Come troppo spesso accade a Monza, le gomme sono assolute protagoniste: fuori il poleman Covini e il capoclassifica Taylor, Park conclude da vincitore e Butti passa al comando della serie
Da Monza – Quando un campionato TCR corre a Monza il pericolo di una strage di gomme è sempre in agguato e anche la Gara 1 del TCR Europe 2026 non ha fatto eccezione. Circa metà dell’ampia composizione della griglia di partenza in Brianza ha patito avarie all’anteriore sinistra Kumho e ben presto ci si è resi conto di stare assistendo all’ennesima prova di sopravvivenza.
Il sopravvissuto numero uno è Junui Park, che si è guadagnato il gradino più alto del podio correndo una gara attenta e beneficiando di una fortuna essenziale in casi come questo. Lo stop del poleman Gabriele Covini ha aperto la strada al pilota sudcoreano del team Solite Indigo Racing, che ha così portato la Hyundai Elantra N EV al trionfo nella sua corsa di debutto a livello continentale.
Poteva essere un secondo posto trionfale per Nicolas Taylor, che fino allo scadere del tempo regolamentare è rimasto in scia a Park salvo poi venire colpito a sua volta dalla mannaia Kumho. Gioiscono dunque Cupra e Monlau Motorsport, con Adam Shepherd secondo e il nuovo leader di campionato Marco Butti terzo. A dir poco insperato il podio del pilota italiano, caricato con il massimo della zavorra nel peggior weekend possibile in cui scontare questo handicap.
Quanto sia stata selettiva questa gara è reso dal quarto posto di Alex Ley, ritrovatosi a metà gruppo nelle prime fasi dopo un paio di errori, e dal quinto di Ruben Volt, risalito dopo avere perso oltre dieci piazze con una cattiva partenza. Park si è aggiudicato lo Youth Trophy oltre alla vittoria assoluta mentre Mikael Karlsson (nono) ha primeggiato sia nel Tenerife Trophy sia nel Diamond Trophy, classe quest’ultima che ha incoronato Sandro Pelatti campione con tre gare di anticipo.
CRONACA DELLA GARA
Allo spegnimento dei semafori, ottimo scatto per Covini che ha mantenuto la prima posizione davanti a Park. Taylor non ha però tardato a farsi vedere negli specchietti delle Hyundai, rimanendo però in terza posizione , trovandosi alle spalle il compagno di squadra Baldan. Simonov è risalito in quinta posizione, sbarazzandosi di Halder, mentre partenza perfetta per Shepherd che da undicesimo si è spinto in settima piazza.
Il russo di SP si è sbarazzato anche dell’italiano di PMA alla staccata della Variante della Roggia, salendo in quarta posizione, mentre il padovano è scivolato anche alle spalle di Halder e Shepherd. A centro gruppo, Andersson ha avuto un primo giro da dimenticare, dovendo retrocedere dalla dodicesima posizione in griglia alla sedicesima piazza.
Dopo in primo giro scoppiettante, chi ha regalato spettacolo è stato il veterano Briché che si è lanciato verso le Cupra di Monlau, passando prima Butti e poi Shepherd per portarsi in settima piazza. Il francese non è però riuscito a scollarsi dalle spalle le due auto rosse, per mettersi all’inseguimento di Halder, distante quasi un secondo.
Al terzo giro primi problemi per Clairet che si è ritrovato con il cofano motore ribaltato sul proprio parabrezza a più di 200 km/h. Al passaggio successivo è arrivata invece la prima foratura – problema ormai annoso sul tracciato di Monza -, con il russo costretto ad alzare bandiera bianca mentre si trovava in quarta piazza.
Sempre durante il quarto passaggio Halder è stato sopravanzato da Briché, che di conseguenza è salito al quinto posto, quindi anche da Shepherd, con il tedesco che in pochi chilometri si è ritrovato dalla Top5 ad avere il fiato sul collo di Butti. Il pilota di ALM è riuscito però a riprendersi la posizione sulla Cupra, con il britannico che è scivolato anche alle spalle del proprio compagno di squadra.
Il clamoroso colpo di scena è arrivato a dodici minuti dalla fine quando Covini, dopo aver dominato più di metà gara ha dovuto alzare bandiera bianca per colpe delle gomme. La fortuna del pavese ha chiuso gli occhi alla staccata della Ascari, durante il settimo giro, permettendo a Junui Park di cogliere la prima posizione, anche se il coreano si è trovato braccato da Taylor, a meno di mezzo secondo.
Tra le vittime delle forature anche Victor Chan e Felipe Fernández, che anziché tornare ai box, hanno abbandonato le rispettive Honda Civic a bordo strada.
Halder, dopo aver resistito per gran parte della corsa alle Cupra è stato superato da Shepherd in chiusura del decimo giro, dopo che lo stesso inglese si era sbarazzato nuovamente del compagno di squadra, sceso al settimo posto.
Due battute d’arresto pesantissime sono arrivate tra il decimo e undicesimo giro perché prima Baldan e poi Briché hanno forato mentre si trovavano in terza e quarta posizione, lasciando incredibilmente la terza piazza ad Halder, che era in grave difficoltà a inizio corsa, dovendo sudare le fatidiche sette camicie.
Tra le vittime delle forature sono caduti anche Mike Halder mentre si trovava terzo e addirittura il leader del campionato Nicolas Taylor, che cadendo in fondo alla classifica ha permesso a Marco Butti di salire al terzo posto e cogliere la leadership provvisoria della generale. Vittoria solitaria dunque, al debutto della Hyundai Elantra N EV nel TCR Europe, per Junui Park davanti a Shepherd, Butti, Ley e Volt.
Con il 12° posto assoluto e terzo di categoria a fronte del ritiro di Victor Fernández, Pelatti si laurea campione del Diamond Trophy a tre gare dalla conclusione del campionato.

L’appuntamento con Gara 2 è per domani alle 11:05.
Immagine copertina: TCR Europe
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