Ogier domina Pelún e Lota e arriva momentaneamente a 9,3 secondi dalla vetta, ma sulla lunga PS9 Solberg risponde e ristabilisce il margine della sera precedente. Fourmaux torna terzo, Pajari perde terreno. Out Neuville, Armstrong e Gryazin
Il sabato mattina del Rally Chile BioBío ha provato a mettere sotto pressione Oliver Solberg, ma al termine del primo giro il risultato è quasi paradossale: il pilota Toyota era partito con 10,1 secondi di vantaggio su Elfyn Evans e torna all’assistenza con esattamente lo stesso margine.
In mezzo, però, è successo parecchio. Sébastien Ogier ha aperto la giornata con due scratch consecutivi, riducendo rapidamente il distacco accumulato venerdì e arrivando a soli 9,3 secondi dalla leadership dopo la SS8. Poi la lunga María Las Cruces, 28,31 chilometri decisivi anche nella gestione degli pneumatici, ha nuovamente modificato la situazione: Solberg ha attaccato nella seconda parte della prova, ha vinto la speciale e ha ricostruito il margine su Evans.
Il francese ha invece pagato la scelta delle gomme dure, perdendo 10,7 secondi dal leader e anche la terza posizione a favore di Adrien Fourmaux. Più difficile la mattinata di Sami Pajari, quinto e ora a 50,5 secondi dalla testa, mentre gli incidenti di Thierry Neuville e Jon Armstrong hanno ridotto ulteriormente il gruppo delle Rally1 ancora in corsa senza problemi.
Ogier parte all’attacco e dimezza il distacco
Il sabato si è aperto con un Ogier completamente diverso rispetto al pilota costretto venerdì a inseguire dopo aver trovato condizioni particolarmente sporche nelle prime prove.
Sulla Pelún 1 il nove volte campione del mondo ha immediatamente imposto il ritmo, precedendo Fourmaux di 3,4 secondi. La pressione è aumentata ulteriormente sulla successiva Lota 1, dove Ogier ha nuovamente firmato lo scratch, questa volta con 2,5 secondi di margine sulla Hyundai del connazionale.
In due speciali il distacco dalla vetta è quindi sceso dai 19,7 secondi della sera precedente a appena 9,3. Ancora più significativo il recupero nei confronti di Evans: dopo la SS8 Ogier era arrivato a soli 2,1 secondi dal secondo posto.
Per qualche chilometro, la sensazione è stata che il vincitore dell’edizione 2025 potesse realmente ribaltare la gara già nel corso della mattinata.
María Las Cruces cambia nuovamente tutto
La risposta di Solberg è arrivata sulla prova più lunga del giro.
Sui 28,31 chilometri della María Las Cruces, il leader ha scelto di non consumare eccessivamente gli pneumatici nella prima parte, aumentando progressivamente il ritmo verso il finale. Pur senza essere soddisfatto delle sensazioni offerte dalla GR Yaris, lo svedese è riuscito a chiudere davanti a tutti, battendo Evans di 2,9 secondi.
Una speciale fondamentale, perché gli ha permesso di cancellare praticamente tutto ciò che Ogier aveva recuperato nelle due precedenti.
Solberg torna così al parco assistenza con 10,1 secondi su Evans, esattamente lo stesso margine con cui aveva iniziato il sabato.
«Non è stata una mattinata perfetta, ma almeno è stata pulita. All’inizio ho cercato di preservare le gomme, poi ho provato ad aumentare il ritmo verso il finale.»
La gestione è stata particolarmente importante su strade completamente diverse rispetto a quelle del venerdì mattina. Il fango e l’umidità hanno lasciato spazio a un fondo molto più asciutto e ricoperto di materiale mobile, riportando in primo piano pulizia della traiettoria, degrado e strategia degli pneumatici.
Evans resta secondo nonostante una Toyota difficile da interpretare
Elfyn Evans continua a occupare la seconda posizione e, considerando le difficoltà avvertite al volante, può considerare positiva la prima parte della giornata.
Il leader del Mondiale non ha mai nascosto di essere poco soddisfatto del bilanciamento della propria Toyota. Già dopo Lota aveva spiegato di non essere riuscito a trovare il comportamento desiderato dalla vettura, soprattutto nei cambi di direzione e nelle sezioni più scivolose.
Nonostante questo, Evans non ha commesso errori e soprattutto non ha permesso agli inseguitori di avvicinarsi troppo.
Il distacco da Solberg resta di 10,1 secondi, mentre Fourmaux, primo degli avversari alle sue spalle, si trova ora a otto secondi dal gallese.
In termini di campionato è una posizione estremamente importante. Evans è arrivato in Cile con 20 punti di margine su Pajari e, almeno fino a questo momento, sta riuscendo a tenere il diretto rivale decisamente più indietro nella classifica del rally.
Fourmaux sfrutta le gomme morbide e riprende il podio
La María Las Cruces ha sorriso anche ad Adrien Fourmaux.
Dopo essere stato battuto da Ogier nelle prime due prove del mattino, il francese ha beneficiato della scelta di utilizzare pneumatici più morbidi sulla lunga SS9, riuscendo a limitare meglio la perdita rispetto a Solberg.
Il risultato è stato il ritorno in terza posizione assoluta, a 18,1 secondi dalla vetta.
Ogier, che aveva invece affrontato la prova con gomme dure, ha lasciato 10,7 secondi a Solberg e si è ritrovato nuovamente quarto. La distanza tra i due francesi resta comunque minima: 1,9 secondi.
Il pomeriggio promette quindi un confronto diretto per il podio, con Fourmaux e Ogier separati da meno di due secondi e ancora tre speciali da disputare.
Pajari perde contatto con Evans
Il sabato mattina è stato decisamente più complicato per Sami Pajari.
Il vincitore degli ultimi tre appuntamenti del Mondiale non è riuscito a trovare la stessa fiducia mostrata venerdì pomeriggio e ha sofferto particolarmente sulle strade asciutte e ricoperte di ghiaia mobile.
Sulla Lota il finlandese ha anche vissuto un momento importante contro un banco laterale, riuscendo comunque a proseguire senza danni tali da compromettere la gara.
All’assistenza resta quinto, ma il ritardo è salito a 50,5 secondi da Solberg e soprattutto a 40,4 da Evans.
Considerando la situazione di campionato, è probabilmente questo il dato più pesante della mattinata. Pajari era arrivato in Cile a sole 20 lunghezze dal gallese, ma al momento si trova diverse posizioni più indietro e dovrà cercare di reagire nel secondo giro.
Neuville fuori dopo un capottamento sulla Pelún
La prima prova del sabato ha invece posto fine alla giornata di Thierry Neuville.
Il belga è uscito largo ad alta velocità dopo 8,3 chilometri della Pelún, finendo per capottare con la Hyundai i20 N Rally1.
Neuville e Martijn Wydaeghe sono usciti senza conseguenze fisiche, ma la vettura non era nelle condizioni di proseguire.
È un ritiro pesante per Hyundai, che perde uno dei propri equipaggi mentre Fourmaux resta pienamente coinvolto nella battaglia per il podio.
Armstrong si ribalta sulla Lota e si ritira
Problemi anche per Jon Armstrong.
Il pilota M-Sport ha colpito un banco sulla SS8 e ha appoggiato la propria Ford Puma Rally1 su un fianco. Armstrong è riuscito comunque a rimettersi in movimento e a raggiungere il traguardo della speciale nonostante i danni riportati dalla vettura.
Successivamente, però, l’equipaggio è stato costretto a ritirarsi dalla tappa del sabato.
Il suo stop ha consentito a Esapekka Lappi di risalire in sesta posizione, anche se il finlandese si trova già a oltre tre minuti dalla leadership. Josh McErlean segue al settimo posto.
WRC2, Gryazin si ribalta e la Lancia prende fuoco
La mattinata è stata ancora più movimentata nel WRC2.
Nikolay Gryazin, leader della categoria dopo il venerdì, è uscito di strada dopo 9,9 chilometri della Pelún, ribaltandosi con la Lancia Ypsilon Rally2 HF.
Dopo l’incidente la vettura ha anche preso fuoco, ma le fiamme sono state rapidamente domate e l’equipaggio è uscito dalla situazione senza conseguenze.
Il contemporaneo problema di Robert Virves, rallentato da una foratura sulla stessa prova, ha ridisegnato completamente la classifica della categoria.
A ereditare la testa del WRC2 è stato così Yohan Rossel, con la seconda Lancia, in una mattinata che ha trasformato radicalmente uno dei duelli più interessanti del Rally Chile.
Classifica Rally Chile dopo la SS9
- Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1
- Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +10.1
- Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +18.1
- Sébastien Ogier | Toyota GR Yaris Rally1 | +20.0
- Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +50.5
- Esapekka Lappi – Enni Mälkönen | Hyundai i20 N Rally1 | oltre +3:00
- Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1
In serata si riparte dalla Pelún
Restano ancora tre prove prima di completare la giornata più lunga del rally: il secondo passaggio su Pelún, Lota e María Las Cruces.
Solberg ha superato senza danni il primo vero assalto di Ogier, ma 10,1 secondi non rappresentano certo un margine sufficiente per iniziare a gestire. Evans continua a restare abbastanza vicino da sfruttare qualsiasi errore, mentre Fourmaux e Ogier sono praticamente separati da una singola curva.
Più indietro Pajari deve invece cambiare passo se vuole evitare che il Rally Chile diventi un appuntamento particolarmente favorevole a Evans nella lotta per il titolo.
Dopo 28 chilometri di María Las Cruces, il vantaggio del leader è tornato esattamente al punto di partenza. Ma il modo in cui ci si è arrivati racconta quanto la classifica possa ancora cambiare nel giro di poche prove.
Media: Red Bull
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