WEC | 6H Monza 2026: Le dichiarazioni di Antonio Giovinazzi: “Bisogna fare tesoro degli errori, l’anno prossimo saremo più forti” 

Di: Riccardo Puccetti rick.pct
Pubblicato il 7 Novembre 2026 - 16:47
Tempo di lettura: 4 minuti
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WEC | 6H Monza 2026: Le dichiarazioni di Antonio Giovinazzi: “Bisogna fare tesoro degli errori, l’anno prossimo saremo più forti” 
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In un incontro aperto ai media, il pilota pugliese si è aperto sulla stagione 2026 e sulla qualifica appena conclusa

Si chiude con un solido quarto posto a soli due decimi dalla vetta il sabato di qualifiche di Antonio Giovinazzi a Monza. Il pilota pugliese, al volante della Ferrari 499P #51, scatterà dalla seconda fila al fianco della Cadillac #38 di Earl Bamber e subito alle spalle della gemella #50 portata in pole position da Antonio Fuoco. Al termine della Hyperpole, Giovinazzi ha analizzato le insidie di una qualifica disputata per la prima volta con gomme slick su un asfalto ancora umido in alcuni punti chiave, tracciando anche un bilancio di una stagione 2026 complessa e rivolgendo un pensiero speciale all’ultima gara della configurazione attuale della 499P prima del debutto del pacchetto “Evo” previsto per il prossimo anno.

Antonio, un altro grande risultato per la Ferrari in Italia: dopo la vostra pole a Imola con la #51, oggi è arrivata quella della #50 qui a Monza. Come valuti la tua prestazione e questo quarto posto?

Antonio Giovinazzi: È un risultato fantastico anche per tutti i tifosi che sono venuti a sostenerci: regalare loro un’altra pole position della Ferrari in casa è sempre speciale. Per quanto riguarda me e la nostra qualifica, ho lasciato per strada circa due decimi nel secondo settore perché non ero del tutto soddisfatto del bilanciamento della vettura in quel tratto. Resta comunque un ottimo risultato di squadra, con Antonio [Fuoco] in pole e noi in quarta posizione. Domani partiremo là davanti con l’obiettivo di raccogliere punti pesanti e consolidare il secondo posto della Ferrari nel mondiale Costruttori, specialmente considerando che le BMW scatteranno molto più indietro.

Com’è stato affrontare la qualifica alla cieca sull’asciutto? Che sensazioni hai avuto nell’abitacolo?

Antonio Giovinazzi: È stato davvero complicato. Dopo aver disputato tutte le sessioni di prove libere sul bagnato, siamo scesi in pista senza sapere bene cosa aspettarci sull’asciutto. Inoltre il tracciato non era ancora completamente asciutto: c’erano diverse chiazze d’umido, in particolare alla variante Ascari che era molto scivolosa. Domani ci attende una gara lunghissima e nessuno ha riferimenti reali sul passo gara o sul degrado delle gomme sull’asciutto. Sarà una sfida affascinante proprio perché partiremo tutti alla pari, senza dati: la priorità sarà capire rapidamente il comportamento della macchina, sistemare il bilanciamento e giocare d’astuzia con la strategia e la gestione degli pneumatici.

Guardando all’intera stagione, come giudichi questo 2026 rispetto all’anno scorso?

Antonio Giovinazzi: È stata senza dubbio un’annata più dura rispetto alla scorsa stagione, in cui avevamo vinto praticamente tutto, ma fa parte delle corse. Bisogna riconoscere che Toyota ha fatto un lavoro fantastico presentandosi quest’anno con una vettura aggiornata e un pacchetto estremamente competitivo. Ormai non è un segreto che anche noi stiamo già testando in pista la nuova versione “Evo” della nostra macchina per il prossimo anno: speriamo che questo sviluppo ci permetta di compiere un bel passo avanti e di tornare a ripetere nel 2027 i successi ottenuti nel 2025.

Nella seconda parte della stagione avete faticato a concretizzare in alcune gare. Cosa vi è mancato?

Antonio Giovinazzi: C’è stata una combinazione di fattori. Ad Austin avevamo il potenziale, ma un problema durante il pit-stop ci ha fatto perdere l’opportunità di ottenere un grande risultato. Al Fuji, invece, non siamo mai riusciti ad avere il passo giusto: storicamente è un tracciato che non si sposa bene con le caratteristiche della nostra vettura. A Barcellona, infine, noi della #51 abbiamo avuto diversi problemi mentre la #50 era molto veloce, ma in ogni caso la Toyota lì era semplicemente imprendibile. È stato un finale di campionato in salita, ma sono proprio le gare più difficili quelle da cui si impara di più. Ora vogliamo chiudere l’anno con un bel risultato qui a Monza per darci ancora più carica in vista dell’anno prossimo.

Domani sarà l’ultima gara per questa versione della 499P prima dell’introduzione del nuovo pacchetto evolutivo. A livello emotivo, cosa ha rappresentato per te questa vettura nella tua carriera?

Antonio Giovinazzi: Tantissimo: è stata la mia prima Hypercar ed è la macchina con cui ho vinto la mia prima 24 Ore di Le Mans nel 2023, oltre al titolo mondiale. Mi legano a lei ricordi indimenticabili. Come dicevo, stiamo lavorando duramente per migliorare una base che è già eccellente, con la speranza che la nuova versione ci regali le stesse soddisfazioni che ci ha dato questa 499P fin dal debutto.

Cosa vi aspettate per la gara di domani sul fronte meteo e su cosa vi concentrerete?

Antonio Giovinazzi: Per domani le previsioni indicano più sole e temperature leggermente più alte, quindi la pista dovrebbe essere finalmente asciutta al cento per cento. Oggi in qualifica c’erano ancora chiazze d’umido in diverse staccate e all’Ascari, ma girare in queste condizioni ci è comunque servito per raccogliere indicazioni utili. Domani però sarà tutta un’altra storia: con il serbatoio pieno e senza sapere quale mescola di gomme lavorerà meglio o quale sarà il livello di degrado, sarà fondamentale partire bene, difendere la posizione nei primi giri ed essere impeccabili a livello strategico per tutte le sei ore.

Ogni stagione ha i suoi alti e bassi. Quali sono gli aspetti positivi che ti porti a casa da quest’anno?

Antonio Giovinazzi: Anche se quest’anno forse ci sono stati più momenti difficili che gioie rispetto al passato, come pilota mi porto a casa le due pole position conquistate con la #51, a Imola e ad Austin. Ma soprattutto, la cosa più importante è analizzare a fondo dove abbiamo faticato, come al Fuji o a Barcellona, e fare tesoro degli errori o dei punti deboli per presentarci ancora più forti il prossimo anno.

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