Il Mondiale resta in Sudamerica dopo il Paraguay per il round 12 della stagione. Evans a +20 su Pajari, Solberg ancora in corsa. 16 prove speciali e 10 Rally1 al via. Nel WRC2 Virves difende la leadership ed il Junior WRC assegna il titolo
Dal rosso della terra paraguayana alle velocissime strade forestali del Biobío. Il WRC non lascia il Sudamerica e, a meno di due settimane dal Rally del Paraguay, si prepara ad affrontare il Rally Chile 2026, dodicesimo appuntamento di una stagione che entra definitivamente nella sua fase decisiva. Dal 10 al 13 settembre, attorno a Concepción, saranno disputate 16 prove speciali per 311,18 chilometri cronometrati, tutte su sterrato. Sarà la quinta edizione cilena valida per il Mondiale dopo il debutto del 2019 e le successive apparizioni del 2023, 2024 e 2025.
Ufficialmente il Cile resta il terzultimo round di un calendario da 14 appuntamenti, seguito dal Rally Italia Sardegna e dalla finale in Arabia Saudita. Proprio quest’ultima, però, rappresenta il grande punto interrogativo di queste settimane: Toyota e Hyundai hanno comunicato di non poter attualmente inviare il proprio personale a Jeddah a causa delle restrizioni aziendali sui viaggi in Medio Oriente. Al momento l’Arabia Saudita rimane regolarmente inserita nel calendario WRC, ma una riunione FIA convocata per il 9 settembre dovrebbe contribuire a chiarirne il futuro; le indicazioni più recenti rendono inoltre poco probabile la costruzione di un evento sostitutivo.
Prima di guardare così lontano, però, c’è un Cile che può già cambiare profondamente gli equilibri del campionato.
Evans resiste, ma Pajari è ormai una minaccia reale
Elfyn Evans arriva a Concepción ancora con la tabella rossa di leader, forte dei suoi 216 punti, ma quella che per buona parte dell’anno era sembrata una posizione relativamente solida si è trasformata in una lotta apertissima. Sami Pajari è salito a quota 196, appena 20 lunghezze più indietro, mentre Oliver Solberg è terzo con 175 punti. Takamoto Katsuta segue a 160, Adrien Fourmaux a 149 e Sébastien Ogier a 148.
La trasformazione del campionato porta soprattutto la firma di Pajari. Il ventiquattrenne finlandese ha vinto consecutivamente Estonia, Finlandia e Paraguay, passando nel giro di poche settimane da outsider di lusso a principale antagonista di Evans. Non si tratta soltanto di una striscia favorevole: osservando nel dettaglio la distribuzione dei punti emerge quanto la sua stagione sia stata competitiva nella parte principale dei rally.
Sommando infatti esclusivamente i punti derivati dalla classifica finale degli eventi, quindi eliminando quelli ottenuti nel Super Sunday e nelle Power Stage, Pajari avrebbe raccolto 170 punti contro i 144 di Evans. Il gallese ha costruito una parte importante del proprio vantaggio proprio nelle giornate conclusive, mentre Pajari è stato estremamente redditizio nel risultato complessivo delle gare. Il sistema 2026 assegna fino a cinque punti sia per il Super Sunday sia per la Power Stage, oltre ai 25 della vittoria assoluta.
E il venerdì cileno potrebbe nuovamente mettere Evans sotto pressione. Essendo il leader del Mondiale sarà tra i primi a transitare sulle strade sterrate, con il rischio di dover ripulire la traiettoria se il fondo dovesse presentarsi asciutto e coperto di materiale mobile. Pajari partirà subito dietro e potrebbe quindi trovare condizioni leggermente migliori. In Cile, però, l’equazione non è mai così semplice: nebbia, nuvole basse e pioggia possono modificare rapidamente il livello di aderenza, mentre uscire dalla linea ideale significa spesso ritrovarsi sullo sterrato più inconsistente.
Solberg non può più accontentarsi della velocità
A 41 punti dalla leadership, Oliver Solberg rimane pienamente dentro la partita. Con tre round ancora ufficialmente presenti nel calendario e un massimo di 35 punti ottenibili in ciascun evento, il margine teorico per ribaltare il campionato esiste eccome. Il vero obiettivo, però, è tornare a trasformare la velocità pura in una vittoria.
Solberg non sale sul gradino più alto del podio dal Rallye Monte-Carlo, primo appuntamento dell’anno. Nel frattempo non sono mancate le prestazioni di altissimo livello, ma errori, ritiri e giornate complicate gli hanno impedito di convertire tutto il potenziale espresso in risultati altrettanto pesanti. Anche il Paraguay ne è stato una fotografia perfetta: motore spento dopo un errore in frenata, spettatori costretti a spingere la Toyota per farla ripartire e successiva foratura, prima di una rimonta culminata con il miglior tempo nella Power Stage.
Il Cile, con strade veloci e fluide che per caratteristiche vengono spesso accostate a quelle di Finlandia e Galles, potrebbe essere uno dei terreni più adatti al suo stile. Ma a questo punto della stagione non basta più essere uno dei piloti più rapidi: servono weekend completi.
Katsuta cambia navigatore dopo il grande incidente in Paraguay
La trasferta sudamericana prosegue invece in condizioni particolari per Takamoto Katsuta. Con 160 punti, il giapponese è scivolato a 56 lunghezze da Evans e ha perso parte dello slancio costruito nella prima metà dell’anno, durante la quale aveva conquistato le vittorie al Safari e in Croazia.
In Cile dovrà inoltre affrontare un cambiamento importante nell’abitacolo. Aaron Johnston non sarà al suo fianco, avendo bisogno di ulteriore tempo per recuperare dal violento incidente avvenuto sulla penultima speciale del Rally del Paraguay. Entrambi erano stati trasportati in elicottero in ospedale dopo il crash e dimessi nella stessa giornata, ma Toyota ha preferito concedere al navigatore irlandese altro tempo per ristabilirsi completamente.
Al suo posto ci sarà James Fulton, già navigatore di Craig Breen tra la fine del 2022 e parte del 2023 e quindi con esperienza diretta sulle Rally1. Fulton lascia temporaneamente il sedile accanto a Yuki Yamamoto, che in Cile ritroverà Topi Luhtinen sulla propria Toyota GR Yaris Rally2.

Fourmaux cerca quella vittoria che continua a sfuggirgli
Fuori dalla battaglia più immediata per la vetta iridata, Adrien Fourmaux arriva invece in Cile con un’altra missione. Il francese è quinto nel Mondiale a quota 149 e viene da una delle sue prestazioni più convincenti dell’anno: in Paraguay ha rimontato dopo una prima giornata piena di problemi, ha accumulato vittorie di speciale e ha chiuso terzo.
La sensazione è ormai da tempo la stessa: la prima vittoria assoluta nel WRC sembra essere sempre più vicina, ma continua a mancare l’ultimo tassello per battere Toyota sull’intero arco di un weekend. Il risultato assume ulteriore peso per il futuro professionale del francese. Hyundai non ha ancora definito completamente il proprio programma per il 2027 e non realizzerà una nuova vettura secondo il regolamento WRC27, lasciando Fourmaux in una fase delicata nella costruzione della prossima stagione.
Lo stesso punto interrogativo riguarda Thierry Neuville, che ha già fatto sapere come la priorità resti proseguire il rapporto con Hyundai anche nella nuova fase regolamentare. Il belga ha vissuto un 2026 lontano dagli standard che gli avevano permesso di diventare campione del mondo nel 2024, ma proprio per questo le ultime gare dell’attuale generazione Rally1 rappresentano un’occasione per chiudere il ciclo con un risultato importante.
Sulla terza i20 N Rally1 torna Esapekka Lappi, affiancato da Enni Mälkönen. Hyundai schiererà quindi tre vetture contro le cinque Toyota e le due Ford Puma di M-Sport, per un totale di dieci Rally1 al via.
Ogier tra rivincita e un record assoluto
Tra i nomi da osservare non può mancare Sébastien Ogier. Il Paraguay gli ha lasciato poco in termini di classifica generale dopo una prima giornata compromessa dai problemi, mentre il Cile gli offre immediatamente l’occasione per tornare protagonista su un rally che dodici mesi fa aveva vinto.
Ogier si impose infatti nel 2025 precedendo Evans di appena 11 secondi, il margine più ristretto registrato finora nella storia WRC dell’evento cileno. E questa volta la partenza avrà anche un significato statistico enorme: il francese arriva con 212 presenze nel Mondiale e, prendendo il via a Concepción, raggiungerà Jari-Matti Latvala a quota 213, eguagliando il record assoluto di partecipazioni nel WRC.
Per un pilota che nel 2026 ha già vinto alle Canarie e all’Acropoli, il Cile rappresenta quindi contemporaneamente un’occasione di riscatto e un’altra pagina di una carriera che continua ad accumulare primati. Il suo programma per il 2027, invece, resta aperto: Ogier ha già lasciato intendere di non essere certo di proseguire nel Mondiale nella prossima stagione e ha valutato anche la possibilità di una pausa.

McErlean e Armstrong, il finale vale anche per il 2027
M-Sport completa il gruppo Rally1 con Josh McErlean ed Eoin Treacy sulla Puma #55 e Jon Armstrong e Shane Byrne sulla #95.
Per entrambi il finale di stagione va oltre la semplice ricerca del risultato nel singolo rally. Le gerarchie interne e le opportunità legate alla nuova era 2027 sono ancora da definire e ogni prestazione può diventare un elemento utile in vista della prossima stagione. McErlean arriva dal sesto posto conquistato in Paraguay dopo un weekend movimentato, mentre Armstrong cercherà di rispondere e riaprire il confronto interno.
WRC2: Virves arriva con un titolo a portata di mano
La seconda categoria presenta un elenco di altissimo livello. La lista ufficiale comprende 18 Rally2, 17 delle quali iscritte per ottenere punti nel WRC2: Romet Jürgenson sarà infatti presente con la Ford Fiesta Rally2, ma senza nominare il Cile come round valido per il campionato.
Il riferimento resta Robert Virves. L’estone guida la classifica generale WRC2 con 100 punti, 21 più di Roope Korhonen e 24 più di Teemu Suninen. Il Paraguay ha interrotto una sequenza impressionante di quattro vittorie ottenute nelle prime quattro gare nelle quali aveva scelto di segnare punti: Virves è finito tra i cespugli già nella prima speciale, ha perso quasi un’ora nelle riparazioni ma, una volta ripartito, ha comunque realizzato nove scratch di categoria.
Il titolo WRC2 assoluto non può ancora essere conquistato matematicamente in Cile, anche perché Suninen mantiene la possibilità teorica di arrivare a quota 126. Virves può però chiudere i conti nel WRC2 Challenger: parte con 100 punti contro i 94 di Korhonen e gli 81 di Léo Rossel, e una vittoria a Concepción gli garantirebbe il titolo indipendentemente dai risultati successivi.
La concorrenza sarà feroce. Diego Domínguez arriva direttamente dal successo ottenuto davanti al proprio pubblico in Paraguay, dove ha preceduto Gus Greensmith di 22,7 secondi. Greensmith sarà nuovamente presente, così come Taylor Gill, quarto in Paraguay al debutto con la Škoda di Toksport.
Lancia vuole chiudere in crescendo
Ci saranno poi le due Lancia Ypsilon Rally2 HF di Nikolay Gryazin e Yohan Rossel. Il titolo WRC2 riservato ai team è già stato conquistato in Paraguay, un risultato di enorme significato per il ritorno ufficiale del marchio torinese nel Mondiale, ma i due piloti hanno ancora l’obiettivo di aggiungere successi individuali alla stagione. Gryazin ha vinto in Giappone, mentre Rossel si è imposto in Croazia e alle Canarie.
Completano un gruppo di primo livello Alejandro Cachón, Fau Zaldívar, Yuki Yamamoto, ora navigato da Topi Luhtinen, e diversi protagonisti locali. Tra questi spiccano Alberto e Pedro Heller, entrambi su Toyota GR Yaris Rally2, insieme a Jorge Martínez, Emilio Rosselot e Tadeo Rosselot. Alberto Heller conosce inoltre bene il salto tra le categorie, avendo già corso l’edizione 2025 con una Ford Puma Rally1.
Junior WRC, tutto in 311 chilometri
Il Rally Chile assegnerà infine il primo titolo mondiale del weekend. Per il Junior WRC sarà infatti l’ultimo appuntamento della stagione, con una situazione nella quale cinque piloti sono ancora matematicamente in corsa.
Calle Carlberg arriva da leader con 95 punti, appena tre in più di Ali Türkkan, fermo a 92. Seguono Gil Membrado a 71, Leevi Lassila a 61 e Kerem Kazaz a 32. Tutti possono ancora diventare campioni grazie al particolare regolamento della finale cilena.
I punti della classifica finale saranno infatti raddoppiati, portando la vittoria da 25 a 50 punti, mentre resterà disponibile un punto supplementare per ogni speciale vinta. Inoltre, nel conteggio finale vengono considerati soltanto i quattro migliori risultati di classifica della stagione: tra doppi punti, scarti e 16 scratch potenzialmente disponibili, anche gli inseguitori più lontani conservano una possibilità.
Carlberg ha iniziato l’anno vincendo in Svezia, Türkkan ha risposto imponendosi in Croazia e Portogallo, mentre Membrado arriva dal successo conquistato in Finlandia. Nessuno dei protagonisti ha precedenti nel Junior WRC sulle prove cilene, che entrano per la prima volta nel calendario della serie. Al campione non andrà soltanto il titolo: il premio comprende quattro gare WRC2 completamente finanziate nel 2027, test inclusi, con una Ford Fiesta Rally2 gestita da M-Sport.
Il Rally Chile può cambiare il volto dell’intera stagione
Il contesto rende così il round di Concepción molto più di una semplice seconda tappa della trasferta sudamericana. Evans deve proteggere una leadership che Pajari sta erodendo rapidamente; Solberg non può permettersi di lasciare altri punti sul tavolo; Katsuta deve ritrovare stabilità dopo il Paraguay; Fourmaux cerca quella prima vittoria che potrebbe avere un peso enorme anche sul mercato 2027. E poi c’è Ogier, pronto ad affiancare Latvala in cima alla classifica delle presenze di tutti i tempi.
Sullo sfondo resta un percorso che, nonostante l’aspetto apparentemente più “pulito” rispetto al Paraguay, non concede margine. Velocità elevate, curve cieche, chilometri nei boschi e un meteo capace di cambiare rapidamente sono il DNA del Rally Chile.
Con 311,18 chilometri, un sabato da quasi 140 e una domenica che conserva oltre 70 chilometri di gara, nessuno potrà permettersi di amministrare troppo presto.
E a tre appuntamenti dalla conclusione prevista del campionato, il momento di fare calcoli comincia a lasciare spazio a quello di attaccare.
WRC RALLY CHILE BIO BIO 2026 – ROUND 12/14 – 10/13 SETTEMBRE 2026
Il percorso: quasi metà del Rally del Cile 2026 cambia volto
L’edizione 2026 propone una revisione importante dell’itinerario, la più significativa dal 2023. Tutte le prove del venerdì vengono percorse in senso opposto rispetto alle versioni più recenti e introducono anche tratti inediti, mentre la domenica debutta una nuova speciale. Nel complesso, quasi metà del chilometraggio competitivo presenta caratteristiche nuove rispetto allo scorso anno, un dettaglio che ridurrà il vantaggio della conoscenza del percorso e renderà ancora più delicato il lavoro svolto durante le ricognizioni.
Il rally si articolerà su 16 prove speciali per 311,18 chilometri cronometrati, ai quali si aggiungeranno i 5,76 km dello Shakedown. La struttura resta quella tipica dell’appuntamento cileno: venerdì e sabato saranno costruiti attorno a tre prove da ripetere dopo l’assistenza di Concepción, mentre la domenica proporrà due speciali affrontate due volte prima della conclusiva Wolf Power Stage.
Giovedì 10 settembre: debutta lo Shakedown di San José de Palco
La prima presa di contatto con le strade cilene arriverà giovedì attraverso il nuovo Shakedown di San José de Palco, lungo 5,76 km. Si tratta di una prova completamente inedita, mai utilizzata precedentemente in un rally, e anche dal punto di vista visivo presenta caratteristiche differenti rispetto al resto dell’itinerario.
I primi 2,3 chilometri saranno prevalentemente in salita, su un percorso stretto, tortuoso e molto tecnico, prima dell’inizio della discesa. La parte conclusiva diventa ancora più sinuosa, con una conformazione che per certi versi richiama maggiormente alcuni tratti visti in Messico o all’Acropolis rispetto alle classiche prove forestali del Cile. Sarà dunque uno Shakedown particolarmente utile per verificare la reattività delle vetture prima di entrare nel cuore del weekend.
Venerdì 11 settembre: tutte le prove cambiano direzione
La prima giornata competitiva sarà già una delle grandi novità del 2026. Le tre speciali verranno disputate due volte, separate dall’assistenza di Concepción, per un totale di 100,78 km. Le strade appartengono alla stessa area utilizzata nel venerdì dell’edizione precedente, ma tutte saranno percorse in senso inverso e comprenderanno porzioni nuove.
Ad aprire il rally sarà Turquía, lunga 22,94 km. La prova riprende sostanzialmente la San Rosendo dello scorso anno in direzione opposta, aggiungendo però due nuove strade. L’inizio sarà relativamente largo e scorrevole, con curve veloci e medie, prima di entrare dopo circa 4,2 km in una sezione più stretta e tecnica. Intorno all’undicesimo chilometro la prova torna sul vecchio tracciato di San Rosendo, dove le alte sponde ai lati della carreggiata possono diventare estremamente punitive: proprio in questa zona Martins Sesks e Sébastien Ogier ebbero problemi nel 2024.
La Nuevo Rere, di 10,76 km, sarà invece una versione invertita della Rere utilizzata nel 2025, con una partenza completamente nuova. Storicamente Rere è stata una delle prove più veloci dell’intero rally e continuerà a conservare questa identità, anche se i primi chilometri saranno più stretti e in salita. Dopo il ponte posto intorno al km 3,5 inizierà una sezione ricca di variazioni altimetriche, curve in appoggio, salti e dossi, prima di un finale nuovamente molto rapido. Al km 10,2 resta inoltre un salto particolarmente impegnativo, lo stesso sul quale Ott Tänak ebbe un atterraggio violentissimo nel 2023.
Completerà il giro la Hualqui, lunga 16,69 km, ricavata principalmente dalla Pulperia utilizzata dal 2023 ma percorsa al contrario e accorciata. La partenza è veloce e relativamente larga, mentre dal km 10,4 si entrerà nella sezione nuova, decisamente più stretta e caratterizzata da forti cambi di quota. Sarà una prova nella quale il ritmo cambierà continuamente tra tratti scorrevoli e porzioni più sinuose. Anche qui esistono precedenti illustri: Esapekka Lappi uscì di strada in quest’area nel 2023.
Sabato 12 settembre: la giornata più lunga, 139,20 km senza novità
Se venerdì sarà il giorno delle novità, sabato rappresenterà invece il ritorno alla tradizione. Il percorso resterà identico per il terzo anno consecutivo, con tre prove da affrontare due volte e assistenza intermedia a Concepción. Saranno 139,20 km cronometrati, il chilometraggio più elevato dell’intero weekend.
La giornata comincerà con Pelún, 15,65 km molto vari. La prima parte sale attraverso una successione di curve lente e medie, per poi diventare progressivamente più veloce e scorrevole. Dopo l’uscita dalla foresta intorno all’ottavo chilometro arriverà una discesa molto più tecnica, con un tornante particolarmente insidioso al km 9,7, seguita da continui cambi di ritmo fino al traguardo.
Molto più lunga la Lota, da 25,64 km. Il fondo iniziale sarà relativamente largo e inserito in una zona disboscata, ma la prova diventerà gradualmente più tortuosa. Dopo alcuni chilometri più rapidi, dal km 10 il ritmo inizierà a calare fino a una sezione estremamente stretta e lenta intorno al km 14,2. Dal km 16,9 si passerà nuovamente su una strada più larga e rapida, prima di un finale ancora tecnico. È proprio in quest’ultima zona che Ogier danneggiò la sospensione nel 2024.
Il vero gigante del sabato sarà però María las Cruces, 28,31 km, la prova più lunga dell’intero Rally del Cile. La sua natura è estremamente completa: curve lunghe a media velocità, sezioni più strette, una porzione molto rapida nella parte centrale e un finale nuovamente tecnico. Dal km 14 circa inizieranno cinque chilometri ad altissima velocità, con alcuni passaggi praticamente da pieno, mentre dopo il km 21 torneranno lunghe curve medie fino all’arrivo. È inoltre una speciale rimasta nella memoria per il violentissimo incidente di Thierry Neuville nel 2019.
Domenica 13 settembre: Carampangue è la grande incognita
L’ultima giornata proporrà 71,20 km cronometrati, distribuiti su due prove da ripetere. La principale novità sarà Carampangue, lunga ben 26,82 km e quasi completamente inedita: soltanto circa 1,8 km coincidono con la vecchia Rio Lia utilizzata l’ultima volta nel 2023.
La speciale inizierà con una sezione larga e scorrevole prevalentemente in salita. Dal km 8,4 il ritmo aumenterà ulteriormente e resterà elevato fino a circa metà prova. Successivamente inizierà la discesa e, rientrando nella foresta intorno al km 15,6, il percorso diventerà molto più lento e sinuoso. Negli ultimi chilometri torneranno invece curve da media-alta velocità. Su una prova così lunga e praticamente sconosciuta, la qualità delle note potrebbe diventare decisiva, soprattutto nel primo passaggio.
Bio Bio chiuderà il rally come Wolf Power Stage
Il weekend terminerà sulla Bio Bio, di soli 8,78 km, la prova più corta dell’intero evento e confermata nella configurazione utilizzata nel 2023 e nel 2024. Alcune sezioni sono condivise con María las Cruces e Lota, creando una sorta di sintesi finale delle caratteristiche incontrate durante il sabato.
I primi metri riprendono in senso inverso una piccola porzione di María las Cruces, mentre gli ultimi 2,4 km coincidono con un tratto della Lota percorso nella stessa direzione. L’inizio è tecnico e da media velocità, poi la strada diventa progressivamente più larga e rapida fino al traguardo, dove resta il grande salto artificiale che nel 2024 costò a Martins Sesks l’ala posteriore.
Il secondo passaggio sulla Bio Bio sarà la Wolf Power Stage e rappresenterà quindi l’ultima occasione per raccogliere punti extra in un rally che potrebbe avere un peso enorme sulla corsa al titolo.
Il Rally del Cile arriva quindi nel punto esatto in cui ogni risultato comincia a pesare molto più del normale. Evans deve difendere una leadership diventata meno comoda, Pajari dispone dell’occasione per avvicinarsi ulteriormente e Solberg non può permettersi di aspettare ancora.
Dietro di loro convivono obiettivi completamente differenti: Fourmaux cerca la prima vittoria, Katsuta deve ritrovare continuità, Ogier e Neuville vogliono chiudere al meglio un ciclo tecnico che li ha visti protagonisti e i piloti M-Sport corrono anche pensando al proprio futuro.
Con 16 speciali, dieci Rally1, una battaglia WRC2 ancora aperta e il titolo Junior da assegnare, il Cile non sarà semplicemente una tappa di passaggio verso il finale del Mondiale.
Potrebbe essere il rally nel quale la corsa al titolo 2026 cambia definitivamente volto.
Programma Rally Chile BioBío 2026
Giovedì 10 settembre 2026
Shakedown – El Manzano — 5,76 km — 16:00 CEST
Venerdì 11 settembre 2026 — 100,78 km totali
PS1 – Turquía 1 — 22,94 km — 13:53 CEST
PS2 – Nuevo Rere 1 — 10,76 km — 14:48 CEST
PS3 – Hualqui 1 — 16,69 km — 15:36 CEST
PS4 – Turquía 2 — 22,94 km — 20:09 CEST
PS5 – Nuevo Rere 2 — 10,76 km — 21:04 CEST
PS6 – Hualqui 2 — 16,69 km — 21:52 CEST
Sabato 12 settembre 2026 — 139,20 km totali
PS7 – Pelún 1 — 15,65 km — 14:08 CEST
PS8 – Lota 1 — 25,64 km — 15:01 CEST
PS9 – Maria las Cruces 1 — 28,31 km — 16:05 CEST
PS10 – Pelún 2 — 15,65 km — 20:08 CEST
PS11 – Lota 2 — 25,64 km — 21:01 CEST
PS12 – Maria las Cruces 2 — 28,31 km — 22:05 CEST
Domenica 13 settembre 2026 — 71,20 km totali
PS13 – Carampangue 1 — 26,82 km — 14:00 CEST
PS14 – BioBio 1 — 8,78 km — 15:05 CEST
PS15 – Carampangue 2 — 26,82 km — 16:13 CEST
PS16 – BioBio 2 – Power Stage — 8,78 km — 18:15 CEST
Totale prove speciali — 311,18 km
Media: Red Bull
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