W Series | Michèle Mouton: “La vincitrice del titolo dovrebbe essere promossa in F3”

La presidentessa della Commissione per le donne nel motorsport promuove un cambiamento per la serie al femminile


L’onorevole intento dell W Series, quello di portare giovani ragazze a fare esperienza nel motorsport su pista tramite una serie a loro riservata, ha raccolto tanti pareri favorevoli ma anche diverse critiche a partire dalla sua fondazione datata 2019. Tra queste ultime c’è sicuramente il fatto che in questo momento la W Series appaia quasi come un campionato fine a sé stesso, dato il sistema di premi che permette alle migliori classificate di iscriversi anche alla stagione successiva dando però più difficoltà qualora una pilota volesse compiere un passo ulteriore.

Una proposta in questo senso è stata lanciata ad Autosport da Michèle Mouton, leggenda dei rally che ora ricopre la carica di presidente della Women in Motorsport Commission della FIA, organismo che si occupa appunto del movimento femminile nelle competizioni a quattro ruote.

“Non ho nulla contro la W Series, perché promuove la presenza femminile nel motorsport, ma non sono d’accordo con la loro struttura e con il fare correre le ragazze solo tra di loro, perché l’unico modo per crescere è correre contro i piloti migliori”, ha detto.

La finalità della W Series è chiara ed evidente: “Quando corri insieme alla F1 è una passerella, è bello vedere correre le ragazze ma se si osserva cosa sono poi in grado di fare non è sufficiente. Bisogna confrontarsi contro i piloti migliori per capire il proprio livello. Ora è tutto molto divertente da vedere, perché le ragazze non pagano, hanno visibilità e promozione, lo spettacolo è ottimo”.

E si arriva al nocciolo della questione: “Se questa è una serie a sé stante non può essere d’aiuto, ma se dovesse diventare un trampolino di lancio come il programma Rising Stars, dove una volta elette le vincitrici si passa ad un livello successivo, allora sarebbe tutto fantastico”. La proposta di Mouton prende spunto dal test effettuato da Nerea Martí e Irina Sidorkova qualche settimana fa a Magny-Cours: “Se le ragazze non dovessero pagare per correre, gareggiassero nei weekend della F1 e alla fine del campionato la vincitrice avesse un sedile garantito in F3, allora avrebbero tutto il mio appoggio. La mia posizione a tal proposito è chiara. Abbiamo parlato con gli organizzatori della W Series per cambiare il loro sistema, in modo che la vincitrice possa avere uno sbocco”.

Senza dubbio, la W Series costituisce comunque un ottimo punto di partenza per ragazze che vogliono lanciarsi (o rilanciarsi, come abbiamo osservato in alcuni casi) nel motorsport. Mouton pensa che nell’ultimo decennio il motorsport in rosa abbia conosciuto una crescita esponenziale: “Credo che oggi si stia profondendo un grande sforzo in nome dell’uguaglianza ed è un qualcosa che si può percepire non solo nelle corse, ma in tutto il motorsport in generale. Vogliamo più donne nel motorsport, in ogni settore. Questa è la cosa più importante, ho lavorato un intero decennio per ricevere il supporto che ora riceviamo dalle squadre. Ora la questione si è fatta seria e questa è una grossa opportunità. La cosa migliore è essere nelle condizioni di poter pensare solo a guidare, spero che questa opportunità non venga sprecata e che si prosegua sulla via del progresso. Il WEC, sotto questo punto di vista, è incredibile: ci sono sei donne a correre nel campionato e spero che queste continuino a lottare”.

Negli ultimi giorni, intanto, la bi-campionessa Jamie Chadwick ha confermato di non avere intenzione di difendere il titolo femminile anche nel 2022. La pilota britannica cercherà una nuova sistemazione, puntando a categorie superiori o cambiando il proprio “focus” qualora non dovesse trovare posto in un campionato a ruote scoperte.

Immagine copertina: fim-women.com

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