A dieci minuti dalla fine la #7 alza bandiera bianca e consegna la vittoria alla #50, al primo centro stagionale. Vittoria per Aston #27 in LMGT3
Il finale della 6 Ore di Austin sembrava già scritto, ma l’endurance non fa sconti a nessuno. A dodici minuti dalla bandiera a scacchi, con la Toyota #7 saldamente al comando e pronta a blindare la leadership iridata, un guasto idraulico improvviso ha mandato in fumo la gara di Nyck de Vries, Mike Conway e Kamui Kobayashi.
Un boccone amarissimo per la Casa giapponese, che ha visto sfumare una vittoria ormai in tasca, consegnando il gradino più alto del podio alla Ferrari 499P #50 di Nicklas Nielsen, Miguel Molina e Antonio Fuoco. Per il Cavallino Rampante si tratta del primo centro stagionale, arrivato al termine di una corsa caotica e decisa dai dettagli.
La gara era partita col brivido: un acquazzone poco prima del via aveva costretto la direzione a imporre due giri di ricognizione supplementari. Dalla pole, la Ferrari #51 di Antonio Giovinazzi ha provato a dettare il passo, tallonata dalla Cadillac #38 di Jack Aitken, mentre il traffico delle GT3 e un paio di Full Course Yellow sparigliavano le carte già nella prima ora. I muretti box hanno iniziato a differenziare le strategie: la 499P #50 e la Toyota #8 sono risalite a colpi di pit stop rapidi con rifornimenti parziali. Il duello interno tra le due Rosse è andato avanti fino alla terza ora, quando la #51 ha perso una trentina di secondi cruciali perché la vettura non voleva saperne di ripartire dopo il cambio pilota con James Calado.A metà percorso, una Virtual Safety Car per detriti ha azzerato i distacchi.
Earl Bamber ha preso il comando sulla Cadillac #38 ma, con gomme più usurate, si è trovato nel mirino di un de Vries scatenato: l’olandese ha infilato prima l’Alpine #35 di Antonio Félix da Costa e poi la vettura americana con due staccate gemelle alla prima curva, prendendo il largo. Nemmeno una seconda neutralizzazione a tre quarti d’ora dal termine, causata dal cofano perso dalla Lexus GT3 di Akkodis ASP, sembrava poter fermare la marcia della Toyota, capace di martellare giri veloci a ripetizione.
Poi, il colpo di scena meccanico. Nielsen, che poco prima si era liberato dell’Alpine di Charles Milesi approfittando del traffico alla curva 7, si è ritrovato leader e ha portato la Ferrari al trionfo con quattro secondi e mezzo di vantaggio sulla Cadillac di Aitken, Bamber e Sebastien Bourdais.
A completare il podio ci ha pensato l’Alpine #35 di Milesi, da Costa e Ferdinand Habsburg, nonostante cinque secondi di penalità per un’uscita azzardata dai box (unsafe release). Quarto posto per l’Aston Martin Valkyrie #007 dell’Heart of Racing con Gamble e Tincknell, davanti alla gemella Alpine #36 e alla seconda Toyota. Settima piazza storica per la Genesis GMR-001, complice il crollo della Peugeot #94 nei passaggi finali e una sanzione alla Cadillac #12. Giornata no, infine, per la BMW M Hybrid V8 #20 del Team WRT, arrivata in Texas da capoclassifica e finita fuori dai punti in dodicesima posizione.
MiNon sono mancate le scintille nemmeno tra le LMGT3, dove l’Aston Martin Vantage #27 dell’Heart of Racing ha spezzato un digiuno lungo due anni grazie a Ian James, Zach Robichon e a un impeccabile Mattia Drudi. Le Mustang di Proton avevano provato a fare la voce grossa allo start, ma si sono presto autoeliminate tra una penalità e un contatto.

La corsa ha poi vissuto sul botta e risposta tra la Porsche #91 di Manthey e la Mercedes-AMG #61 di Iron Lynx; quest’ultima, guidata da Maxine Martin, è passata persino a condurre prima di sprofondare al sesto posto sotto il peso di tre penalità distinte. Drudi ha così preso le redini della corsa negli ultimi due stint, controllando il ritorno della Porsche fino al traguardo. A completare la festa per la Casa britannica è arrivato il terzo posto della Vantage #23, mentre per i leader di campionato sulla Corvette #33 la trasferta americana si è trasformata in un calvario chiuso al dodicesimo posto, tra un testacoda al via e la zavorra del successo da smaltire.
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








