La FIA approva un calendario da record per la prima stagione dell’era WRC27. Il Rally d’Italia debutta nel Mondiale dall’8 all’11 luglio portando il campionato sulle strade del Lazio e nel cuore di Roma. Tornano anche Stati Uniti e Regno Unito, mentre Arabia Saudita chiuderà una stagione distribuita su 5 continenti
Ave Roma! Il FIA World Rally Championship ha ufficializzato il proprio calendario 2027 e, per la prima volta nella storia, il Mondiale arriverà nella Capitale. Il nuovo volto Rally d’Italia, in programma dall’8 all’11 luglio, entra in una stagione composta da 15 appuntamenti, approvata dal FIA World Motor Sport Council e destinata a segnare uno dei cambiamenti più profondi vissuti dal campionato negli ultimi anni.
Roma è soltanto una delle grandi novità. Il WRC tornerà negli Stati Uniti dopo 39 anni di assenza, ritroverà il Regno Unito per la prima volta dal 2019 e porterà contemporaneamente al debutto il nuovo regolamento tecnico WRC27. Sarà quindi un 2027 completamente differente non soltanto nelle vetture, ma anche nella geografia di un Mondiale che punta con decisione ad ampliare la propria dimensione internazionale.
Il calendario toccherà cinque continenti, conservando appuntamenti storici come Monte-Carlo, Svezia, Safari, Finlandia e Acropoli e affiancandoli a mercati considerati strategici per il futuro della categoria. Dopo una stagione 2026 chiusa in Sardegna, l’Italia resterà quindi nel Mondiale, ma con un’identità totalmente nuova: dall’isola e dallo sterrato si passerà all’asfalto del Lazio e allo scenario urbano di una delle città più riconoscibili del pianeta.

Ave Roma: il Rally d’Italia entra nel WRC dall’8 all’11 luglio
La novità che riguarda direttamente l’Italia è tra le più significative dell’intero calendario. Il Rally d’Italia si correrà dall’8 all’11 luglio 2027, costruendo il proprio ingresso nel WRC sull’esperienza maturata negli anni all’interno del FIA European Rally Championship.
Sarà una gara su asfalto, con prove speciali distribuite nel Lazio e Roma utilizzata come grande vetrina internazionale dell’evento. L’obiettivo è combinare la difficoltà sportiva delle strade della regione con un contesto unico dal punto di vista scenografico, portando il Mondiale all’interno di una delle capitali più conosciute al mondo.
Il cambio rispetto alla Sardegna sarà quindi radicale. Non soltanto una nuova sede, ma una tipologia di rally completamente differente. Le strade sterrate strette e abrasive dell’isola lasceranno posto all’asfalto laziale, mentre il rapporto con il pubblico sarà inevitabilmente condizionato dalla presenza di Roma all’interno dell’evento.
Il Rally d’Italia diventerà inoltre uno dei passaggi centrali della stagione. La collocazione di luglio lo inserirà nel cuore del campionato, ultimo appuntamento su asfalti, appena dopo l’Acropoli e prima della velocissima sequenza sterrarta formata da Estonia e Finlandia.
Per il WRC sarà anche un ritorno a una concezione differente dell’appuntamento italiano: dopo oltre vent’anni nei quali la Sardegna ha costruito una propria tradizione mondiale, il testimone passerà alla Capitale, proprio nell’anno in cui l’intera categoria inaugurerà una nuova generazione tecnica.
Pur essendo una gara relativamente giovane (prima edizione nel 2013), il Rally di Roma ha saputo farsi strada in maniera egregia, sfornando di anno in anno edizioni sempre più di alto valore e divenendo internazionale dal 2017 quando iniziò una lunga parentesi nell’ERC, guadagnandosi repentinamente la stima di piloti e addetti ai lavori sia per la natura sfidante delle strade della Ciociaria e dei Monti Simbruini sia per l’unicità dei propri paesaggi.
Gli Stati Uniti tornano nel Mondiale dopo 39 anni
L’altra operazione di enorme peso riguarda gli Stati Uniti.
Il Rally US, previsto dal 26 al 29 agosto, riporterà il WRC nel Paese per la prima volta dal 1988. Un’assenza durata quasi quattro decenni che terminerà proprio nell’anno in cui il campionato intende ampliare con maggiore decisione la propria presenza al di fuori dei mercati europei tradizionali.
Il ritorno americano viene considerato strategico sotto diversi punti di vista. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei più grandi mercati automobilistici e sportivi del mondo e offrono al WRC la possibilità di ampliare audience, relazioni commerciali e interesse attorno al rally in una regione nella quale la disciplina dispone ancora di un enorme potenziale di crescita.
Esiste inoltre un legame evidente con i costruttori. La presenza americana offre una piattaforma particolarmente importante a Ford, soprattutto alla luce del progressivo rafforzamento del coinvolgimento del marchio nel Mondiale e del ritorno come programma factory previsto a partire dal 2028.
Il Rally US arriverà immediatamente dopo la coppia Estonia-Finlandia e prima del trasferimento in Sud America, diventando quindi uno degli snodi della seconda metà della stagione.
La Scozia riporta il WRC nel Regno Unito
Un altro ritorno estremamente significativo riguarda il Regno Unito, assente dal calendario mondiale dal 2019.
Dal 30 settembre al 3 ottobre si correrà il nuovo Rally Scotland, con base ad Aberdeen e un percorso costruito attorno alle celebri strade forestali scozzesi. Il progetto è stato sviluppato insieme a Motorsport UK e può contare sul sostegno del governo scozzese e delle autorità locali.
La gara permetterà al Mondiale di riallacciare il rapporto con una delle nazioni che hanno contribuito maggiormente alla storia internazionale del rally. Il pubblico britannico ha sempre rappresentato una delle comunità più appassionate della disciplina e il ritorno del WRC consentirà anche di riportare sotto i riflettori internazionali un patrimonio di strade forestali profondamente legato alla tradizione rallistica del Paese.
Non sarà dunque un semplice recupero del passato. La Scozia entrerà nel nuovo progetto globale del campionato con un evento costruito specificamente per il 2027, sfruttando il valore storico del mercato britannico ma inserendolo all’interno di una stagione profondamente rinnovata.
Monte-Carlo apre, poi Svezia e Safari
Il campionato scatterà come da tradizione con il Rallye Monte-Carlo, in programma dal 21 al 24 gennaio. Sarà un’edizione particolarmente importante perché rappresenterà il primo rally mondiale disputato con le nuove vetture sviluppate attorno al regolamento WRC27.
Dopo l’asfalto e le condizioni miste del Principato arriverà la neve della Svezia, seguita dal Safari Rally Kenya. Tre appuntamenti completamente differenti già nelle prime settimane della stagione e capaci di sottoporre immediatamente le nuove vetture a condizioni estreme.
Il calendario entrerà successivamente in una lunga fase su asfalto con Croazia, Isole Canarie e Giappone, tre rally consecutivi sulla stessa superficie ma molto diversi per caratteristiche delle strade, aderenza e conformazione.
L’EKO Acropolis Rally Greece aprirà poi la fase estiva europea sullo sterrato, prima del debutto italiano di luglio.
Roma prima di Estonia e Finlandia
La collocazione del Rally d’Italia rende particolarmente interessante la parte centrale della stagione. Contrariamente alle insistenti voci circolate negli ultimi tempi che identificavano la data della rassegna rallistica romana in ottobre, il periodo di gara sarà, invece, il medesimo delle precedenti edizioni nel calendario ERC.
Dopo l’Acropoli, il Mondiale arriverà, infatti, a Roma dall’8 all’11 luglio, per poi passare nuovamente allo sterrato con due degli appuntamenti più veloci dell’intero calendario: Estonia e Finlandia.
Entrambi continueranno inoltre a essere utilizzati dal WRC come laboratorio per formati differenti.
L’Estonia ha già sperimentato con successo un programma più compatto, dimostrando la possibilità di mantenere un rally di livello mondiale concentrando maggiormente l’attività. La Finlandia ha invece sviluppato un concetto di Super Sunday fortemente orientato al pubblico, con l’obiettivo di rendere la giornata conclusiva un vero climax dell’evento.
La volontà del Promoter è quindi quella di intervenire non soltanto sui luoghi visitati dal campionato, ma anche sulla struttura stessa dei weekend.
Paraguay e Cile confermati, Arabia Saudita torna come finale
Dopo la parentesi statunitense, il WRC tornerà in Sud America con il doppio appuntamento formato da Paraguay e Cile.
Entrambi restano così all’interno del progetto mondiale dopo essere entrati stabilmente nella geografia recente della serie. La sequenza permetterà inoltre di ottimizzare il trasferimento delle squadre, creando nuovamente un doppio appuntamento nella stessa area geografica.
A quel punto il campionato rientrerà in Europa per il Rally Scotland, prima di prepararsi al tratto conclusivo della stagione.
L’ultimo appuntamento sarà il Rally Saudi Arabia dal 25 al 28 novembre.
Dopo essere stato escluso in extremis dal WRC 2026 per le difficoltà logistiche legate alla situazione regionale, l’evento saudita torna quindi nel programma e riceve nuovamente il ruolo di finale mondiale. Saranno le sue prove a chiudere la prima stagione della nuova era tecnica.
Quindici rally e cinque continenti: cambia la filosofia del calendario
Il dato più evidente è il numero complessivo: 15 appuntamenti.
È un calendario estremamente ampio, soprattutto considerando la varietà geografica e logistica richiesta alle squadre. Europa, Africa, Asia, Nord America e Sud America saranno tutti coinvolti, in una struttura che il nuovo management del campionato considera fondamentale per aumentare il valore globale del WRC.
Il CEO di WRC Promoter Éric Boullier ha descritto il 2027 come l’inizio di una nuova fase per il campionato.
«Il 2027 rappresenta l’inizio di un nuovo ed entusiasmante capitolo per il World Rally Championship e questo calendario riflette la nostra ambizione di costruire un campionato più forte, più accessibile e realmente globale.»
Il ritorno di Stati Uniti e Regno Unito e l’arrivo di Roma vengono considerati dal Promoter strumenti capaci di creare nuove opportunità contemporaneamente per costruttori, partner commerciali e pubblico.
«Insieme ai nuovi regolamenti tecnici abbiamo un’opportunità unica per plasmare il futuro del WRC, attirare nuovi investimenti e portare l’emozione del rally a un numero ancora maggiore di persone in tutto il mondo.»
Vial: un equilibrio tra sport, destinazioni e pubblico
Il COO del WRC Promoter Julien Vial ha posto invece l’accento sulla volontà di combinare l’aspetto puramente sportivo con una crescita della qualità complessiva degli eventi.
«La nostra visione è costruire un campionato capace di unire le sfide sportive uniche del rally a eventi di livello mondiale in grado di coinvolgere il pubblico in tutto il pianeta.»
La varietà diventa quindi uno dei concetti centrali: superfici differenti, mercati differenti e format differenti all’interno della stessa stagione.
«Questo calendario riflette questa ambizione, con un mix diversificato di gare, superfici e destinazioni distribuite su cinque continenti. Lavorando insieme agli organizzatori e ai partner vogliamo continuare ad alzare il livello degli eventi e offrire un’esperienza eccezionale a tifosi, concorrenti e stakeholder.»
Il 2027 sarà anche l’anno delle WRC27
Tutto questo avverrà contemporaneamente alla trasformazione tecnica più importante degli ultimi anni.
La stagione 2027 vedrà infatti il debutto del regolamento WRC27, concepito con tre obiettivi principali: abbassare i costi, ampliare la partecipazione e rendere la categoria più interessante per costruttori e preparatori indipendenti.
Il nuovo calendario diventa così il palcoscenico scelto per presentare al mondo la generazione che dovrà sostituire le Rally1 utilizzate dal 2022 al 2026.
Per la FIA, l’espansione geografica e la nuova piattaforma tecnica sono parte dello stesso processo. Il presidente Mohammed Ben Sulayem ha sottolineato come l’ingresso di nuovi eventi in Italia e Regno Unito rafforzi il campionato in nazioni dalla grande tradizione rallistica, mentre gli Stati Uniti rappresentano soprattutto un’opportunità di crescita.
«Il calendario 2027 riflette il forte slancio del WRC. I nuovi eventi nel Regno Unito e in Italia rafforzano il campionato in Paesi dalla grande tradizione, mentre gli Stati Uniti ci offrono un’opportunità entusiasmante per crescere in un mercato nel quale l’interesse per il rally continua ad aumentare.»
Calendario WRC 2027 – Date complete
- Rallye Monte-Carlo | 21–24 gennaio 2027
- Rally Sweden | 18–21 febbraio 2027
- Safari Rally Kenya | 18–21 marzo 2027
- Croatia Rally | 8–11 aprile 2027
- Rally Islas Canarias | 6–9 maggio 2027
- FORUM8 Rally Japan | 3–6 giugno 2027
- EKO Acropolis Rally Greece | 24–27 giugno 2027
- Rally d’Italia | 8–11 luglio 2027
- Delfi Rally Estonia | 22–25 luglio 2027
- Secto Rally Finland | 29 luglio–1 agosto 2027
- Rally US | 26–29 agosto 2027
- Rally Scotland | 30 settembre–3 ottobre 2027
- ueno Rally del Paraguay | 21–24 ottobre 2027
- Rally Chile Bio Bío | 4–7 novembre 2027
- Rally Saudi Arabia | 25–28 novembre 2027
Ave Roma: una nuova era partirà anche dall’Italia
Il calendario 2027 riesce quindi a unire tre operazioni simbolicamente molto forti.
Riporta il WRC negli Stati Uniti dopo quasi quarant’anni, restituisce il Mondiale al Regno Unito dopo l’assenza iniziata nel 2020 e contemporaneamente rivoluziona completamente l’appuntamento italiano.
Per l’Italia significa chiudere il lunghissimo capitolo sardo e aprirne immediatamente un altro.
Questa volta con l’asfalto, il Lazio e Roma.
Nel primo anno delle WRC27, all’interno del calendario più globale costruito dal Mondiale negli ultimi tempi, il campionato arriverà quindi davanti a uno degli scenari più riconoscibili al mondo.
“Ave Roma ab imo pectore!” Il WRC arriva nella Capitale.
Media: Red Bull
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