Le condizioni meteo difficili mettono alla prova tutti i team, sparigliando le carte e rompendo gli equilibri. Tutte le Ferrari 499P in Top10, Toyota nascosta
da Monza – Una fredda e piovosa giornata di novembre: è così che inizia l’ultimo appuntamento stagionale del WEC, a chiudere un’altra stagione del più grande campionato a ruote coperte del mondo. Le trentacinque vetture si sono cimentate con le condizioni non clementi dell’Autodromo Nazionale di Monza, riservando sorprese in entrambi le classi. Andiamo a scoprire cosa è successo nella prima sessione di prove libere.
Hypercar
Monza bagnata, Monza fortunata, o almeno così dicevano. La sorte (e soprattutto la bravura) ha portato in testa l’Alpine A424 #35, capace di fare la cosiddetta zampata quando serve. Il prototipo francese si è issato in prima posizione staccando la concorrenza di oltre quattro decimi. Dietro di lei, la Ferrari #83 di AF Corse, capace di migliorarsi all’ultimo istante anch’essa e rompendo un potenziale 1-2 Alpine.
Con il medesimo tempo, dietro la coppia di testa si sono posizionate la Aston Martin Valkyrie di The Heart of Racing #007 insieme alla Alpine #36, che inizialmente era in seconda posizione. A chiudere la Top 5 la prima Ferrari ufficiale di James Calado, la #51, lontana quasi sette decimi dalla vetta. In sesta posizione si piazza la Genesis #17, e a poco più di un secondo dalla vetta (1:46.893, +1.031 e 37 giri all’attivo), troviamo la Peugeot #94 di Théo Pourchaire, che ha preceduto la Ferrari #50 di Nicklas Nielsen (1:46.967), la Genesis #19 di Paul-Loup Chatin (1:47.418) e la Cadillac #38 di Earl Bamber (1:48.015), più attardate invece Toyota e BMW, fuori dalla Top10.
Proprio una delle due vetture bavaresi si è dovuta fermare forzatamente in mezzo alla pista al termine della sessione, precisamente prima della variante Ascari sul rettifilo posteriore.
LMGT3
Se tra le Hypercar a prendersi la scena è stata l’Alpine, in LMGT3 il copione non è stato da meno in quanto a colpi di scena sul filo di lana. A piazzare la cosiddetta zampata proprio all’ultimo respiro è stata la McLaren #10 di Thomas Fleming, capace di balzare in cima alla lista dei tempi nel suo 33° tentativo e ultimo passaggio in 1:57.575, beffando la concorrenza proprio sotto la bandiera a scacchi.
Alle spalle della vettura di Woking sventola il tricolore grazie a un ottimo Giammarco Levorato sulla Ford Mustang #88: anche l’italiano ha estratto il coniglio dal cilindro nel giro conclusivo (1:57.905), fermandosi a soli 330 millesimi dalla vetta ma riuscendo a scavalcare di un soffio la Corvette #33 di Jonny Edgar (1:57.946), terza a chiudere il terzetto degli unici piloti capaci di abbattere il muro dell’1’58”.
Dietro il trio di testa regna una bagarre serratissima, con ben sette marchi diversi nelle prime otto posizioni e nove vetture racchiuse in meno di nove decimi. Ai piedi del podio si è piazzata la BMW #69 di Parker Thompson (1:58.020, +0.445), che ha preceduto di un’incollatura un altro italiano in grande spolvero, Matteo Cressoni, quinto a chiudere la Top 5 al volante della Mercedes-AMG #79 (1:58.095, +0.520).
In sesta posizione, separata dalla Mercedes da un battito di ciglia (appena 8 millesimi), troviamo la seconda BMW, la #32 di Sean Gelael (1:58.103), seguita dall’Aston Martin #23 di Jonny Adam (1:58.206, +0.631), dalla Lexus #87 di Clemens Schmid (1:58.445) e dall’altra Ford Mustang (#77) di Ben Tuck (1:58.470, +0.895), tutte autrici del proprio miglior crono nell’ultimo passaggio disponibile su una pista in evidente miglioramento.
Decisamente più staccato il resto del gruppo: a chiudere la Top 10 è la Corvette #34 di Salih Yoluç, che paga quasi un secondo pieno da Tuck (1:59.449, +1.874 dalla vetta). Rimangono invece fuori dalle prime dieci posizioni le Ferrari e le Porsche: la migliore delle 296 LMGT3 è la #54 di Francesco Castellacci, undicesima a due secondi dal leader (1:59.583), mentre le vetture di Stoccarda faticano nelle retrovie con la #91 di Timur Boguslavskiy in tredicesima piazza (1:59.805) e la #92 di Richard Lietz fanalino di coda in diciottesima posizione (2:04.491), rimasta ai box per gran parte del turno con soli quattro giri completati.
Media: DPPI Images
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