WEC | 24h di Le Mans 2021: Toyota trionfa in parata, vince la #7

Prima e storica vittoria per Conway, Kobayashi e López; Ferrari conquista entrambe le categorie GTE, clamoroso finale thriller in LMP2


La prima 24h di Le Mans dell’era Hypercars è andata in archivio con una parata Toyota. Le due GR010 Hybrid sono arrivate in fila, con la vincitrice #7 davanti alla scudiera #8. Primo successo assoluto per Mike Conway, Kamui Kobayashi e José María López i quali, dopo avere assistito ai trionfi dei compagni di squadra per tre anni di fila, possono finalmente gioire con il trofeo della gara endurance più importante al mondo.

Nelle ultime quattro ore la classe regina non ha visto nessuno stravolgimento. La Toyota #7 ha preceduto la #8 (Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Kazuki Nakajima) di due giri poiché quest’ultima è stata fermata durante l’ultimo pit stop, per attendere la gemella e per correre gli ultimi dieci minuti in tandem. Podio completato dalla Alpine #36, che a meno di stravolgimenti regolamentari sarà l’ultima LMP1 ad avere calcato il Circuit de la Sarthe con alla guida Nicolas Lapierre, André Negrão e Matthieu Vaxivière.

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Niente podio ma tanta gioia per Glickenhaus, che ha portato al traguardo indenni entrambe le 007 LMH al debutto assoluto a Le Mans, con quattro giri di ritardo sulle Toyota e nello stesso giro della Alpine. Quarta la #708 di Luis Felipe Derani, Franck Mailleux e Olivier Pla, quinta la #709 di Ryan Briscoe, Romain Dumas e Richard Westbrook.

Finale thriller nella categoria LMP2. Dopo un’ultima parte di gara stellare, l’Oreca #41 del team WRT si è fermata all’ultimo giro con il serbatoio completamente vuoto e il sogno di Louis Délétraz, Robert Kubica e Yifei Ye è andato in fumo. Ne ha quindi approfittato l’altra vettura della squadra belga, la #31, che con Robin Frijns ha resistito all’assalto finale portato da Tom Blomqvist sulla Jota Sport #28, tagliando il traguardo con appena sette decimi di vantaggio. Oltre al pilota olandese gioiscono anche Ferdinand Habsburg e Charles Milesi, tutti al debutto a Le Mans. Jota ha dunque concluso seconda con Sean Gelael e Stoffel Vandoorne insieme al figlio d’arte britannico. Terzo posto per il team Panis Racing con James Allen, Julien Canal e Will Stevens. Tra le LMP2 Pro-Am il successo è andato a Ben Hanley, Henrik Hedman e Juan Pablo Montoya sull’Oreca del team DragonSpeed.

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Trionfo targato Ferrari nelle due classi GTE, con la 488 vincitrice sia tra i Pro che tra gli Am. Nella categoria riservata ai piloti professionisti la #51 ha portato a termine una lunga cavalcata con il secondo successo di James Calado e Alessandro Pierguidi e il primo di Côme Ledogar, i quali hanno tagliato il traguardo con quasi 42 secondi sulla Corvette #63 di Nick Catsburg, Antonio García e Jordan Taylor, mentre Porsche ha concluso amaramente terza e quarta con la #92 davanti alla #91. Un posto sul podio, dunque, anche per Michael Christensen, Kévin Estre e Neel Jani.

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In GTE-Am AF Corse ha portato al successo un’altra vettura, la #83 pilotata da un sontuoso Nicklas Nielsen insieme a François Perrodo ed Alessio Rovera, quest’ultimo vincitore al debutto nella classicissima della Sarthe. Nelle ultime fasi di gara, l’Aston Martin #33 del team TF Sport ha pagato dazio e si è dovuta accontentare del secondo posto con Felipe Fraga, Ben Keating e Dylan Pereira, risultato comunque molto positivo se si considera l’incidente della notte alla prima chicane dell’Hunaudières. Anche il gradino più basso del podio è appannaggio di una Ferrari, la #80 del team Iron Lynx di Matteo Cressoni, Callum Ilott e Rino Mastronardi.

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Ha tagliato il traguardo finale anche l’Oreca LMP2 della categoria speciale gestita dal team di Frédéric Sausset. 32° posto assoluto per Takuma Aoki, Nigel Bailly e Matthieu Lahaye, nonostante l’incidente patito ieri pomeriggio dall’ex motociclista giapponese in uscita dalla prima variante.

La 24h di Le Mans numero 89 ha subito consacrato le nuove Hypercars come il futuro delle competizioni endurance. L’affidabilità di Toyota e Glickenhaus ha sorpreso e le prestazioni non potranno che migliorare con il passare degli anni. L’edizione 2022 vedrà il ritorno di Peugeot a dare ulteriore pepe alla sfida mentre dal 2023 il confronto si estenderà alle nuove LMDh, regolamento su cui tante Case costruttrici hanno già puntato.

Il WEC si prende ora una pausa di due mesi prima del suo rush finale. Il 30 ottobre si tornerà in pista con la 6h del Bahrain, a cui farà seguito un’altra gara da otto ore la settimana successiva.

Classifica

Immagini: TGR WEC Twitter, fiawec.com

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