Tripletta Honda a precedere le Cupra di Reis e Cardoso. Più arretrate le Hyundai; rimaste escluse dal Q1 tutte le Lynk & Co
A Cascavel, il TCR South America è tornato a far rombare i motori e in qualifica la storia non è cambiata; o meglio, è variata dei protagonisti ma non dell’auto più veloce. A conquistare la pole position è infatti stata ancora una volta la Honda Civic FL5 del team di Sebastián Martino, ma il più rapido questa volta è stato il campione in carica del TCR Brasil, Nelson Piquet Jr.
Dopo un Q1 passato come terzo incomodo di Honda Racing, il brasiliano si è fatto rivalere sulle due vetture gemelle di Leonel e Tiago Pernía, andando a conquistare il miglior tempo del Q2, ma anche il nuovo record del tracciato. Honda è tornata dunque a fare un po’ quello che ci aveva abituato lo scorso anno, dominando le prove ufficiali e lasciando solo le briciole al resto della concorrenza.
1:04.242 è il nuovo miglior riferimento del tracciato di Cascavel, che ha battuto di sei decimi quello che era il record stabilito da Rodrigo Baptista due anni fa, con la versione precedente del modello giapponese. Il giro del #33 è stato perfetto perché non solo gli ha permesso di archiviare la prima pole dell’anno, ma anche di farlo con quasi due decimi di vantaggio su Tiago Pernía – che si conferma rinvigorito dalla tappa del TCR Europe al Mugello – e di tre abbondanti su Leonel Pernía.
Il trio Honda ha poi seminato tutti gli altri, impegnati a strapparsi le posizioni a suon di millesimi. Il migliore dei non-Honda è stato Raphael Reis, che per soli 8 millesimi ha posto alle spalle il compagno di marca Pedro Cardoso, in ripresa dopo una Curvelo da dimenticare. A meno di mezzo decimo dalle due Cupra, ancora una volta Joaquín Cafaro ha fatto le magie con la vecchia Peugeot 308 dell’Uruguay Racing Team, mentre solo settimo ha chiuso Néstor Girolami, con la prima delle Hyundai.
Il “Bebu” ha mancato la terza fila per soli due millesimi, ma comunque non è mai stato tra i protagonisti non solo di un’eventuale lotta per la pole, ma anche per le prime file. A seguire Erick Schotten, molto concreto al suo secondo appuntamento, seguito dalla sfilza di piloti Junio, con Camilo Trappa poleman del trofeo, grazie al suo nono posto. Dietro di lui, e con la pole position per Gara 2 in tasca, si è classificato Enzo Gianfratti.
A chiudere le posizioni in Q2, Diego Ciantini, primo dei piloti incapace di scendere sotto il muro dell’1:05, quindi Gabriel Moura che, nel suo unico tentativo svolto a metà sessione, non è riuscito ad essere altrettanto brillante come nel suo debutto.
Tra i rimasti esclusi al termine dei primi venti minuti di qualifiche, ancora una volta, Juan Manuel Casella, che ha mancato la qualificazione per meno di mezzo decimo. Il pilota uruguaiano sembrava poter avere un ritmo migliore rispetto a Curvelo, ma il susseguirsi di miglioramenti negli ultimi minuti l’ha portato in trappola, lasciandolo con un amaro tredicesimo tempo.
Peggio è andata invece all’intero Paladini Racing, ancora in difficoltà dopo l’avvio di stagione non troppo eccellente con Pezzini, Fuca e Yannanutoni. Questa volta il team diretto dalla famiglia Rosso ha visto proprio l’esclusione di Juan Ángel, leader della classifica del TCR South America, che ha seguito Casella di soli due millesimi, rimanendo a sua volta escluso per circa mezzo decimo.
A differenza del pilota Peugeot, Rosso aveva dato dimostrazione del ritmo per poter entrare quanto meno nel Q2, ma il valzer di posizioni finali ha tratto nel baratro anche lui. Ancora difficile è stata invece la prova delle altre Lynk & Co, con Yannantuoni sedicesimo, Pezzini diciassettesimo e Fuca diciannovesimo.
Adrián Chiriano, con la P18, ha invece portato a casa la pole della Copa Trophy, precedendo di oltre mezzo secondo il rientrante Guilherme Reischl e di quasi un secondo Enrique Maglione. Esordio non troppo da ricordare, invece, per Gabryel Romano, ultimo a oltre due secondi dal miglior tempo della sessione.

Immagine di copertina: TCR South America
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