KMW ottiene il primo successo dai tempi dell’Alfa Romeo, dopo la squalifica nelle prove ufficiali e i problemi di MMG e Stallion
Un vero e proprio weekend a senso unico quello del Michelin Pilot Challenge a Watkins Glen, sede del quinto appuntamento del 2026. Sia in qualifica che in gara, Honda ha dimostrato ancora una volta perché questo circuito è il suo preferito, dominando le qualifiche e mostrandosi imbattibile sul passo gara. Nemmeno squalifiche e problemi tecnici hanno impedito alla Civic FL5 di imporsi nuovamente sul tracciato newyorkese.
In qualifica è stato ancora una volta assolo di Louis-Philippe Montour che, per la terza volta consecutiva, ha regalato la pole position alla Honda di Montreal Motorsport Group, rifilando sette decimi a tutto il gruppo. Il marchio giapponese era riuscito a ottenere anche il secondo e il quarto posto – con la tripletta negata solo da un’ottima prestazione di Raphael Reis -, ma in seguito a una violazione tecnica della #5, tutti i tempi sono stati cancellati, con la vettura di KMW Motorsport relegata al fondo dello schieramento.
La gara ha invece visto un passo inarrivabile da parte di tutti i piloti al volante della FL5. In un primo momento è stata la #93 dei poleman a comandare – anche con un discreto vantaggio – il gruppo, con la #89 di HART appena alle spalle, mentre la #5 stava risalendo pian piano la china. La prospettiva della seconda vittoria di fila è durata giusto sette giri, prima che un problema tecnico costringesse Montour a parcheggiare definitivamente ai box la sua auto.
HART ha quindi ereditato la prima piazza, che ha poi mantenuto anche dopo il giro di soste. Pit stop che si sono rivelati cruciali in quanto, essendo stata la gara disputata per il 90% in bandiera verde, nell’ultima mezz’ora i piloti hanno dovuto anche giocare con il risparmio di carburante.
I problemi sono poi arrivati anche sulla vettura #89, tanto da portare a questo punto la Honda di KMW al comando, anche se non con la stessa sicurezza delle due auto gemelle. Lewis è stato infatti scalzato in un primo momento da Neto, il quale ha visto negata la sua prima vittoria dalla rottura della pompa di benzina, completando così una rimonta dal fondo dopo la penalità di Reis al via.
L’ecatombe di macchine con problemi, una volta raggiunta la vetta della classifica, non ha però colpito la #5 che ha conquistato il primo successo con la Honda (l’ultimo risaliva a Road America 2024, ultima corsa con l’Alfa Romeo Giulietta Veloce, ndr) e anche per Rocco Pasquarella. Sul podio anche i leader (anonimi) del campionato Filippi e Morris, ma anche Eddie ed Eduardo Gou, al primo podio stagionale.
QUALIFICHE
Anche a Watkins Glen la Honda Civic FL5 si è confermata come la migliore vettura sul giro secco. Dopo le due pole position conquistate a Sebring e Mid-Ohio da Pasquarella con KMW, questa volta è stato il turno di Montour con quella di MMG. Il pilota canadese ha infilato la terza partenza al palo consecutiva al Glen, questa volta fermando il cronometro sul tempo di 1:54.673 – che per quattro decimi gli è valso anche il nuovo record della pista -, rifilando sette decimi e mezzo proprio al giovane di KMW.
Un 1-2 firmato che è stato rovinato solo da un ottimo Reis, che ha conquistato il terzo tempo frapponendosi tra le prime due Civic e la terza del team HART, con Chambers al volante, e impedendo una storia tripletta. Per trovare invece la prima delle Hyundai serve scendere fino al quinto posto, con il leader del campionato Morris che ha pagato 1.1 secondi dal battistrada, negandosi la seconda fila per soli 19 millesimi.
Dietro al #33 la prima delle Audi del Baker Racing – con Sam Baker e Vance – quindi quella di Gou Racing, le quali hanno preceduto la prima Cupra di VGR con Clemons al volante e quindi la seconda Elantra di BHA, quella di Bergstein, attardato invece di due secondi. Dean Baker ha invece chiuso le prime dieci posizioni, con Brown e la Aust fuori dalla Top 10.
A rovinare ulteriormente la festa ad Honda ci ha pensato anche una penalità a fine sessione, che ha invalidato tutti i giri fatti registrare dalla vettura #5, che è stata conseguentemente spinta in fondo allo schieramento, facendo scalare di una posizione in avanti tutti i piloti da Reis in poi.
GARA
Ottimo avvio da parte di Montour che ha subito messo qualche metro di vantaggio sul gruppo, mentre Reis ha dovuto difendersi dall’arrivo di Chambers, che non ha però voluto prendersi più di troppi rischi conservando la seconda piazza. Non troppo felice lo scatto di Morris che da quarto è retrocesso sesto, lasciando passare Baker e Gou.
I colpi di scena sono arrivati sin dal secondo giro perché Reis ha subito immediatamente un drive through, per aver cambiato colonna nell’allineamento di partenza, prima che la bandiera verde venisse sventolata. Dopo il suo rientro, mentre i primi due sono subito scappati, Gou ha preso la terza posizione ai danni di Sam Baker, che si è ritrovato in difficoltà dovendo poi cedere anche il quarto posto a Clemons.
Nonostante lo scatto dal fondo della griglia, Pasquarella non si è dato per vinto, portandosi alle porte della Top 5 dopo soli dieci minuti. Intanto Clemons si è sbarazzato a sua volta dell’Audi di Sam Baker, salendo al quarto posto e trovandosi a meno di un secondo dalle posizioni da podio.
Un altro colpo di scena è arrivato nel corso del settimo giro, quando il leader della corsa ha rallentato improvvisamente, dovendo vanificare sin da subito le chance di poter ottenere il secondo successo consecutivo. La Civic di MMG è lentamente rientrata verso la corsia dei box, lasciando così la leadership a Chambers. Nonostante sia stata portata dietro al muretto per i dovuti interventi, la #93 è stata successivamente costretta al ritiro.
Intanto Baker è tornato davanti a Clemons, il quale è stato sopravanzato anche da Pasquarella, che in meno di venti minuti si è lanciato nella lotta per il podio. Anche l’Audi di Baker è stata colpita da problemi tecnici, in quanto un surriscaldamento del motore della RS 3 LMS ha costretto il canadese a rientrare ai box mentre si trovava quinto poco dopo la metà gara.
Il primo pilota a rientrare ai box per la sosta obbligatoria è stato Bergstein, dopo la scadenza del tempo limite minimo di guida; il pilota della #18 ha lasciato quindi il volante al campione in carica Gottsacker per l’ultima metà della corsa.
Del gruppo di testa, il primo a mettere la freccia verso i box è stato il leader della gara Chambers, che è rientrato al 26esimo giro, a 66 minuti dal termine, lasciando il posto a Gilsinger. Insieme a lui anche Reis e Tally hanno terminato i propri turni, lasciando il sedile rispettivamente a Neto e Bacon.
Al passaggio successivo è stato quindi il turno di Clemons, la cui vettura ha perso tempo sulla piazzola (dovendone poi scontare ulteriore in seguito a un drive through inflitto per violazione del regolamento durante il pit stop) prima che Gonzalez potesse tornare in pista. Al 28esimo sono rientrati Morris, Brown e Aust, al 29esimo Gou, Pasquarella, Dean Baker e Riley Pegram.
Con il pit smarcato da tutti e la prima ora di gara conclusa, Gilsinger ha ripreso la prima posizione in classifica davanti a Lewis, che ha guadagnato il posto su Gou, mentre Filippi si è confermato quarto davanti a Neto, Bacon e Junqueira.
Dopo circa un quarto d’ora di quiete, a muovere la classifica ci ha pensato Neto, che è andato a infilzare la terza posizione su Gou, scalzando momentaneamente l’Audi dalla possibilità di cogliere il primo podio stagionale.
A mezz’ora dalla fine doppio colpo di scena perché se in un primo momento la Cupra #99 ha rallentato, mentre si trovava ai piedi della Top 10, qualche secondo dopo Gilsinger ha perso la prima posizione, dopo aver percorso un paio di giri con un passo di due secondi superiore rispetto agli avversari. A -32 dalla bandiera a scacchi, Lewis ha quindi ereditato la prima posizione, mettendo subito un secondo di vantaggio, mentre la vettura gemella di HART ha dovuto difendersi dal ritorno di Neto e Gou.
Al brasiliano è servito solo un giro in più per prendere il secondo posto, lasciando così la palla nelle mani del pilota messicano, che è salito al terzo posto prima della fine della tornata con un sorpasso sul rettilineo finale.
E dopo altri venti minuti, in quella che sembra diventata una lotta a non rimanere a secco di carburante, Neto ha preso la leadership della corsa sopravanzando Lewis e mettendo da subito quasi un secondo di margine sulla Honda.
Al giro successivo, però, il brasiliano è stato sopravanzato nuovamente da Lewis, ma anche da Gou, scendendo al terzo posto a quindi minuti dalla fine, per la rottura della pompa di benzina. Successivamente, nel tentativo di passare Neto, Gilsinger si è ritrovato infilato da Filippi, che ha anche ottenuto la posizione sul brasiliano, salendo in terza posizione a meno di un quarto d’ora dalla fine.
Con lo stop dell’altra Cupra superstite – la #21 di VGR – avvenuto in mezzo alla pista per aver finito la benzina a bordo, dopo 108 dei 120 minuti di gara la prima Full Course Yellow è stata chiamata in causa, mescolando le carte ancora più di quanto la gestione del carburante non stava già contribuendo a fare.
La bandiera verde è tornata per l’ultima volto a poco meno di cinque minuti dalla fine e in ripartenza Dupont e Wilkins hanno sopravanzato Neto, che ha completamente rallentato già dagli attimi precedenti al restart. Davanti, invece, Filippi ha guadagnato la seconda posizione ai danni di Gou, mettendosi all’inseguimento del successo.
A placare gli animi di un finale al cardiopalmo ci ha pensato un detrito in mezzo alla pista, che ha obbligato la direzione gara a chiamare un’altra neutralizzazione che ha congelato le posizioni fino alla bandiera a scacchi.
Tim Lewis e Rocco Pasquarella conquistano la loro prima vittoria come coppia e riportando KMW Motorpsorts al successo dopo un anno e mezzo. Sul podio, con un sorpasso finale, i leader del campionato Bryson Morris e Mason Filippi ottengono la quarta Top3 in cinque gare, mettendosi alle spalle Eddie ed Eduardo Gou, al primo podio stagionale per loro e per Audi nel campionato IMSA.
Quarto posto con rammarico per Chad Gilsinger e Tyler Chambers, così come l’ottavo di Celso Neto e Raphael Reis, che oltretutto avevano rimontato dal fondo del secondo giro alla leadership a pochi minuti dal termine. Tra loro i mai appariscenti Dupont-Brown, Wilkins-Aust e Gottsacker-Bergstein, dopo una gara trascorsa nella seconda metà del gruppo, con margini superiori al mezzo minuto dalla vetta, chiudono in quinta, sesta e settima piazza.
CLASSIFICA E PROSSIMO APPUNTAMENTO
Con la rimonta finale, Morris e Filippi rimangono in testa alla classifica e allungano anche sui propri rivali. Se prima c’erano cinque equipaggi racchiusi in 110 punti, ora i gap si sono ampiamente allungati, con le prime cinque vetture distanziate da 190 punti. A prendere il posto della Cupra di VGR nella Top 5 dominata da Bryan Herta Autosport ci sono i vincitori del weekend.
- Bryson Morris / Mason Filippi – 1500 pts
- Denis Dupont / Preston Brown – 1420 pts
- Madison Aust / Mark Wilkins – 1360 pts
- Rocco Pasquarella / Tim Lewis – 1320 pts
- Harry Gottsacker / Lance Bergstein – 1310 pts
Il Michelin Pilot Challenge riaccenderà i motori tra due settimane per il sesto appuntamento che coinciderà anche con l’unica trasferta extra USA dell’anno, sul classico tracciato di Mosport Park.
Immagine di copertina: IMSA / Jake Galstad
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