WEC | 24 Ore Le Mans 2024, LMGT3-AM: Porsche Manthey piega BMW WRT, il bilancio della corsa

WEC | 24 Ore Le Mans 2024, LMGT3-AM: Porsche Manthey piega BMW WRT, il bilancio della corsa

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Tempo di lettura: 7 minuti
di Matteo Pittaccio
21 Giugno 2024 - 13:00
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Tutti i giudizi marchio per marchio della LMGT3-Am alla 24 Ore di Le Mans, vinta da Porsche e Manthey davanti a BMW-WRT e Ford-Proton Competition

Chiudiamo i verdetti della 92esima 24 Ore di Le Mans con il capitolo LMGT3-Am, all’esordio nella classica gara francese dopo i gloriosi anni delle GTE. Porsche e Manthey fanno ancora una volta la differenza, BMW-WRT resiste e Ford ottiene il primo podio con la Mustang. Deludono Corvette, Ferrari e McLaren, mentre Aston Martin vede sfuggire di mano un probabile podio con Heart of Racing.

PORSCHE: MANTHEY DOPPIA TUTTI

Al ritiro della 911 GT3 R #92 di Sturm/Bachler/Malykhin per problemi al cambio Manthey risponde con la vittoria della #91 targata EMA e guidata al trionfo da Shahin/Schuring/Lietz, quest’ultimo al quinto sigillo di categoria a Le Mans. Un successo, dunque, che fa sorridere il team di Olaf Manthey, colpito dalla perdita dell’auto in testa alla corsa ed al campionato, evento al quale ha rimediato utilizzando la Porsche gemella. Tra l’altro, sotto la bandiera a scacchi il vantaggio sulla prima auto avversaria, la BMW WRT #31, ha toccato il giro di vantaggio. Per di più, grazie alla vittoria, Shahin, Schuring e Lietz raggiungono la vetta della classifica a quota 75 punti, gli stessi della #92 di Bachler, Sturm e Malykhin, che però hanno una vittoria in meno.

BMW: WRT NON ACCUSA IL COLPO

Quando, intorno all’una di notte, la BMW #46 del Team WRT si è ritirata per l’incidente di Ahmad Al Harthy pochi metri dopo la Chicane Dunlop, le speranze della squadra di Vincent Vosse sembravano esaurirsi. Maxime Martin, Valentino Rossi e, appunto, Ahmad Al Harthy erano riusciti ad imporsi in testa alla corsa, avendo la meglio sulla Porsche PureRxcing di casa Manthey grazie ad una serie di puntuali chiamate ai box, unite ad un buon passo gara. L’umido, però, ha tradito Al Harthy, lasciando Porsche in testa e costringendo BMW a contare su una singola punta, la M4 #31 di Farfus, Gelael e Leung, più attardata. Tuttavia, all’alba la situazione è cambiata e con il ritiro della Porsche #92, WRT ha ripreso vigore, recuperando fino ad un secondo posto che sa quasi di vittoria per un equipaggio mai davvero competitivo prima della gara.

FORD: PRIME, GRANDI GIOIE PER PROTON

Nella 24 Ore di Le Mans più bagnata degli ultimi anni, contraddistinta da condizioni climatiche avverse e numerose neutralizzazioni, Ford e Proton Competition festeggiano il primo podio della nuova Mustang GT3 preparata in collaborazione con Multimatic. Ad artigliare il terzo posto sono stati Giorgio Roda, Mikkel Pedersen e Dennis Olsen, alquanto solidi e scaltri nell’approfittare degli scenari a favore per riportare l’Ovale Blu sul podio della Sarthe. Ma c’è di più, perché ad addolcire l’esito della gara in casa Ford-Proton ci hanno pensato Mies, Hartshorne e Tuck, che hanno chiuso la corsa in quarta posizione, regalando al team un bel bottino di punti nell’anno del debutto della Mustang.

LAMBORGHINI: LE IRON DAMES IN TOP5

Come per Porsche Manthey e BMW WRT, il risultato della 24 Ore per Lamborghini-Iron Lynx offre un doppio volto. Da una parte troviamo l’amarezza di Cressoni, Perera e Schiavoni, rallentati da un incidente di quest’ultimo appena superata la seconda variante del Hunadiéres; dall’altra possiamo evidenziare un piccolo sorriso per le Iron Dames, risalite fino al quinto posto dopo il contatto avvenuto nella serata di sabato con la Porsche Penske #5 nelle curve Corvette, dinamica nella quale la Huracán delle giovani ragazze (rimaste prive di Doriane Pin, assente per un infortunio alle costole) è finita fuori pista perdendo parecchi secondi. Una buona strategia, unita ai già citati ritiri della Porsche #92 e della BMW #46, ha permesso alle Dame di chiudere al quinto posto.

FERRARI: UNA 24 ORE SENZA SPUNTI

Al successo assoluto con la 499P Ferrari non allega grandi traguardi con la 296 GT3, vettura che a Le Mans ha raccolto meno del previsto con AF Corse, Spirit of Race, GR Racing e JMW. La formazione di Amato Ferrari è stata la migliore sotto la bandiera a scacchi con la #55 di Heriau, Mann e Rovera, mentre la #54 è stata vittima di un incidente alla Chicane Dunlop, dove Thomas Flohr ha perso il controllo danneggiando criticamente la 296 condivisa con Castellacci e Rigon. Tanti problemi anche per la #155 di Spirit of Race, guidata da Conrad e Johnny Laursen insieme a Jordan Taylor. Nelle ore notturne l’equipaggio è stato colpito da un’altra vettura mentre lottava per la Top5 e, una volta sistemati i danni, il team seguito da Formula Racing/AF Corse ha rimontato fino all’ottavo posto.

Frustrazione anche in casa GR Racing, impossibilitata a partecipare alle qualifiche per via di un problema tecnico e, per questo, partita dal fondo. La corsa non si è chiusa nel migliore dei modi, anzi, la 296 di Wainwright, Serra e Pera si è fermata in pista a soli trenta minuti dalla fine, relegando il team al dodicesimo posto. Niente bandiera a scacchi per JMW Motorsport, scattata dal terzo posto con Petrobelli, Ten Voord e Yoluç e forte di un buon passo, non concretizzato a causa di un’avaria occorsa intorno alla nona ora.

LEXUS: DUE AUTO IN TOP10, MA POTEVA ANDARE MEGLIO

A Le Mans si è finalmente vista anche Lexus nelle posizioni di vertice, decisamente lontane nelle prime gare della RC-F GT3 nel FIA WEC. Akkodis ASP ha lavorato davvero bene, accogliendo il campione IMSA Jack Hawksworth nel team in sostituzione di José Maria Lopez, tornato in Toyota per colmare il vuoto lasciato da Mike Conway, infortunatosi in bicicletta. Entrambe le auto hanno raggiunto la bandiera a scacchi arpionando la top10 con la #78 di Robin/Boguslavskiy/K. van der Linde al settimo posto e la #87 di Kimura/Masson/Hawskworth al decimo, ma il bilancio sarebbe stato addirittura migliore se la squadra fosse rimasta lontana da penalità e inconvenienti. La #78 ha dovuto scontare due sanzioni da 10 secondi e un Drive Through per aver superato in regime di Safety Car, mentre la #87 ha compiuto delle infrazioni sia in pit lane che nelle Slow Zones. Ciò nonostante, Kimura/Masson/Hawskworth hanno raggiunto le ultime ore battagliando per il podio, ma i sogni si sono infranti quando il cofano si è staccato all’improvviso, coprendo il parabrezza e costringendo l’equipaggio ad un pit stop di emergenza.

ASTON MARTIN: D’STATION AL NONO POSTO, BRUTTO INCIDENTE PER MANCINELLI

Inclusa nella contesa per la vittoria fino a domenica mattina, Aston Martin ha improvvisamente abbandonato la corsa con la Heart of Racing #27, scontratasi violentemente contro le barriere di gomme a Indianapolis e cappottatasi nel giro di pochi secondi. In quel momento alla guida c’era il nostro Daniel Mancinelli, finito sull’umido con le gomme slick nel tentativo di dare strada alla Ferrari #51. Nessuna conseguenza fisica per l’italiano, sicuramente amareggiato per aver perso un ipotetico podio in compagnia di Ian James e Alex Riberas. La seconda Vantage, quella affidata a D’Station Racing, ha invece completato la corsa al nono posto con Sørensen, Bastard e Hoshino, risultato che non basta a consolare il reparto corse Aston Martin.

CORVETTE: LA PRIMA LE MANS CON TF SPORT È DA DIMENTICARE

Vi ricordate il trionfo Corvette con Keating, Catsburg e Varrone nel 2023? Ecco, quest’anno la 24 Ore di Le Mans non è andata allo stesso modo per il marchio americano, per la prima volta supportato da TF Sport. Tra qualche sbavatura di troppo e un passo non all’altezza dei migliori equipaggi, Corvette si è accontentata dell’undicesimo posto della #82 di Juncadella/Baud/Koizumi e del quindicesimo della #81, guidata da Eastwood, Andrade e Van Rompuy. La squadra sperava in un esito diverso, ma sa in quali reparti sia necessario intervenire per prendere la direzione giusta.

MCLAREN: UNITED AUTOSPORTS RITIRA ENTRAMBE LE AUTO

Tra le squadre più competitive della prima 24 Ore di Le Mans della classe LMGT3-Am c’è stata indubbiamente McLaren, seguita nelle attività in pista da United Autosports e Inception Racing. La 720s EVO si è sempre ben comportata, ottenendo la Pole con la #70 di Inception affidata a Schandorff, Millroy e Iribe. In gara, però, la storia è andata diversamente e una raffica di problemi tecnici ha colpito il marchio inglese. United Autosports ha dichiarato il ritiro di entrambe le auto nell’arco di 8 giri, alzando bandiera bianca mentre lottava per il podio con entrambe le auto. La #95 di Pino/Sato/Hamaguchi è andata ko per un problema al motore nel corso del 212° giro e, poco dopo, la #59 di Cottingham/Costa/Saucy si è fermata in pista. L’unica 720S ad aver tagliato il traguardo è stata la #70 di Inception by Optimum, solamente tredicesima. Una Le Mans che sa di occasione sprecata per McLaren.

Immagine di copertina: Porsche Motorsport – X

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