Lo svedese risponde alla grande pressione di Ogier e chiude la tappa con quasi 20″ di margine. Evans salva la P2 per appena 1,3 secondi sul francese, Fourmaux resta in agguato. Pajari scivola a oltre un minuto e perde terreno pesante nella corsa al titolo
Oliver Solberg arriverà alla domenica decisiva del Rally Chile BioBío 2026 con 19,1 secondi di vantaggio su Elfyn Evans, al termine di un sabato nel quale la leadership è stata sottoposta a una pressione continua. Il pilota Toyota ha resistito all’impressionante rimonta di Sébastien Ogier e ha poi piazzato il colpo più pesante proprio sull’ultima e lunghissima María Las Cruces, quasi raddoppiando il margine accumulato alla vigilia.
Alle sue spalle la corsa resta apertissima. Evans è secondo, ma conserva appena 1,3 secondi su Ogier, protagonista assoluto della giornata con quattro scratch su sei prove. Adrien Fourmaux è quarto a 31,1 secondi dalla testa e rimane pienamente coinvolto nella battaglia per il podio, mentre Sami Pajari ha vissuto un’altra giornata complicata ed è ormai quinto a 1:15.5.
Per Solberg restano quattro prove e 71,2 chilometri prima di una possibile terza vittoria assoluta nel WRC, dopo il successo ottenuto in Estonia nel 2025 e quello conquistato al Rallye Monte-Carlo all’inizio di questa stagione.
Ogier trasforma il sabato in un assalto
La giornata era iniziata con Solberg forte dei 10,1 secondi costruiti venerdì, ma il margine si è dimostrato immediatamente tutt’altro che rassicurante.
Ogier ha attaccato fin dalla Pelún 1, vincendo la speciale, per poi ripetersi sulla Lota. Dopo l’assistenza il nove volte campione del mondo non ha cambiato strategia: ancora miglior tempo sulla seconda Pelún e poi sulla seconda Lota, completando una sequenza di quattro vittorie di prova sulle prime cinque speciali del sabato.
Il recupero è stato particolarmente evidente nei confronti di Evans. Dopo la SS11, tra il gallese e Ogier rimanevano appena tre decimi, mentre Solberg guidava con 15,4 secondi di vantaggio.
Quello che venerdì sembrava soprattutto un duello tra Solberg ed Evans si è così trasformato rapidamente in una battaglia a tre.
María Las Cruces salva Solberg e gli regala un vero margine
Ancora una volta, però, la María Las Cruces ha rappresentato il punto di svolta.
Sui 28,31 chilometri della prova conclusiva, Solberg ha gestito gli pneumatici nelle prime fasi e ha poi aumentato decisamente il ritmo nel finale. Il risultato è stato uno scratch pesantissimo: 3,7 secondi rifilati a Evans e 4,7 a Ogier.
Un colpo che ha portato il vantaggio complessivo del leader da 15,4 a 19,1 secondi.
«Questa è sempre la chiave: bisogna aspettare con le gomme fino alla fine e poi andare al massimo. Adesso abbiamo un piccolo margine, che è molto positivo. Domenica darò tutto.»
Solberg ha quindi chiuso la giornata più lunga del rally esattamente nel modo necessario. Non è riuscito a controllare completamente Ogier sulle prove più corte, ma ha colpito nei momenti nei quali il margine poteva essere costruito davvero.
E domenica partirà con quasi venti secondi da difendere.
Evans salva il secondo posto per 1,3 secondi
La giornata di Elfyn Evans è stata meno brillante, ma altrettanto importante.
Il leader del Mondiale ha continuato a faticare nel trovare il bilanciamento ideale della GR Yaris e, soprattutto nel secondo giro, non è riuscito a rispondere ai tempi di Ogier. Il francese gli si è avvicinato fino a tre decimi dopo la SS11, mettendo seriamente in discussione la seconda posizione.
Evans ha però reagito sulla prova conclusiva. Sulla María Las Cruces ha battuto Ogier di un secondo netto, quanto bastava per chiudere il sabato secondo con 1,3 secondi di margine.
«È stata una prova pulita. Abbiamo beneficiato delle gomme nuove, ma il danno era stato fatto nelle due prove precedenti. Non posso essere completamente soddisfatto del pomeriggio: speravamo di essere più veloci. Continuiamo.»
Il secondo posto assume un peso enorme soprattutto pensando alla classifica piloti. Evans è arrivato in Cile con 20 punti su Pajari e, con il finlandese soltanto quinto, al momento sta costruendo un vantaggio potenzialmente molto importante.
Ogier a un passo da Evans dopo quattro scratch
Ogier può comunque considerarsi il grande protagonista del sabato.
Aveva iniziato la giornata quarto e a 19,7 secondi dalla leadership. La chiude terzo a 20,4, un dato che da solo potrebbe suggerire pochi cambiamenti, ma che non racconta quanto sia stato incisivo nell’arco dei sei test.
La differenza è che ora il francese è appena 1,3 secondi dietro Evans e ha ridotto sensibilmente il distacco da Solberg nelle fasi centrali della giornata prima di cedere qualcosa sull’ultima prova.
«Va bene così. Sarà una bella domenica.»
Poche parole, ma il quadro è piuttosto chiaro. Il vincitore dell’edizione 2025 ha ancora 71,2 chilometri per tentare di recuperare terreno e il ritmo mostrato sabato lo rende uno dei piloti da osservare con maggiore attenzione nel Super Sunday.
Fourmaux paga la scelta delle gomme, ma il podio è ancora vicino
Adrien Fourmaux conserva la quarta posizione a 31,1 secondi da Solberg e appena 10,7 da Ogier.
Il francese era riuscito a rimanere molto vicino ai primi per buona parte della giornata, ma sulla seconda María Las Cruces la scelta di utilizzare tre pneumatici morbidi non ha prodotto il risultato sperato. Il tempo perso nell’ultima speciale gli ha fatto perdere ulteriore contatto dai due piloti Toyota davanti.
La distanza resta comunque tutt’altro che definitiva. Con quattro prove ancora da affrontare, dieci secondi possono essere recuperati rapidamente in caso di differenze di ritmo o di un errore.
Fourmaux resta quindi pienamente coinvolto nella lotta per il podio, anche se il sabato di Ogier ha alzato ulteriormente l’asticella.
Pajari lontano dal ritmo e il Mondiale cambia prospettiva
Il dato più significativo in ottica iridata riguarda ancora Sami Pajari.
Dopo le tre vittorie consecutive conquistate in Estonia, Finlandia e Paraguay, il finlandese si presentava in Cile come l’avversario più vicino a Evans, distante appena 20 punti.
Il weekend del Biobío non sta però andando nella direzione sperata.
Pajari chiude il sabato quinto a 1:15.5 da Solberg, ma soprattutto a 56,4 secondi da Evans. Il finlandese non è mai riuscito a trovare il livello di fiducia necessario sulle strade più asciutte e smosse della seconda tappa e ha ammesso di essere semplicemente lontano dal passo desiderato.
«Non c’è molto da raccontare oggi. Non siamo al livello di velocità che vorremmo. Si è parlato molto dell’importanza della posizione sulla strada, ma alla fine il nostro ritmo non è quello che cercavamo. Speriamo di essere più veloci nel Super Sunday.»
Se le posizioni della classifica generale restassero quelle attuali, i soli punti attribuiti dal risultato finale porterebbero Evans da +20 a +27 su Pajari.
Contemporaneamente Solberg, grazie alla vittoria provvisoria, ridurrebbe il proprio ritardo dal finlandese da 21 a appena sei punti, prima ancora di conteggiare Super Sunday e Wolf Power Stage.
La domenica potrebbe quindi modificare profondamente non soltanto la lotta per la vittoria in Cile, ma anche la gerarchia dei tre contendenti al Mondiale.
Toyota a un passo dal titolo Costruttori
Il Rally Chile potrebbe inoltre consegnare matematicamente a Toyota il titolo Costruttori.
Il marchio giapponese è arrivato a Concepción con 173 punti di vantaggio su Hyundai e con appena sette punti ancora necessari per rendere irraggiungibile il proprio margine.
Con Solberg primo, Evans secondo, Ogier terzo e Pajari quinto, la situazione è ormai estremamente favorevole alla squadra giapponese.
A meno di un ribaltamento clamoroso nella giornata conclusiva, Toyota ha quindi la concreta possibilità di chiudere anticipatamente anche la partita tra i Costruttori.
Lappi sesto, McErlean settimo
Alle spalle dei cinque protagonisti principali il divario aumenta drasticamente.
Esapekka Lappi occupa la sesta posizione a 4:10.1, mentre Josh McErlean è settimo a 5:18.2, dopo aver ricevuto anche dieci secondi di penalità.
Per Hyundai il sabato ha perso inoltre definitivamente Thierry Neuville, che non tornerà in gara domenica dopo il violento capottamento avvenuto sulla Pelún nella mattinata.
Fuori dalla tappa anche Jon Armstrong, costretto al ritiro dopo aver appoggiato la propria Ford Puma su un fianco durante la SS8.
WRC2, Rossel eredita il comando e prende margine su Virves
Il sabato ha completamente ribaltato anche la situazione nel WRC2.
Il leader del venerdì Nikolay Gryazin si è ritirato dopo il capottamento sulla Pelún, seguito da un principio d’incendio sulla propria Lancia. A prendere il comando della categoria è stato così il compagno di marca Yohan Rossel.
Il francese occupa anche l’ottava posizione assoluta e dispone di 58 secondi di vantaggio su Robert Virves, rallentato da una foratura durante la mattinata.
Terzo tra le Rally2 e decimo assoluto è Gus Greensmith, staccato di ulteriori 28,1 secondi dall’estone.
Colpo di scena nel JWRC, escono di scena sia Carlberg che Membrado
Il Rally del Cile rappresenta anche l’epilogo della categoria dedicata ai Junior. Lo svedese Calle Carlberg, già campione ERC Junior nel 2025, si presentava a Concepcion in testa alla classifica mondiale dedicata ai giovani, braccato dallo spagnolo Gil Membrado. Entrambi però hanno dovuto fare i conti con la sfortuna: Membrado cappotta sulla SS7 e perde 9′ mentre Carlberg esce di strada una PS più tardi e si ritira. Adesso la leadership è passata nelle mani del turco Ali Turkkan che come spesso accaduto nel corso della stagione ha ottenuto il massimo risultato con uno sforzo di certo non al pari degli altri due. Adesso il pupillo di casa M-Sport dovrà solo portare a casa la macchina e poi sarà festa grande.
Classifica Rally Chile dopo la SS12
- Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:17:09.5
- Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +19.1
- Sébastien Ogier – Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | +20.4
- Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +31.1
- Sami Pajari – Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +1:15.5
- Esapekka Lappi – Enni Mälkönen | Hyundai i20 N Rally1 | +4:10.1
- Josh McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | +5:18.2
- Yohan Rossel – Arnaud Dunand | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | +6:54.6
- Robert Virves – Jakko Viilo | Škoda Fabia RS Rally2 | +7:52.6
- Gus Greensmith – Jonas Andersson | Toyota GR Yaris Rally2 | +8:20.7
Domenica restano 71,2 chilometri e dieci punti bonus
Il Rally Chile è ancora tutt’altro che deciso.
La domenica propone infatti 71,2 chilometri cronometrati, distribuiti su quattro prove: due passaggi sulla nuova Carampangue da 26,82 km e altrettanti sulla BioBío da 8,78.
La seconda BioBío sarà la Wolf Power Stage, ma prima ancora conterà l’intera classifica del Super Sunday. Con cinque punti disponibili per ciascuna graduatoria, sono quindi ancora dieci i punti bonus che possono modificare ulteriormente la corsa al Mondiale.
Solberg dispone del margine migliore avuto dall’inizio del weekend, ma affrontare una domenica da oltre settanta chilometri con Ogier nel pieno dell’attacco e Evans costretto a difendere una posizione pesantissima per il campionato lascia pochissimo spazio alla gestione.
Dopo due giornate la strada verso la terza vittoria WRC di Solberg è aperta. Ma prima del traguardo restano quattro prove che possono cambiare sia il Rally Chile sia buona parte del Mondiale.
Media: TGRWrc on X
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