WEC | 6h di Imola 2026, intervista doppia ad Antares Au e a Benjamin Goethe: “Garage 59 si merita di essere dov’è. Il team supera le difficoltà in maniera notevole”

Di: Riccardo Puccetti rick.pct
Pubblicato il 17 Aprile 2026 - 20:00
Tempo di lettura: 6 minuti
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WEC | 6h di Imola 2026, intervista doppia ad Antares Au e a Benjamin Goethe: “Garage 59 si merita di essere dov’è. Il team supera le difficoltà in maniera notevole”

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da Imola – In questa intervista doppia realizzata nell’hospitality di Garage 59, team inglese che debutta nel WEC quest’anno, ai microfoni di P300.it hanno parlato Antares Au e Benjamin Goethe, due esperti del mondo GT che hanno corso, per citare qualche serie, in Asian Le Mans Series e in GT World Challenge. Ecco le loro parole.

P300: Com’è andato il Prologo? Abbiamo avuto condizioni miste, tra asciutto e bagnato, che probabilmente non vedremo nel weekend. Che dati avete raccolto?

Benjamin Goethe: “Come hai detto, il Prologo è stato caratterizzato da condizioni variabili. Sembra che per il resto del weekend sarà asciutto, quindi in termini di dati puri non è stato il Prologo più indicativo, ma abbiamo comunque imparato cose utili sulle gomme da bagnato e sulle pressioni in caso di pioggia futura. Non è stato inutile. Siamo riusciti a girare anche sull’asciutto, il che è stato super utile per preparare questo fine settimana. Il passo sembra buono.”

Antares Au: “Confermo quanto detto da Benji. Anche se le condizioni non erano quelle che ci aspettavamo per la gara, per il team è il primo anno in questo campionato e c’è una quantità enorme di dati da raccogliere. Spesso non è il bagnato estremo o l’asciutto totale a metterti in difficoltà, ma le condizioni intermedie, ed è esattamente quello che abbiamo avuto nel Prologo. Le macchine sembrano essere nella giusta finestra di utilizzo. Curiosamente, entrambe le nostre vetture hanno fatto registrare il record di velocità massima, quindi non ci lamentiamo, anche se essere veloci in rettilineo non serve a molto se non lo sei anche in curva. Ci stiamo lavorando.”

P300: Imola è un tracciato molto tecnico. Molti piloti dicono che sia quasi troppo stretto per il WEC. Qual è il vostro rapporto con questa pista?

Antares Au: “Non ero mai stato a Imola prima del WEC, ci ho fatto solo due giorni di test. Penso che sia fantastica, assolutamente fantastica. È una pista “da piloti”. Ti punisce al minimo errore. Stamattina (FP1) ho commesso un piccolo sbaglio che ha quasi messo fine al nostro weekend; questo ti ricorda che qui si fa sul serio. Amo la storia di questo posto e la sfida che offre. Sì, è stretta, ma fa parte del fascino del WEC.”

Benjamin Goethe: “Io ci ho corso solo una volta, nel 2022. È una pista che ho amato appena arrivato. È tecnica, con tante variazioni di curve, ma molto divertente da guidare e molto fluida. Non è la più facile per sorpassare ed è stretta, quindi con le Hypercar e le GT la gestione del traffico è complicata. Capire quando lasciarle passare non è semplice, e immagino non lo sia nemmeno per i piloti delle Hypercar. Ma in termini di puro piacere di guida, è tra le migliori. Forse lo spettacolo in gara non sarà ai livelli di altri tracciati, ma sarà comunque una bella corsa.”

Antares Au: “Aggiungo una cosa: arrivando dall’ELMS e dall’Asian Le Mans Series, sono rimasto subito impressionato dalla qualità della griglia qui. Avere le Hypercar intorno non è facile, non è “piacevole”, ma qui tutti sanno cosa stanno facendo. È molto più facile navigare qui rispetto a quando devi schivare le LMP3 che mancano i punti di frenata o le LMP2 che cercano di mettersi in mostra. Qui sono tutti professionisti.”

P300: Parliamo del team Garage 59. È la prima stagione nel WEC, un’opportunità arrivata dopo anni di successi. Come sono stati questi mesi di preparazione?

Benjamin Goethe: “United Autosports, come sapete, è ora totalmente concentrata sul programma LMDh per McLaren, e questo ha aperto lo spazio a Garage 59. Sono con loro da quattro anni e i progressi che hanno fatto sono incredibili. Meritano davvero di essere nel WEC a lottare nei campionati più importanti del mondo. Finora hanno dimostrato di appartenere a questo livello e lo dimostreranno per tutta la stagione.”

Antares Au: “Il WEC è un campionato guidato dai costruttori. Il fatto che McLaren abbia scelto Garage 59 è un grande riconoscimento per quello che hanno fatto nel GT World Challenge. Come pilota Bronze, cerchi sempre le persone giuste, il team giusto e il costruttore giusto. Arrivando da un altro marchio (Porsche), sono rimasto sinceramente colpito da come viene gestito tutto qui. Ho lavorato con diversi costruttori nell’ultimo decennio e, per essere un impegno al primo anno, è molto impressionante. C’è grande rispetto reciproco. Ogni piattaforma ha le sue sfide: le Porsche non sono perfette, hanno i loro problemi, e lo stesso vale per le McLaren. Ma vedere come il team supera le difficoltà e fornisce una macchina costantemente performante è notevole.”

P300: La gara in Qatar è stata cancellata. Com’è stato dover cambiare tutti i piani e adattarsi a Imola come primo round?

Antares Au: “È stato deludente, anche perché Qatar Airways non mi ha rimborsato i biglietti! Scherzi a parte, dobbiamo adattarci. Mi sarebbe piaciuto andare in Qatar, penso che avremmo potuto fare bene. Ma siamo alla mercé della logistica degli organizzatori. Se si corre in Europa mi sento un po’ triste perché avrei voluto quella trasferta, ma non lo controllo io.”

Benjamin Goethe: “Esatto, non controlliamo noi quello che succede nel mondo. Gareggerò ovunque sia necessario. Mi piacerebbe correre in Qatar a fine anno se la situazione si calma, ma non mi dispiacerebbe nemmeno se finissimo a Silverstone (che sarebbe la mia gara di casa) o a Portimão. Vedremo.”

P300: Da quello che dite, sembra che i piloti preferiscano piste “vere” come Imola rispetto a tracciati artificiali…

Benjamin Goethe: “Siamo in Italia, la terra dei piloti! Il cibo è migliore, il meteo è buono. Imola è una delle mie preferite.”

Antares Au: “È un mix tra la pista e le persone. Qui è il massimo che puoi trovare.”

P300: Qual è la gara che aspettate di più in questo calendario da otto round?

Benjamin Goethe:Deve essere per forza Le Mans, per il prestigio. Ci vado da quando ero bambino, mio padre ci ha corso diverse volte e l’ho guardata tantissime volte da spettatore. È il sogno di ogni pilota. Poi direi Fuji, perché ho sempre voluto andare in Giappone, e Austin.

Antares Au: “I piloti dicono di non guardare troppo avanti, quindi la mia gara preferita ora è questa: cerchiamo di fare bene a Imola. Però concordo su Le Mans. L’anno scorso ho ricevuto l’invito dopo aver vinto l’Asian Le Mans Series; abbiamo finito sesti, ma brucia ancora perché so che potevamo fare meglio e io non ho fatto abbastanza. Vorrei riprovarci per correggere i miei errori. Ma come dice Benji, nel WEC si pensa sempre a Le Mans, anche se bisogna affrontare una gara alla volta.”

P300: Benjamin, sei con Garage 59 dal 2022. La McLaren 720S non è sempre considerata l’auto più facile da gestire in GT3. Cosa ne pensi dello sviluppo?

Benjamin Goethe: Ogni anno il team ha alzato l’asticella in termini di professionalità, attenzione ai dettagli e qualità dello staff. L’organizzazione ora è eccellente e il supporto ufficiale della fabbrica McLaren aiuta tantissimo. La macchina è bellissima da guidare: quando è nella “finestra” giusta, è una delle più veloci, se non la più veloce in assoluto. Tanto di cappello allo sviluppo, ci fa sembrare dei bravi piloti quando l’auto risponde così bene.

P300: Entrambi avete corso nell’Asian Le Mans Series. Quanto vi ha aiutato quel background per prepararvi al WEC?

Antares Au: “È un vantaggio enorme. Ho fatto cinque anni consecutivi lì dove la griglia macchine è cresciuta tantissimo man mano che andavamo avanti. Se come Bronze riesci a sopravvivere in mezzo alle GT3 agguerrite, con l’aggiunta di LMP3 un po’ imprevedibili e piloti LMP2 velocissimi su una pista stretta e sabbiosa, sei pronto a tutto. Ti insegna le regole ACO: come entrare in pit lane, le procedure di partenza… è la migliore introduzione possibile. La raccomando a tutti, è quanto di più vicino esista alla realtà del WEC.”

Benjamin Goethe: “Confermo. Anche se l’ho fatta meno di Antares, è un campionato ottimo per imparare. Ogni serie ha regolamenti leggermente diversi e per me, abituato al GT World Challenge, è stato fondamentale per acquisire le abitudini richieste dai campionati ACO. E poi, se vinci, hai l’ingresso assicurato a Le Mans: una motivazione extra non da poco.”

P300: Ultima domanda: dove dovete migliorare per la qualifica di domani? Come si trova quel decimo extra in una griglia così corta e competitiva?

Antares Au: “Auto diverse fanno il tempo in settori diversi. Come pilota non devi farti condizionare se vedi qualcuno un decimo sopra o sotto. L’anno scorso qui la gara è stata vinta da chi era qualificato ultimo. Mi piace pensare che abbiamo il pacchetto giusto, ma la nostra mentalità non è ossessionata dalla qualifica. Mi piacerebbe essere veloce, certo, ma gli occhi sono puntati sul premio più grande: la gara.”

Benjamin Goethe: “Esatto, l’obiettivo principale è trovare un setup che funzioni sulla distanza. Vogliamo essere veloci per entrare in Hyperpole, ma se ci riusciamo è solo un bonus. È una gara di sei ore, lunga, può succedere di tutto. Conta la strategia, un po’ di fortuna e avere una macchina che non lotti contro di te, ma che lavori con te.”

Un grazie a Garage 59 e a Benjamin ed Antares per la disponibilità.

Media: DPPI, Francesco Bocchi

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