Stesso programma, stessa vettura, stesso team: il 2026 dirà se l’esperienza fa davvero la differenza
Per Mārtiņš Sesks il 2026 è, almeno sulla carta, una copia perfetta del 2025: stessa vettura, stessa navigazione con Renārs Francis, stesso programma part-time con M-Sport Ford WRT al volante della Ford Puma Rally1. Cambia soltanto l’anno sul calendario.
La domanda, però, è inevitabile: se tutto è uguale, può essere diverso il risultato?
Sesks si prende qualche secondo prima di rispondere. La chiave, dice, è tutta nella gestione della conoscenza accumulata.
“Ora ho questa esperienza, e il compito è mettere questa conoscenza al posto giusto, sulle cose giuste, e fare le scelte giuste. È qualcosa di nuovo anche per me: vedremo come riusciremo a usare ciò che abbiamo imparato. In Svezia capirò se riesco davvero a farlo.”
Il programma 2026 ricalca esattamente quello dello scorso anno: almeno sei rally – Svezia, Portogallo, Acropoli, Estonia, Finlandia e Sardegna, con la possibilità di aggiungere anche l’Arabia Saudita. Una scelta che, pur non essendo ancora un impegno full-time, appare strategica.
Nel 2025 Sesks aveva alternato lampi di velocità pura a difficoltà fisiologiche su eventi mai affrontati prima o disputati per la prima volta con una Rally1. Quando invece le condizioni erano nuove per tutti – come in Arabia Saudita – aveva mostrato quella velocità “grezza” che gli aveva spalancato le porte del WRC.
“In Arabia era tutto nuovo per tutti. È lì che volevamo dimostrare che c’è una grande differenza tra affrontare un rally per la prima volta mentre altri lo conoscono da anni e trovarsi invece tutti nelle stesse condizioni. In quei casi la velocità pura cambia per tutti.”
La differenza nel 2026 è semplice ma sostanziale: ogni evento del suo calendario lo ha già affrontato almeno una volta. Questo significa meno incognite, meno stress organizzativo e più energia mentale da dedicare alla guida.

La Svezia sarà il primo test concreto di questa teoria. Qui Sesks e Francis chiusero sesti nel 2025. Oggi arrivano con una conoscenza diretta delle prove, del ritmo e della logistica.
“Mi sento più rilassato, perché più o meno sappiamo cosa aspettarci. Sappiamo com’è il rally, dove andremo, come sarà organizzato. Anche restare nello stesso hotel aiuta: sembra una cosa banale, ma riduce lo stress e permette di concentrarsi meglio.”
Non è solo una questione di comfort: è una questione di focus. La vera sfida per Sesks nel 2026 non sarà dimostrare di essere veloce – quello lo ha già fatto – ma trasformare la velocità in costanza. Se l’esperienza accumulata farà davvero la differenza, la risposta arriverà già questa settimana sulle nevi di Umeå.
Immagini: Red Bull Content Pool
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