WEC | 24 Ore di Le Mans 2024, Alex Palou: “questa pista ha un carattere che non mi aspettavo”

WEC | 24 Ore di Le Mans 2024, Alex Palou: “questa pista ha un carattere che non mi aspettavo”

IntervisteWEC
Tempo di lettura: 5 minuti
di Matteo Pittaccio
13 Giugno 2024 - 15:44
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Alex Palou ci racconta il debutto nella 24 Ore di Le Mans, parlando anche di IndyCar e del futuro della serie

Il due volte campione della NTT IndyCar Series ha parlato ai nostri microfoni del proprio esordio nella 24 Ore di Le Mans, corsa in compagnia di Alex Lynn ed Earl Bamber sulla Cadillac #2. Avendo già gareggiato in IMSA questa non sarà la prima uscita per Palou nell’endurance, ma per Palou il Circuit de La Sarthe è stato una sorpresa. In più, il catalano ha tratto un bilancio sulla prima parte di stagione in IndyCar, approfondendo anche la questione motori ibridi.

Ciao Alex, debutto per te a Le Mans, come ti senti?

“Bene, mi sento preparato. Resto calmo perché so che sarà una gara lunga e io non sono abituato a queste durate, ma sono carico. Alla fine IMSA e WEC sono molto simili, ci sono delle piccole differenze ma guido la stessa macchina, le dinamiche come il traffico sono uguali e l’approccio mentale è lo stesso. Devo pensare che quando guido in realtà non sono da solo dovendo condividere guida e setup con i miei compagni, quindi devo abituarmi a ciò che Alex e Earl richiedono dalla macchina. Con loro non ho mai lavorato, se non quando abbiamo corso in due macchine diverse a Daytona, però svolgendo i briefing tutti insieme, anche con i piloti della #3, tutto diventa più facile.”

Come valuti le prime sette gare in IndyCar? Il passaggio agli ibridi cambierà qualcosa?

Da inizio anno abbiamo vinto due gare, la prima a Thermal nell’evento extra-campionato e la seconda a Indy Road. A Detroit abbiamo avuto un po’ di sfortuna con una collisione (Palou ha trovato Newgarden fermo in curva 3, ndr), però in tutte le gare siamo stati lì davanti con la possibilità di vincere. Siamo tutti vicini, da Scott (Dixon, ndr) ai piloti Penske, che hanno fatto tripletta a Road America, ma devo dire che sono molto contento della prima parte di stagione. Quel che è certo è che Penske a Indianapolis e Road America è stata più veloce, quindi sì, sono contento della mia macchina, ma dobbiamo essere più forti per vincere e poi vedere come andrà con l’ibrido a partire dal Mid-Ohio. Il sistema è molto più piccolo rispetto alla F1, WEC e IMSA, pesa circa 30 kg e cambia l’intera dinamica della macchina. Magari all’inizio potremmo fare uno step, ma a fine anno tutto sarà uguale, i valori si compatteranno e non ci si potrà rilassare anche da top team.

Credi che la strada presa dalla Indy dal punto di vista tecnico sia quella giusta?

Penso che tutti i piloti vogliano una macchina nuova, meno pesante e più rapida. Però questa è la strada presa dalla IndyCar e credo che sia buono provare a cambiare qualcosa nella macchina, anche usando lo stesso telaio. Magari l’ibrido aiuterà ad accogliere più motoristi in futuro, poi penso che tra due o tre anni si cambierà qualcosa. Non so se ci sarà una nuova vettura, o solamente un aggiornamento di telaio o aerokit, ma sicuramente arriverà qualcosa.

Sei passato dall’Europa al Giappone, stabilendoti poi in America. Cosa ti piace di più dell’universo a stelle e strisce?

L’America mi piace, sono contento di viverci. È sempre più facile vivere a casa, in Spagna o in generale in Europa, però mi piace lo stile di vita e adoro le gare. Facciamo 17 corse all’anno e per un pilota questo è un sogno. Penso che l’unica competizione che corra più gare in Europa sia la F1. Gli Stati Uniti mi possono offrire tutto questo, mentre i campionati europei no.

Una delle figure chiave della Indy è lo stratega ed il tuo è Barry Wanser. Come descriveresti il vostro rapporto in pista?

“Barry è quella persona che mi segue costantemente, via radio in pista e fuori. È con me dal primo anno in Ganassi (2021, ndr), e abbiamo una relazione molto stretta. Stamattina ho parlato con lui raccontandogli cosa stiamo facendo qui a Le Mans. Le squadre sono numerose, ma alla fine è solo una persona che ti parla quando sei in macchina. Per questo motivo penso che sia importantissimo essere così legati.

Infine, cosa ti aspetti dalla 24 ore? Che ne pensi del circuito?

“La settimana sta andando bene. Ieri mattina ho preparato la macchina, poi abbiamo fatto qualche giro nella notte. Penso che oggi possa andare meglio siccome sono riuscito a dormire, fare le cose con calma e imparare. La pista è decisamente migliore di quel che mi aspettassi. Prima di venire qui l’ho provata al simulatore e non mi sembrava avere molto carattere. Invece devo dire che ne abbia molto, devi spingere sempre mentre a volte trovi piste in cui non devi andare troppo al limite per essere veloce. Inoltre, i lunghi rettilinei aiuteranno molto nelle fasi di traffico. Mi hanno colpito ovviamente le curve Porsche, ma anche Mulsanne è incredibile. Da tv e simulatore non sembra così difficile, ma in realtà è davvero tosta. Devi sterzare mentre freni e c’è qualche avvallamento in cui è facile bloccare. In più non ci sono grandi vie di fuga, appena dopo la ghiaia incontri il muro.

Immagine di copertina: Penske Entertainment – Joe Skibinki

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