza conseguenze importanti.
In Paraguay tornerà al suo fianco Vincent Landais. Per Ogier sarà anche il ritorno sul luogo di una delle sue vittorie del 2025. Il francese conosce quindi già le caratteristiche della terra rossa paraguaiana e, pur pagando un distacco importante da Evans nella corsa al titolo, resta matematicamente in gioco. Il suo obiettivo immediato sarà però soprattutto ricominciare da dove aveva lasciato prima dell’incidente finlandese: nelle prime posizioni.
Solberg vuole trasformare la velocità in un’altra vittoria
Oliver Solberg è ormai stabilmente inserito nella parte alta del Mondiale. Dopo il secondo posto in Estonia, lo svedese ha replicato lo stesso risultato in Finlandia, conquistando anche la Super Sunday. Le sue prestazioni sui rally veloci hanno mostrato un livello di competitività ormai molto vicino ai migliori.
Il Paraguay rappresenta inoltre un terreno che Solberg conosce. Nelle precedenti partecipazioni aveva già trovato successo nel WRC2 e ora affronta quelle stesse strade con una Rally1 ufficiale. Se la Toyota riuscirà a trovare rapidamente il corretto equilibrio sulla terra rossa, potrebbe diventare uno dei principali candidati alla vittoria.
Hyundai ha bisogno di cambiare inerzia
Per Hyundai il Paraguay arriva invece in un momento nel quale i risultati iniziano a pesare. Il doppio appuntamento tra Estonia e Finlandia non ha prodotto quanto sperato, mentre Toyota continua ad accumulare punti sia tra i piloti sia tra i costruttori.
Thierry Neuville resta il riferimento della squadra, ma arriva da una Finlandia condizionata da un danno alla sospensione dopo aver colpito una roccia nascosta sulla Hoho. Il quinto posto finale ha limitato i danni, senza però consentirgli di riavvicinarsi realmente ai vertici del campionato.
In Paraguay servirà un risultato pesante, possibilmente accompagnato da punti importanti nella domenica.
Fourmaux insegue ancora la prima vittoria
Adrien Fourmaux è stato il migliore dei piloti Hyundai in Finlandia e continua a rappresentare una delle principali speranze della squadra. Il francese aveva aperto il rally scandinavo vincendo la Super Special di Harju e restando vicino a Ogier durante il primo giro. La sua gara è stata poi compromessa dal violento temporale che aveva investito la Saarikas, facendogli perdere quasi un minuto e mezzo. Nonostante questo, Fourmaux è riuscito a risalire fino al quarto posto.
L’obiettivo dichiarato resta quello di conquistare la prima vittoria assoluta nel WRC prima della fine della stagione. Il Paraguay, con una superficie relativamente nuova per gran parte degli equipaggi e una gara nella quale la gestione potrebbe creare situazioni imprevedibili, rappresenta una delle opportunità rimaste.
Paddon torna, forse per l’ultima volta
La terza Hyundai sarà affidata a Hayden Paddon, che torna nel Mondiale per l’appuntamento sudamericano. Per il neozelandese potrebbe trattarsi dell’ultima presenza nella classe regina del WRC. La sua esperienza resta però un elemento importante in una gara nella quale leggere rapidamente il comportamento del fondo sarà fondamentale. Paddon non avrà la pressione della lotta per il campionato e potrà quindi interpretare il weekend con maggiore libertà rispetto ai compagni di squadra. Una condizione che potrebbe trasformarlo in un outsider particolarmente interessante.
M-Sport con McErlean e Armstrong
M-Sport si presenta con due Ford Puma Rally1 affidate a Josh McErlean e Jon Armstrong. McErlean arriva dal settimo posto conquistato in Finlandia, dove ha completato una gara complessa senza commettere errori decisivi. Armstrong, invece, è stato costretto al ritiro dopo essere terminato in un fosso sulla Saarikas, tornando successivamente in gara.
Per entrambi il Paraguay rappresenta soprattutto un’altra occasione per accumulare esperienza su una Rally1. In un rally così lungo, però, mantenere la vettura integra potrebbe essere sufficiente per guadagnare posizioni importanti se i piloti delle squadre ufficiali dovessero incontrare problemi.
WRC2: una delle gare più profonde della stagione
Se la lotta Rally1 promette spettacolo, il WRC2 presenta un parco partenti altrettanto interessante. Robert Virves arriva in Paraguay da leader del campionato dopo la vittoria ottenuta in Finlandia, la quarta in altrettante partecipazioni stagionali. Il successo era arrivato in maniera particolare, dopo la penalità di 30 secondi assegnata a Teemu Suninen, ma ha comunque confermato l’impressionante continuità dell’estone.
Tra i suoi principali avversari ci saranno Fau Zaldívar, Taylor Gill, Alejandro Cachón, Gus Greensmith, Diego Domínguez e Yuki Yamamoto, oltre a diversi equipaggi sudamericani capaci di sfruttare una conoscenza molto più profonda del terreno. Particolare attenzione merita proprio Domínguez, che correrà davanti al proprio pubblico e rappresenta uno dei riferimenti del movimento paraguaiano.
Lancia porta Rossel e Gryazin sulla terra rossa
Continua anche il percorso della nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Dopo le prime apparizioni internazionali della stagione, il progetto italiano approda in Paraguay con nomi di primissimo livello come Yohan Rossel e Nikolay Gryazin.
Per Lancia sarà un altro banco di prova importante su un fondo completamente differente da quelli affrontati nella parte europea della stagione. Le strade sudamericane metteranno sotto pressione soprattutto la robustezza della vettura, il funzionamento delle sospensioni e la capacità di mantenere costante il rendimento degli pneumatici nei tratti più lunghi.
Venerdì subito decisivo: oltre 150 chilometri di prove
Dopo lo shakedown previsto giovedì nella zona tra Carmen del Paraná e Nueva Alborada, il rally entrerà immediatamente nel vivo venerdì con quella che sarà la giornata più lunga dell’intero weekend.
Il programma proporrà due passaggi sulle prove di Cambyretá, Nueva Alborada e Yerbatera, ai quali si aggiungeranno le percorrenze della Super Special dell’Autódromo Alfredo Scheid. Complessivamente saranno circa 153 chilometri cronometrati, una distanza sufficiente per creare distacchi molto più importanti rispetto a quelli visti negli ultimi appuntamenti veloci di Estonia e Finlandia.
Sarà probabilmente la giornata nella quale la posizione di partenza avrà il peso maggiore. Chi entrerà per primo sulle prove dovrà spazzare parte della terra superficiale, mentre chi partirà più indietro potrà trovare una linea più pulita ma anche un fondo progressivamente più scavato. Su un rally così lungo, attaccare senza compromessi già dal venerdì potrebbe diventare rischioso. Ma perdere troppo terreno durante il primo giro potrebbe risultare altrettanto difficile da recuperare.
Sabato tra Bella Vista, Hohenau e Trinidad
La seconda tappa porterà gli equipaggi verso Bella Vista, Bella Vista Sur, Hohenau e Trinidad, ancora una volta con una struttura basata su due passaggi delle principali prove. Le caratteristiche cambieranno frequentemente. Alcuni settori saranno estremamente rapidi, altri più tecnici e guidati, imponendo continui aggiustamenti nell’interpretazione delle note.
Il sabato terminerà con uno degli appuntamenti più scenografici dell’intero rally: la Super Special disputata sulla Costanera di Encarnación, con il percorso cittadino affacciato sul fiume Paraná e affrontato in condizioni di luce artificiale. Pur rappresentando soltanto pochi chilometri sul totale del rally, queste prove brevi possono nascondere rischi sproporzionati rispetto al loro peso cronometrico. Un errore su cordoli, barriere o cambi improvvisi di grip potrebbe compromettere un intero weekend costruito sulle prove sterrate.
Domenica, Artigas e il gran finale di Encarnación
L’ultima giornata resterà concentrata nell’area di Encarnación e Artigas, con due passaggi sulle prove decisive. Il secondo transito su Encarnación fungerà da Power Stage, assegnando gli ultimi punti supplementari del fine settimana prima dell’arrivo conclusivo previsto in una cornice particolarmente scenografica nei pressi del Molino San José.
Dopo quasi 360 chilometri competitivi, anche la domenica manterrà quindi un peso importante. Con la nuova struttura dei punti, chi non sarà più in lotta per la vittoria assoluta potrà comunque costruire parte consistente del proprio bottino attraverso Super Sunday e Power Stage.
Un rally con un’anima fortemente paraguaiana
Il Rally del Paraguay non sarà soltanto una gara del Mondiale disputata in Sud America. L’edizione 2026 presenta una partecipazione locale particolarmente significativa, con circa 29 equipaggi paraguaiani all’interno di un elenco iscritti che raggiunge quota 60. Tra i nomi più conosciuti figurano Gustavo Saba, Alejandro Galanti, Andrea Lafarja, Diego Domínguez e i fratelli Zaldívar.
Molti correranno con vetture Rally2 e potranno sfruttare una conoscenza delle strade impossibile da replicare per gli equipaggi europei. In condizioni particolari, soprattutto nel caso di pioggia o fondo profondamente scavato, il loro ruolo potrebbe andare ben oltre quello delle semplici presenze locali.
Gomme, solchi e gestione: il Paraguay si può perdere molto prima del traguardo
La gestione degli pneumatici sarà uno dei temi tecnici centrali. Hankook metterà a disposizione specifiche gravel adatte a fondi medio-duri, ma la lunghezza delle giornate e il progressivo deterioramento delle prove potrebbero obbligare gli equipaggi a ragionare sul lungo periodo.
Una gomma danneggiata nelle prime fasi di un loop potrebbe diventare particolarmente problematica quando restano ancora decine di chilometri prima dell’assistenza. Anche l’altezza da terra assumerà un ruolo determinante. Abbassare la vettura può migliorare precisione e risposta nei tratti più rapidi, ma espone maggiormente il fondo e le componenti meccaniche quando le strade iniziano a scavarsi.
Il Paraguay premierà quindi probabilmente chi saprà trovare il miglior compromesso tra performance immediata e capacità di sopravvivenza.
Il Mondiale entra nella sua fase decisiva
Con quattro appuntamenti ancora da disputare, il Rally del Paraguay apre definitivamente la fase finale della stagione.
Evans continua a guidare il campionato, ma Pajari ha ridotto sensibilmente il margine grazie ai successi consecutivi di Estonia e Finlandia. Katsuta e Solberg restano ancora pienamente coinvolti nella battaglia, mentre Ogier deve necessariamente iniziare a recuperare terreno se vuole mantenere aperta la possibilità di difendere il titolo.
Per Toyota, invece, la situazione è molto più semplice: il primo match point costruttori è già arrivato.
Hyundai dovrà provare a rinviare una festa che appare ormai soltanto questione di tempo.
Il Paraguay, però, difficilmente concederà qualcosa gratuitamente. Quasi 360 chilometri di terra rossa, un venerdì interminabile, prove che cambiano volto al secondo passaggio e una delle entry list più profonde dell’anno preparano un weekend nel quale la velocità da sola potrebbe non bastare.
Dopo le foreste velocissime del Nord Europa, il WRC entra nel cuore del Sud America. E da Encarnación potrebbe uscire con una fisionomia del Mondiale molto più definita.
Percorso, riordini ed orari PS e parco assistenza (CEST – Roma)
Giovedì 27 agosto 2026
- Shakedown – Carmen del Paraná — 5,60 km — 16:01 CEST
- Partenza cerimoniale — 00:00 CEST
Venerdì 28 agosto 2026 – 1ª tappa
153,78 km di prove speciali
- PS1 – Cambyretá 1 — 24,65 km — 14:03 CEST
- PS2 – Nueva Alborada 1 — 15,66 km — 14:56 CEST
- PS3 – Yerbateras 1 — 34,08 km — 15:49 CEST
- PS4 – Autódromo 1 — 2,50 km — 16:50 CEST
- Riordino — 40 minuti — 17:26 CEST
- Assistenza A – Encarnación — 30 minuti — 18:06 CEST
- PS5 – Cambyretá 2 — 24,65 km — 19:19 CEST
- PS6 – Nueva Alborada 2 — 15,66 km — 20:12 CEST
- PS7 – Yerbateras 2 — 34,08 km — 21:05 CEST
- PS8 – Autódromo 2 — 2,50 km — 22:18 CEST
- Flexi Assistenza B – Encarnación — 45 minuti — 23:04 CEST
Sabato 29 agosto 2026 – 2ª tappa
135,74 km di prove speciali
- PS9 – Bella Vista 1 — 21,15 km — 13:19 CEST
- PS10 – Bella Vista Sur 1 — 10,95 km — 14:12 CEST
- PS11 – Hohenau 1 — 19,40 km — 15:05 CEST
- PS12 – Trinidad 1 — 14,82 km — 16:02 CEST
- Riordino — 20 minuti — 16:57 CEST
- Assistenza C – Encarnación — 30 minuti — 17:17 CEST
- PS13 – Bella Vista 2 — 21,15 km — 19:16 CEST
- PS14 – Bella Vista Sur 2 — 10,95 km — 20:09 CEST
- PS15 – Hohenau 2 — 19,40 km — 21:05 CEST
- PS16 – Trinidad 2 — 14,82 km — 22:02 CEST
- PS17 – Encarnación Costanera — 3,10 km — 23:05 CEST
- Flexi Assistenza D – Encarnación — 45 minuti — 23:37 CEST
Domenica 30 agosto 2026 – 3ª tappa
68,12 km di prove speciali
- PS18 – Encarnación 1 — 10,21 km — 12:05 CEST
- PS19 – Artigas 1 — 19,63 km — 13:38 CEST
- Riordino — 70 minuti — 14:18 CEST
- PS20 – Artigas Oeste — 8,44 km — 15:51 CEST
- PS21 – Artigas 2 — 19,63 km — 16:43 CEST
- Riordino — 50 minuti — 18:09 CEST
- PS22 – Encarnación 2 – Power Stage — 10,21 km — 19:15 CEST
- Podio – Molino San José — 19:35 CEST
- Arrivo — 19:55 CEST
Dati complessivi
- 22 prove speciali
- 357,64 km cronometrati
- Venerdì: 153,78 km
- Sabato: 135,74 km
- Domenica: 68,12 km
Media: Red Bull
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