Antonio Giovinazzi firma il tempo, davanti a Hirakawa. Prime quattro vetture in 93 millesimi. Terza la Ferrari #50, quarta la Peugeot #94
Sono appena finite le qualifiche in quel dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Entrambe le classi hanno saputo regalare emozioni, con la classe Hypercar in particolare a regalare le emozioni durante la Hyperpole. Ferrari è riuscita a non deludere il pubblico di casa portandosi in prima e terza posizione, ma il rischio di beffa da parte d Toyota non è stato basso. Per un attimo, la casa giapponese si era infatti issata alla vetta della classifica. Qui sotto, la disamina delle qualifiche e delle hyperpole per GT3 e Hypercar.

Hypercar – Qualifiche
Il sabato pomeriggio di Imola si è aperto sotto il segno del Cavallino Rampante. La prima fase di Qualifiche della classe Hypercar, fondamentale per stabilire i dieci equipaggi ammessi alla successiva caccia della pole position, ha confermato le gerarchie viste nelle libere, mettendo però a nudo le difficoltà di alcuni grandi costruttori, costretti a chiudere in anticipo i giochi per le posizioni di vertice.
Appena il semaforo in fondo alla pit lane è diventato verde, le Ferrari 499P sono scese in pista con l’obiettivo chiaro di mettere al sicuro il risultato. Antonio Fuoco, sulla vettura #50, ha immediatamente stampato un tempo di 1:30.199, un riferimento sicuramente notevole. Alle sue spalle si è subito accodato Antonio Giovinazzi con la #51 staccato di circa un decimo, blindando una doppietta provvisoria che ha resistito per gran parte della sessione. Alle loro spalle l’Alpine #35 di Charles Milesi si è messa in terza posizione, confermando i progressi del marchio francese già intravisti durante il venerdì.
Se davanti si lottava per il centesimo, nelle retrovie la battaglia è stata drammatica per evitare l’esclusione dalla top 10. Il verdetto del cronometro è andato sicuramente contro Genesis Magma Racing. Il debutto del costruttore coreano è stato infatti più complicato del previsto, con le vetture numero #17 e #19 rimaste relegate nelle ultime due posizioni della classe regina senza mai dare l’impressione di poter impensierire gli altri. Comunque, non è un brutto inizio per la GMR-001.
Anche per l’Aston Martin è stata una sessione da dimenticare, con entrambe le auto ufficiali rimaste escluse dai primi dieci e in palese difficoltà nel digerire i tecnici cordoli imolesi. Lo stesso destino è toccato alla Peugeot numero #93 e all’Alpine numero #36, così come la Cadillac #38 del team JOTA.
Con la bandiera a scacchi calata sulla prima sessione, si è delineato il quadro dei dieci finalisti. Ferrari e Toyota sono passate con entrambe le vetture ufficiali, raggiunte dalla Ferrari #83 di AF Corse, autrice di un ottimo balzo in avanti con Robert Kubica nel finale. Hanno centrato l’obiettivo anche le due BMW del team WRT, la Peugeot #94, la Cadillac #12 e l’Alpine #35. Questi dieci equipaggi si contenderanno ora la posizione di partenza più prestigiosa per la gara di domani, mentre per tutti gli altri la griglia è ormai definita.
Hypercar – Hyperpole
Dopo i primi giri di warm-up necessari per portare gli pneumatici Michelin nella corretta finestra di utilizzo, la Peugeot ha lanciato il primo guanto di sfida portandosi momentaneamente al comando. Tuttavia, la risposta della Ferrari non si è fatta attendere: nel secondo “push”, Antonio Giovinazzi ha preso il comando delle operazioni portando la 499P #51 davanti alla vettura gemella di Antonio Fuoco, con la Peugeot rimasta in scia a soli 54 millesimi di distacco.
Il finale di sessione è stato un crescendo di emozioni. Mentre Robert Kubica sulla Ferrari #83 faticava a trovare il giro perfetto, la Peugeot #94 di Malthe Jakobsen tornava all’attacco salendo al secondo posto a un solo minuto dalla bandiera a scacchi. Proprio quando il verdetto sembrava scritto, la Toyota #8 di Ryo Hirakawa è riuscita a inserirsi nel gruppo di testa, chiudendo a un soffio dal primato.
Al termine della Hyperpole, Antonio Giovinazzi si è confermato “poleman” di giornata con un tempo di 1:30.127. La densità prestazionale in vetta è stata però sbalorditiva: la Toyota #8 ha agguantato la seconda posizione con un distacco di appena 11 millesimi, mentre Antonio Fuoco ha chiuso terzo sulla Ferrari #50 a soli 40 millesimi dal compagno di squadra. A completare un quartetto di testa racchiuso in meno di un decimo (73 millesimi per l’esattezza) è stata la Peugeot numero 94, autrice di una prestazione maiuscola.
Dietro i quattro battistrada, la griglia vede la Cadillac #12 in quinta posizione, seguita dalla Toyota #7 e dall’Alpine numero 35. La Ferrari #83 scatterà dall’ottava piazzola, mentre le due BMW del team WRT completano la top 10 in nona e decima posizione. La sessione non ha registrato nè interruzioni nè uscite di pista rilevanti.
LMGT3 – Qualifiche
La prima sessione della qualifica della classe LMGT3 a Imola ha visto una netta supremazia della Corvette Z06 GT3.R #34. Peter Dempsey ha dominato la scena fermando il cronometro a 1:41.642, rifilando distacchi importanti a tutto il resto della griglia e confermando la bontà del progetto americano.
Alle spalle del leader, la lotta per i posti validi per la top 10 è stata serratissima. Anthony McIntosh, al volante della BMW M4 GT3 #69, ha ottenuto il secondo tempo in 1:42.315, pur accusando un distacco di oltre sei decimi dalla vetta. La casa bavarese ha mostrato un’ottima solidità piazzando anche Darren Leung in terza posizione, staccato di soli 113 millesimi dal compagno di marca.
La varietà dei costruttori pronti a darsi battaglia nella sessione finale è emersa chiaramente dai distacchi minimi tra gli inseguitori. Martin Berry ha portato la Mercedes-AMG #61 di Iron Lynx al quarto posto, precedendo di un soffio la Lexus di Tom Van Rompuy, quinto con un tempo di 1:42.815. Ottima prestazione per l’italiano Stefano Gattuso, che è riuscito a centrare l’accesso alla Hyperpole chiudendo sesto sulla Ford Mustang #88, a poco più di un secondo dal tempo di Dempsey.
Le ultime posizioni utili per la qualifica finale sono state occupate dalla Ferrari 296 GT3 di François Hériau, settimo, e dalla seconda Lexus Akkodis ASP guidata da Petru Umbrărescu. A chiudere la lista dei dieci piloti ammessi alla sfida per la pole position sono stati Antares Au, nono su McLaren dopo una sessione in sordina, e James Cottingham, decimo con la Porsche #91. Restano invece escluse dalla Hyperpole entrambe le Aston Martin, che avevano mostrato i muscoli nelle prove libere. Fuori anche una vettura a testa per Porsche, Ford, Corvette, McLaren e Mercedes.
LMGT3 – Hyperpole
Le dieci vetture qualificate sono andate verso altri dieci minuti di Hyperpole, per decretare l’ordine di partenza. Se nella sessione il colpo di scena è mancato, questa volta c’è stato eccome. Infatti, la caccia alla pole position della classe LMGT3 si è chiusa con una bandiera rossa che ha congelato la classifica. A provocare l’interruzione è stata proprio l’auto che aveva impressionato di più nelle prime fasi: la Corvette #34 di Salih Yoluc, finita fuori pista dopo aver dominato la prima parte delle qualifiche.

Il crash ha consegnato la pole position alla McLaren #10 del team United Autosports (Garage 59), guidata dal rookie Tom Fleming, capace di fermare il cronometro sull’1:41.181 nel suo ultimo tentativo. Una prestazione maiuscola che ha permesso alla casa britannica di precedere un duo inedito in prima fila, quello delle sorprendenti Lexus #78 e #87, apparse estremamente a loro agio sui cordoli del tracciato del Santerno.
Dietro i primi tre, le BMW #32 e #69 hanno confermato la solidità del marchio bavarese occupando la quarta e quinta piazza, mentre la Mercedes #61, che nelle fasi iniziali della Hyperpole aveva avuto il sogno del primato provvisorio, ha chiuso in sesta posizione. Settima piazza per la Ferrari #21, la migliore delle “Rosse” in questa sessione, ad oltre un secondo seguita dalla Porsche #91, dalla Ford #88 e dalla sfortunata Corvette #34, che scatterà decima.
L’appuntamento per gli appassionati è ora fissato per domani, domenica 19 aprile, alle ore 13:00.
Media: Foto Bonora Agency
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