WEC | Marciello debutta a Le Mans: “in BMW abbiamo bisogno di più feeling, ma stiamo progredendo”

WEC | Marciello debutta a Le Mans: “in BMW abbiamo bisogno di più feeling, ma stiamo progredendo”

IntervisteWEC
Tempo di lettura: 5 minuti
di Matteo Pittaccio
12 Giugno 2024 - 17:02
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Nel paddock di Le Mans abbiamo intercettato “Lello” Marciello per scambiare due parole sul suo esordio nella 24 Ore di Le Mans

All’alba della 24 Ore di Le Mans 2024 Raffaele Marciello ci descrive il debutto nel Circuit de la Sarthe, nel quale correrà con la BMW M Hybrid V8 preparata dal Team WRT e condivisa con Dries Vanthoor e Marco Wittmann. Per “Lello” si tratta di un’esperienza tutta nuova, caratterizzata da un’esordio difficile anche a causa delle difficoltà tecniche del prototipo tedesco, costruito attorno al telaio Dallara. Ciò nonostante, Marciello resta fiducioso e nel corso della chiacchierata ci ha spiegato su quali aspetti stanno lavorano BMW e WRT per avvicinare la vetta.

Come sono andati i test pre-Le Mans?

“Nei test della domenica abbiamo fatti pochi giri perché abbiamo dovuto cambiare motore, ma ai box sono tranquilli. Non abbiamo girato tanto però c’è ancora tempo per fare pratica. A livello di guida non c’è qualcosa di particolare che mi ricorda le mie esperienze passate. È passato tanto tempo da quando correvo con le monoposto e in confronto alle GT è tutto molto diverso, non hai l’ABS e sei sostenuto da un maggior carico aerodinamico. Questa è una macchina da corsa vera e propria, dalla posizione di guida a tutto il personale che vi lavora. Sono tante cose che alla fine rendono questa esperienza del tutto differente rispetto al passato, diciamo più figa.”

Niente pre-riscaldamento degli pneumatici, come ti trovi?

“Scivola molto, ma alla fine è uguale per tutti. Ho corso l’ADAC GT Masters senza scaldoni, però comunque se vogliono fare così (ACO, ndr), è pericoloso quanto vuoi ma siamo tutti nelle stesse condizioni. Domenica nei test ha fatto caldo quindi nell’outlap si perdevano circa 8/9 secondi, mentre durante la gara le temperature dovrebbero scendere. Forse sarà un po’ più difficile rispetto agli altri, ma se un pilota riesce a perdere meno tempo bisogna solo che dirgli bravo. Il degrado non sembra alto, ci sono tanti rettilinei e forse con le morbide si potrebbe pensare al triplo stint.

Che tipo di rapporto c’è tra il Team Rahal e WRT?

Non correndo per lo stesso team, come fanno Porsche e Penske, le informazioni un po’ cambiano nel passaggio tra IMSA e WEC. Forse si poteva lavorare meglio lo scorso anno nella ricerca della soluzione a problemi passati sottotraccia, però stiamo progredendo. La macchina ha margine di crescita un po’ dappertutto, la frenata è probabilmente il punto debole, ma in generale bisogna avere più feedback. Ci sono tanti sistemi che filtrano le sensazioni, se non riesci a sentire quando stai per bloccare o perdere aderenza la fiducia viene meno e vai più piano. Bisogna tornare alle basi e pensare meno ai calcoli. Avendo tanti sensori è un fattore difficile da gestire, si dovrebbe tornare alle basi per seguire lo stile di una LMP2. Quando io freno vorrei che la macchina seguisse quel che faccio e non che sia un computer a dirmelo. Ci vorrebbe più equilibro tra i vari sistemi elettronici e il pilota. Se tutto fosse allineato potrebbe anche andare bene, ma stiamo lavorando ed ora abbiamo nuove modalità che aiutano il feeling.”

Con così tante auto in classe regina la qualifica diventa ancor più importante, che ne pensi?

“È sempre bello entrare in Hyperpole, essere lì davanti, soprattutto per chi fa la Qualifica (Dries Vanthoor il pilota designato, ndr). Leggevo ieri che nella storia di Le Mans non ci sono mai state più di due auto a chiudere la corsa nel giro del leader, quindi anche partendo ultimo ed evitando di essere doppiato c’è la possibilità di finire in Top5. Funziona così in tutte le 24 ore, ad eccezione di quelle americane dettate da un regolamento diverso (neutralizzazioni in primis, ndr). Ciò che conta è evitare penalità, correndo una gara più pulita possibile. Così facendo anche andando più piano si può arrivare tra i primi cinque. Ad ora ho provato solo le mescole morbide e medie, le dure non le useremo mai.”

Sei passato da un costruttore tedesco all’altro. Che differenze ci sono nel metodo di lavoro tra Mercedes e BMW?

“È diverso perché Mercedes offre un programma clienti, lavori sempre con il team. In BMW, invece, c’è più rapporto diretto con il marchio. Alla fine ci sono pro e contro in entrambi i casi, sono costruttori che hanno vinto tanto ed ambedue i metodi di lavoro funzionano.”

Hai anche corso con la GT3, come ti senti?

“Può sempre andare meglio. Con la M4 GT3 va già bene, mentre con la Hypercar speravo di trovarmi subito a mio agio, invece il feeling un po’ ovattato proveniente dalla macchina mi toglie un po’ di fiducia. Però tutto sommato va bene, la macchina sta migliorando. Bisogna anche considerare che non abbia fatto molti test, prima del Qatar ne ho svolti due di cui una mezza giornata a Imola ed uno sul bagnato al MotorLand Aragon. Nel WEC, sinceramente, non si gira tanto nelle prove, quindi arrivi alla gara senza troppa esperienza.”

Immagine di copertina: ROWE Racing – X

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