Il leader cambia volto alla gara insieme al fondo: dal fango del mattino allo sterrato più asciutto e abrasivo del pomeriggio. Solberg firma due scratch e porta a 10,1 secondi il vantaggio su Evans. Fourmaux è terzo, ma Ogier e Pajari sono ormai incollati alla Hyundai
Oliver Solberg chiude al comando la prima tappa del Rally Chile BioBío 2026, completando un venerdì nel quale interpretare correttamente l’evoluzione del fondo è stato importante quasi quanto essere veloci. Dopo sei prove speciali, il pilota Toyota guida con 10,1 secondi su Elfyn Evans, riuscito a limitare molto bene i danni nonostante abbia aperto la strada per tutta la giornata.
Alle loro spalle, però, la situazione resta apertissima. Adrien Fourmaux occupa la terza posizione a 18,0 secondi dalla vetta, ma Sébastien Ogier è appena 1,7 secondi più indietro e Sami Pajari, dopo una mattinata complicata, ha recuperato fino alla quinta posizione a soli due secondi dal francese. Thierry Neuville completa un gruppo dei primi sei racchiuso in 27,4 secondi.
È stata soprattutto una giornata divisa nettamente in due. Durante il primo giro le strade attorno a Concepción erano bagnate e fangose per la pioggia notturna; nel pomeriggio, invece, il fondo si è progressivamente asciugato, diventando più rapido ma anche decisamente più abrasivo. Solberg è stato quello capace di adattarsi meglio a entrambe le situazioni.
Solberg gestisce ogni cambiamento e allunga nel pomeriggio
Per Solberg si tratta del primo Rally Chile disputato al volante di una Rally1, ma il rapporto con le strade del Biobío era già particolarmente positivo. Qui aveva infatti conquistato il successo nel WRC2 sia nel 2023 sia nel 2025, e proprio nell’edizione dello scorso anno aveva festeggiato anche il titolo della categoria.
Il salto nella classe regina non sembra aver modificato il feeling.
Solberg aveva aperto il venerdì vincendo la Turquía 1, precedendo Evans di 1,4 secondi. Il gallese aveva però risposto immediatamente sulla Nuevo Rere, passando per pochi minuti al comando della generale con appena quattro decimi di margine.
La Hualqui aveva quindi riportato Solberg davanti prima dell’assistenza, con un vantaggio di 2,3 secondi.
Nel pomeriggio le condizioni sono cambiate quasi completamente. Lo sterrato ha iniziato ad asciugarsi e il vantaggio dell’apripista si è ridotto, ma Solberg ha continuato a mantenere un ritmo estremamente regolare. Dopo aver visto Pajari vincere la SS4 e Ogier imporsi sulla SS5, lo svedese ha chiuso la giornata con lo scratch sulla seconda Hualqui, portando il proprio margine su Evans in doppia cifra.
«All’inizio della prova sono stato troppo prudente perché volevo evitare errori. Poi sono tornato alla configurazione che avevo utilizzato in precedenza. Era importante chiudere il pomeriggio senza problemi e sono contento.»
Il risultato finale del venerdì racconta soprattutto la continuità: due prove vinte su sei, nessun errore importante e capacità di restare davanti anche quando le condizioni hanno smesso di favorire la sua posizione sulla strada.

Evans limita perfettamente i danni
Se Solberg può considerarsi il vincitore sportivo della giornata, Elfyn Evans ha comunque ottenuto probabilmente il massimo possibile dalla propria posizione.
Alla vigilia il leader del Mondiale aveva indicato la pioggia come uno scenario quasi ideale per ridurre lo svantaggio derivante dall’apertura della strada. Durante la notte è arrivata davvero, trasformando il venerdì mattina in qualcosa di completamente diverso rispetto alle previsioni iniziali.
Sul fondo bagnato le prime vetture hanno trovato una strada meno scavata, mentre i passaggi successivi hanno progressivamente portato fango sulla traiettoria. Evans ha così potuto sfruttare la posizione numero uno anziché subirla e ha concluso il primo giro ad appena 2,3 secondi da Solberg.
Quando il terreno si è asciugato nel pomeriggio, la situazione è tornata più vicina a quella normalmente temuta da chi apre una gara su terra. Evans ha perso qualcosa, ma senza mai crollare, chiudendo la giornata a 10,1 secondi dalla leadership.
«La posizione alla fine della giornata è positiva. Nel pomeriggio è stato più difficile, praticamente come ci aspettavamo, e la strada non ci ha aiutato quanto avremmo voluto. Vedremo se domani sarà migliore.»
In ottica campionato, il secondo posto assume un peso ancora maggiore. Evans era arrivato in Cile con 20 punti di vantaggio su Pajari e 41 su Solberg: dopo il primo giorno entrambi gli inseguitori sono davanti o comunque abbastanza vicini da mantenere apertissimo ogni scenario.
Pajari cambia passo dopo una mattinata da dimenticare
Il venerdì di Sami Pajari è stato quasi diviso in due rally differenti.
Sulla prima Turquía il vincitore delle ultime tre gare aveva perso addirittura 17,8 secondi, incapace di trovare fiducia su un fondo nel quale il livello di grip cambiava continuamente. Nei settori più stretti il finlandese non era riuscito a guidare con la stessa naturalezza mostrata nelle precedenti uscite e all’assistenza di metà giornata occupava soltanto la sesta posizione, a 23 secondi dalla vetta.
Il secondo giro ha però restituito un Pajari completamente diverso.
Sulla Turquía 2 è arrivato lo scratch, seguito da altre due prove molto aggressive che gli hanno permesso di recuperare terreno sul gruppo davanti. A fine giornata è quinto a 21,7 secondi da Solberg, ma ciò che conta soprattutto è la distanza dagli avversari immediatamente davanti: Ogier è a soli due secondi, Fourmaux appena 3,7 più avanti.
Dopo l’inizio difficile, Pajari è quindi riuscito a rimettersi pienamente dentro la lotta per il podio e, considerando i 139,2 chilometri previsti sabato, anche le posizioni più alte rimangono tutt’altro che fuori portata.
Fourmaux tiene il podio, Ogier arriva
In terza posizione troviamo Adrien Fourmaux, protagonista di una giornata solida nonostante il problema tecnico accusato durante la mattinata sulla Nuevo Rere.
Il francese ha perso pochissimo nella fase più delicata e, una volta superato l’inconveniente, è tornato a spingere. Alla fine della seconda Hualqui ha chiuso ad appena 18 secondi da Solberg e a 7,9 da Evans.
«Guidare questa macchina su prove del genere è una delle sensazioni più belle al mondo. È davvero piacevole. Considerando le gomme, penso di aver fatto una prova molto buona: ho dato tutto.»
Il problema per Fourmaux è rappresentato soprattutto da ciò che vede negli specchietti.
Sébastien Ogier, vincitore in Cile nel 2025, è quarto a soli 1,7 secondi. Dopo aver sofferto parecchio sul fango della prima speciale, quando la propria posizione di partenza lo aveva esposto a condizioni nettamente peggiori, il francese è cresciuto con il passare dei chilometri fino a conquistare la seconda Nuevo Rere.
Ogier, Fourmaux e Pajari sono separati da appena 3,7 secondi. Alla vigilia del giorno più lungo del rally, il terzo posto è quindi sostanzialmente ancora tutto da assegnare.
Neuville sesto con una piccola perdita all’ammortizzatore
Thierry Neuville termina invece il venerdì in sesta posizione, a 27,4 secondi dalla leadership.
Il belga aveva dato un segnale importante durante il primo giro vincendo la Hualqui 1 e risalendo fino alla quarta posizione, ma nel pomeriggio non è riuscito a mantenere lo stesso livello di confidenza.
A fine giornata Neuville ha inoltre segnalato una piccola perdita da un ammortizzatore della sua Hyundai. Un inconveniente che non lo ha fermato, ma che ha contribuito a rendere meno efficace il secondo giro.
Il distacco dalla zona podio rimane comunque limitato e, con la quantità di chilometri ancora da disputare, anche il campione del mondo 2024 conserva pienamente la possibilità di rientrare nella battaglia.
McErlean vince il primo duello M-Sport
Dietro ai sei piloti di testa si è sviluppato il confronto interno di M-Sport Ford.
Josh McErlean ha chiuso la giornata in settima posizione, riuscendo a precedere Jon Armstrong di appena 2,4 secondi. Un margine minimo che mantiene apertissimo il duello tra i due equipaggi della Puma in vista del sabato.
Più difficile il ritorno nel WRC di Esapekka Lappi, nono dopo una giornata nella quale il finlandese non è riuscito a trovare il ritmo dei compagni di squadra Hyundai.
Il grande assente dalla classifica resta invece Takamoto Katsuta. Dopo essere stato il più veloce nello shakedown del giovedì, il giapponese era uscito di strada appena 6,2 chilometri dopo la partenza della SS1, rimanendo bloccato lontano dalla carreggiata senza spettatori nelle vicinanze in grado di aiutarlo.
Katsuta e il navigatore sostituto James Fulton non hanno riportato conseguenze fisiche.
Cinque vincitori diversi in sei prove
La varietà degli scratch racconta meglio di qualsiasi altra statistica quanto sia stato difficile trovare una superiorità netta durante il venerdì.
Solberg ha vinto SS1 e SS6, Evans la SS2, Neuville la SS3, Pajari la SS4 e Ogier la SS5.
Cinque piloti differenti davanti nelle sei prove disputate, su un fondo che ha completamente cambiato natura nel corso della giornata. Dal fango e dalla scarsa visibilità del mattino si è passati a strade progressivamente più asciutte, veloci e abrasive nel secondo giro.
La costante, finora, è stata Solberg.
WRC2, Gryazin chiude davanti a Virves
Nel WRC2, la prima tappa sorride a Nikolay Gryazin, che occupa anche la decima posizione assoluta.
Il pilota Lancia ha costruito gran parte del proprio vantaggio durante la mattinata ed è riuscito a difendere il comando anche dopo il cambiamento delle condizioni. Alle sue spalle resta Robert Virves, leader del campionato, staccato di appena 8,5 secondi. Grosso incidente per Cachòn che provoca la bandiera rossa nel corso della PS6, crew ok.
Con oltre 200 chilometri ancora da percorrere, anche la battaglia per la vittoria nella seconda categoria rimane completamente aperta.
Classifica Rally Chile dopo la SS6
- Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1
- Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +10.1
- Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +18.0
- Sébastien Ogier | Toyota GR Yaris Rally1 | +19.7
- Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +21.7
- Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | +27.4
- Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1
- Jon Armstrong – Shane Byrne | Ford Puma Rally1 | +2.4 da McErlean
- Esapekka Lappi – Enni Mälkönen | Hyundai i20 N Rally1
- Nikolay Gryazin | Lancia Ypsilon Rally2 HF | leader WRC2
Sabato arriva la giornata più dura del rally
Il venerdì ha creato i primi distacchi, ma il Rally Chile entrerà realmente nel suo tratto più pesante sabato.
La seconda tappa propone infatti 139,2 chilometri cronometrati, quasi 40 in più rispetto alla giornata inaugurale. Saranno disputati due passaggi su Pelún, Lota e María las Cruces, quest’ultima lunga ben 28,31 chilometri.
Solberg partirà con un piccolo margine da amministrare, Evans non avrà più l’onere di aprire la strada e Pajari avrà l’occasione di sfruttare il ritmo ritrovato nel pomeriggio. Dietro di loro, Fourmaux, Ogier e Neuville sono abbastanza vicini da trasformare ogni speciale in una battaglia diretta.
Dopo una prima giornata nella quale il meteo ha riscritto continuamente le regole del gioco, la classifica resta ancora troppo compatta per consentire calcoli.
Media: Red Bull
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