WRC | “Flower of Scotland!” Il Mondiale Rally approda in Scozia a partire dal 2027

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 16 Marzo 2026 - 20:00
Tempo di lettura: 5 minuti
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WRC | “Flower of Scotland!” Il Mondiale Rally approda in Scozia a partire dal 2027

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Dopo 7 stagioni di assenza il Regno Unito tornerà ad ospitare una tappa del Mondiale WRC con il Rally Scotland pronto a stupire con i suoi fondi imprevedibili e paesaggi mozzafiato

Il World Rally Championship tornerà nel Regno Unito a partire dal 2027, mettendo fine a un’assenza lunga otto anni. L’accordo raggiunto ha validità triennale e porterà il campionato mondiale oltre il Vallo di Adriano, nella meravigliosa Scozia, con un nuovo evento basato ad Aberdeen che segnerà un passaggio storico per il rally britannico.

La nuova gara, denominata Rally Scotland, rappresenterà infatti la prima prova del WRC interamente organizzata con base in Scozia. Il piano prevede un rally costruito attorno alle prove su sterrato dell’Aberdeenshire, nella parte nord-orientale del Paese, aprendo così una pagina inedita nella storia recente del mondiale. Per gli appassionati britannici si tratta di un ritorno atteso da tempo, visto che l’ultima presenza del WRC nel Regno Unito risaliva al 2019, quando si chiuse l’epoca del Rally del Galles.

L’evento segnerà anche il ritorno del Mondiale in Scozia per la prima volta dal RAC Rally 1995. In quell’occasione la gara britannica aveva sede a Chester, ma comprendeva anche settori disputati in territorio scozzese, tra cui la celebre Wauchope e alcune prove nell’area di Kielder forest, come Broomylinn e Kershope. Stavolta, però, il salto sarà ancora più netto, perché la Scozia ospiterà per la prima volta un intero round iridato.

La data esatta dell’evento nel calendario 2027 non è stata ancora ufficializzata, ma l’orientamento sarebbe quello di mantenere una collocazione tradizionale in autunno. Il cuore logistico del rally dovrebbe essere il P&J Live di Aberdeen, struttura destinata a ospitare un service park indoor, soluzione che darebbe al nuovo appuntamento un’identità organizzativa moderna e ben definita.

A sottolineare la portata del progetto è stato David Richards, presidente di Motorsport UK, che ha richiamato il legame profondo tra il rally e la tradizione motoristica britannica. Richards ha evidenziato quanto il WRC faccia parte della storia sportiva del Regno Unito e quanto il ritorno di una prova mondiale in casa rappresenti un momento speciale, anche per l’atmosfera unica che da sempre accompagna i rally britannici, tra foreste, pubblico e rete di volontari e club locali. Lo stesso Richards ha ringraziato apertamente il governo scozzese, l’Aberdeen City Council e l’Aberdeenshire Council, il cui sostegno è stato determinante per riportare il Mondiale nel Paese.

Sulla stessa linea anche Malcolm Wilson, vice presidente FIA, che ha definito l’annuncio un segnale importante per il futuro del campionato. Secondo Wilson, il ritorno del WRC nel Regno Unito conferma il momento di rilancio che la categoria intende vivere in vista del 2027, anno in cui debutterà anche la nuova generazione regolamentare.

In questo contesto, la presenza di una gara in Scozia assume un valore ancora più strategico, perché testimonia l’interesse concreto di organizzatori, istituzioni e tifosi nel sostenere nuove tappe del mondiale in una fase di transizione tecnica molto delicata.

Anche se la Scozia non aveva mai ospitato integralmente una gara del WRC, il suo peso specifico nella storia del rally resta enorme. Da qui provengono figure simboliche come Colin McRae, ma anche Derek Ringer e Robert Reid, tutti legati a titoli mondiali che fanno parte della memoria più importante della disciplina. Il nuovo Rally Scotland si inserisce dunque in una tradizione profonda, pur scegliendo una base geografica nuova per il massimo campionato.

Sul piano economico e istituzionale, il progetto ricalca in parte il modello che aveva sostenuto il WRC in Galles tra il 2000 e il 2019. Gli investimenti arriveranno infatti dal governo scozzese, oltre che dalle amministrazioni di Aberdeen e Aberdeenshire.

Il ministro scozzese per il business Richard Lochhead ha parlato di un’opportunità rilevante sia per il motorsport nazionale sia per l’economia del territorio, sottolineando il potenziale del rally nell’attirare visitatori, team e appassionati da tutto il mondo, con ricadute significative a livello locale e nazionale.

Il ritorno del WRC nel Regno Unito, dunque, non è soltanto una notizia sportiva, ma anche un’operazione di rilancio territoriale e d’immagine. Con il 2027 destinato ad aprire una nuova era tecnica per il Mondiale, l’ingresso di Rally Scotland aggiunge un tassello di grande peso a un calendario che punta a rafforzare sia la propria identità storica sia la capacità di espandersi su basi più moderne. Per il rally britannico è l’inizio di un nuovo capitolo; per il WRC, il recupero di una piazza che per tradizione, pubblico e cultura non ha mai smesso di avere un valore speciale.

Il Rally Scotland torna internazionale

Anche se questa sarà la prima prova del WRC interamente basata in Scozia, il rally internazionale di alto livello non è certo una novità assoluta da queste parti. Tra il 2009 e il 2011, infatti, la Scozia aveva già accolto l’Intercontinental Rally Challenge, ospitando tre edizioni che avevano visto imporsi Guy Wilks, Juho Hänninen e Andreas Mikkelsen. Un precedente che, pur in un contesto diverso rispetto al Mondiale attuale, conferma come il territorio scozzese abbia già offerto scenari competitivi credibili e affascinanti per una serie internazionale di primo piano.

Evans: “Non vedo l’ora!”

Elfyn Evans ha accolto con entusiasmo il ritorno del Mondiale nel Regno Unito dal 2027. Il gallese ha espresso tutto il proprio apprezzamento per l’ingresso di Rally Scotland nel calendario, sottolineando il valore della notizia per il movimento britannico: “È una notizia davvero entusiasmante: congratulazioni a tutti in Motorsport UK per essere riusciti a renderla realtà. Non vedo l’ora che arrivi il 2027.” Una dichiarazione breve ma significativa, che riflette bene quanto il ritorno di una gara mondiale in territorio britannico venga percepito come un passaggio importante anche dagli stessi protagonisti del campionato.

Elliot Edmondson: “Che splendida notizia!”

Anche Elliott Edmondson ha accolto con entusiasmo il ritorno del Mondiale nel Regno Unito, definendolo senza mezzi termini la notizia più bella della sua settimana. Il copilota britannico ha sottolineato quanto questo rientro fosse atteso da tempo e quanto forte sia l’attesa in vista del 2027: “È la notizia più bella della mia settimana. Era qualcosa che aspettavamo da tanto tempo e non vedo l’ora.” Parole semplici ma molto efficaci, che restituiscono bene il sentimento di un ambiente britannico che considera il ritorno del WRC in casa non soltanto una novità di calendario, ma un evento dal forte valore simbolico.

Il ritorno del WRC in Scozia non sarà soltanto una voce in calendario, ma un appuntamento che promette atmosfera, identità e un fascino tutto particolare, sospeso tra tradizione britannica e una cornice inedita per il Mondiale.

Da qui al 2027 ci sarà ancora da aspettare, certo, ma l’attesa fa già parte del racconto: perché quando una gara del genere rientra sulla scena, non si limita ad aggiungere chilometri, aggiunge significato. Per gli appassionati del Regno Unito, per il rally mondiale e per una terra che ha già scritto pagine importanti di questa disciplina, Rally Scotland ha già il sapore di un evento da segnare in rosso. Adesso non resta che attendere che quel momento arrivi davvero. Alba gu bràth!

Immagini: motorsportuk.co.uk

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