Il team principal di Toyota Racing si è raccontato ai microfoni della stampa nella giornata di giovedì.
Come sono andati i festeggiamenti dopo la conquista del titolo mondiale a Barcellona? Come vi sentite dopo quel weekend trionfale?
“È stato fantastico, anche se questo weekend dovrebbe essere ancora meglio! È stato un bel momento per tutta la squadra. Siamo felici, orgogliosi e già concentrati sul prossimo passo. Sono davvero contento per tutto il team: è stato un grande traguardo, il giusto premio per il duro lavoro che ciascuno ha messo in questo progetto.“
A proposito di quest’anno, ritiene che il nuovo processo di omologazione, con tutte le vetture ri-omologate nella nuova galleria del vento, sia stato un vantaggio per Toyota fin dall’inizio?
“Il processo è stato identico per tutti. Il risultato in pista per noi è ottimo, ma tutti i costruttori sono dovuti passare dalla stessa galleria del vento, seguendo la stessa mappatura e la medesima finestra prestazionale. È vero che abbiamo sviluppato un nuovo pacchetto aerodinamico, ma quando lo abbiamo progettato i dettagli del nuovo processo di omologazione non erano ancora stati definiti del tutto — sono stati finalizzati solo nel corso del 2025. Dato che devi congelare il progetto, produrre i pezzi, assemblare l’auto e fare i test con largo anticipo, non è qualcosa che puoi fare all’ultimo minuto per trarne un vantaggio regolamentare. Onestamente non credo abbia fatto la differenza. Inoltre, se guardiamo a come abbiamo vinto le gare quest’anno, non è stato sempre grazie al passo puro: al Fuji e a Imola, ad esempio, eravamo ben lontani dall’essere i più veloci, eppure siamo riusciti a vincere in modi diversi.“
Arrivando a questo ultimo appuntamento, le vostre vetture #7 e #8 sono le uniche rimaste in lizza per il titolo Piloti. Quale sarà l’approccio del team? Saranno libere di darsi battaglia o ci saranno ordini di scuderia?
“Ovviamente non ci sarà alcun ordine di scuderia. Nella nostra struttura non diamo mai ordini per favorire una vettura rispetto all’altra. Se, ad esempio, la #7 si stesse giocando il mondiale contro una Ferrari e la #8 fosse ormai fuori dai giochi, allora cercheremmo senza dubbio di massimizzare le chance della #7. Ma in questa situazione, con il titolo Costruttori già in tasca e i nostri due equipaggi unici contendenti per il titolo Piloti, come squadra non vogliamo interferire. Vogliamo garantire condizioni di assoluta parità a entrambe le vetture. Poi, ovviamente, in gara i piloti proveranno a convincerci a intervenire a loro favore! (ride)”
C’è stata qualche preoccupazione per il rischio di non avere Ryō [Hirakawa] qui questo weekend, visti i suoi recenti impegni in Formula 1?
“Prima di tutto sono felicissimo che Ryō abbia avuto l’opportunità di correre un Gran Premio in Formula 1, e ancora più contento che abbia fatto benissimo: conquistare un punto all’esordio assoluto in F1 è un risultato straordinario e strameritato. Detto questo, penso che oggi il posto di Ryō sia qui nel WEC con noi, per giocarsi fino in fondo le sue carte e provare a laurearsi campione del mondo.”
Vi aspettavate un divario così ampio a Barcellona tra voi e gli altri costruttori, come la Ferrari, soprattutto in gara?
“Ad essere sincero, non proprio. Anch’io ho fatto fatica a spiegarmi la differenza di passo vista tra le prove libere (FP1 e FP2), dove simulavamo il passo gara con diversi costruttori molto vicini a noi, e la gara vera e propria. Alla vigilia mi aspettavo una lotta serrata; non pensavo certo di lasciare Barcellona con il titolo Costruttori già in tasca e la certezza matematica che uno dei nostri due equipaggi avrebbe vinto il mondiale Piloti. L’unica spiegazione tecnica risiede nelle caratteristiche dell’asfalto di Barcellona, che è molto aggressivo sulle gomme, quasi un “copia e incolla” del Bahrain dove storicamente siamo sempre fortissimi. Ovviamente non mi aspetto un dominio simile qui a Monza questo weekend, perché ci attende un lavoro completamente diverso.”
Avete già scelto chi sostituirà Mike [Conway] sulla vettura #7 dopo il suo ritiro?
“Sì, abbiamo già preso una decisione, ma l’annuncio arriverà più avanti. In questo momento la nostra priorità assoluta è concentrarci sull’ultima gara della stagione e fare in modo che Mike possa congedarsi con una grande prestazione. Ha fatto parte di questa squadra per 13 anni — un periodo lunghissimo — ed è stato un pilastro fondamentale in tutto ciò che abbiamo vinto insieme. Voglio assicurarmi di metterlo nelle migliori condizioni possibili per chiudere in bellezza ed essere fiero di quanto costruito. Della line-up per il prossimo anno parleremo a tempo debito.”
D: Per quanto riguarda Esteban Masson, pensate a un ruolo formale da terzo pilota o riserva a Le Mans per l’anno prossimo, o preferite lasciarlo ancora in LMP2 a fare esperienza?
“Esteban ha corso in LMP2 per due stagioni, vincendo il titolo ELMS e chiudendo al secondo posto quest’anno. Ha dimostrato di essere un pilota molto forte e credo che sia pronto. Quando lo abbiamo messo sotto contratto tre anni fa, avevamo definito un piano di crescita molto chiaro e lui ha centrato ogni singolo obiettivo. È senza dubbio un ottimo talento, vedremo cosa gli riserverà il futuro.”
Siete preoccupati per la messa in temperatura delle gomme qui a Monza, viste le basse temperature?
“Le condizioni sono piuttosto fredde, quindi in gara sarà sicuramente un fattore. Sarà lo scenario diametralmente opposto rispetto a Barcellona: lì tutto ruotava attorno alla gestione del degrado, mentre qui su una pista quasi “ghiacciata”, con un asfalto molto più compatto e un’energia immessa negli pneumatici per chilometro nettamente inferiore, il problema principale sarà mandare in temperatura le gomme più che gestirne l’usura.“
State lavorando anche sugli elementi dei freni per velocizzare il riscaldamento degli pneumatici?
“Sì, ci abbiamo lavorato molto. Tutti notano ovviamente la nuova veste aerodinamica di quest’anno, ma non ci siamo concentrati solo sulla carrozzeria: abbiamo lavorato su tantissimi aspetti tecnici e organizzativi, imparando gara dopo gara. Il warm-up delle gomme sarà cruciale questo weekend, ma in fondo sono condizioni molto simili a quelle che affrontiamo a Le Mans quando guidiamo nel cuore della notte con il freddo, o a quelle che si trovano a Spa.”
Ultima domanda: dal punto di vista di Toyota, il passaggio a una piattaforma tecnica unica (tra LMH e LMDh) per il futuro è la strada giusta?
“La piattaforma unica viene spesso presentata come la soluzione a tutti i mali. Onestamente noi non crediamo che sia il fattore principale: aiuterà sicuramente e siamo favorevoli, ma sarebbe un errore pensare che avere un unico regolamento porterà magicamente tutte le vetture a girare sullo stesso identico decimo di secondo risolvendo ogni problema. Se guardiamo al passato, la doppia piattaforma (LMH e LMDh) era nata per necessità: le discussioni per la LMH iniziarono nel 2018 pensando solo al WEC, poi nel 2020 l’IMSA avviò il progetto LMDh e nacque l’opportunità storica di far convergere i due mondi. È stato un processo di convergenza di grande successo: ha permesso a vetture concepite secondo filosofie diverse di correre insieme con profili di velocità e prestazioni molto simili. Oggi, se guardiamo i dati in modo obiettivo, c’è più differenza prestazionale tra la migliore e la peggiore LMDh di quanta ce ne sia tra la migliore LMDh e la migliore LMH. Inoltre, senza questa convergenza non avremmo avuto nove costruttori in griglia, invece di ritrovarci con appena tre marchi nel WEC e tre nell’IMSA. Ora dobbiamo mantenere questo slancio per trattenere i grandi costruttori nel campionato: passare a un regolamento unico per il futuro è senz’altro un’ottima cosa che supportiamo, ma da sola non risolverà tutto.”
Un grazie a Toyota Racing e a Thomas Fleury per la disponibilità mostrata.
Media: DPPI
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