La FIA conferma un’ondata di interesse senza precedenti per il nuovo regolamento del Mondiale Rally, ma latita ancora l’interesse dei costruttori
La FIA ha annunciato di aver ricevuto “oltre dieci” manifestazioni d’interesse da parte di tuner indipendenti intenzionati a entrare nel WRC a partire dal 2027. È il primo effetto tangibile delle nuove regole tecniche approvate a dicembre 2024, che consentono a operatori non legati a costruttori automobilistici di omologare vetture in proprio.
Il progetto Rally One, guidato da Yves Matton (ex team principal Citroën) è il primo ad aver ufficializzato la propria partecipazione. Il debutto in pista della vettura è previsto per la primavera 2026, con uno sviluppo che punta a fare da apripista per altri progetti simili.
Un successo regolamentare, ma non tutti ce la faranno
“La possibilità di omologare una vettura per un tuner è una novità assoluta per la FIA nel mondo rally ed è già un enorme successo,” ha dichiarato Xavier Mestelan Pinon, responsabile tecnico FIA. Tuttavia, ha avvertito: “Non tutti completeranno il progetto. È una sfida impegnativa.”
Infatti, ogni costruttore deve produrre almeno 10 vetture nei primi due anni e garantirne altre 10 all’anno per clienti e team privati. Un impegno industriale non banale per realtà nate come officine o preparatori specializzati.
Costruttori ufficiali ancora fermi
L’entusiasmo dei tuner contrasta con la prudenza delle Case. Solo Toyota ha confermato di lavorare a una vettura WRC27. Hyundai e M-Sport Ford, pur coinvolte nell’attuale era Rally1, non hanno ancora preso una posizione definitiva.

Secondo Mestelan Pinon, molte Case attendono chiarezza sulla cessione dei diritti commerciali del WRC. Il passaggio di consegne tra Red Bull Media House e un nuovo promotore è infatti ancora in corso, con annuncio previsto nei prossimi mesi. “Finché non avremo un nuovo promotore, restano molte incognite da risolvere,” ha spiegato.
Ottimismo, ma con cautela
Per Malcolm Wilson, vicepresidente FIA per lo sport, l’interesse dei tuner è, invece, da considerarsi un segnale storico: “Non abbiamo mai visto un tale fermento al vertice del WRC. È un messaggio chiaro che la direzione intrapresa è giusta.”
Tuttavia, anche Wilson riconosce che il vero banco di prova sarà attirare nuovamente i grandi marchi. “Serve un promotore solido, capace di garantire visibilità e ritorno economico per chi investe,” ha concluso.
Il nuovo regolamento WRC27 ha acceso la miccia tra gli indipendenti. Ma per tornare all’epoca d’oro del rally – quella con sette-otto costruttori ufficiali in gara – serve ancora un equilibrio tra regole tecniche, sostenibilità economica e visione commerciale. I prossimi mesi saranno decisivi.
immagini: Red Bull Content Pool
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