WRC | Colpo di scena: il Rally del Portogallo fuori dal calendario 2027! Si lavora già al ritorno nel 2028

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 29 Settembre 2026 - 19:00
Tempo di lettura: 4 minuti
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WRC | Colpo di scena: il Rally del Portogallo fuori dal calendario 2027! Si lavora già al ritorno nel 2028
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Il Rally de Portugal aveva già una collocazione prevista dal 13 al 16 maggio, ma una modifica arrivata nella fase conclusiva della costruzione del calendario lo ha escluso dal prossimo Mondiale. L’Automóvel Club de Portugal ha già avviato i primi colloqui con il nuovo Promoter per rientrare nel 2028

Il Rally de Portugal non farà parte del FIA World Rally Championship 2027. La conferma arrivata dall’Automóvel Club de Portugal rappresenta uno dei colpi di scena più pesanti nella costruzione del calendario della prossima stagione, soprattutto perché fino a pochissimo tempo fa la presenza dell’appuntamento lusitano sembrava essere tra quelle maggiormente consolidate. La gara aveva già una collocazione provvisoria, dal 13 al 16 maggio, ma una revisione arrivata nella fase conclusiva della preparazione del calendario ha escluso il Portogallo dal primo anno della nuova era del WRC.

Non si tratta infatti di una candidatura che non è riuscita a trovare spazio, ma dell’interruzione improvvisa di un progetto che sembrava già definito su più stagioni. Durante il Rally de Portugal 2025, Automóvel Club de Portugal e WRC Promoter avevano annunciato un accordo che comprendeva le edizioni 2026, 2027 e 2028, fornendo quindi una prospettiva apparentemente molto solida sulla permanenza della gara nel Mondiale. Proprio per questo l’assenza del 2027 assume un peso particolare: anche una presenza sostenuta da un’intesa pluriennale può essere rimessa in discussione quando cambia l’impostazione generale del calendario.

Il progetto Viseu si ferma prima ancora di cominciare

L’edizione 2026 ha assunto retroattivamente un significato completamente diverso. È stata infatti l’ultima con il parco assistenza a Matosinhos, prima di un trasferimento a Viseu programmato proprio per il 2027. Il cambio di sede avrebbe dovuto aprire una nuova fase nella storia recente dell’evento, con una diversa base operativa e un rinnovamento logistico costruito attorno alla permanenza del Portogallo nel WRC.

Quel nuovo capitolo, almeno per il momento, rimarrà sulla carta. La gara del 2027 aveva già una finestra ben precisa nel calendario, dal 13 al 16 maggio, e il passaggio a Viseu rientrava nella pianificazione del futuro dell’evento. Invece la decisione arrivata nella fase finale ha bloccato il progetto prima ancora del suo debutto mondiale.

È proprio questo a rendere il caso portoghese particolarmente significativo. La presenza nel 2027 poteva essere considerata quasi una formalità alla luce dell’accordo precedentemente annunciato, della data già individuata e della nuova sede in preparazione. L’evoluzione delle ultime ore dimostra invece quanto la composizione del calendario possa rimanere fluida fino alle battute conclusive.

Il Promoter vuole un Mondiale più intercontinentale

Secondo quanto spiegato dall’Automóvel Club de Portugal, alla base della decisione ci sono modifiche dell’ultimo momento richieste dal WRC Promoter con l’obiettivo di costruire un calendario geograficamente più diversificato e maggiormente intercontinentale. La ricerca di un equilibrio più ampio tra Europa e resto del mondo ha quindi avuto conseguenze dirette sulla gara portoghese, nonostante il suo peso storico, organizzativo e popolare all’interno del campionato.

Il comunicato non specifica quale appuntamento abbia preso il posto originariamente destinato al Rally de Portugal e, al momento, non è stato confermato alcun evento sostitutivo. Sarà quindi necessario attendere la pubblicazione della struttura completa del calendario per comprendere fino in fondo come verrà ridistribuita la stagione e quali nuovi mercati abbiano inciso sulla scelta.

Il principio alla base della decisione appare comunque chiaro: il WRC vuole accentuare il proprio carattere globale. Una direzione che, inevitabilmente, rende più difficile garantire un posto fisso a tutti gli appuntamenti europei storici quando il numero complessivo dei round rimane limitato.

E il Portogallo rappresenta forse il caso più evidente di quanto possa essere doloroso questo tipo di rotazione. Parliamo di un evento capace di riunire pubblico in quantità enormi, con prove entrate nell’immaginario della disciplina e con Fafe diventata nel corso dei decenni una delle immagini più riconoscibili dell’intero Mondiale.

L’assenza potrebbe durare soltanto un anno

Nonostante il colpo subito, l’Automóvel Club de Portugal non sembra intenzionato a trasformare il 2027 nell’inizio di un lungo allontanamento dal WRC. Le prime conversazioni con il Promoter per valutare un ritorno nel 2028 sono già cominciate, segnale della volontà di mantenere vivo il rapporto e riportare l’evento nel campionato il prima possibile.

È però importante distinguere le trattative da una conferma: il ritorno nel 2028 non è ancora garantito. L’accordo annunciato nel 2025 comprendeva formalmente anche quella stagione, ma proprio quanto accaduto per il 2027 dimostra che la presenza effettiva resta legata alla composizione finale del calendario.

Il prossimo anno diventa così una pausa forzata e, allo stesso tempo, un banco di prova per capire quale spazio avranno in futuro gli appuntamenti europei storici all’interno di un Mondiale sempre più orientato verso una distribuzione globale.

Per il Portogallo l’obiettivo sarà trasformare questa interruzione in una semplice parentesi. Per il WRC, invece, la scelta rappresenta uno dei primi segnali concreti della nuova direzione intrapresa dal calendario.

Un Mondiale senza Portogallo avrà inevitabilmente un volto diverso

La portata della decisione va oltre la semplice cancellazione di una data. Il Rally del Portogallo è una delle gare che più contribuiscono all’identità visiva e popolare del Mondiale: grandi salti, strade sterrate velocissime, passaggi tecnici, polvere e soprattutto un pubblico che negli anni ha reso alcune zone della gara autentiche tribune naturali.

L’assenza del 2027 sarà quindi percepibile anche sul piano dell’atmosfera, oltre che su quello sportivo. Non ci sarà il debutto di Viseu nel ruolo previsto, non ci sarà il tradizionale weekend portoghese nel mese di maggio e, soprattutto, non ci saranno quelle strade che per generazioni di piloti hanno rappresentato uno dei riferimenti dello sterrato europeo.

Fino a poche settimane fa, considerando l’accordo pluriennale già annunciato, la presenza del Portogallo poteva sembrare una delle più sicure dell’intero calendario. Adesso quella certezza è sparita.

Il prossimo obiettivo è già fissato: 2028.

Ma prima servirà trasformare le trattative appena iniziate in un nuovo accordo realmente compatibile con il disegno globale che il WRC sta preparando per il futuro.

Media: Red Bull

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