Nell’ultima sessione di prove libere, il pilota francese realizza il miglior tempo in vista delle prove libere con l’Alpine #36, mentre in LMGT3 stesso tempo identico al millesimo per la Mercedes #61 e la Lexus #87.
Zampata di Victor Martins nelle prove libere finali della 6 Ore di San Paolo. Il pilota francese ha portato l’Alpine A424 #36 del team Signatech in cima alla lista dei tempi, fermando il cronometro su un ottimo 1:24.038 nelle prime battute dell’ora di sessione. Un tempo che gli ha permesso di regolare per 165 millesimi la Genesis GMR-001 #19 di Mathieu Jaminet, già leader delle FP2 e oggi capofila di un trenino di cinque vetture racchiuse in meno di un decimo. Subito dietro si è infatti inserita l’Aston Martin Valkyrie #007 dell’Heart of Racing Team con Tom Gamble, confermando l’ottimo stato di forma del costruttore britannico dopo il primato nelle FP1.
Quarto tempo per la seconda Genesis, la #19 affidata all’idolo locale Pipo Derani, che ha preceduto la Ferrari 499P #50 di Antonio Fuoco e la Cadillac V-Series.R #38 targata Hertz Team JOTA con Jack Aitken, entrambi capaci di girare sul passo dell’1:24.2. La seconda delle Ferrari ufficiali, la #51 di Antonio Giovinazzi, ha artigliato il settimo tempo complessivo, precedendo di un soffio l’Alpine #35 guidata da Charles Milesi.
Sessione tutta in salita, invece, in casa Peugeot: la vettura #94 ha passato gran parte del tempo ai box per la sostituzione di un sensore, ma a dieci minuti dalla bandiera a scacchi Malthe Jakobsen è comunque riuscito a issarsi in nona posizione
A completare la top 10 troviamo la seconda Aston Martin, la #009 di Marco Sørensen. Ancora una volta restano fuori dai primi dieci i big del campionato: la migliore delle Toyota GR010 Hybrid è la #8 di Ryo Hirakawa, solo dodicesima a sette decimi dalla vetta, mentre in casa BMW il turno è stato decisamente opaco, con la #20 di Sheldon van der Linde ferma al sedicesimo posto. L’unico brivido della sessione è stato un breve regime di Full Course Yellow per ripulire la pista da alcuni detriti.
Se nella classe regina i distacchi sono minimi, in LMGT3 si è arrivati al paradosso, con i primi due equipaggi capaci di stampare un tempo identico al millesimo. A svettare ufficialmente in cima alla classifica è la Mercedes-AMG GT3 Evo #61 di Iron Lynx grazie all’1:34.283 siglato da Rui Andrade; pochi minuti più tardi, però, Clemens Schmid ha bloccato i cronometri sullo stesso identico tempo al volante della Lexus RC F GT3 #87 del team Akkodis ASP. La coppia di testa ha inflitto 133 millesimi di distacco alla Ferrari 296 GT3 #21 di Simon Mann, terza davanti alla Ford Mustang GT3 #88 di Giammarco Levorato e alla BMW M4 GT3 #69 del Team WRT guidata da Anthony McIntosh.
Curiosamente, il festival dei tempi speculari non è finito qui: anche le due Aston Martin Vantage GT3 dell’Heart of Racing Team hanno fatto registrare lo stesso identico crono, chiudendo nelle ultime due posizioni della top ten. I giochi finti sono finiti, ora l’attenzione si sposta sulle qualifiche.
Media: FIA WEC / DPPI
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