Il team di Alzenau incassa il colpo durissimo del ritiro di Thierry Neuville nella Power Stage del Croatia Rally 2026: tra delusione, autocritica e voglia di ripartire, Hyundai prova a trasformare una sconfitta pesantissima in una reazione
In casa Hyundai il dopo-Croazia è stato segnato soprattutto da incredulità e amarezza, perché la vittoria sembrava ormai in cassaforte prima dell’errore di Thierry Neuville nella Power Stage. Il belga, che si era presentato all’ultima speciale con oltre un minuto di vantaggio, è stato sorpreso da un tratto sporco di ghiaia nelle fasi iniziali della prova e, nel tentativo di allargare su una via di fuga, ha colpito una parte in cemento danneggiando pesantemente la sospensione anteriore destra della sua Hyundai i20 N Rally1. Neuville è riuscito a raggiungere il traguardo della speciale, ma il ritiro è poi diventato inevitabile.
Lo stesso pilota belga ha parlato con parole molto dure verso sé stesso, senza cercare alibi:
“Posso solo chiedere scusa a tutti quelli che sono coinvolti. Stanno lavorando duramente, è l’unica cosa che posso dire. Per il resto vedremo più avanti. Al momento non ho una spiegazione, quindi mi dispiace. Una cosa del genere non può succedere, ma vedremo esattamente cosa è andato storto.”
Dal lato squadra, il tono di Andrew Wheatley è stato quello di chi ha accusato un colpo pesantissimo, forse persino più difficile da digerire di altre occasioni simili vissute in passato. Il dirigente Hyundai ha spiegato:
“Ricordo di essere stato con Jari-Matti [Latvala] quando andò a sbattere in Polonia nel 2009 all’arrivo e, onestamente, questa fa ancora più male. Perché quella era un’altra vittoria persa. Questa invece ci serviva. Questa ci serviva davvero.”

Wheatley ha poi insistito su quanto questo risultato fosse importante per il momento della squadra, anche alla luce di un inizio di stagione in cui Hyundai non ha ancora espresso il proprio vero potenziale:
“Siamo arrivati a questo rally sapendo che il nostro passo non era dove dovrebbe essere. E, sinceramente, non è nemmeno dove può essere. Sappiamo che c’è ancora margine, ma in qualche modo siamo riusciti a costruire tutto passo dopo passo, fino ad arrivare a un punto in cui ieri pomeriggio ci siamo fermati un attimo e abbiamo pensato che potesse essere qualcosa di fantastico. E per un giorno e mezzo lo è stato davvero.”
Forse il passaggio più significativo del suo intervento riguarda proprio la fiducia che il team riponeva in Neuville in una situazione del genere:
“Se ci fossimo chiesti quale pilota nei primi dieci avrebbe potuto commettere un errore sull’ultima prova, non avremmo mai detto Thierry. Non Thierry. E di sicuro non Thierry con un minuto di vantaggio. Semplicemente, non riuscivamo a crederci.”

Nonostante la delusione, Hyundai ha però cercato subito di spostare il focus anche sugli aspetti positivi del weekend. Wheatley ha infatti ricordato il podio conquistato da Hayden Paddon insieme a John Kennard:
“Ci sono due cose su cui dobbiamo essere molto chiari. Prima di tutto, dobbiamo celebrare i piccoli successi, e avere Hayden e John sul podio è una storia fantastica. Per me è importante, perché dobbiamo restare positivamente coinvolti anche in questo.”
La seconda linea tracciata dal team è quella della reazione immediata, senza lasciarsi schiacciare dal colpo subito in Croazia:
“Oggi siamo delusi, stanotte saremo delusi, ma domani mattina dobbiamo ripartire, perché siamo solo al quarto round di un campionato di 14 gare. Sappiamo di avere il potenziale per fare la differenza nella seconda metà dell’anno.”

Wheatley ha poi aggiunto che la squadra dovrà “raddoppiare gli sforzi” per presentarsi con le migliori possibilità possibili nei prossimi appuntamenti.
Quando gli è stato fatto notare che forse Neuville avrebbe potuto rallentare di più sul tratto sporco, Wheatley ha difeso il suo pilota con forza:
“Lui ha rallentato. Il punto è che noi non possiamo capire davvero la pressione che c’è dentro quell’abitacolo. Non possiamo capirla.” E ancora: “Alla fine sono esseri umani. Sì, è qualcosa che non ci aspetteremmo da Thierry. Ma gli errori succedono. La cosa più importante è come reagiamo, e quello che faremo nelle prossime 24 ore farà la differenza nei prossimi sei mesi.”
Infine, Wheatley ha lasciato trasparire anche la dimensione personale del colpo subito da Neuville, sottolineando quanto il belga viva in prima persona episodi di questo tipo:


“Credo che Thierry la prenderà molto male. La vivrà sul piano personale. Lo sa. Nessuno può mettere più pressione su Thierry di quella che Thierry mette su sé stesso. È impossibile. Ma so anche che ha il cuore di un leone e sarà il primo a presentarsi al debrief di stasera per capire cosa dobbiamo fare per tornare domani più forti.”
Ne esce così il ritratto di una Hyundai ferita, quasi stordita per una vittoria sfumata quando sembrava ormai fatta, ma anche determinata a non lasciare che questa sconfitta diventi una frattura irreparabile. In Croazia è sfumato un successo che la squadra sentiva di meritare e di cui aveva bisogno, ma dalle parole del team emerge chiaramente la volontà di trasformare questa delusione in un punto di reazione per il resto della stagione.
Immagini: Red Bull; hmsgofficial; Emanuele Toso
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