Il pilota svizzero si è raccontato ai microfoni di P300.it nella giornata di giovedì, prima del weekend della 6h di Imola 2026
da Imola – Raffaele Marciello è stato raggiunto nella giornata di giovedì per rilasciare qualche dichiarazione sul prologo e su quello che sarà il primo weekend di gara per il WEC 2026. Spazio anche a domande sul passato, buona lettura!
P300: Ciao Raffaele, grazie di essere qui con noi. Siamo qui a Imola per questa gara di casa. Il prologo di martedì è stato complicato: pioggia al mattino, poi l’asfalto si è asciugato. Come ti sei trovato sulla macchina?
Raffaele Marciello: “Sì, al mattino abbiamo avuto un problema al motore e lo abbiamo dovuto sostituire per precauzione, quindi non abbiamo girato moltissimo. Alla fine, però, è andata abbastanza bene. Su questa pista siamo stati piuttosto competitivi in passato, quindi siamo fiduciosi per il weekend.”
P300: Il pomeriggio è andato meglio, abbiamo visto giri interessanti. Venerdì però si riparte da zero con condizioni diverse. Come state lavorando con il team per adattarvi a questo cambio meteo?
Raffaele Marciello: “Beh, si sapeva che martedì sarebbe stato piovoso e il weekend asciutto (e più caldo nel pomeriggio). Alla fine la pista e la macchina restano le stesse: si tratta solo di affinare il setup e le pressioni delle gomme, senza inventarsi nulla di stravolto. Come dicevo, su questo tracciato andiamo bene; forse alcuni avversari sono più potenti o forti di noi, ma quando sei lì te la giochi.”
P300: Com’è il rapporto con i tuoi compagni di squadra? C’è un buon feeling nella condivisione dell’auto?
Raffaele Marciello: “Mi trovo molto bene, sia con i miei compagni di equipaggio sia con i ragazzi della macchina #20 (René Rast, Sheldon van der Linde e Robin Frijns). Siamo un bel gruppo e non è scontato: passiamo tantissimo tempo insieme, dalle colazioni alle cene. Rispetto ad altre esperienze passate o ad altri costruttori dove magari ogni pilota vuole emergere come il più forte, qui c’è un’atmosfera davvero bella, anche con i piloti GT come Augusto Farfus e Dan Harper.”
P300: Chi vedi davanti in questo weekend e dove vi collocate voi?
Raffaele Marciello: “Ovviamente c’è la Ferrari, che in testa potrebbe avere un po’ di margine. Dietro prevedo una bella lotta, siamo tutti molto vicini: Alpine, Cadillac… l’unica incognita è la Toyota, non si capisce bene dove siano. Ma siamo tutti lì, a parte Ferrari che sembra avere un passo in più.”
P300: Riguardo alla pista, cosa ne pensi delle modifiche ai cordoli? Hanno cambiato il modo di guidare?
Raffaele Marciello: “Onestamente mi sembrano uguali a prima. Li hanno riverniciati e forse rialzati leggermente in alcuni punti, ma non sento una grande differenza nella guida.”
P300: Facciamo un salto indietro: Macao. Per me è una delle gare più belle del mondo, quasi impareggiabile per le condizioni che ha. Tu l’hai vinta due volte, che ricordi hai?
Marciello: “Concordo, è una delle gare più belle e sono sempre felice di tornarci a novembre. L’ho vinta due volte e avrei potuto vincerne altre: nel 2018 partivo primo ma Augusto (Farfus) mi ha superato perché la sua auto era più veloce sul dritto; un altro anno, durante il Covid, la macchina si è rotta mentre ero in testa. L’anno scorso ho fatto il massimo: si è visto quanto faticassero le altre BMW, ma io in qualifica e in partenza sono riuscito a stare davanti. Passare le Ferrari era praticamente impossibile, andavano troppo forte, quindi averne tenuta dietro una è stato un buon risultato.”
P300: Come valuti questa prima parte di stagione?
Raffaele Marciello: Direi abbastanza bene. A Daytona siamo stati un po’ sfortunati, ma a Bathurst abbiamo fatto un ottimo secondo posto, punti importanti per il campionato. Anche al Paul Ricard abbiamo avuto qualche problema di velocità di punta, ma siamo comunque in corsa. Ogni gara, come questa di 6 ore, mette in palio molti punti ed è fondamentale per il GT World Challenge.
P300: Una mia curiosità, qual è la macchina preferita che tu abbia mai guidato?
Raffaele Marciello: Dire la Formula 1 sarebbe scontato, e poi l’ho guidata in anni in cui non erano così estreme. Per me le più belle restano la World Series o la Formula 3 di qualche anno fa: quelle col cassoncino d’aspirazione laterale, il cambio sequenziale a leva (non al volante) e la frizione a pedale per la partenza. Quelle erano davvero belle da guidare.
Un grazie a Raffaele Marciello per il tempo dedicatoci e a BMW per l’ospitalità.
Media: DPPI
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








