WEC | Le dichiarazioni di James Barclay e Gregoire Saucy: “Ci stiamo avvicinando all’omologazione della vettura. Vogliamo essere competitivi ma umili”

Di: Riccardo Puccetti rick.pct
Pubblicato il 6 Novembre 2026 - 16:15
Tempo di lettura: 13 minuti
Condividi su
WEC | Le dichiarazioni di James Barclay e Gregoire Saucy: “Ci stiamo avvicinando all’omologazione della vettura. Vogliamo essere competitivi ma umili”
Home  »  WEC

Nella giornata di oggi, poco prima dell’inizio delle seconde prove libere, James Barclay (Team Principal di McLaren Hypercar) e Gregoire Saucy, appena annunciato nella lineup 2027, si sono concessi ai media per rispondere ad alcune domande. Qui la trascrizione di quanto detto.

È una splendida notizia vedere Grégoire entrare a far parte della squadra ufficiale. Puoi raccontarci il processo e il percorso che ha fatto all’interno del programma? Come valuti questo suo salto dal programma di sviluppo (DDP) al team ufficiale Hypercar?

James Barclay: “Ovviamente sono felicissimo di avere Grégoire qui al mio fianco. Innanzitutto, Grégoire è con noi fin dall’inizio del programma: era presente al primo roll-out a Varano nel giorno uno, quando la vettura ha mosso i primi passi in pista. Faceva già parte del nostro McLaren Driver Development Programme (DDP) e, dal nostro punto di vista, mentre costruivamo la squadra, volevamo sfruttare l’opportunità di inserirlo nel programma di test. Questo ci ha permesso di valutarlo all’interno dell’ambiente di un grande team ufficiale, con tutto ciò che comporta, come un gruppo di ingegneri molto più ampio, e osservare come interagiva con loro. Ha svolto un lavoro fantastico durante tutti i test e, parallelamente, ha disputato una stagione straordinaria laureandosi campione nell’ELMS. Onestamente, tutto ciò che gli abbiamo chiesto nei test e nel suo programma di gare quest’anno, lo ha portato a termine alla perfezione. Sono davvero orgoglioso: è fantastico poter mostrare che i giovani talenti cresciuti nel nostro programma di sviluppo arrivano a correre nel nostro programma per il Campionato del Mondo. È esattamente lo scopo per cui esiste il DDP. Grégoire si è guadagnato sul campo questa opportunità e siamo davvero entusiasti di avere giovani talenti nella nostra line-up.”

Poco fa parlavamo dell’importanza, nella composizione di un equipaggio, di affiancare un giovane talento proveniente dalle formule minori o dall’ELMS a piloti più esperti

James Barclay: “Sì, dal punto di vista della line-up è fondamentale avere il giusto mix di esperienza e gioventù, anche per garantire longevità alla squadra. Ma la scelta si basa soprattutto sul lavoro concreto che Grégoire ha svolto e sui feedback forniti nei test per lo sviluppo della vettura. Quando gli abbiamo chiesto di fare lunghi stint simulando il passo gara, abbiamo visto come gestisce la macchina sulla distanza, così come abbiamo apprezzato la sua velocità sul giro secco da qualifica. Se posso fare un esempio concreto: quest’anno il campionato ELMS si è deciso sul filo di lana nell’ultima gara a Portimão, e Grégoire ha piazzato la macchina in pole position. Saper gestire la pressione in quei momenti decisivi è esattamente ciò che cerchiamo in un pilota. Avere giovani che affrontano queste situazioni con naturalezza rappresenta una risorsa enorme per il presente e per il futuro.”

Grégoire, puoi raccontarci la tua transizione dalle monoposto alle ruote coperte con McLaren e poi alla LMP2 quest’anno? È stata una crescita molto rapida per te nel mondo dell’endurance.

Grégoire Saucy: “Sì, ho lasciato le monoposto quattro anni fa per passare alle gare di durata, iniziando tra GT e LMP2. Ovviamente le gare sono molto più lunghe e condividi l’abitacolo con due compagni di squadra: è un metodo di lavoro completamente diverso, ti interfacci con più ingegneri e con una vettura differente. Quattro anni fa ho disputato la mia prima 24 Ore di Le Mans, un mondo agli antipodi rispetto alle monoposto. Quest’anno è stata un’annata davvero positiva per me: come ha ricordato James, in ELMS abbiamo disputato una grande stagione con il team United Autosports. Siamo andati forte fin dalle qualifiche, abbiamo vinto due gare e conquistato il titolo, il che è stato fantastico. Parallelamente, entrare nel DDP mi ha aiutato tantissimo a maturare, a migliorare sotto ogni aspetto e a imparare a lavorare con un grande gruppo di ingegneri. Avere l’opportunità di sviluppare la nuova Hypercar con McLaren è stato incredibile: voglio ringraziare Zak [Brown], James e tutta la squadra per la fiducia. È un lavoro molto diverso da quello a cui ero abituato negli ultimi anni perché ci sono molti più ingegneri con cui confrontarsi, ma mi è piaciuto tantissimo.”

Facendo parte del team di test della Hypercar, avevi ovviamente una chance di ottenere un sedile da titolare, ma ti aspettavi che questa promozione arrivasse così in fretta?

Grégoire Saucy: “Era il mio obiettivo. Stavo lavorando duramente con tutta la squadra: sapevo di dover fare bene il mio lavoro in ELMS, dove le cose stavano andando per il verso giusto, ma nel motorsport non puoi mai dare nulla per scontato fino alla firma. Dovevo solo continuare a spingere al massimo in pista e fornire i migliori feedback possibili agli ingegneri McLaren per sviluppare la vettura. Non sai mai come andrà a finire finché non ricevi la chiamata: quando mi hanno dato la notizia, è stata una gioia immensa entrare a far parte del team ufficiale McLaren.”

Facendo un passo indietro: quando ti sei unito a United Autosports nel 2024 dopo la Formula 3, è stata quasi una scommessa. All’epoca non si sapeva ancora ufficialmente che McLaren sarebbe entrata nelle Hypercar, anche se molti lo speravano. Quali erano le tue ambizioni in quel momento?

Grégoire Saucy: “Il mio obiettivo era chiarissimo fin dall’inizio: arrivare al vertice delle gare di durata, ovvero in classe Hypercar. All’epoca non sapevamo ancora che McLaren sarebbe entrata nella categoria, ma il mio traguardo era quello. Ho lavorato sodo con il team tra GT e LMP2 nell’ELMS, perché sappiamo che ogni pilota che ambisce a una Hypercar deve prima dimostrare la propria velocità in queste categorie. Inoltre, correre nel WEC in classe LMGT3 con United mi ha aiutato tantissimo a imparare tutti i circuiti del mondiale e a mettermi in mostra all’interno del paddock del WEC. Arrivare in Hypercar è sempre stato il mio unico obiettivo.”

James, puoi darci un aggiornamento su come stanno procedendo i test e quale sarà il programma da qui in avanti?

James Barclay: “Abbiamo ancora due sessioni di test prima della fine dell’anno. Siamo ormai nella seconda metà del nostro programma di collaudi e, ovviamente, ci stiamo avvicinando anche al momento dell’omologazione della vettura. È un periodo molto intenso, ma l’intero anno lo è stato fin dal primo giorno. Ora l’attenzione è tutta sul proseguire lo sviluppo della macchina. Abbiamo quasi completato la line-up piloti, ci resta solo un ultimo annuncio da fare, quindi dal prossimo test in poi non vediamo l’ora di avere tutti e sei i piloti insieme. Sarà una grande opportunità per amalgamare il gruppo e lavorare con entrambi gli equipaggi al completo: questa sarà la prossima fase cruciale del nostro programma.”

Quando e dove si svolgerà il prossimo test?

James Barclay: “Saremo a Portimão più avanti nel corso di questo mese, e poi avremo un altro test in Europa prima della fine dell’anno. Per quanto riguarda l’inizio dell’anno prossimo, abbiamo già dei piani ben definiti, ma manteniamo una certa flessibilità per valutare esattamente di cosa avremo bisogno nell’ultima fase di preparazione prima di presentarci in Qatar per l’esordio.”

A che punto è la vettura? In termini percentuali, quanto è vicina alla versione definitiva che vedremo in griglia in Qatar?

James Barclay: “Come potete immaginare, ci stiamo avvicinando alle fasi finali pre-omologazione, quindi la base c’è quasi tutta, ma onestamente continueremo a sviluppare ogni dettaglio fino all’ultimo secondo utile. È sempre un compromesso delicato: non vuoi ridurti troppo all’ultimo minuto inseguendo la prestazione pura a discapito dell’affidabilità. In questo momento stiamo “mettendo i puntini sulle i”. Non ci saranno stravolgimenti fondamentali a livello di aerodinamica o di powertrain; ora si tratta di fare fine-tuning, rifinire il bilanciamento aerodinamico e assicurarci che la guidabilità sia ottimale. Il lato software ed elettronico della vettura, invece, continuerà a evolversi anche dopo l’inizio delle gare. Finora il comportamento della macchina è stato molto positivo, ora la priorità è completare la validazione dell’affidabilità e affinare il pacchetto in queste ultime settimane.”

Più in generale, quali sono le vostre aspettative per la prima stagione in Hypercar?

James Barclay: “È una domanda legittima e inevitabile. Come ho già detto in passato, la qualità della concorrenza qui è altissima, così come l’esperienza accumulata dagli altri costruttori nella classe regina. Non sottovalutiamo affatto la sfida: lo stile di McLaren è quello di approcciarsi con umiltà, lasciando che sia la pista a parlare. Vogliamo essere competitivi, fa parte del DNA McLaren, ma fare proclami oggi sarebbe solo tirare a indovinare. Dobbiamo concentrarci sulle operazioni del team e sulle prestazioni della vettura. Abbiamo visto quest’anno come Genesis abbia disputato una stagione solida a livello di passo, ma si vede anche quanto sia dura per chi entra come nuovo team: non è mai una passeggiata e hanno dovuto lavorare sodo per arrivare dove sono. Il nostro obiettivo è fare il miglior lavoro possibile, poi vedremo dove ci collocheremo.”

Essendo la McLaren, potete davvero permettervi un approccio così “umile”?

James Barclay: “Assolutamente sì, perché qualsiasi altro atteggiamento a questo livello di competizione sarebbe pura arroganza. È la verità: preferisco di gran lunga fare certi discorsi quando avremo dei risultati concreti da mostrarvi. Detto questo, tutto il nostro programma, dagli investimenti fatti alla scelta dei piloti, fino alla qualità delle persone che compongono il team, è pensato per metterci nella posizione di lottare per i podi e vincere le gare. Siamo qui per avere successo, non solo per partecipare. Ma siamo anche consapevoli che questo è un Campionato del Mondo con un livello mai visto prima nella storia delle ruote coperte, con nove grandi costruttori al via nella classe regina l’anno prossimo. È più difficile che mai: siamo incredibilmente affamati di risultati, ma affronteremo una gara alla volta puntando sul miglioramento continuo.”

Tornando agli equipaggi: quali sono i fattori principali che valutate per scegliere come abbinare i piloti sulle due vetture?

James Barclay: “Il requisito fondamentale di partenza, per me e per i miei ingegneri, è la prestazione pura: tutti e sei i piloti devono avere il passo per stare là davanti. Partendo da questa base comune, subentra l’incastro dei caratteri. Ogni pilota è diverso: alcuni sono molto calmi e sono dei leader naturali all’interno del gruppo; altri sono più “focosi” e aggressivi, ideali da schierare nelle fasi di gara più concitate e nei duelli corpo a corpo. Cerchiamo il giusto equilibrio caratteriale: se metti tre “leoni” sulla stessa macchina, a volte la gestione può diventare complicata! Serve chi porta la scintilla e chi porta calma e lucidità. Sul piano tecnico, cerchiamo piloti veloci sul giro secco ma soprattutto eccezionali nella gestione del traffico. Negli ultimi anni abbiamo osservato attentamente il campionato: con l’altissimo livello delle LMGT3 attuali, e delle LMP2 a Le Mans, la gestione dei doppiaggi è diventata decisiva. Quando vedi una 24 Ore di Le Mans decisa per 8 secondi quest’anno e per 14 secondi l’anno scorso, capisci che non puoi perdere nemmeno un decimo nel traffico. I grandi equipaggi della storia dell’endurance hanno sempre avuto questo mix perfetto tra piloti aggressivi, ‘uomini squadra’ d’esperienza e giovani talenti.”

D: In quale momento del processo avete capito che Grégoire era pronto per il salto in Hypercar? Era un’idea che avevate in mente da tempo o è maturata durante la stagione ELMS?

James Barclay: Dal punto di vista della velocità pura, sapevamo già che Grégoire aveva le doti necessarie. Si trattava poi di valutarlo nei nostri test mettendolo a confronto diretto con dei punti di riferimento assoluti (benchmark). Fin dall’inizio dei collaudi abbiamo avuto in macchina piloti del calibro di Laurens Vanthoor e Mikkel Jensen: vedere come Grégoire imparava da loro, ma anche come riusciva a eguagliarne i tempi sia nelle simulazioni di qualifica che nei long run, è stato fondamentale. Inoltre, seguirlo nell’ELMS quest’anno è stato illuminante per valutare la sua gestione del traffico e la sua efficacia nei sorpassi — come quello splendido all’esterno a Silverstone nel momento clou della gara — oltre alla sua capacità di spingere subito con gomme fredde. Mettere insieme i riscontri della LMP2 e il confronto diretto con i nostri piloti di riferimento nei test ci ha dato l’assoluta certezza che meritasse questo sedile.

Per quanto riguarda i test, finora avete girato sempre con una sola vettura. È sempre lo stesso telaio fin dal primo giorno o lo avete cambiato?

James Barclay: “Abbiamo utilizzato sempre lo stesso telaio di sviluppo fin dal primo giorno, quindi quella vettura ha già una bella storia alle spalle! È sempre stato questo il nostro piano: avendo iniziato i test in anticipo rispetto ad altri, abbiamo preferito concentrare il lavoro su una sola macchina per validare e finalizzare tutte le componenti prima di avviarne la produzione in serie per due vetture. Se inizi i test tardi, sei costretto a schierare subito due auto per raddoppiare il chilometraggio e recuperare il tempo perduto, ma potendo partire presto, l’approccio con un singolo telaio è stato quello più efficace.”

Grégoire, che ruolo ha avuto il team United Autosports nella tua crescita?

Grégoire Saucy: “Mi ha aiutato enormemente. Hanno lo stesso metodo di lavoro e far parte sia di United Autosports sia del programma DDP di McLaren mi ha permesso di crescere molto a livello fisico, mentale e nell’approccio con gli ingegneri e i compagni. Avere già familiarità con i loro processi operativi rende il passaggio molto più naturale. Inoltre, come diceva James, poter lavorare nei test fianco a fianco con piloti esperti come Laurens [Vanthoor] e Mikkel [Jensen] fin dal primo giorno mi ha permesso di osservare il loro metodo di lavoro e imparare tantissimo.”

Quando verrà annunciato il sesto e ultimo pilota?

James Barclay: “Molto presto. La prossima settimana… diciamo che ormai è davvero imminente!“

Guardando alla stagione 2027, quale pensate sarà la sfida più grande e l’aspetto più difficile da gestire al vostro primo anno?

James Barclay: “L’obiettivo minimo per il primo anno è presentarci in pista ed essere subito competitivi, dimostrando di poter lottare nel gruppo con tutti gli altri. Ovviamente come gruppo puntiamo anche a qualcosa di più, ma lasciamo che sia la pista a parlare. Per quanto riguarda gli aspetti più complessi che ci attendono al debutto, ce ne sono parecchi. Oltre a dover schierare una vettura veloce fin da subito, penso alla complessità del software e dei sistemi di controllo elettronico: i nostri avversari li sviluppano da anni tornando sugli stessi circuiti del WEC cinque, sei o sette volte. Noi non abbiamo mai corso su quelle piste con una Hypercar, quindi abbiamo una montagna di dati ed esperienza da scalare per metterci in pari. In questo sport arrivare vicini ai primi è possibile, ma trovare quegli ultimi due decimi raffinando i controlli elettronici per ogni specifico tracciato è la parte più dura. Un altro fattore chiave sarà la gestione delle gomme: non essendoci le termocoperte, il modo in cui gestisci gli pneumatici nell’out-lap a gomma fredda e lungo tutto lo stint fa una differenza enorme.”

Siete appena entrati nel campionato ma si discute già dei regolamenti tecnici per il 2030. Come vivete questo doppio impegno: far debuttare la vettura attuale e contemporaneamente partecipare ai tavoli tecnici per il futuro?

James Barclay: “Partecipiamo alle riunioni con grande interesse per capire le posizioni di tutti, ma siamo anche consapevoli che prima di tutto dobbiamo vivere la categoria dall’interno. Guardando al 2030, però, credo che ci sia un punto fermo fondamentale: le basi che hanno portato il WEC e l’IMSA ad avere nove costruttori ufficiali nella classe regina sono straordinarie. Avere nove grandi case automobilistiche in un campionato del mondo è qualcosa di rarissimo, forse mai visto nella storia delle ruote coperte. Significa che la formula attuale funziona e non va assolutamente buttata via. Dobbiamo stare molto attenti a non ripetere gli errori del passato, quando i regolamenti divennero così complessi e costosi da non essere più sostenibili economicamente. Alla fine dei conti, dobbiamo rispondere a un business case sostenibile, con il giusto ritorno sull’investimento (ROI) e un budget controllato. Pertanto, la nostra visione per il 2030 è quella di un’evoluzione, non di una rivoluzione: siamo pienamente favorevoli a convergere verso un unico regolamento tecnico comune, costruendo su tutto ciò che di buono ha generato questa generazione di vetture. Più si stravolgono le regole, più tempo, risorse e analisi dei costi serviranno ai costruttori per deliberare i programmi futuri. In ogni caso, la nostra priorità assoluta oggi resta farci trovare pronti per il debutto dell’anno prossimo.”

Grégoire, McLaren è uno dei marchi più iconici nella storia del motorsport ed è l’unico team ad aver conquistato la “Tripla Corona”. Quanto è importante per te vestire questi colori in Hypercar e avere la chance di lottare per la 24 Ore di Le Mans, considerando che l’ultima vittoria assoluta di McLaren risale al 1995?

Grégoire Saucy: “Correre per il team ufficiale McLaren è un sogno che si avvera. Sappiamo tutti cosa rappresenta la Tripla Corona per questo marchio e quanto sia importante tornare a lottare per la vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans. Darò tutto me stesso e lavorerò instancabilmente con tutta la squadra per provare a raggiungere questo traguardo storico.”

James, quest’anno abbiamo visto diverse gare decise più dalla strategia al muretto che dalla prestazione pura in pista. Come state lavorando sugli aspetti operativi e strategici del team?

James Barclay: “È un aspetto affascinante ed è stato molto bello osservare le gare di quest’anno sotto questo profilo. La strategia è vitale: puoi avere tutto il passo del mondo, ma se sbagli le chiamate ai box vanifichi tutto in un attimo. Abbiamo creato un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente alla strategia di cui siamo molto soddisfatti, che si affianca ai reparti powertrain, aerodinamica, software e simulazione. Osservare l’evoluzione strategica dell’ultima stagione ci è servito molto: abbiamo visto squadre, penso ad esempio a Toyota, vincere gare grazie a chiamate strategiche perfette, anticipando gli avversari anche solo di pochi secondi. Avere un gruppo capace di pensare fuori dagli schemi e di sviluppare gli strumenti giusti di simulazione strategica è fondamentale per metterci in condizione di vincere.”

Un’ultima curiosità veloce su Leonardo Fornaroli: in quale momento lo avete messo nel mirino per il programma Hypercar?

James Barclay: “In modo molto simile a Grégoire, anche Leo è una colonna portante del nostro DDP. Personalmente sono stato fortunato perché avevo già lavorato con lui nella mia “vita precedente” [in Formula E con Jaguar], quando svolse i Rookie Test con il mio ex team: avevo già intravisto il suo talento cristallino allora. Poi lo abbiamo visto vincere il titolo in Formula 3 e gestire una pressione enorme salendo in Formula 2, dove ha compiuto un’impresa fenomenale vincendo entrambi i campionati al debutto, cosa riuscita a pochissimi piloti nella storia. Quando sono arrivato in McLaren, Leo era già sui nostri radar; lo abbiamo messo sotto contratto nel DDP e, valutando insieme a lui come si sarebbero evolute le sue opportunità in orbita Formula 1, il programma Hypercar è diventato subito un’opzione concreta e naturale. Siamo entusiasti di portare Leo a correre con noi nel McLaren Hypercar Team: avere in squadra sia il campione ELMS sia il campione in carica della Formula 2 è straordinario per tutto il mondo delle ruote coperte. Dimostra che oggi, sebbene la Formula 1 resti comprensibilmente l’obiettivo primario nei sogni di molti giovani, la categoria Hypercar ha raggiunto un prestigio tale da attrarre i migliori talenti assoluti del motorsport mondiale.”

Un grazie a McLaren Hypercar Team per la disponibilità e a Gregoire e James per il tempo dedicatoci.

Media: DPPI

Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.