TCR Panama | Intervista a George Hazbun: “Ottimo il nostro esordio, ma lavoriamo sempre per migliorarci. Puntiamo a una tappa nel TCR World Tour”

Di: Marco Colletta
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Pubblicato il 20 Novembre 2025 - 18:30
Tempo di lettura: 8 minuti
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TCR Panama | Intervista a George Hazbun: “Ottimo il nostro esordio, ma lavoriamo sempre per migliorarci. Puntiamo a una tappa nel TCR World Tour”

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Il racconto della prima stagione del TCR Panama e degli obiettivi futuri, tramite le parole del Direttore Generale della serie

Dal 2024 il concetto TCR ha iniziato a espandersi concretamente anche in Centro America, con la nascita del primo campionato in Messico e le prime gare dimostrative a Panama. All’esordio di quest’anno, proprio nell’impianto di Sajalices, il TCR Panama ha acceso i propri motori per la prima stagione, da subito con una griglia ben assortita e che ha puntato in alto sin dai primi momenti.

Al termine di questa prima stagione, che si è chiusa un mese fa con la vittoria del titolo da parte di Emilio “Milo” Valverde (Hyundai Elantra N, CHM Motorsports), P300.it ha intervistato il Direttore Generale del TCR Panama, George Hazbun.

Giunto al comando della neonata serie circa un anno fa, con lui abbiamo ripercorso le tappe che hanno portato alla nascita del campionato, in un paese con una tradizione motoristica nettamente differente dal punto di vista internazionale, come si è evoluto il 2025 e quali sono piani e visioni future, tra le quali ovviamente non manca la volontà di ospitare anche il TCR World Tour.

Dopo le gare dimostrative nel 2024, a fine anno è stata annunciata la nascita del TCR Panama. Quando è iniziato il lavoro per portare il concetto TCR e come avete lavorato per prerarvi?

“Ho iniziato a lavorare a ottobre 2024 con Autodromo Panamá, quindi si stava il progetto del TCR era già in essere, c’era già una collaborazione avanzata con WSC Group ed eravamo in fase di negoziazioni. In quel momento a Panama avevamo 6-7 vetture, che non facendo ancora parte di un campionato di WSC, correvano senza verifiche tecniche. Dopodiché a dicembre abbiamo concluso le discussioni e abbiamo annunciato la nascita del TCR Panama”.

“Abbiamo avuto poco tempo per prepararci perché da quel momento in poi ci sarebbero stati solo un mese e mezzo circa prima della prima gara a febbraio, considerando anche le Festività Natalizie. Abbiamo comunque avuto un buon appoggio da parte di tutta WSC, diverse persone sono venute per darci una mano anche dal punto di vista delle verifiche tecniche. Da qui abbiamo iniziato a lavorare per migliorarci sotto questo aspetto, per far sì che potessimo avvicinarci sempre più agli standard del TCR World Tour”.

“Siamo andati anche in Messico per la prima gara del Mondiale, per apprendere il loro metodo di lavoro e avere allo stesso modo un’opportunità per avvicinarci a loro”.

“Durante la stagione poi hanno cominciato ad arrivare sempre più vetture, sono giunti altri piloti come Rodrigo Pflucker, oltre ad aver visto lo scambio di auto già presenti qui, come l’Audi di Mario Bárcenas che è stata venduta ad un altro team. Ci siamo trovati quindi con una griglia di 13-14 auto che, essendo una prima stagione, penso sia un risultato positivo”.

“Per il prossimo anno ci aspettiamo ancora di più. Già adesso stiamo iniziando a firmare contratti con varie squadre e stiamo cominciando anche lavorare su tutta l’area tecnica, con un zona dedicata che stiamo costruendo in Autodromo, per far sì che anche altre categorie TCR possano venire a correre qui”.

Dal primo evento avete avuto più di dieci piloti e da differenti paesi intorno a Panama. Qual è stato il segreto di questo interesse internazionale e di una griglia con tanti partecipanti?

“Penso che l’interesse derivi anche da quello che stiamo facendo e mostrando qui all’Autodromo Panamá. Abbiamo investito tanto sulle infrastrutture, ora stiamo procedendo in quella che è la Fase 2 della costruzione dell’impianto, con l’espansione della pista. Siamo al 50% di quello che vorremmo avere. Noi stiamo facendo un grande sforzo per aumentare e migliorare i servizi affinché anche la gente al di fuori del confine venga qui e abbia un appoggio, anche dando loro un aiuto con l’iscrizione”.

“La nostra idea con il TCR è quella di continuare a crescere, sperando di avere 18 vetture per il primo evento del prossimo anno. Stiamo anche lavorando con gli organizzatori del TCR México e TCR South America per avere un maxi evento con 30-35 auto. Sarebbe l’ideale iniziare il campionato così e magari terminarlo con l’evento in Messico insieme alla F1, che in quel caso sarebbe la quarta tappa del campionato. Quest’anno abbiamo saltato quell’evento perché nessuno voleva finire la stagione fuori casa”.

“La gente in tutto il Centro-Sud America vuole mantenere bassi i costi e per quel motivo non si cambia in continuazione la pista, ma possiamo magari farlo uno o due volte all’anno, per poter rimanere con un campionato economico e che di conseguenza rimanga attrattivo per piloti dagli Stati Uniti e altri paesi nei dintorni”.

“Al momento penso che il nostro sia uno dei più interessanti di questa zona dell’America, tanto da aver visto molti piloti molto competitivi, come Hernández che ha vinto tanto nel GT3, e anche altri che hanno corso in IMSA. Per il 2026 ci aspettiamo una griglia ancora più internazionale dello scorso anno”.

Abbiamo visto che Luis Ramírez ha avuto Damián Fineschi, Team Manager di PMO Racing nel TCR South America, come coach, che i team Hyundai lavorano insieme a Bryan Herta e che è iniziata anche la collaborazione tra VGRT e Bárcenas Racing. Ora stata lavorando ancora più collaborazioni con IMSA e TCR South America, per aumentare l’importanza della serie?

Nell’ultimo evento abbiamo avuto anche Detlef Schmidt, il Direttore Globale di Audi Sport Customer Racing, che ha dato un aiuto a tutti i team clienti; infatti le Audi hanno dimostrato un passo migliore nel corso del weekend, risolvendo i problemi con cui non venivano a capo. Tutta la squadra di Audi Sport ci ha dato una mano, solidificando la collaborazione con Autodromo Panamá. Durante l’anno abbiamo anche ricevuto supporto da Honda, che ha collaborato con i proprietari delle due auto che abbiamo qui”.

“Includendo Bryan Herta, VGRT e i rappresentanti di tutti i costruttori, tutti hanno messo la loro parte. Stiamo cercando di aumentare ancora di più gli arrivi dall’IMSA, anche se quello è un campionato abbastanza complicato dal punto di vista del calendario. Credo però che l’opportunità più grande la possiamo trarre dal TCR South America, dove ci sono tanti team che sono molto interessati. Con Federico (Punteri, ndr) stiamo infatti lavorando molto perché penso che la collaborazione possa fare bene sia al nostro campionato, ma anche al loro”.

“Ora stanno arrivando altri veicoli dal Sud America, così come altri piloti che stanno già firmando, o team che potrebbero giungere da Perù e Brasile. Credo quindi che si sta prefigurando quindi qualcosa di davvero buono per il TCR Panama 2026”.

Possiamo considerare tutte queste collaborazioni come un aiuto al fine del buon esito della prima stagione?

“Sì, credo che soprattutto la collaborazione a livello tecnico abbia aiutato molto le squadre, perché in realtà la gente crede che queste siano auto comuni da strada, ma in realtà sono realizzate con tanta elettronica e tecnologia già in fabbrica. C’è quindi da affrontare una curva di apprendimento; per questo i team qui hanno fatto un ottimo lavoro, grazie anche all’appoggio che ci hanno dato da fuori. Il campionato è stato molto competitivo e se non sbaglio durante l’anno ci sono stati solo 2 o 3 ritiri a causa di problemi meccanici. I piloti per questo sono molto agguerriti, hanno tanta voglia di vincere”.

“Abbiamo avuto una crescita anche per quanto riguarda l’area dei commissari, così che fossero più stringenti. Noi, come Autodromo Panamá e TCR Panama, abbiamo l’obiettivo di mantenere la categoria quanto più limpida e regolare possibile. Questo è stato anche parte del successo. Non c’è solo politica, ma bisogna far sì che la gente si senta a casa, che si diverta”.

Per il team del TCR Panama, quali sono i punti su cui bisogna lavorare maggiormente per migliorarsi?

“Definitivamente dobbiamo lavorare ancora per migliorare tutto ciò che concerne l’area tecnica. Al momento abbiamo iniziato solo guardando le altezze e i dati e tutto ciò che ha a che fare con le dimensioni dell’auto. Cinzia (Piacquadio, ndr), Responsabile dell’Analisi delle Performance di WSC, ci ha aiutato molto. Ci ha dato un software attraverso il quale, se avessimo alcun dubbio, può darci un supporto da remoto. Stiamo anche assumendo nuovo personale per poter affrontare al meglio tutti i controlli. Puntiamo molto su questo aspetto, sul raggiungere il livello del TCR World Tour perché avere una loro gare qui è uno dei nostri obiettivi. Per il 2026 è difficile, ma per il 2027 speriamo di avere una loro tappa a Panama”.

“L’altro settore su cui stiamo lavorando è il miglioramento delle strutture, così che le squadre abbiano un spazio proprio dove poter operare sulle vetture. Questo potrebbe attrarre altri team ad unirsi. Ci manca anche la torre di controllo, che è tra i piani per il 2026”.

“Tra i vari lavori, stiamo sviluppando una nostra piattaforma televisiva perché abbiamo avuto alcune buone trasmissioni con TV Max, che è un canale nazionale panamense molto grande, ma con costi molto alti a livelli di produzione. Per questo stiamo creando una squadra che ci permetta di avere sempre una produzione televisiva. Pian piano stiamo comprando i software necessari e, come TCR Panama, stiamo lavorando per avere anche le grafiche sempre visibili per gli utenti”.

“Nelle vetture stiamo iniziando a installare anche le bandiere elettroniche e il GPS. C’è tanta tecnologia su cui ci stiamo concentrando non solo nell’Autodromo, ma anche nei veicoli, per far sì che questo campionato sia sempre migliore, più serio e più simile possibile per tutti”.

Sei soddisfatto personalmente del risultato di questa stagione?

“Sì. È stata una buona annata, con tanti bei eventi, con gare molto belle ed emozionanti. Ovviamente non posso essere totalmente soddisfatto, perché mi aspetto sempre qualcosa di più. Essendo a capo della categoria guardo quello che mi piacerebbe avere, quello che manca e cosa fare per arrivare a ciò. Penso però che come inizio di una categoria, meglio di così non si potesse fare”.

“Dobbiamo continuare nello stesso modo e proseguire nel migliorarci. Mi piacerebbe se in un paio d’anni arrivasse ad avere un’importanza come il World Tour, ma per l’America. Ovvio, non possiamo correre in tutto il mondo, ma saranno importanti le alleanze. Siamo al centro di tutta l’America e quindi potremmo puntare a diventare una delle categorie TCR più importanti globalmente”.

Qual è stata la risposta dei tifosi?

“Credo di sì, ha tanto seguito, abbiamo avuto un evento con più di dieci mila persone. La cosa più importante è che la gente sta iniziando a identificarsi con i piloti, come Daniel Formal, Milo Valverde, Sebastián Ng, Mario Bárcenas, Luis Ramírez; quest’ultimo ha puntato molto quest’anno sulla sua immagine personale. Abbiamo già tutto il merchandising della categoria, le squadre stanno producendo il proprio… Stiamo portando tante cose nuove che permettono al pubblico di identificarsi con chi corre e che a loro piacciono”.

“Abbiamo fatto anche un ‘Pit Party’ con tutte le vetture parcheggiate in pit lane e tutti i piloti a firmare gli autografi e farsi le foto con gli appassionati. L’attenzione che abbiamo dato al pubblico ha creato quell’interesse che sta crescendo molto. Vorrei che fosse un po’ come il Turismo Carretera in Argentina, dove la gente si innamora delle auto e va in giro con le bandiere, che ci sia passione per le vetture, per chi corre. Penso che le categorie che qui a Panama ci sono state negli ultimi 10-15 anni non hanno mai avuto lo stesso grado di interesse che ha avuto il TCR Panama. Questo mi dà tanta soddisfazione”.

Essendo che il tuo obiettivo per il futuro è portare a Panama il TCR World Tour, per il 2026 possiamo aspettarci un pilota o un team panamanse nella tappa messicana del Mondiale?

“Ad essere onesto non ho alcuna informazione al momento. So che più che per i team, c’è interesse da parte di qualche pilota”.

Immagine di copertina: Autódromo Panamá

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