In una Imola tra sole, pioggia e vento, Toyota doma il cavallino rampante. BMW in rimonta si prende il successo in LMGT3
da Imola – La 6 Ore di Imola si chiude con un verdetto amaro per le 92mila persone presenti all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari durante il weekend. Nonostante una partenza dominante, la Ferrari ha dovuto cedere il passo alla solidità tattica della Toyota, che ha celebrato nel migliore dei modi la sua centesima presenza nel FIA World Endurance Championship. In GT3, successo per BMW e per la vettura #69, dopo che la McLaren in testa ha ceduto negli ultimi momenti a causa di un problema tecnico. Qui i risultati di entrambe le classi.
Hypercar – Toyota fa come nel 2024, vincendo a Imola
Colpaccio grosso per Toyota a casa della Ferrari: la #8 si piazza davanti a tutti con una strategia eseguita alla perfezione, massimizzando quello che era a disposizione della corazzata giapponese. La TR010 si è dimostrata impeccabile nella gestione delle gomme, e il trio Buemi/Hartley/Hirakawa ha così conquistato la vittoria, davanti alla Ferrari #51.
Il successo giapponese è maturato nel corso della terza ora, quando il muretto Toyota ha scelto di non cambiare pneumatici durante la seconda tornata di soste, guadagnando il vantaggio di posizione sulla Ferrari #51 che, al contrario, aveva optato per il cambio di due gomme.

Un momento chiave è stato rappresentato dalla Virtual Safety Car causata dall’uscita di pista della Peugeot di Nick Cassidy: questa neutralizzazione ha permesso a Hirakawa di montare gomme fresche senza perdere tempo prezioso, consolidando la leadership. Nonostante la pioggia minacciata per l’intero finale di gara non sia mai arrivata a rimescolare davvero le carte, Buemi ha gestito con freddezza la carica di Antonio Giovinazzi, chiudendo con un margine di 13,352 secondi sulla Ferrari.
Il podio è stato completato dalla seconda Toyota, la #7 di Kobayashi, de Vries e Conway, che ha beneficiato a sua volta di una strategia aggressiva sui pit stop. Molto bene anche Alpine, che chiude in quarta posizione con la #35 davanti alla BMW #20 di Rast/Frijns. Non male anche Genesis, che mostra segnali incoraggianti nonostante una prestazione opaca.
I risultati completi possono essere consultati qui.
Qui la trascrizione delle dichiarazioni dei piloti della #8, durante la conferenza stampa post-gara:
Parleremo prima con Brendon Hartley, che ha iniziato la gara ottenendo la sua dodicesima vittoria nel WEC. Brendon, è stata necessaria molta pazienza in quegli stint iniziali, dato che le nuove gomme medie sono state usate per un triplo stint. Spiegaci nel dettaglio la tua missione in quella prima fase di gara, perché è stata assolutamente cruciale.
Brendon Hartley: “Sì, penso che la cosa davvero fondamentale sia successa ieri, con Ryo che ha messo la macchina in prima fila, cosa arrivata quasi dal nulla. Non ce lo aspettavamo prima delle qualifiche, quindi ci ha davvero dato la spinta e il vento a favore prima ancora che la gara iniziasse. Poi ho perso una posizione rispetto alla numero 50 alla prima curva; lui è partito con le morbide, quindi sapevo che sarebbe stata una sfida tenerlo dietro.“
“Abbiamo mantenuto la calma, gestito le gomme e penso che oggi la squadra abbia giocato la strategia alla perfezione. Fare il triplo stint ci ha permesso di guadagnare posizione in pista; siamo stati anche un po’ fortunati con la Virtual Safety Car proprio nel momento di cambiare le gomme. E poi, alla fine, il grande sforzo di squadra con Kamui che è rimasto fuori scavalcando la 51 ci ha dato spazio e un po’ di respiro. È stato bello vedere un tale lavoro di squadra e una gara senza errori da parte di nessuno. Un grazie ai colleghi in Giappone e a Colonia: c’è molto impegno dietro questa nuova macchina e vincere qui con la nuova livrea rossa è speciale. Tra l’altro è bellissima.”
Passiamo ora a Ryo Hirakawa, alla sua settima vittoria personale nel WEC. Il duro lavoro paga: hai dovuto assorbire molta pressione dalla Ferrari #51 di Pier Guidi. Raccontaci i tuoi stint.
Ryo Hirakawa: “Sì, ho preso la macchina da Brendon continuando con le gomme usate, che avevano già finito il doppio stint. In quel momento mi sentivo bene e Brendon aveva gestito tutto al meglio. Subito dopo abbiamo avuto la neutralizzazione, quindi sono rimasto in pista mantenendo la posizione. Dopo, però, la 51 era molto forte: erano sempre dietro di me a fare pressione, ma la macchina era davvero bella da guidare. Sono riuscito a resistere e persino a creare un distacco alla fine. Sono molto felice.”
Passiamo a Sébastien Buemi, che ha tagliato il traguardo. Con la minaccia della pioggia e la gestione critica di carburante e gomme, deve essere stata dura.
Sébastien Buemi: “Sì, prima di tutto vorrei congratularmi con i miei compagni perché hanno fatto la maggior parte del lavoro. Io dovevo solo assicurarmi di restare in pista. Ma come dici tu, quando inizia a piovere non è mai facile sapere quanto margine prendersi e in quale momento le gomme cederanno. Qui ci sono molte vie di fuga in ghiaia, quindi non vuoi assolutamente frenare troppo tardi. Essendo in testa tendi a prenderti un po’ più di margine, cosa che ho fatto, ma la macchina era sotto controllo. Un grande grazie ai ragazzi di Colonia e Higashi-Fuji. Oggi potevamo lottare con gli altri e non vedo l’ora di andare a Spa.”
LMGT3 – WRT rimonta e vince davanti a tutti
Nella classe LMGT3, la vittoria è stata decisa da un dramma meccanico consumatosi nell’ultima ora di gara. La McLaren 720S GT3 Evo #10 del team Garage 59, partita dalla pole e leader per gran parte della corsa grazie a una strategia non convenzionale. Il team composto da Au, Fleming e Kirchhofer ha visto sfumare il successo a pochi chilometri dal traguardo, nonostante una super partenza di Antares Au e uno stint clamoroso di Kirchhofer.

La porta è stata spalancata alla BMW M4 GT3 #69 del Team WRT. L’equipaggio formato da Anthony McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper ne ha approfittato prontamente, portando la vettura con la storica livrea “TicTac” sul gradino più alto del podio. Il finale è stato comunque al cardiopalma: Harper ha dovuto difendersi dalla Chevrolet Corvette #33 pilotata da Nicky Catsburg, che ha tagliato il traguardo con un distacco di appena 0,265 secondi. L’alfiere Corvette, infatti, stava recuperando ad un tratto più di mezzo secondo a giro.
A podio una Porsche, in maniera piuttosto inaspettata: la The Bend Manthey di Pera/Shahin/Lietz, che ha saputo recuperare 9 posizioni rispetto al via. Un risultato interessante, visto che la Gemella di DK Engineering ha seguito subito dopo in quarta posizione. In quinta posizione ha chiuso l’altra BMW WRT fi Gealel/Farfus/Leung, anche loro in rimonta dopo una qualifica terminata in P8.
I risultati completi possono essere consultati qui.
Qui sotto la trascrizione delle dichiarazioni rilasciate dall’equipaggio #69 nella conferenza stampa post-gara.
Bene, ora passiamo ai vincitori della classe LMGT3: il team numero 69 WRT (BMW M4). Seconda vittoria per il team in tre gare qui a Imola. Parliamo prima con Anthony McIntosh: prima vittoria nel WEC dopo la pole dell’anno scorso in Brasile. Un intrattenimento fantastico nelle prime due ore.
Anthony McIntosh: “La macchina per me, essendo un Bronze, era settata alla perfezione. All’inizio è stato strano perché dovevamo guidarla diversamente: sapevamo di non essere i più veloci sul dritto. Abbiamo cambiato il piano per metà e fine stint e questo ha aiutato il mio stile. Quando sono uscito ho notato che altri piloti avevano gomme nuove, ma dopo sei giri ho capito che potevo gestire la situazione. Ho conservato carburante aspettando che le loro gomme finissero e poi ho scelto strategicamente i punti dove colpire. Sorpassare la Lexus è diverso dal farlo con la Mustang o la McLaren. Sapevo di dover inventare qualcosa in punti diversi per passare con decisione e scappare via.”
Passiamo a Parker Thompson, al debutto vincente. Raccontaci questo traguardo.
Parker Thompson: “Incredibile. Non ringrazierò mai abbastanza Tony McIntosh per avermi portato qui. I fan a Imola sono unici e quello che ho vissuto oggi era nella mia lista dei desideri. Il team WRT è imbattibile per strategia e preparazione. Vogliamo essere campioni del mondo e questo è il primo passo. Complimenti a Tony: ieri ci ha portato in Hyperpole e oggi ha fatto sorpassi che solitamente non vedi fare ai Bronze. Il mio stint? Piuttosto noioso, sono rimasto in posizione e poi ho passato la palla a Dan. Lui viene dall’Irlanda e lì piove spesso: quando è arrivato il brutto tempo, non c’era uomo migliore da avere in macchina.”
Dan Harper, vittoria per 0,265 secondi. Vicinissimi, dopo la rimonta sulla McLaren e un Nicky Catsburg scatenato alle tue spalle.
Dan Harper: “Non è stata una passeggiata. Ho corso qui nel WEC in passato, ma questa serie GT mi mancava. Questi ragazzi e il team WRT mi hanno facilitato il compito. Il mio lavoro era chiudere la gara. In certi momenti sentivo di avere il controllo, in altri vedevo Nicky arrivare velocissimo. Alla fine c’è stata un’incomprensione: il team faticava a capire se le Hypercar ci avrebbero doppiato ancora. Non sapevo se mancassero due o tre giri ed eravamo al limite col carburante. Mi hanno detto ‘due giri alla fine’, così all’ultima curva ho iniziato a festeggiare pensando fosse finita, invece mi hanno urlato: ‘No, inizia ora l’ultimo giro!’. Nicky era vicinissimo, sudavo freddo, ma ce l’abbiamo fatta.”
Dopo la consegna del Goodyear Wingfoot Award a Tom Fleming (Garage 59), passiamo alle domande della platea. Anthony, ieri un pilota BMW (Juha Miettinen, ndr) è rimasto tragicamente ucciso in un altro evento. Quali sono i tuoi pensieri?
Anthony McIntosh: “La cosa strana è che io ho iniziato a correre perché sono quasi morto in ospedale anni fa. Ho detto addio ai miei figli, è stato tragico. Quando ne sono uscito è arrivato il COVID. Ho trovato le corse proprio perché stavo per morire. Non avevo mai avuto una bella macchina, ho preso la licenza solo per guidare in pista e questo mi ha portato fino a qui. Correre è la mia passione. Se accadesse a me, sarei triste per chi mi sta intorno, ma so che morirei facendo qualcosa che amo. Le corse mi hanno salvato la vita. È una tragedia, fa parte dello sport e come pilota devi sapere che può succedere in qualsiasi momento.”
Questo è tutto per il weekend di Imola. Appuntamento la seconda settimana di maggio per la 6h di Spa-Francorchamps, secondo appuntamento del mondiale endurance 2026.
Media: Foto Bonora Agency
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