Tutto pronto a Barcellona

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Due anni fa fui accolto dalla neve. L’anno scorso da una temperatura che variava dai 20 gradi al sole ai -15 all’ombra. Questa volta, a giudicare dalle premesse, potrei aver sbagliato completamente la scelta del vestiario e sarò costretto a comprarmi un costume in qualche shop della zona.

A darmi la sveglia definitiva, però, non è stato il poggiare i piedi sul suolo spag… catalano. Parentesi: nella valigia per venire a Barcellona stavo per mettere una maglietta dell’Hard Rock Café di Madrid. Non mi avreste più rivisto.

Dicevo… la sveglia, dopo un viaggio aereo durato 5 minuti (mi sono addormentato appena ci siamo alzati) è arrivata da una capocciata di proporzioni siderali rifilata al furgoncino del car rental fuori dall’aeroporto. Non avete idea. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto essere alto quei cinque centimetri in più, ma non li voglio certo in bernoccoli. Ovviamente il tutto nell’ilarità generale del buon Federico – con me a Barcellona – e dell’autista del furgoncino che, andandosene, ha mimato la craniata che ho tirato e credo stia ancora ridendo di gusto delle mie disgrazie.

Evitato per fortuna un pronto soccorso dopo mezz’ora e ritirata la nostra bella Fiesta a noleggio, ci siamo avviati verso il nostro albergo. Ingenuamente pensavo di aver scampato il traffico dopo un viaggio liscissimo verso Malpensa. Invece ci siamo trovati sull’equivalente del raccordo di Borgo Panigale al 15 agosto: un’ora e passa per fare 25 km. Pazienza.

Dopo adeguati riposo e cena a base di hamburger e un dolce fotonico, siamo pronti alla tre giorni di test F1. Questa volta mi sono attrezzato per bene e la reflex non avrà di che lamentarsi. Le pile, invece di una, sono tre.

L’attesa, invece, è tanta. Non vedo l’ora di sedermi sull’erba e, nel silenzio generale, sentire arrivare le monoposto da lontano. Sì, certo, il sound non è più quello di una volta, ma bisogna anche sapersi accontentare.

Ci aggiorniamo su queste pagine e buona stagione a tutti.

MONOPOSTO by SAURO

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Tutto pronto a Barcellona 2
Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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