WEC | 24h di Le Mans 2020 – Anteprima

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Le difficoltà patite dal mondiale endurance nell’ultimo anno si ripercuoteranno anche sulla sua corsa più importante, che resta tuttavia da seguire


L’edizione numero 88 della 24h di Le Mans non si preannuncia di certo come la più memorabile di sempre, ma il fascino di una corsa come quella della Sarthe non deve essere mai messo in discussione.

La corsa subirà le ripercussioni di un WEC in grande difficoltà, che dal 2021 cercherà di rialzarsi tramite nuovi regolamenti che cercheranno di ricomporre soprattutto la sua categoria regina, il cardine delle corse prototipi endurance.

La entry list di Le Mans 2020 vede 59 macchine ai nastri di partenza, con un parco piloti che resta di altissimo livello. Questa gara rappresenta il penultimo round del mondiale endurance 2020-2021, l’ultimo (probabilmente) a calendario stagionale e l’ultimo delle LMP1, che potranno correre anche l’anno prossimo per un ultimo campionato ma al fianco delle nuove Hypercars.

La grande favorita è naturalmente Toyota. Le due TS050 Hybrid cercheranno di portare alla Casa giapponese la terza Le Mans di fila e potranno godere di un Balance of Performance (o più propriamente detto Equivalence of Technology) meno penalizzante rispetto alle altre gare del WEC, perché per questa gara non sarà in vigore il success ballast basato sui risultati delle gare.

Il peso minimo delle due vetture ibride sarà di 895 chili, ben 37 in meno rispetto alla scorsa 6h di Spa-Francorchamps, mentre le LMP1 non-ibride ne peseranno 816. Un gap forse troppo piccolo per essere colmato da Rebellion Racing e Team ByKolles.

Le vetture non-ibride potranno godere di una minore restrizione sul carburante utilizzabile per stint, con 55,4 chili contro i 35,1 delle Toyota, e anche il diametro del bocchettone del rifornimento a 24,1 millimetri contro i 22,3 delle ibride permetterà rifornimenti leggermente più rapidi. Le Toyota dovranno inoltre rispettare il consumo energetico di 124,9 MJ al giro, limite che le LMP1 non-ibride non devono più tenere in considerazione da più di un anno ma che ha un maggior riflesso soprattutto sulla prestazione in qualifica.

I terzetti schierati dal team nipponico sono i soliti che si stanno anche giocando il titolo. Mike Conway, José María López e Kamui Kobayashi guideranno la #7 e dovranno difendere anche la leadership di campionato (12 punti) sulla #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Kazuki Nakajima in una gara che assegnerà punteggio doppio.

Due Rebellion R13 per la squadra svizzera, che con Le Mans arriverà alla conclusione del suo programma motorsport a prescindere dalla situazione di campionato che si avrà domenica pomeriggio. Sulla #1 correranno Gustavo Menezes, Norman Nato e Bruno Senna mentre sulla #3, che in questa stagione ha corso solo la 4h di Silverstone ormai un anno fa, il confermato Nathanaël Berthon verrà affiancato da Louis Délétraz e Romain Dumas, nome che ha fatto la storia di questa corsa con due vittorie assolute.

La lista delle LMP1 si chiude con la CLM P1/01 del team di Colin Kolles, che ha disertato l’intera stagione per concentrarsi sul nuovo progetto Hypercars. Sulla vettura #4 si alterneranno Tom Dillmann, Bruno Spengler e Oliver Webb. Si è invece tirato indietro all’ultimo istante il team Ginetta, che avrebbe dovuto schierare una delle sue G60 LTP1.

A Le Mans è attesa un’importante novità riguardante proprio il futuro della categoria Hypercars: nella giornata di venerdì, infatti, Peugeot svelerà definitivamente i suoi programmi per il 2022. Dopo il ritiro di Rebellion, è noto come la Casa del Leone abbia scelto Ligier come suo partner tecnico ma nient’altro si sa a proposito della vettura che verrà utilizzata dai francesi per il ritorno alle competizioni endurance. Tra qualche giorno, caleranno finalmente i veli sul nuovo progetto sportivo dei tre volte vincitori di Le Mans.

24 vetture comporranno una categoria LMP2 che tuttavia propone ben poca varietà sul piano tecnico. 20 di queste auto sono infatti Oreca, tra le varie denominazioni assunte dalla 07 del costruttore che fa capo a Hugues de Chaunac, a fronte di tre Ligier e di una sola Dallara.

Tra le otto vetture in corsa per il campionato quella da tenere in maggior considerazione è ovviamente la leader, la #22 del team United Autosports. Filipe Albuquerque, Paul di Resta e Philip Hanson comporranno uno degli equipaggi da battere e in questo caso saranno affiancati da un’altra vettura, la #32, guidata da Alex Brundle, Will Owen e Job van Uitert. I campioni in carica però sono quelli di Alpine Signatech, prossima al debutto in LMP1, con la #36 di Thomas Laurent, André Negrão e Pierre Ragues, tuttavia ben distanti nella classifica di campionato.

I primi inseguitori della compagine di Zak Brown sono i piloti del team DC Racing e in particolare Ho-Pin Tung e Will Stevens, che guideranno la #37 insieme a Gabriel Aubry. Da tenere d’occhio anche i loro compagni di squadra, che corrono sotto l’egida di Jota Sport, con il nuovo campione della Formula E António Félix da Costa affiancato da Anthony Davidson e Roberto González.

Altre due vetture di sicura competitività saranno quelle gestite da TDS Racing, la #29 del team Nederland con Giedo van der Garde e Nyck de Vries insieme a Frits van Eerd e la #26 del team G-Drive con Mikkel Jensen, Roman Rusinov e Jean-Éric Vergne. Sotto le insegne del colosso petrolifero Gazprom correrà anche la #16, gestita però dal team Algarve Pro Racing, con gli esperti Oliver Jarvis e Nick Tandy affiancati da Ryan Cullen.

Tra le note di colore più importanti ci sono anche la presenza di Juan Pablo Montoya, sostituto dell’ultimo minuto di Luis Felipe Derani sulla #21 del team DragonSpeed, la Dallara del team Cetilar Racing alla sua terza esperienza a Le Mans con Andrea Belicchi, Roberto Lacorte e Giorgio Sernagiotto e l’equipaggio tutto femminile della #50 (Richard Mille Racing, gestito da Signatech) con Tatiana Calderón, Sophia Flörsch e Beitske Visser.

Il ritiro di Ford e BMW e l’assenza di Corvette ha ridotto drasticamente il parco partenti della GTE-Pro ad otto vetture, con due Ferrari ad affiancare le sei auto full-time del WEC. In testa alla classifica di campionato ci sono Marco Sørensen e Nicki Thiim, che in questa occasione verranno affiancati sull’Aston Martin #95 da Richard Westbrook.

Le Vantage saranno anche le vetture più leggere in pista con 1246 chili contro i 1279 delle Ferrari 488 e i 1286 delle Porsche 911 RSR-19. Poche variazioni rispetto al Balance of Performance del WEC, al netto di un success ballast che anche in questo caso non viene utilizzato.

La novità regolamentare principale delle categorie GTE riguarda il tempo minimo di rifornimento, basato sulla lunghezza degli stint delle vetture. Ad ogni pit stop, ogni vettura GTE-Pro dovrà rispettare un tempo minimo di rabbocco pari a 2,5 secondi per ogni giro percorso in quello stint, mentre le GTE-Am seguiranno lo stesso calcolo con tre secondi per giro percorso. Il calcolo sarà differenziato in regime di full course yellow e, in caso di infrazione, il pit stop successivo a quello incriminato dovrà rispettare un tempo minimo più lungo.

Gli inseguitori principali dell’Aston Martin #95 in campionato sono Michael Christensen e Kévin Estre, al volante della Porsche #92 e affiancati da Laurens Vanthoor, mentre la Ferrari #51 dovrà cogliere un risultato molto importante per potersi giocare qualche carta nella 8h del Bahrain che concluderà la stagione tra due mesi. Daniel Serra si aggiungerà a James Calado e Alessandro Pierguidi per riuscire nell’intento.

Agli altri equipaggi consueti si uniranno Sam Bird sulla Ferrari #71, Frédéric Makowiecki sulla Porsche #91 e Harry Tincknell sull’Aston Martin #97. Le due wildcard Ferrari saranno curate da WeatherTech Racing (#63 con Cooper MacNeil, Jeff Segal e Toni Vilander) e Risi Competizione (82 con Sébastien Bourdais, Jules Gounon e Olivier Pla).

Emmanuel Collard, Nicklas Nielsen e François Perrodo sono i leader del campionato GTE-Am e anche l’equipaggio da battere a Le Mans, sulla Ferrari #83 del team AF Corse. La compagine di Amato Ferrari schiererà tre vetture più altre due sotto le insegne di Spirit of Race e MR Racing, un plotone molto compatto che cercherà di porsi tra la vettura “capitana” e le rivali Aston Martin e Porsche.

Entrambe le Vantage hanno ancora possibilità iridate. La #98 gestita da Paul Dalla Lana vedrà il gentleman canadese alternarsi con Ross Gunn e Augusto Farfus, mentre sulla vettura #90 del team TF Sport saliranno di nuovo Jonathan Adam, Charlie Eastwood e Salih Yoluç. La prima Porsche in classifica è invece la #57 del team Project 1, che schiererà il trio vincitore dell’edizione 2019 prima della squalifica della loro Ford privata: Jeroen Bleekemolen, Felipe Fraga e Ben Keating.

La Casa di Weissach scenderà in campo in forze, schierando i suoi giovani piloti su quasi tutte le altre vetture: Matteo Cairoli e Larry Ten Voorde sulla #56 del team Project 1, Matthew Campbell (insieme a Riccardo Pera) sulla #77 del team Dempsey-Proton, Ben Barker sulla #86 del team Gulf, Thomas Preining sulla #88 del team Dempsey-Proton e Julien Andlauer sulla #99 gestita sempre dalla squadra tedesca in collaborazione con il famoso attore statunitense.

Anche in GTE-Am gareggerà un equipaggio tutto femminile, quello della Ferrari #85 del team Iron Lynx con Rahel Frey, Michelle Gatting e Manuela Gostner.

Il Coronavirus, oltre a spostare l’evento da giugno a settembre precludendo la partecipazione di pubblico, ha comportato anche variazioni al programma del weekend. Nella giornata di giovedì si svolgeranno due sessioni di prove libere da tre ore, una alla mattina e una al pomeriggio, seguite da 45 minuti di prove ufficiali e quindi da altre quattro ore di libere in notturna; un’ulteriore ora di libere al venerdì mattina sarà seguita dalla Hyperpole, che racchiuderà le migliori sei vetture di ogni categoria al termine delle qualifiche. Anche la gara inizierà ad un orario diverso rispetto al consueto, perché lo start è previsto per le 14:30 in luogo delle solite 15:00.

Eccezion fatta per la prima sessione di libere tutto l’evento sarà teletrasmesso, come ormai consuetudine, dai canali di Eurosport.

88ème 24 Heures du Mans – Circuit de la Sarthe
Round 7/8
17-20 settembre 2020

INFO CIRCUITO

Lunghezza del circuito: 13,626 km
Tempo di gara: 24 ore
Numero di curve: 21
Senso di marcia: orario

RECORD

Distanza di gara: 24h01:23.694 (397 giri, 5410,713 km) – Timo Bernhard/Romain Dumas/Mike Rockenfeller – Audi – 2010
Giro gara LMP1:
 3:17.297 – Mike Conway – Toyota – 2019
Giro prova LMP1: 3:14.791 – Kamui Kobayashi – Toyota – 2017
Giro gara LMP2: 3:27.200 – Nathanaël Berthon – Oreca – 2018
Giro prova LMP2: 3:24.842 – Paul-Loup Chatin – Oreca – 2018
Giro gara GTE-Pro: 3:49.448 – Jan Magnussen – Corvette – 2018
Giro prova GTE-Pro: 3:47.504 – Gianmaria Bruni – Porsche – 2018
Giro gara GTE-Am: 3:52.567 – Matteo Cairoli – Porsche – 2019
Giro prova GTE-Am: 3:50.728 – Matteo Cairoli – Porsche– 2018

Vittorie pilota: 9 – Tom Kristensen
Vittorie costruttore: 19 – Porsche
Pole pilota: 5 – Jacky Ickx
Pole costruttore: 18 – Porsche
Podi pilota: 14 – Tom Kristensen
Podi costruttore: 52 – Porsche

ALBO D’ORO

PROGRAMMA

Giovedì 17 settembre
10:00-13:00 Prove Libere 1
14:00-17:00 Prove Libere 2 – Eurosport 2
17:15-18:00 Qualifiche – Eurosport 2
20:00-0:00 Prove Libere 3 – Eurosport 1

Venerdì 18 settembre
10:00-11:00 Prove Libere 4 – Eurosport 1
11:30-12:00 Hyperpole – Eurosport 1

Sabato 19 settembre
10:30-10:45 Warm-up – Eurosport 1
14:30 Gara – Eurosport 1

Immagine copertina: fiawec.com

MONOPOSTO by SAURO

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Federico Benedusi
From Ostiglia, provincia di Mantova. Aspirante giornalista e appassionato di sport sin da bambino. Tante, forse troppe le categorie di motorsport che seguo, ma il mio sempre crescente desiderio di conoscere mi impone questo...

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