WEC | Bahrain: Toyota torna a vincere, Aston Martin si impone tra le GTE

La 8h del Bahrain del WEC ha visto il ritorno al successo di Toyota, dopo la difficile prova di Shanghai. A Sakhir la vettura #7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e José María López si è imposta davanti alla gemella #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Kazuki Nakajima in una gara in cui le LMP1 non ibride hanno invece patito diversi problemi. A spalancare le porte alle ibride giapponesi ci ha pensato un contatto tra Bruno Senna e Charlie Robinson verificatosi già alla seconda curva, con la Rebellion #1 e la Ginetta #5 che hanno perso subito tempo prezioso.

La vettura #7 ha guadagnato un importante vantaggio poiché anche la #8 è rimasta indirettamente coinvolta nell’episodio della partenza e ha tagliato il traguardo con un giro di vantaggio. Problemi al cambio hanno rallentato ulteriormente la Rebellion durante la terza ora, costringendola ad una sosta nel garage ma non impedendole di conquistare comunque il terzo gradino del podio.

Entrambe le Ginetta sono state invece costrette al ritiro, con la #6 colpita a sua volta da noie al cambio e la #5 fermata da problemi meccanici durante la quinta ora. Pur segnando il giro più veloce della gara, il team britannico è tornato a casa con la bocca asciutta di punti e con problemi di affidabilità ancora da risolvere al di là di ottime performance dal punto di vista della pura velocità.

La classifica generale vede quindi il trio della #7, favorita dal punteggio leggermente più alto assegnato da questa gara, a quota 97 punti contro gli 89 della #8, mentre Menezes/Nato/Senna sono saliti a quota 67.

Si è concluso con una meritata vittoria il dominante weekend del team United Autosports in LMP2. Filipe Albuquerque, Paul di Resta e Philip Hanson hanno staccato l’Oreca #38 del team Jota Sport (da Costa/Davidson/González) di 21 secondi e mezzo, con la vettura gemella sotto le insegne del team DC Racing (Aubry/Stevens/Tung) in terza piazza. Quarta la Aurus del team G-Drive, favorita da una full course yellow che a 40 minuti dal termine ha congelato le ostilità per un periodo sufficiente ad evitarle un ultimo rabbocco di carburante.

Con il terzo posto incassato in Bahrain i nuovi leader della classifica sono Gabriel Aubry, Ho-Pin Tung e Will Stevens con 72 punti, tre in più rispetto ad Albuquerque e Hanson e sei in più rispetto a Frits van Eerd e Giedo van der Garde, solo sesti nella gara di ieri.

La classe GTE-Pro ha visto i soliti, molteplici cambi di scenario lungo tutto il corso delle otto ore. Porsche è piombata in un’autentica débâcle nel giro di pochi minuti attorno a metà gara: la #91 è stata colpita da una foratura dell’anteriore destra, la #92 ha invece perso un paio di giri per il cedimento di un ammortizzatore; quinta posizione finale per Gianmaria Bruni e Richard Lietz, mentre Michael Christensen e Kévin Estre hanno concluso in settima assoluta tra le GTE alle spalle anche dei vincitori della classe GTE-Am.

Non è riuscita ad approfittarne Ferrari, incappata invece in una doppia penalità. La #71 ha dovuto scontare un drive through a mezzora dalla fine per non avere mantenuto ferme le ruote durante l’ultimo pit stop, mentre James Calado sulla #51 ha superato l’Aston Martin #97 fuori dai limiti del tracciato ed è stato costretto a ridare la posizione a Maxime Martin, senza più riuscire a riprendersela. L’Aston Martin #95 di Nicki Thiim e Marco Sørensen ha quindi colto l’occasione a piene mani tagliando per prima il traguardo, davanti alla Ferrari #71 di Miguel Molina e Davide Rigon, all’Aston Martin #97 e alla Ferrari #51.

Vittoria preziosa per i due danesi, ora leader della classifica generale con 85 punti. Christensen/Estre inseguono a 71, poi Bruni/Lietz e Lynn/Martin con 68, mentre il primo equipaggio Ferrari è quello della #71 con appena 47 punti al termine di una prima metà di campionato decisamente sfortunata.

Classe GTE-Am dominata invece da una vettura di Weissach, precisamente la #57 del team Project 1 di Jeroen Bleekemolen, Benjamin Keating e Larry Ten Voorde. La squadra tedesca sarebbe stata anche in corsa per una doppietta, ma la #56 è stata costretta ad uno stop ai box dopo appena un paio di ore per un problema allo scarico: un’altra occasione sfumata anche per Matteo Cairoli. L’Aston Martin #98 di Dalla Lana/Gunn/Turner e la Porsche #86 del team Gulf guidata da Barker/Wainwright/Watson hanno completato il podio, mentre la prima Ferrari è giunta al quarto posto con la #83 di Collard/Nielsen/Perrodo gestita da AF Corse.

Ed è proprio il trio della Ferrari sopracitata a guidare la classifica di categoria con 73 punti, a pari merito con Bleekemolen/Keating. Leggermente più staccati i piloti dell’Aston Martin #98, con 60,5 punti, mentre Jonathan Adam, Charlie Eastwood e Salih Yoluç sono scivolati al quarto posto dopo avere incassato un ritiro: l’Aston Martin #90 del team TF Sport si è fermata ad un paio di ore dal termine con il serbatoio vuoto.

Nella giornata di oggi, sulla pista di Sakhir andranno in scena i rookie test. Il prossimo appuntamento con il WEC, il primo del “girone di ritorno” e del 2020, è con la 6h di Austin il 23 febbraio.

Classifica

Immagine copertina: fiawec.com

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Federico Benedusi
From Ostiglia, provincia di Mantova. Aspirante giornalista e appassionato di sport sin da bambino. Tante, forse troppe le categorie di motorsport che seguo, ma il mio sempre crescente desiderio di conoscere mi impone questo...

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