In un incontro dedicato ai media, Jack Aitken ha risposto alle domande in vista dell’ultimo weekend annuale del WEC a Monza, raccontando la sua stagione e le aspettative per la gara finale.
da Monza – L’alfiere della Cadillac #38 Jack Aitken è stato fermato dai microfoni di P300 nel pomeriggio della giornata di giovedì, riassumendo la propria stagione e raccontando le principali insidie del weekend finale a Monza.
Prima di tutto, come ti senti per questo weekend e quali sono le tue aspettative per la Monza?
È da tanto che non corro a Monza ma è sempre stato uno dei miei preferiti, per tutti è una bellissimo circuito. Normalmente arriviamo qui in estate, quindi ora il clima non è il migliore, fa freddo ed è prevista un po’ di pioggia questo weekend quindi la sfida sarà quella di gestire la temperatura delle gomme per tenerle nella giusta finestra, di sicuro la gestione nell’out-lap e il degrado degli pneumatici saranno difficili. D’altro canto, abbiamo avuto dei buoni risultati nelle ultime gare, abbiamo un buon momentum, stiamo cercando di finire l’anno in alto: non abbiamo ancora vinto una gara quest’anno, quindi ci proveremo qui, a Monza, e sarà interessante.
Sei il campione dell’IMSA, raccontami la tua stagione americana: qual è il tuo momento migliore e il peggio della tua stagione e se riuscirai a portare anche il tuo momentum qui Monza?
Ho avuto un buon momentum tutto l’anno, nel competere in entrambi i campionati ho avuto più tempo per guidare l’auto e mi sento più a mio agio quando hai dei buoni risultati in una gara, ti senti più forte di quella prima. Il mio momento migliore è stato la vittoria a Detroit, la gara di casa per Cadillac, ho avuto molti amici e famiglia lì ed è stata la prima vittoria dell’anno per noi. Il peggior momento è stata la gara a Road America, dove dovevamo finire a podio ma abbiamo avuto un incidente all’ultimo giro, è sempre brutto quando la gara finisce così perché è stata un po’ una mossa eccessiva e non necessaria, e purtroppo ha posto fine ad una lunga serie di podi per noi, ma è anche il mondo delle gare, succede.

Inizialmente Monza non era scelto nel calendario, per la squadra e i piloti qual è il cambiamento principale nella preparazione dal Qatar e Bahrain a Barcellona e Monza?
In generale possiamo fare molta preparazione, anche molto tardi, perché abbiamo molti strumenti da utilizzare nel simulatore. La cosa difficile è che prima, all’inizio dell’anno, stavamo testando già in Qatar o Bahrain e non possiamo sfruttare i dati e i risultati ottenuti in quanto i circuiti sono molto diversi. Le altre squadre stavano testando qui in estate e hanno un po’ di vantaggio arrivando qui a Monza, ma non possiamo farci nulla ora, quindi facciamo il meglio possibile.
Hai detto precedentemente di non aver vinto ancora quest’anno nel WEC, ma quali sono le tue aspettative e i tuoi obiettivi per l’anno prossimo?
Penso che vogliamo continuare a migliorare, anche se non abbiamo vinto ancora una gara, abbiamo ottenuto un podio e mostrato un’ottima prestazione, soprattutto dopo Le Mans, e non dobbiamo cambiare molto in vista del 2027. Penso che continueremo a migliorare nei dettagli, prendere l’inverno per pensare un po’ di più, fare un po’ di lavoro a casa, continuare a migliorare la macchina, e se abbiamo una stagione tranquilla e più pulita l’anno prossimo potremmo raggiungere molti obiettivi, quindi non dobbiamo cambiare nulla, ma concentrarci nelle piccole cose.
Un’ultima domanda: questa stagione quali sono stati i tuoi migliori e i tuoi peggiori circuiti?
In IMSA al Watkins Glen siamo stati molto forti, la macchina era migliore di tutte le altre, abbiamo potuto mostrare un’ottima prestazione, non succede spesso, bisogna sfruttarla quando puoi. Nel WEC, questa stagione in Le Mans siamo stati molto forti, fino alla metà della gara, ma poi Toyota è stata molto più forte e lo ha dimostrato in tutta la gara, così come anche BMW; anche in Brasile eravamo forti ma abbiamo avuto una gara un po’ complicata, quindi non abbiamo ottenuto il risultato che avremmo voluto.
Un ringraziamento a Jack Aitken per il tempo dedicatoci per questa intervista.
Media: DPPI
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