Verstappen, un mondiale vinto in sordina tra indecisioni, polemiche e lamentele

di Alessandro Secchi @alexsecchi83
10 Ottobre 2022 - 15:22

Il secondo titolo di Verstappen passa quasi sotto traccia

Non inquadrato, inizialmente non compreso, ufficializzato dopo una penalità e dopo aver capito a fatica con quale punteggio si è conclusa la gara di Suzuka.

Il secondo titolo iridato di Max Verstappen è arrivato così. Lo si attendeva ma si è consumato in sordina, passato in quinto o sesto piano dietro alle polemiche sul punteggio pieno, sul numero di giri, sulla penalità a Leclerc e agli altri argomenti della gara e del weekend, dalla solita pantomima che si consuma quando piove al vergognoso trattore in pista con le vetture che passavano.

Lo stesso Verstappen che, nel retro podio, chiede ancora conferma di essere effettivamente campione rende l’idea di quanto questo titolo sia stato strozzato da tutto quello che è stato il contorno. Non aveva capito di aver finito la gara (non lo aveva capito nemmeno la regia e nemmeno noi), non aveva capito quanti punti aveva conquistato; ha realizzato solo sul podio, dalla voce di Jenson Button, di essere “Two time World Champion”.

E allora via ai festeggiamenti, senza però quel fragore iniziale, quell’esplosione di felicità che sarebbe stata lecita per una stagione conquistata sul campo. Un campionato iniziato in modo difficile e poi recuperato progressivamente, in combinazione con i problemi di una Ferrari che, però, fino ad almeno metà stagione ha dato filo da torcere e non poco.

In generale, quello che spiace da tempo a questa parte è dover parlare sempre e solo di polemiche e di lamentele. Ormai l’aspetto sportivo sembra diventato un contorno a tutto il vociare che si fa nel weekend e durante la settimana e questa tre giorni di Suzuka non è stata da meno dopo quanto visto a Singapore e a Monza.

E non è ancora finita. Perché tra poche ore dovremmo sapere finalmente qualcosa sulla questione Budget Cap, trattata per lo più come una certezza di pena senza avere ancora in mano gli strumenti per valutare quanto successo. Un altro carico da novanta di polemiche e complotti a macchiare una stagione sportivamente da incorniciare.

Un 2022 conquistato con una gara, quella del Giappone, passata a sua volta in sordina ma portata a casa dall’olandese con un ritmo inarrivabile per chiunque in condizioni di pista bagnata; un secondo al giro guadagnato in media su tutti, compagno compreso. Una dimostrazione di forza, l’ennesima, in una stagione condizionata da un paio di sbavature e nulla più a confermare lo step di maturità definitivo di Max.

Doveva e poteva essere una celebrazione (per lui e la Red Bull è stato così allo spegnersi dei riflettori) ma, pubblicamente, il secondo mondiale di Verstappen è passato come la notizia meno importante delle ultime settimane. Francamente, non il massimo a livello di immagine dello Sport.

Immagine: Media Red Bull