Antonio Fuoco (#50) e Hadrien David (#78) sbaragliano la concorrenza in una Monza umida, in costante asciugamento
Terminano le ultime sessioni di qualifica e Hyperpole dell’anno in quel di Monza: andiamo a vedere chi si è preso gli allori della pole position, tra il freddo e la pista rimasta umida dopo le piogge della mattinata.
LMGT3 – Qualifiche
La prima sessione di qualifica del sabato pomeriggio di Monza vede subito un colpo di scena dopo neanche tre minuti dall’inizio: la Ferrari #21 con alla guida Francois Heriau è andata a muro alla variante Ascari, portando alla prima bandiera rossa di giornata. La sessione è poi ripartita una decina di minuti più tardi.
Sessione che è stata combattutissima, con i piloti Bronze chiamati a sfidarsi sul giro secco e quasi tutto lo schieramento capace di firmare il proprio miglior riferimento cronometrico nell’ultimo passaggio disponibile. A piazzare la zampata vincente è stata la Corvette #34 guidata dall’irlandese Peter Dempsey, che ha fermato il cronometro in 1:48.440, conquistando la vetta della classifica con oltre quattro decimi di margine.
Subito alle sue spalle sventola il tricolore grazie a una prova maiuscola di Stefano Gattuso: il pilota italiano ha portato la Ford Mustang #88 in seconda posizione assoluta con il tempo di 1:48.889 (+0.449 dalla vetta). Ottima prestazione corale per l’ovale blu, che piazza anche la vettura gemella, la Ford #77 di Eric Powell, sul terzo gradino del podio virtuale in 1:49.384 (+0.944).
Ai piedi del podio si attesta la coppia di Aston Martin Vantage, con la #23 di Gray Newell in quarta piazza (1:49.490, +1.050) seguita in quinta posizione dalla #27 di Ian James (1:50.131, +1.691). A ridosso della Top 5 si è accesa una lotta sul filo dei centesimi: in sesta posizione troviamo la Lexus #87 di Petru Umbrărescu in 1:50.147 (+1.707, ad appena 16 millesimi da James), che ha preceduto la Mercedes-AMG #61 di Martin Berry (1:50.275, +1.835) e la seconda Lexus, la #78 di Tom Van Rompuy (1:50.356, +1.916). Chiudono la Top 10 la Corvette #33 di Ben Keating, nona in 1:50.647 (+2.207), e la prima delle Porsche, la #91 di James Cottingham in 1:50.742 (+2.302).
Rimangono invece escluse dalle prime dieci posizioni l’altra Porsche (#92 di Yasser Shahin, undicesima in 1:50.820), le BMW (con la #32 di Darren Leung 12ª in 1:51.047 e la #69 di Anthony McIntosh 16ª in 1:51.332), la Mercedes #79 dell’italiano Johannes Zelger (13° in 1:51.190), le McLaren e le Ferrari: la 296 LMGT3 #54 di Thomas Flohr non è andata oltre il 15° posto in 1:51.315 (+2.875), mentre Antares Au (McLaren #10) si è visto cancellare tutti i suoi tempi.
LMGT3 – Hyperpole
Le dieci vetture qualificate per la Hyperpole di classe LMGT3 hanno affrontato il Tempio della Velocità per la seconda volta, spingendo al limite per conquistare la pole position. A spuntarla sul filo di lana è stata la Lexus #78 di Hadrien David, capace di piazzare la zampata finale in 1:47.523 e issarsi davanti a tutti. In un primo momento il miglior crono era stato firmato da Eduardo “Dudu” Barrichello sull’Aston Martin #23, salvo poi vedersi cancellare il giro pochi secondi dopo per una violazione dei track limits.

In seconda posizione, beffata per un soffio, si è piazzata la Corvette Z06 #33 di Jonny Edgar, autore di un ultimo passaggio notevole in 1:47.537 che lo ha portato a soli 14 millesimi dalla pole position. Resta un pizzico di amaro in bocca in casa Ford: dopo essersi mostrata velocissima nelle varie fasi della qualifica, la Casa dell’Ovale Blu si è dovuta accontentare del terzo posto con la Mustang #77 di Ben Tuck, vicinissima alla vetta in 1:47.595 (+0.072). Ai piedi del podio virtuale scivola quindi Eduardo Barrichello (#23), quarto in 1:47.701 (+0.178) dopo la cancellazione del tempo che gli sarebbe valso la pole, seguito in quinta piazza a chiudere la Top 5 dalla seconda Lexus, la #87 di Clemens Schmid (1:47.733, +0.210).
A completare la Top 10 un gruppo compattissimo, con i primi sette racchiusi in meno di due decimi e mezzo, aperto in sesta posizione dall’altra Aston Martin, la #27 di Zacharie Robichon (1:47.760, +0.237), che ha preceduto di appena 8 millesimi l’italiano Giammarco Levorato sulla Ford Mustang #88 (settimo in 1:47.768, +0.245). Ottava e nona piazza rispettivamente per la Mercedes-AMG #61 di Rui Andrade (1:48.037, +0.514) e per la Porsche #91 di Timur Boguslavskiy (1:48.084, +0.561), mentre chiude lo schieramento della Hyperpole in decima posizione la Corvette #34 di Salih Yoluç (Racing Team Turkey), più staccata a 1.840 secondi dalla vetta (1:49.363).
Hypercar – Qualifiche
Le diciassette vetture della classe regina Hypercar sono scese sul nastro d’asfalto del Tempio della Velocità dando vita a una prima fase di qualifica tiratissima per strappare i dieci pass validi per l’accesso alla Hyperpole. A infiammare il pubblico di casa con una prestazione maiuscola è stata la Ferrari 499P #50 guidata da Antonio Fuoco: il pilota calabrese ha piazzato una vera e propria zampata al nono e ultimo passaggio disponibile, fermando il cronometro su un perentorio 1:33.400 e rifilando quasi quattro decimi a tutta la concorrenza.
Alle spalle della Rossa di testa si è inserita a sorpresa la Genesis #19 di Mathieu Jaminet, bravissimo a portarsi in seconda posizione nel giro conclusivo in 1:33.792 (+0.392) e a spezzare una potenziale tripletta del Cavallino Rampante. Terzo e quarto posto, infatti, per le altre due 499P: la #83 di AF Corse affidata a Robert Kubica ha chiuso in 1:33.880 (+0.480) seguita a ruota dalla seconda Ferrari ufficiale, la #51 di Antonio Giovinazzi, quarta in 1:34.077 (+0.677).
A completare la Top 5 troviamo la Cadillac #38 di Earl Bamber (1:34.177, +0.777), che precede un gruppetto compattissimo racchiuso in una manciata di centesimi: sesto tempo per la Peugeot #94 di Théo Pourchaire (1:34.235, +0.835), tallonata ad appena 20 millesimi dalla BMW #20 di Sheldon van der Linde (1:34.255) e di altri 10 millesimi dall’Alpine #36 di Victor Martins, ottava in 1:34.265 (+0.865). A strappare gli ultimi due biglietti utili per la Top 10 e la conseguente lotta per la pole position sono state la seconda Cadillac (#12) di Norman Nato (nono in 1:34.351, +0.951) e l’altra Peugeot 9X8, la #93 di Nick Cassidy, che con il crono di 1:34.364 (+0.964) ha difeso il decimo posto sul filo di lana. Prima degli esclusi, beffata per appena 74 millesimi dal taglio della Hyperpole, l’Alpine #35 di Charles Milesi (11ª in 1:34.438, +1.038), che dopo aver brillato sul bagnato nelle libere rimane fuori dai dieci insieme a entrambe le Aston Martin Valkyrie — con la #009 di Marco Sørensen 12ª (1:34.492) e la #007 di Harry Tincknell 14ª (1:34.627) — e alla seconda Genesis (#17) di Mathys Jaubert (13ª in 1:34.567).
Qualifica decisamente amara e in salita, infine, per Toyota: le due GR010 Hybrid non sono mai riuscite a inserirsi nella lotta di vertice, scivolando in fondo allo schieramento con Ryō Hirakawa (#8) in quindicesima posizione (1:34.734, +1.334) e Kamui Kobayashi (#7) sedicesimo (1:35.065, +1.665), davanti soltanto alla BMW #15 di Dries Vanthoor, fanalino di coda in diciassettesima piazza a quasi due secondi dalla vetta (1:35.339, +1.939).
Hypercar – Hyperpole
Le dieci vetture qualificate per la Hyperpole della classe regina Hypercar sono tornate ad affrontare il Tempio della Velocità per l’assalto decisivo alla pole position. A far esplodere il boato sulle tribune di Monza è stato ancora una volta Antonio Fuoco al volante della Ferrari 499P #50: dopo aver dominato il primo segmento di qualifica, il pilota calabrese si è ripetuto con una zampata magistrale proprio all’ultimo respiro, fermando il cronometro in 1:33.364 e consegnando la pole position al Cavallino Rampante nella gara di casa.
A contendere il primato alla Rossa fino all’ultimo metro ci ha provato una straordinaria Genesis #19 affidata a Mathieu Jaminet: il francese ha sfoderato un ultimo giro clamoroso in 1:33.460, conquistando la prima fila e fermandosi a soli 96 millesimi dalla pole di Fuoco, nonostante fosse stato primo per alcuni momenti della sessione.
Alle spalle della coppia di testa si apre la seconda combattuta fila dello schieramento, capitanata dalla Cadillac #38 di Earl Bamber, terzo grazie a un ottimo 1:33.541 (+0.177), che è riuscito a mettersi davanti alla seconda Ferrari ufficiale, la #51 di Antonio Giovinazzi, quarta al traguardo in 1:33.573 (+0.209). Chiude una Top 5 tiratissima la Peugeot 9X8 #94 di Théo Pourchaire, quinto a un soffio dai primi con il tempo di 1:33.617 (+0.253), a conferma dell’ottimo feeling mostrato dal giovane transalpino per tutto il weekend. Resta forse l’amaro in bocca perchè la vettura del gruppo Stellantis poteva raccogliere qualcosa in più.
Dalla sesta posizione in poi i distacchi si attestano attorno al mezzo secondo: ad aprire la terza fila virtuale è l’Alpine #36 di Victor Martins (1:33.858, +0.494), seguita a ruota dalla seconda Cadillac (#12) di Norman Nato, settima in 1:33.900 (+0.536), e dalla Ferrari #83 di AF Corse guidata da Robert Kubica, che dopo il terzo tempo nella Q1 non è riuscita a ripetersi allo stesso livello, chiudendo ottava in 1:33.922 (+0.558). A completare la Top 10 gli unici due piloti rimasti sopra il muro dell’1’34”: nona piazza per l’altra Peugeot e decima la BMW #20 di Sheldon van der Linde, staccata di oltre un secondo dalla vetta (1:34.415, +1.051).ù
Non resta ora che la gara: da domani il via sarà alle 11:00, per sei ore di puro spettacolo nel territorio brianzolo. La gara potrà essere seguita su Eurosport e Rai 2, oltre che Sky Sport.
Media: Andrea Bonora Agency
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








